Utente 343XXX
Salve
Innanzitutto vorrei complimentarmi con voi per il servizio che mettete a disposizione della gente e quindi approfittarne per avere un vs. parere sul caso di mia suocera.
Purtroppo non ho elementi precisi su cui voi possiate dare una risposta concreta, ma sto solo cercando di farmi un’idea della situazione visto che nutro riserve su come sono andate le cose fino ad oggi e visto che il caso è sempre stato identificato come anomalo.
Mia suocera, 71 anni, presentava delle pseudo cisti nelle grandi labbra che hanno dato il via alla ricerca del tumore; le cellule tumorali hanno indirizzato i medici a fare degli esami approfonditi nella zona del seno in quanto l’apparato genitale(utero e ovaie) era stato asportato diversi anni fa.
A ottobre 2006 ha subito una mastectomia al seno dx con asportazione di 21 linfonodi ascellari.
Come da prassi ha iniziato il ciclo di chemioterapia di 6 sedute, ma dopo la quarta ha dovuto interrompere a causa di intolleranza verso il prodotto (ricovero in ospedale, perdita di 13 kg di peso, vomito dissenteria e una debolezza totale che le impediva qualsiasi forma di movimento).
La cura è proseguita con l’ausilio di pastiglie che dovrà assumere per 5 anni (quasi completamente intollerante anche a queste).
Purtroppo durante i consueti esami del sangue il CA19-9 si è presentato in valori di 1800 ai primi di marzo (era ancora sottoposta a chemioterapia), 1300 verso la fine del mese e 240 qualche giorno prima di Pasqua (chemioterapia sospesa).
Visti questi valori, l’oncologo ha consigliato di effettuare una serie di controlli gastrointestinali fra cui ecografia addominale, colonscopia, tac addominale e risonanza magnetica.
Tutti gli esami hanno dato esito negativo tranne la risonanza che presenta una zona anomala a 6 cm dall’ano, individuabile anche con ispezione rettale e che il tecnico di radiologia ha individuato con “certezza” come tumore di tipo maligno.
La mia domanda è : “senza avere fatto nessuna biopsia e basandosi solo sulla esperienza di chi ha fatto l’esame, può risultare così evidente la tipologia di questa massa??”.
Nel caso in cui la biopsia, che verrà eseguita fra qualche settimana, dovesse dare esito positivo, quale sarebbe la soluzione a livello chirurgico??
Il famoso “sacchetto” o potrebbe esserci qualche altra soluzione??
Considerando le prime spie a livello vaginale, è possibile che il tumore “madre” fosse quello nel retto e non quello nel seno e che quindi sia attivo da 1 anno?
Scusandomi ancora di non avervi dato informazioni più precise in termini medici specifici e capendo quindi che una vostra risposta non sarà risolutiva al problema, vi ringrazio anticipatamente.

[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
8% attualità
16% socialità
NEGRAR (VR)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Caro utente,
non si offenda,
ma penso che le abbiano fatto confondere troppo le idee, forse già poco chiare dall'inizio. Non riesco a collegare la "pseudocisti" delle grandi labra con tutto il resto (qual'è l'istologico della eteroformazione delle vie genitali?).
Inoltre mi stupiso del fatto che un tecnico di radiologia abbia le competenze cliniche per fare una diagnosi istologica solo con un esame di imaging(che in ogni caso deve essere refertata dal medico specialista!!!)
Per caratterizzare una lesione del retto, più o meno distale rispetto all'ano, è possibile effettuare una rettosigmoidoscopia ACCURATA(dato che, da quello che ci riporta, risulta rilevabile all'ispezione del dito!!) o una Ecografia endorettale, possibilmente con biopsie sul punto sospetto dell'eteroformazione. Solo dopo una diagnosi di certezza,e quindi una stadiazione adeguata del tumore, sarà possibile ipotizzare un trattamento chirurgico, possibilmente radicale, che non necessariamente può essere esteso all'ano, e quindi preservare o meno lo sfintere o necessitare una colostomia(sacchetto). Quindi le consiglio di chiedere sempre al suo oncologo, piuttosto che farsi influenzare da ipotesi prive di un substrato di credibilià scientifica.
Ci faccia sapere
Dr.Filippo Alongi
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore

36% attività
4% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2004
Caro Utente,

concordo con quanto espresso dal Collega Dr. Alongi. Sulle ipotesi non è possibile stabilire un iter terapeutico. Inoltre è necessario caratterizzare la lesione rettale. Fondamentale poi, qualora di verificasse trattarsi di una lesione maligna del retto, la sinergia tra chirurgo-oncologo-radioterapista per stabilire l'iter di cura più idoneo e con maggiori garanzie di risultato.

Ci tenga informati...

un caro saluto

Dr. Carlo Pastore
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
LECCO (LC)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2005
Concordo con i colleghi che occorre attendere una definizione
dettagliata prima di programmare una strategia terapeutica.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com