Utente 130XXX
Buongiorno vorrei avere delle delucidazioni per mia mardre 66 anno ex fumatrice (da poco)con conseguente brochite cronica, nel mese di maggio viene ricoverata per un'insufficienza respiratoria da cui a dire dai medici non sarebbe sopravissuta, cio' non e; avvenuto anzi mia madre si e' ripresa ma da una tac al torace si e' riscontrato un nodulo di 13*10*11mm proprio per questo viene trasferita in un ospedale piu' preparato per eseguire una broncoscopia che poi in seguito non dara' risultato. Dimessa nel mese di giugno ci viene consigliato di rifare una tac a distanza di 3/4 mesi poiche' le sue condizioni respiratorie non permettono ulteriori accertamenti, difatti a distanza di 3 settimane siamo dovuti ricorrere ad una visita pneumologica d'urgenza che ha stabilito che mia madre ha bisogno di ossigenoterapia domicilare 24h con flussi 1 di notte ,1,5 a riposo diurno e 3sotto sforzo, cosi' abbiamo affrontato questi 2 mesi tranquillamente, adesso a settembre fatta la tac con mdc riscontriamo che il nodulo ha raddoppiato le sue dimensioni, ricorsi subito ad una visita specialistica con un chirurgo toracico presso un istituto di oncologia ci sentiamo dire che non e' operabile causa respirazione e che l'unica cosa da provare, ma non e' detto che si possa fare, e' la radioterapia, altrimenti.. (non voglio neanche pensarlo). Ora mi domando riafre una broncoscopia non puo' essere utile nella speranza di prendere delle cellule del "nodulo" e poi veramente non si puo' fare nulla? Spero in una risposta, non voglio pensare che per mia madre non ci sia nulla da fare anche perche' lei non ha sintomi, non ha tosse non espettora muco o sangue, non ha febbre se posso dire da quando ha l'ossigeno conduce una vita normale, per le sue condizioni ovvio. In attesa di una risposta Vi ringrazio anticipatamente di cuore.

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile utente,
è vero che se il nodulo si trova in una posizione raggiungibile dal broncoscopio, potrebbe fornire l'informazione precisa sui tipo istologico del tumore.
Mi dispiace però percepire che la presenza dell'insufficienza respiratoria renda difficile affrontare un trattamento.
In effetti queste condizioni limitano le possibilità del chirurgo. E' opportuno quindi, cominciare a sentire il radioterapista.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#2] dopo  
Utente 130XXX

La ringrazio per la sua risposta immediata e le vorrei chiedere ma e' vero che con la radioterapia si va lesionare anche parte del polmone? La radioterapia non si e' "evoluta" in questo senso? Il nodulo e' in una posizione centrale per rispondere alla sua domanda. Le chiedo ulteriormente dobbiamo prtire da zero? Ricominciare con una broncoscopia sperando che dia risultato? E poi le dimensioni attuali del nodulo sono preoccupanti?

La ringrazio ancora per la sua risposta e le auguro una Buona giornata.

[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Il nodulo non è molto grande ma è la possibile natura che preoccupa.
Per quanto riguarda la radioterapia vi sono techiche conformazionali o addirittura stereotassiche che limitano al massimo i danni alla parte sana.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
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[#4] dopo  
Utente 130XXX

La ringrazio ancora per avermi risposto, ieri il nostro medico di cura ci ha preparato l'impegnativa per una visita oncologica nella speranza che rivolgendoci ad un centro specializzato si possa decidere il dafarsi.

La terro' al corrente sperando di darle buone notizie.
Le auguro una buona giornata.

[#5] dopo  
Utente 130XXX

Buongiorno, vorrei chiederle delle delucidazioni riguardo la radio 3d poiche per il caso di mia madre le era stata prima proposta la stereotassica, poi pero' hanno proposto la 3d a causa di problemi da parte di mia madre a tenere la posizione a lungo. La 3d e' invasiva nei confronti dei polmoni? Le ricordo che mia madre e' in ossigenoterapia con flussi 1/1,5/3.
La ringrazio anticipatamente
Buona Giornata.

[#6] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Le farò rispondere appena possibile da un collega radioterapista.
Dr Vito Barbieri
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[#7] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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La radioterapia 3d è una metodica standard che viene utilizzata per il trattamento delle lesioni polmonari inoperabili e frequentemente non piccolissime. È tale da risparmiare il tessuto sano circostante al polmone e al cuore, sebbene limitatamente al tipo di tecnica(angolazione dei campi e loro peso) e alla sede, dimensioni della lesione rispetto alla conformazione anatomica.
La RT stereotassica è applicabile selettivamente su piccoli volumi, solitamente in poche sedute e con sistemi di controllo del movimento del respiro.


Per maggiori dettagli ci sono degli articoli a scopo divulgativo- esplicativo "minforma" in questo sito.


Le ricordo comunque che per i dettagli deve parlare sempre con i medici che vi seguono che conoscono il caso nel dettaglio.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),