Utente 159XXX
Vi scrivo per mio padre, 66 anni, è stato un forte fumatore ma ha smesso da 5 anni, in seguito a dolori addominali e forti mal di testa che duravano da circa 2 mesi il giorno 11/03/2011 andiamo al prnto soccorso.
Nei 2 mesi precedenti il medico di famiglia gli prescrive eco addominale che risultano negative, e negativa è anche una risonanza magnetica alla schiena ( in realtà c'è una descrizione della stato delle ossa che però viene interpretato come artrosi).
Al pronto soccorso trovano subito la glicemia a 400, cosa che noi ignoravamo...
Viene ricoverato e per scrupolo i medici gli fanno fare una tac addominale, questa volta si notano metastasi al fegato che vengono confermate dalla tac. Iniziano a cercare la lesione primitiva, e intanto trovano lesioni al livello del coccige e di una vertebra.
Dopo una tac alla testa trovano altre 3 lesioni, una delle quali e al livello del ponte come ci dice il radioterapista. Per ultimo trovano il primitivo al polmone e da quello che ho capito sono coinvolti i linfonodi.

Tra circa 10 giorni inizieranno la radioterapia e intanto aspettiamo il risultato della biopsia al polmone per iniziare anche la chemio.
Non hanno parlato di eventuali interventi di chirurgia per asportare le masse.
Io e mio fratello però vorremmo altri consulti ma non sappiamo quali centri nel nord Italia siano più indicati per la situazione di mio papà. Ci hanno parlato di Milano e Bologna.

Le domande quindi sono:
- in quali centri del nord Italia potremmo chiedere ulteriori consulti indicati per il nostro caso?
- davvero occorrono 10 giorni per organizzare l'intervento di radioterapia?
- essendo stato mio padre un forte fumatore il suo pneumologo non avrebbe dovuto essere più scrupoloso nel prescrivere periodici esami strumentali?

Grazie in anticipo per le risposte.


[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
purtroppo il caso che riguarda suo padre è molto avanzato dato l'interessamento di numerose sedi (primitivo polmonare con linfonodi regionali e metastAsi encefaliche, epatiche ed ossee) per cui non è ipotizzabile un approccio chirurgico utile o radicale.
Da quello che dice la situazione è stata ben inquadrata nella sede in cui è seguito, non mi sembra che ci sia qualcosa di non fatto, comunque
1) centri che si occupano ad alto livello di carcinoma del polmone ci sono sia a Genova, Milano, Torino;
2) i tempi tecnici per organizzare la radioterapia che ha indicato non sono certo tra i più lunghi e se andasse altrove, ripartendo da zero con visita, centratura-simulazione ed incasellamento negli appuntamenti terapeutici del centro, non riuscirebbe a fare prima, soprattutto con Pasqua incombente;
3) lo screening per la diagnosi precoce del tumore polmonare nei forti fumatori non è ancora codificato perchè è veramente difficile anticipare in modo realmente utile la diagnosi e gli studi finora condotti, anche con la TC spirale, non hanno ancora dato risultati tali da imporre uno screening (con "periodici esami strumentali") a tutti i fumatori, tranne forse uno recente.
Spero di averle dato qualche informazione utile.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#2] dopo  
Utente 159XXX

Gent. Dott. Barbieri
grazie per la risposta.

Sono sicura che nell'ospedale in cui è ricoverato mio padre stanno facendo tutto ciò che c'è da fare, parlando con i medici ci hanno detto che anche loro non si aspettavano una situazione del genere... Anche il radioterapista è stato estremamente gentile... Ho chiesto solo perchè per un proprio caro si farebbe di tutto per alleviare sofferenza e avere qualche speranza in più... io e mio fratello abbiamo perso la mamma quando eravamo piccoli per un'ischemia cardiaca e siamo molto attaccati a mio padre... e poi questa situazione ci è crollata addosso in qualche settimana... neanche sospettavamo una cosa simile... ci hanno già detto che tutte le terapie sono palliative e sinceramente sono già contenta di sapere che si può fare qualcosa perchè temevo ci negassero anche questa piccola speranza di trascorrere con mio padre ancora qualche tempo...

Vi vorrei riportare i referti delle tac ma non so se può essere di qualche utilità.

[#3] dopo  
Utente 159XXX

Leggendo i post che riguardano metastasi cerebrali ho letto della radiochirurgia. Mio padre sta aspettando il trattamento radioterapico whole brain, ma ho letto che di solito tale trattamento si fa per lesioni maggiori di tre, mentre se le lesioni sono massimo tre si può ricorrere alla cyberknife.

Riporto il referto:
esame TC con mezzo di contrasto, in sede emisferica cerebellare sx, con impegnodell'angolo ponto cerebellare, si è evidenziata la presenza di due voluminose lesioni nodulari, la maggiore delle quali di circa 41 mmdi diametro max, caratterizzte da alone edematoso periferico, che determinano netta compressione sul quarto ventricolo che appare przialmente obliterato e dislocato controlateralmente; natura secndaria. in sede parietale posteriore paramediana sx si apprezza la presenza di ulteriore nodularità di circa 6,5 mm di diametro massimo di medesima natura. Il sistema ventricolare sovratentoriale è in asse e di volume regolare.

