Utente 342XXX
Buongiorno,
scrivo per mia madre di anni 80 che è stata dimessa da ricovero ospedaliero per accertamenti in seguito alla comparsa improvvisa di dolori cervicali con il seguente certificato:dolore ingravescente alla colonna cervicale irradiato alle spalle. Riscontro rx di osteolisi di C3.
Alla Tc del rachide cervicale estesa lesione osteolitica destruente il corpo di C3 e parzialmente coinvolgente il forame trasversario di sinistra.
Il tessuto neoformato protrude nettamente nel canale vertebrale e determina marcata compressione del sacco durale. All'esame obiettivo non noduli mammari. Ottusità al campo medio polmonare destro.
Nel corso del ricovero si è provveduto ad esecuzione di TC torace addome con evidenza di formazione espansiva polmonare sx per la quale è stata eseguita broncoscopia con diagnosi di adenocarcinoma moderatamente differenziato. E'stata eseguita RM colonna cervicale con conferma del quadro evidenziato in TC e successiva consulenza neurochirurgica con non indicazione a intervento di stabilizzazione.
Si è provveduto a trattamento radiante a livello del rachide cervicale ben tollerato all'atto della dimissione. Sono state effettuate 2 somministrazioni di Zometa senza effetti collaterali.
Attualmente sta effettuando un primo di ciclo di chemioterapia con Navelbine (seconda somministrazione)al momento ben tollerata.
Porta costantemente un collare cervicale.
Vi chiedo cortesemente un consiglio per eventuali accertamenti e terapie.
In attesa di Vs cortese riscontro ringrazio e porgo distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
il trattamento in corso con navelbine, credo sia e.v. (tenendo presente che è utilmente disponibile anche in una formulazione orale, cioè in compresse, utile se ben tollerata a livello gastrico, per non tomentare le vene della Signora), se ben tollerato, può essere portato avanti almeno per tre mesi per poi verificare radiologicamente se vi è una risposta (riduzione del tumore) che ne giustifichi un ulteriore proseguimento. In caso di eventuali nuovi sintomi, accentuazione di sintomatologia preesistente o peggioramento delle condizioni generali, sarebbe opportuno riconsiderare l'opportunità di proseguire il trattamento per rispettare la qualità di vita attuando terapie sintomatiche.
E' difficile proporre accertamenti e/o terapie diverse perchè il caso di sua madre risulta già ben definito. Qualunque ulteriore passo sarebbe dettato da eventuali fatti nuovi.

Cordiali Saluti
Dott. Vito Barbieri
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#2] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Vorrei aggiungere che in caso di inadeguata risposta al trattamento in corso esiste un farmaco cosidetto "biologico", approvato come seconda linea di trattamento, che risulterebbe più attivo in donne non fumatrici con adenocarcinoma. Si chiama Tarceva, si somministra per via orale e richiede comunque delle condizioni generali discrete ed una buona funzionalità di organi come i reni. Gli oncologi che la trattano decideranno in seguito se sarà opportuno usarlo.

VB
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#3] dopo  
Utente 342XXX

Egregio Dott.Barbieri
La ringrazio per il suo cortese riscontro e per il suo prezioso consiglio

[#4] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Cara Amica,

direi che l'iter terapeutico di mamma è ben impostato. Concordo inoltre con le osservazioni del Collega Dr. Barbieri.

Molto cordialmente,

Dr. Carlo Pastore
Dr. Carlo Pastore
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[#5] dopo  
5762

Cancellato nel 2009
Gentile Signore,

Le procedure effettuate e le cure suggerite sono coerenti con la situazione descritta.
Credo che successivamente, se non già iniziata, occorrerà intraprendere adeguata terapia antidolorifica con cateterino, secondo le indicazioni dei terapisti del dolore.

Cordialmente

Dr. Sebastiano Rizzo