Utente 477XXX
Gent.mi Medici

scrivo per avere un parere in merito alla mia situazione:

ho 42 anni; nella mia famiglia una zia materna è stata operata di mastectomia e svuotamento ascellare, più di 11 anni fa, ma ora sta bene; il nonno materno è morto di tumore al polmone.

Il 30.08.2007 mi è stata diagnosticata (a seguito di mammografia + agoaspirato ed esame istologico di nodulo) “neoplasia duttale infiltrante con fondo necrotico e singole calcificazioni (C5)” alla mammella dx.
In data 21.09.2007 ho eseguito biopsia radioguidata di n. 2 linfonodi sentinella dell’ascella dx con il seguente esito: “micrometastasi di carcinoma della mammella (diametro mm 0,8) in linfonodo sentinella (captante 87 colpi/sec.) di cm 0,6 di diametro massimo incluso ed esaminato in toto mediante sezioni semiseriate fino ad esaurimento del campione e linfonodo sentinella (captante 473 colpi/sec.) di cm 1 di diametro processato in maniera analoga al precedente esente da metastasi. pT N 1mi (2) G”.
Il 03.10 sono stata sottoposta a mastectomia sottocutanea dx nipple sparing e svuotamento del cavo ascellare dx al 2° livello con posizionamento di protesi mammaria bilaterale (270 gr a dx e 140 a sin), con decorso postoperatorio buono.
L’esame istologico ha dato il seguente esito: “pezzo operatorio come da mastectomia sottocutanea dx di cm 9,5 x 8 x 1,5. Al taglio si riconosce neoformazione lardacea di cm 1,7 posta a cm 0,1 dal margine di resezione superficiale, 1 cm da quello superiore e 0,1 cm da quello profondo.
Diagnosi della mastectomia sottocutanea dx e della cute sovrastante la neoplasia: carcinoma duttale infiltrante poco differenziato. Necrosi assente; fibrosi presente; invasione angiolinfatica presente. Si segnala la presenza di ricco infiltrato linfoide peritumorale. La neoplasia è presente sul margine di resezione superficiale e profondo. Rimanenti margini e cute indenni.
Diagnosi del pacchetto linfonodale ascellare dx: metastasi in 1 dei 13 linfonodi.
Recettori per l’estrogeno(metodo ER-ICA) = 60%
Recettori per il progesterone(metodo PG-ICA) = 56%
Indice di replicazione cellulare (anticorpo MIB) = 60%
Immunoreattività di membrana citoplasmatica per la proteina Her2 valutata con anticorpo policlonale DAKO assente.
pT 1c N 1c (13) G 3”.

Sono gentilmente a sottoporVi alcuni quesiti:
1) nel mio caso, alla luce dei succitati referti istologici (ed in particolare di: “La neoplasia è presente sul margine di resezione superficiale e profondo.”) è opportuno che io mi sottoponga sia a chemioterapia, che a radioterapia? In caso di risposta affermativa, la radioterapia è preferibile sia svolta prima del ciclo chemioterapico? Per quali motivi? Quali sono i rischi legati alla presenza della protesi? Secondo il chirurgo che mi ha operato si può evitare la radio, in quanto il tumore non mostrava infiltrazioni nel tessuto sottostante e, pertanto,il referto che parla di presenza della neoplasia "sul margine di resezione superficiale e profondo" deve essere inteso semplicemente nel senso che - avendo io una ghiandola mammaria molto piccola - il tumore la invadeva ed i margini della stessa erano pressochè identici a quelli della parte da asportare. Io non mi sento tranquilla anche perchè l'oncologo ritiene che, invece, la radioterapia sia da fare e, per di più, il prima possibile.
2) il Servizio Oncologia, cui sono stata inviata, mi ha proposto anche di entrare nel programma PROMISE per la prevenzione della menopausa chemio-indotta attraverso soppressione ovarica temporanea con Triptorelin; in particolare, mi è stato proposto “chemioterapia douvante FEC x 4 -> Taxolo x 4, seguita da Ormonoterapia”. Potrei avere ulteriori informazioni sul suddetto programma? In particolare, vorrei sapere se – rispetto alla mia situazione – questo programma può offrire maggiori vantaggi rispetto ad un “normale” ciclo chemioterapico. Inoltre, quali sono i possibili effetti negativi – all’oggi conosciuti e/o allo studio – della somministrazione di Triptorelin? La somministrazione di questo farmaco potrebbe non garantire la ripresa dell’attività mestruale al termine della chemioterapia?
Confidando in una Vs. gentile e sollecita risposta, sono fin d’ora a ringraziarVi per l’attenzione accordatami e per il parere altamente qualificato che Vorrete fornirmi.

