Utente
Da un paio di mesi avverto un fastidio (non dolore; dormo bene) sull'arcata dentale superiore sinistra. Apparentemente il fastidio parte dal primo premolare superiore la cui carie era stata curata oltre quindici anni fa, il dente devitalizzato, salvata la radice sulla quale era stato innestato un perno-moncone e su questo una protesi in ceramica (o materiale resinoso). Per quindici anni non ho avuto alcun fastidio. Il fastidio è latente, sicuramente sopportabile, ma porta un pensiero fisso. A volte sembra che il fastidio si estenda temporaneamente anche all'arcata inferiore. Tutti gli altri denti sono in sede, sani; l'ultimo, inferiore, è stato recentemente curato per una piccola carie. Sembrerebbe, forse per coincidenza, che il fastidio sia cominciato subito dopo la cura di quest'ultima carie. Aspetto la riapertura del dentista di fiducia per un controllo. Intanto potrei avere un parere di codesto Centro? Grazie

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Dr. Paolo De Carli

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Gentile Paziente,

la risposta che possiamo fornirle è solo ipotetica perchè per fare una diagnosi corretta è necessario una visita clinica completa, un sondaggio parodontale da eseguire delicatamente attorno a sei punti su ciascun dente e almeno una radiografia endorale dell'elemento dentario.

L'ipotesi più probabile è quella di una incrinatura radicolare perchè i primi premolari superiori sono denti "fragili" anche per motivi anatomici ed inoltre la cura canalare, i traumatismi occlusali ed il perno moncone eseguito diversi anni fa possono aver compromesso nel tempo l'integrità derlla radice stessa.

Con un sondaggio ed una radiografia si potrebbero escludere problemi parodontali (piorrea).

Cordialmente
Dr. Paolo De Carli
Specialista in Odontostomatologia
www.studiodecarli.com

[#2] dopo  
Utente
A seguito di panoramica la proposta del dentista curante è quella di fare un curettage delle 4 semiarcate; una seduta per semiarcata. Propone poi di provare a rimuovere il perno moncone e relativa capsula che lo ricopre. E' da questo dente che pare che parta la sensibilità di cui parlavo nella mia prima segnalazione. A suo dire se capsula e perno moncone vengono via facilmente vuol dire che dopo 18 anni il cemento si è allentato, per cui basterà mettere del cemento nuovo e riutilizzare precedenti perno e capsula. Se invece non viene via facilmente vorrà dire che il cemento tiene ancora. Poichè il molare 46 è mancante (da 40 anni) ritiene che l'antagonista si stia allungando ed anche 47 e 48 si stiano spostando in avanti Suggerisce pertanto di impiantare un perno nell'osso e su questo un molare artificiale (non ho capito bene se in resina o ceramica o cosa). Per quest'ultimo lavoro occorrono una seduta per il perno, due/tre radiografie a distanza di un mese l'una dall'altra per verificare se il tessuto osseo sta inglobando il perno, e poi ancora due o tre sedute per calco e sistemazione definitiva. Chiedo per cortesia se la posizione del dentista è condivisibile. A sua detta si tratta di lavori che preverrebbero problemi in futuro. Da tener presente che ho 61 anni, mancante solo 46; perno moncone al 24 e otturazione a 38 e 48. Grazie

[#3]  
Dr. Paolo De Carli

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Le copio quello che ho scritto nel precedente post: - la risposta che possiamo fornirle è solo ipotetica perchè per fare una diagnosi corretta è necessario una visita clinica completa, un sondaggio parodontale da eseguire delicatamente attorno a sei punti su ciascun dente e almeno una radiografia endorale dell'elemento dentario -

Quello che manca, nel suo caso, è una diagnosi corretta perchè lei si lamenta di un "fastidio latente a sinistra" e quindi parlare adesso di un futuro impianto endosseo in zona 46 non c'entra nulla per risolvere il problema!

Non sappiamo com'è stata eseguita l'otturazione sull'ultimo molare inferiore di sinistra (38): ad esempio, è stata utilizzata la diga di gomma?

Riguardo al perno moncone sul 24, rilevo di nuovo che non c'è ancora diagnosi! Vede, la diagnosi si fa prima di rimuovere (o tentare di rimuovere) una corona o un perno, non dopo!

Potremmo farle un lungo elenco di possibili cause ma a cosa servirebbe? Ci vuole una visita clinica diretta e questa la può eseguire, dedicandoci tutto il tempo necessario, solo il dentista che la cura.

Un suggerimento: visto che alla soglia dei 61 anni ha solo pochissimi denti curati (complimenti!) non faccia tentativi approssimativi ma continui ad avere massima attenzione e rispetto per la sua bocca, eventualmente con un secondo parere presso un altro specialista.

Cordialmente
Dr. Paolo De Carli
Specialista in Odontostomatologia
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[#4] dopo  
Utente
Grazie. Convengo che l'impianto su 46 non c'entra nulla con il problema della sensibilità latente sull'arcata 2. Il punto è che poichè cominciamo con delle sedute di curettage, forse conviene proseguire con la sistemazione del 46. La sensibilità latente sull'arcata 2 viene apparentemente spiegata con una dentatura forte ma con radici in appiattimento; in definitiva un'azione di curettage dovrebbe ripulire le tasche da eventuali batteri e la formazione di nuovo tessuto gengivale porterebbe ad una maggiore solidità delle gengive e minor esposizione a sensibilità caldo/freddo. La questione del 24 pare configurarsi come un perno moncone forse troppo grande rispetto alla struttura della radice salvata. Inoltre in sede di radiografia paronamica, sopra il perno moncone si intravede un'area grigia che si suppone essere un segnale di sofferenza dopo 18 anni dall'impianto o forse l'esistenza di aria tra perno e radice.

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Dr. Paolo De Carli

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"La sensibilità latente sull'arcata 2 viene apparentemente spiegata con una dentatura forte ma con radici in appiattimento"

Non capisco il senso di questa diagnosi.

"un'azione di curettage dovrebbe ripulire le tasche da eventuali batteri e la formazione di nuovo tessuto gengivale porterebbe ad una maggiore solidità delle gengive e minor esposizione a sensibilità caldo/freddo"

Con l'aiuto di un sondaggio parodontale (se è stato eseguito!),di radiografie endorali e della visita clinica si pone diagnosi di gengivite (infiammazione delle gengive) o di parodontite (infezione dei tessuti parodontali), dopo si decide la terapia più opportuna.

"La questione del 24 pare configurarsi come un perno moncone forse troppo grande rispetto alla struttura della radice salvata. Inoltre in sede di radiografia paronamica, sopra il perno moncone si intravede un'area grigia che si suppone essere un segnale di sofferenza dopo 18 anni dall'impianto o forse l'esistenza di aria tra perno e radice"

Se invece di porre diagnosi precisa si comincia a "battere" per cercare di rimuovere la ricostruzione protesica (come le hanno detto) i casi sono: o lei ha l'angelo custode che l'aiuta oppure otterrà una quasi sicura distruzione del dente contestuale al tentativo di rimozione.


Dr. Paolo De Carli
Specialista in Odontostomatologia
www.studiodecarli.com