Utente
Il 12 giugno 2003 sono stata operata di tumore al seno, mastectomia sn con svuotamento ascellare. Dallo studio anatomo-patologico della parte asportata è risultato un tumore lobulare infiltrante multifocale di 3cm/5cm con focos di adenocarcinoma lobulare "in situ", ascella con metastasi in 9 dei 14 linfonodi studiati. L'intervento è stato preceduto da 4 cicli di chemioterapia con Doxorubicina/Ciclofosfamida e seguito da 4cicli di chemio adiuvante con Paclitaxel e radioterapia (letto della mastectomia 5000cGy e sopraclavicolare 5000 cGy).
Ho cominciato poi , nel settembre 2003 terapia ormonale con Tamoxifene proseguita fino a dicembre 2006.
Tutti i controlli effettuati risultavano nella norma.
A dic. 2006 il marcatore CA 15.3 era salito a 26,5 e quindi vengo sottoposta anche alla scintigrafia ossea (che l'anno precedente era negativa) dalla quale risulta una attività nella parte diafisaria del femore sinistro, risultata in seguito a studio RX e TAC una osteolisi ovale la cui misura massima è di 3 cm.
Vengo sottoposta a radioterapia locale e il tamoxifene sostituito con femara (dal 13 dic 2006).
Il CA 15.3 però, dopo un primo momento di discesa, riprende a salire fino a 76.1 e il carcino embrinario a 10.3 a fine giugno.
Mi sottopongo a una pet tac il 25 giugno dalla quale risultano alcuni iperaccumuli ossei patologici di FDG in corrispondenza di D4, D11, D12, L1,L2, processo spinoso di L3, regioni sovracetabolari bilateralmente, spina iliaca posteriore sinistra, aletta sacrale dx e terzo prossimale delle diafisi femorali, specie a sin, tutti sospetti per secondarismi.
Qui viene il dilemma. Un medico mi propone di cambiare la terapia ormonale fin ora seguita con Aromasin. Un altro di cambiare femara con faslodex. Dimenticavo di dire che ho 49 anni e sono in menopausa dal primo ciclo di chemioterapia, aprile 2003, e che la ricerca dei recettori ormonali fatta a suo tempo su un campione delle cellule tumorali è risultata positiva all’estrogeno nel 30% delle cellule, negativa per il progesterone.
Vorrei un consiglio su che terapia seguire ed essere esattamente informata sulla differenza che c'è tra le due terapie. Grazie.

[#1]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
dobbiamo chiarire alcuni aspetti biologici del tumore della mammella.
E' ormai da tempo, che nella stadiazione della malattia neoplastica della mammella,accanto allo studio anatomopatologico ( tipo di tumore, invasione dei linfonodi, espressione dei recettori)si associa anche quello dell'esspressione di alcuni recettori di membrana come HER-2/neu. Le pazienti sottoposte quindi, ad intervento chirurgico, vengono anche stadiate attraverso un esame noto come FISH sull'espressione di tali recettori, che servono come indicatori biologici di aggressività della malattia.
Del trattamento medico non aggiungo commento, visto che in qualità di chirurgo oncologo, potrebbe non essere richiesto! ma per onestà nei confronti, del lavoro svolto dai colleghi che la seguono, non posso che concordare con il trattamento eseguito.(rientra nei protocolli). Tornando al nostro recettore,HER-2/neu, esistono anticorpi monoclonali (Trastuzumab) che vengono utilizzati, proprio nel trattamento in associazione alla chemioterapia, nelle pazienti con malattia metastatica.
Il mio consiglio è il seguente, rivalutazione dei vetrini e ricerca e titolazione del HER-2/neu,trattamento con bifosfonati (acido Zoledronico).
A riguardo della terapia ormonale, ritengo che non vi sia nulla da
aggiungere.
Cordialmente
Dr. Giovanni Piazza
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Dr. Giovanni Piazza
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[#2]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente
Concordo pienamente con il pensiero del dr.Piazza.

Soprattutto sull'approccio corretto dei Suoi oncologi sul trattamento
adiuvante.

Si affidi con fiducia a loro e a quanto Le hanno proposto senza cercare nuovi consulti
("più cerchi consulti...più dubbi trovi" !).

