Utente 107XXX
Buona sera,
Avrei bisogno di un consulto per mio suocero, 67 anni,con fisico debilitato, che dopo diversi interventi di rimozione dei polipi alla vescica dato che erano recidivi e continuavano a riformarsi è stato sottoposto ad una cistectomia radicale pochi mesi fa. Subito dopo l'operazione ha lamentato disturbi che facevano pensare ad una gastrite ma visto che non migliorava è stato sottoposto ad una risonanza con mezzo di contrasto e l'oncologo gli ha detto che si tratta di un tumore al fegato e al pancreas.Ecco il referto della rmn:"Lo studio dell'addome superiore ha evidenziato la presenza di alcune lesioni focali epatiche con caratteristiche di segnale di tipo solido, localizzate al VII, VIII,I, V,VI segmento delle dimensioni comprese tra pochi milimetri e 2,2 cm.appoggiata sulla testa del pancreas esiste una formulazione nodulare con caratteristiche di segnale identiche a quelle delle lesioni focali epatiche in prima ipotesi riferibile ad adenopatia di 3cm circa, che comunque determina una moderata compressione sulla testa pancreatica e sul ilo-epatico.Subito al di sotto di tale immagine si apprezza un tessuto disomogeneo,con contenuto aereo, distribuzione circonferenziale, assimilabile ad un patologico ispessimento delle pareti del duodeno esteso fino al confine con antro gastrico.Tale tessuto, esteso in cranio-caudale per 5 cm, non è dissociabiole lungo tutta la sua estensione dal profilo anteriore di testa e processo uncinato del pancreas, sul quale esercita compressione e relativa retro distensione del Wirsung.esso giunge a contatto anche con la vena e l'arteria mesenterica superiore. Difficile tuttavia stabilire se l'origine sia del pancreas o del distretto gastro-duodenale".Mio suocero è voluto andare da solo alla succ. visita dall'oncologo e non ci sembra che ci abbia spiegato tutto. Vediamo che c'è anche una patologia del distretto gastro-duodenale. Mio suocero sembra essersi rassegnato e non vuole fare nulla, nemmeno la chemioterapia. Dice che l'oncologo non gli ha dato speranze, dovrebbe fare la chemio e se funziona bene
provare a fare un intervento ma ci sono basse possibilità di successo e quindi il medico gli sconsiglia comunque l'intervento. Dice che con la chemio potrebbe al massimo vivere un po' di più.Ma e possibile che non ci siano speranze? Non vogliamo che si lasci morire senza nemmeno provare qualche cura. So che la chemio aiuta a controllare anche il dolore.Abbiamo letto di un tumore al pancreas bruciato in un intervento al San Matteo di Pavia, si potrebbe provare anche in questo caso oppure essendoci metastasi non è possibile?Sappiamo che se non fa nulla morirà presto, quanto gli rimane secondo voi(ci rendiamo conto che è difficile fare pronostici, chiediamo solo un parere). E vero che se non farà la chemio avrà ulteriori complicazioni. Vi chiediamo inoltre come mai due mesi fa quando fu sottoposto agli esami nessuno ha visto nulla,non credo che una situazione del genere si crea in cosi poco tempo. grazie mille

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

senza dubbio non è una condizione che si crea in due mesi. La prima cosa da fare è una biopsia (TC guidata) della lesione più facilmente aggredibile. Sulla base dell'istologia si può eseguire un trattamento chemioterapico il più idoneo possibile. Non è una condizione suscettibile attualmente di intervento. Alla chemioterapia che si sceglierà si potrà abbinare della ipertermia. Anche io sarei dell'idea di tentare almeno una linea terapeutica nonostante la situazione sia comunque seria.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 107XXX

Gentile dottore,

grazie mille per la sua risposta.
Le chiedo di chiarirci soltanto alcuni dubbi. Si tratta
quindi di un tumore esteso a 3 organi cioè fegato, pancreas e il duodeno cioè con metastasi?Da quello che
leggiamo ci sembra di capire che non è chiaro se l'origine sia il pancreas o il tratto duodenale, è corretto? E possibile che questi tumori si siano formati
a causa dei polipi alla vescica?
Come ci consiglia anche lei cercheremo di convincere
il nostro parente a tentare le cure perché non è giusto
rinunciare a combattere. Le chiediamo però se può azzardare un'ipotesi su cosa succederebbe se decidesse
di non far nulla. E vero che potrebbe andare incontro
a ulteriori complicazioni, forti dolori e vivrebbe
non più di qualche mese?
Se la chemioterapia ed ipertermia avessero successo potrebbe avere delle speranze?

grazie ancora e un caro saluto anche a lei

[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

è necessaria una biopsia per capire l'origine del tumore. Si tratta di una malattia diffusa con coinvolgimento del fegato, assai assai difficile da trattare. Tuttavia un tentativo si può fare. L'ipertermia potenzia localmente l'attività dei farmaci. Si potrebbe anche decidere di non fare nulla, sarebbe una scelta possibile. Certamente una terapia potrebbe mirare a migliorare la qualità di vita per il tempo più lungo possibile.

un caro saluto

Carlo Pastore
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