PS. Nel caso sia utile per definire il mio quadro clinico, preciso che mi sono stati diagnosticati:
 prolasso valvolare mitralico del lembo posteriore con moderata insufficienza, per il quale non assumo farmaci ma faccio la normale profilassi antibiotica in caso di interventi (dentista, etc…)
 probabile sindorme di Gilbert (iperbilirubinemia indiretta – bil. Tot. 4.4. mg/dl);
 mioma sottosieroso di 35 mm di diametro, rimasto invariato dal precedente controllo (effettuato nel 2006).
 da oltre vent’anni curo un’anemia sideropenica con uno sciroppo a base di ferro che assumo durante il periodo del ciclo mestruale che ho tuttora regolare.
la precedente mammografia del maggio 2006 aveva avuto il seguente esito “aspetto prevalentemente fibro-ghiandolare della struttura mammaria nel cui contesto non si riconoscono immagini riferibili alla presenza di lesioni di tipo infiltrativo né micro-calcificazioni sospette. L’indagine ecografica non ha messo in evidenza lesioni espansive solido-liquide né significativa ectasia duttale.”

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
la Sua richiesta non è chiara in alcune parti.
Provi a reimpostarla con la correzione di queste aultime.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 477XXX

Gent.mi Medici

Re-invio il mio quesito, sperando che le parti non chiare fossero dovute alla presenza nel testo di codici strani causati dall'utilizzo di alcuni caratteri particolari (grassetto, corsivo, lineette, ecc.). Nel caso in cui la mancanza di chiarezza sia, invece, dovuta ad altri fattori legati alle diagnosi riportate, vi prego di indicarmi nel dettaglio cosa devo specificare. Grazie infinite.


Ho 42 anni. nella mia famiglia una zia materna è stata operata di mastectomia e svuotamento ascellare, più di 11 anni fa, ma ora sta bene. il nonno materno è morto di tumore al polmone.

Il 30-08-2007 mi è stata diagnosticata (a seguito di mammografia, agoaspirato ed esame istologico di nodulo) neoplasia duttale infiltrante con fondo necrotico e singole calcificazioni (C5) alla mammella dx.
In data 21-09-2007 ho eseguito biopsia radioguidata di n. 2 linfonodi sentinella dell'ascella dx con il seguente esito: micrometastasi di carcinoma della mammella (diametro mm 0,8) in linfonodo sentinella (captante 87 colpi-sec.) di cm 0,6 di diametro massimo incluso ed esaminato in toto mediante sezioni semiseriate fino ad esaurimento del campione e linfonodo sentinella (captante 473 colpi-sec.) di cm 1 di diametro processato in maniera analoga al precedente esente da metastasi. pT N 1mi (2) G.
Il 03.10 sono stata sottoposta a mastectomia sottocutanea dx nipple sparing e svuotamento del cavo ascellare dx al 2° livello con posizionamento di protesi mammaria bilaterale (270 gr a dx e 140 a sin), con decorso postoperatorio buono.
L'esame istologico ha dato il seguente esito: pezzo operatorio come da mastectomia sottocutanea dx di cm 9,5 x 8 x 1,5. Al taglio si riconosce neoformazione lardacea di cm 1,7 posta a cm 0,1 dal margine di resezione superficiale, 1 cm da quello superiore e 0,1 cm da quello profondo.
Diagnosi della mastectomia sottocutanea dx e della cute sovrastante la neoplasia: carcinoma duttale infiltrante poco differenziato. Necrosi assente. fibrosi presente. invasione angiolinfatica presente. Si segnala la presenza di ricco infiltrato linfoide peritumorale. La neoplasia è presente sul margine di resezione superficiale e profondo. Rimanenti margini e cute indenni.
Diagnosi del pacchetto linfonodale ascellare dx: metastasi in 1 dei 13 linfonodi.
Recettori per l'estrogeno(metodo ER-ICA)60%
Recettori per il progesterone(metodo PG-ICA)56%
Indice di replicazione cellulare (anticorpo MIB)60%
Immunoreattività di membrana citoplasmatica per la proteina Her2 valutata con anticorpo policlonale DAKO assente.
pT 1c N 1c (13) G 3.