Cordiali saluti

Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#3] dopo  
Utente
Gentili dottori,
grazie per la rapidità della risposta che però non mi soddisfa pienamente. Non avete espresso un parere sulla opportunità di seguire la terapia con aromasin o quella con faslodex e quale sia la differenza tra le due.
Ringraziandovi fin d'ora se vorrete esaudire questa richiesta mando un cordiale e riconoscente saluto

[#4]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
è difficicile potere entrare nel merito delle proposte già espresse dai colleghi oncologi che hanno sottomano una visione completa del caso, compreso l'approccio diretto con la paziente : questo purtroppo è il limite dei consulti sul Web.

Nella esperienza quotidiana si assiste quasi sempre alla spiacevole
situazione che ......"OGNI NUOVO CONSULTO COMPORTA NUOVI DUBBI" !!!

La prima regola e' quella di AFFIDARSI AD UN ONCOLOGO DI FIDUCIA (UNO SOLO !!) dopo avere fatto una "perlustrazione"... seguendo ad esempio i consigli del proprio curante.

Faccia presente con sincerità (non c'è nulla di scandaloso se ha richiesto altri pareri !! Ci mancherebbe altro !)questa perplessità al SUO oncologo . Sono certo che questo chiarimento cementerà ancora di più la vostra relazione.

Lei vede i pareri espressi come in contraddizione mentre in realtà sono molto "simili" nel senso che si tratta di scelte personali che si fanno dopo una attenta valutazione e che hanno in comune lo stesso obiettivo.

Lei ha già praticato il tamoxifene che rappresenta il capostipite di questa categoria di farmaci capaci di interagire direttamente con il recettore estrogeno. E' il farmaco più utilizzato perchè in uso clinico da oltre 25 anni.

Recentemente numerosi studi hanno valutato l'efficacia clinica degli INIBITORI DELL'AROMATASI (Femara che Lei già ha praticato o Aromasin che Le è stato proposto) in seconda linea DOPO TRATTAMENTO CON TAMOXIFENE.

Come vede il trattamento è stato corretto !

Faslodex è indicato per il trattamento di donne in postmenopausa affette da carcinoma della mammella localmente avanzato o metastatico con recettori per gli estrogeni positivi, in ricaduta di malattia, durante o dopo terapia antiestrogenica adiuvante o progressione di malattia durante terapia con un antiestrogeno.

Ne ridiscuta con il Suo oncologo con tutta sincerità.
Ripeto non nasconda le perplessità generate da altri eventuali consulti.

Tanti auguri
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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[#5]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
non aggiungo altro, perchè inutile, dopo ciò che ha aggiunto il collega Catania. Comprendo bene che, dinanzi ad ogni piccola,percezione di possibile miglioramento ci si fiondi,a nche sul Web per avere un conforto, che spesso è solo psichico!
Ma visto che forse, la mia prima risposta è caduta nel vuoto, sarà meglio sottolineare 2 aspetti:
1) NON SOLO LA TERAPIA ORMONALE: si, giusto, e comprensibile il dilemma tra inibitore dell'aromatasi o l'agonista LH-RH, ma dimentica o non ha compreso che Lei è stata sottoposta a 2 linee con ormono terapia !
2)HER-2/neu e anticorpi monoclonali: e' una valutazione dovuta! non solo permette, di avere un'arma in più nel trattamento delle pazienti M+ sia con malattia solo Ossea che non!
Mi,permetto poi di concludere, con un personale pensiero:
Nessuno è infallibile! ma credo che se esiste la dimostrazione tangibile di impegno, correttezza e professionalità, non si può chiedere forse di più!
La invito a, rivolgersi all'aoncologo e discutere con lui tutti i vari aspetti del caso!
Cordialmente
Dr. Giovanni Piazza
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Dr. Giovanni Piazza
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[#6] dopo  
Utente
Gentili dottori,
grazie ancora per la rapidità della risposta e per l'umanità che traspare da essa, molto,molto importante per noi pazienti.
E' ammirevole che dopo esservi dedicati ai vostri pazienti troviate ancora il tempo per esprimervi su queste pagine, dando un concreto aiuto a chi come me ve lo chiede. Grazie. E.D.

[#7]  
Dr. Salvo Catania

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Di nulla. !!

Ci aggiorni, se lo desidera, dopo il prossimo incontro con il Suo oncologo.

Auguri con cordialità.
Salvo Catania, MD
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