La scintigrafia ossea, l'ecografia dell'addome e RX torace sono risultati negativi.

Sono gentilmente a sottoporVi alcuni quesiti:
1) nel mio caso, alla luce dei succitati referti istologici (ed, in particolare, del fatto che la neoplasia è presente sul margine di resezione superficiale e profondo) è opportuno che io mi sottoponga sia a chemioterapia, che a radioterapia? In caso di risposta affermativa, la radioterapia è preferibile sia svolta prima del ciclo chemioterapico? Per quali motivi? Quali sono i rischi legati alla presenza della protesi? Secondo il chirurgo che mi ha operato si può evitare la radio, in quanto il tumore non mostrava infiltrazioni nel tessuto sottostante e, pertanto, il referto che parla di presenza della neoplasia sul margine di resezione superficiale e profondo deve essere inteso semplicemente nel senso che - avendo io una ghiandola mammaria molto piccola - il tumore la invadeva ed i margini della stessa erano pressochè identici a quelli della parte da asportare. Io non mi sento tranquilla anche perchè l'oncologo di fiducia cui mi sono rivolta privatamente ritiene che, invece, la radioterapia sia da fare e, per di più, il prima possibile.
2) il Servizio Ospedaliero di Oncologia, cui sono stata inviata dopo l'intervento chirurgico, mi ha proposto di entrare nel programma PROMISE per la prevenzione della menopausa chemio-indotta attraverso soppressione ovarica temporanea con Triptorelin. In particolare, mi è stata proposta chemioterapia douvante FEC x 4 -> Taxolo x 4, seguita da Ormonoterapia. Potrei avere ulteriori informazioni sul suddetto programma? In particolare, vorrei sapere se, rispetto alla mia situazione, questo programma può offrire maggiori vantaggi rispetto ad un normale ciclo chemioterapico. Inoltre, quali sono i possibili effetti negativi (all'oggi conosciuti e-o allo studio) della somministrazione di Triptorelin? La somministrazione di questo farmaco potrebbe non garantire la ripresa dell'attività mestruale al termine della chemioterapia?
Confidando in una Vs. gentile e sollecita risposta, sono fin d'ora a ringraziarVi per l'attenzione accordatami e per il parere altamente qualificato che Vorrete fornirmi.

PS. Nel caso sia utile per definire il mio quadro clinico, preciso che mi sono stati diagnosticati:
- prolasso valvolare mitralico del lembo posteriore con moderata insufficienza, per il quale non assumo farmaci ma faccio la normale profilassi antibiotica in caso di interventi (dentista, ecc)
- probabile sindorme di Gilbert (iperbilirubinemia indiretta. bil. tot. 4.4 mg-dl)
- mioma sottosieroso di 35 mm di diametro, rimasto invariato dal precedente controllo (effettuato nel 2006).
- da oltre vent'anni curo un'anemia sideropenica con uno sciroppo a base di ferro che assumo durante il periodo del ciclo mestruale che ho tuttora regolare.
- la precedente mammografia del maggio 2006 aveva avuto il seguente esito: aspetto prevalentemente fibro-ghiandolare della struttura mammaria nel cui contesto non si riconoscono immagini riferibili alla presenza di lesioni di tipo infiltrativo nè micro-calcificazioni sospette. L'indagine ecografica non ha messo in evidenza lesioni espansive solido-liquide nè significativa ectasia duttale.