Nel mese di marzo mio padre ha iniziato a soffrire di mal di testa persistenti, una volta ricoverato la situazione si è aggravata, ha iniziato ad avere problemi di pressione alta, tanto che una sera gli hanno somministrato una flebo di nitroglicerina... da quel momento ha avuto problemi di forti vertigini, nausea, vomito, equilibrio. Ora dopo la somministrazione di steroidi, antiemetici ha ripreso ad alzarsi dal letto e a camminare ma l'equilibrio non è più lo stesso.

In questo caso eventualmente dopo un primo ciclo di radio terapia whole brain potrebbe essere sottoposto alla radiochirurgia per poter rimuovere le masse ? Ho letto che di solito si pratica questa tecnica anche quando le lesioni si trovano in zone sensibili. So che quelle di mio padre sono in zone molto delicate, potrebbe essere utile questa metodica quanto meno per alleviare i sintomi?
Ho letto che uno dei migliori centri è il Besta di Milano.

Grazie per le eventuali risposte.

[#4] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Purttroppo ogni metodics viene applicata in funzione del quadro generale. Se le lesioni encefaliche non fossero accompagnate da altre metastasi in altri organi sarebbe più utile concentrarsi con un trattamento più mirato sulle metastasi encefaliche. Inoltre la più grande è un po al limite per fare la radiochirurgia. In ogni caso conviene porre la domanda specificamente ai radioterapisti che stanno valutando il programma di cura.
E' vero comunque che dopo una Whole brain si può in casi selezionati effettuare anche trattamenti di radiochirurgia.
Dr Vito Barbieri
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[#5] dopo  
Utente 159XXX

Dott. Barbieri La ringrazio per la risposta.
Domani mio padre inizia il trattamento di radioterapia e spero risponda bene alla terapia.

Grazie ancora per la risposta
gentili saluti

[#6] dopo  
Utente 159XXX

aggiungo che si tratta di microcitoma, il nostra oncologo ci aveva detto che il microcitoma risponde meglio alle terapie ... ma leggo qui che tende a riprendere la sua espansione dopo le prime terapie... penso che quando la dott. del reparto mi ha detto "mesi" che rimanevano io non ci volevo credere... in queste settimane abbiamo lottato come leoni... ha senso o dobbiamo rassegnarci alla malattia? e alla natura...

[#7] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Ogni giorno di vita guagnato è importante soprattutto se con buona qualità di vita.
Quello che ha riportato in sintesi sul comportamento del microcitoma è vero. Tuttavia bisogna lottare per ottenere il massimo possibile.
Dr Vito Barbieri
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[#8] dopo  
Utente 159XXX

Dottore La ringrazio ancora... domani dimettono mio papà, da una parte sono contenta dall'altra spaventata perchè non so come farò a gestire questa nuova situazione... i farmaci, il dolore fisico...

Gentili saluti e grazie ancora

[#9] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Questa è la fase pienamente attiva del trattamento e non mi attenderei grossi disturbi. Per quanto riguarda i farmaci da prendere, dopo i primi giorni ci si adatta a tener presente gli orari di assunzione e le eventuali indicazioni al bisogno.
Dr Vito Barbieri
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[#10] dopo  
Utente 159XXX

è stato dimesso ieri, purtroppo non ci hanno fornito tutti i medicinali che occorrevano e siamo dovuti correre dal medico curante per farceli prescrivere... ci ha parlato di un'esenzione per i malati oncologici...
quando ha letto la diagnosi si è messo le mani nei capelli... dicendo che lui l'aveva indirizzato ad un primario pneumologo proprio perche sospettava una cosa del genere visto che mio padre è stato un forte fumatore... ma intanto non gli ha mai prescritto esami ai polmoni.. io non ho avuto neanche la forza di ribattere perchè francamente mi è sembrata una giustificazione penosa... ma ho l'amaro in bocca per come quelli che dovrebbero essere professionisti fanno lo scarica barile... mio papà ormai è gravemente malato ed lo abbiamo scoperto troppo tardi... e io stessa me ne faccio una colpa...
le persone che lo incontrano per strada lo guardano sbalorditi per quanto è dimagrito e perchè cammina piano e insicuro... è sempre stato un uomo d'acciaio e ora ci portiamo un sacchetto dietro per paura che vomiti...
mi scusi lo sfogo... mi creda in queste situazioni non si sa con chi parlare...

la ringrazio ancora
gentili saluti

[#11] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Mi dispiace molto sentire le cose che lei scrive, così come il fatto che debba sfogare tutto questo qui, manifestando quindi un grande senso di solitudine in questo suo duro percorso. Comunque la ringrazio di aver trovato il coraggio e la fiducia di sfogarsi con me ed i miei colleghi che facciamo questo piccolo servizio volontario a distanza.
Occupandomi con preferenza di neoplasie polmonari da quasi 25 anni devo comunque ammettere che ancora oggi non esiste una metodica efficiente per fare diagnosi precoce di neoplasia polmonare (forse qualche dato recente...) e che i primi sintomi sono spesso aspecifici e non fanno subito sospettare qualcosa di serio. Inoltre non riusciamo ancora a debellare questa piaga della diffusione del fumo di sigaretta.

Come informazione utile, le confermo che un certificato con la diagnosi, firmato dallo specialista, può essere usato presso gli uffici competenti dell'ASP per ottenere l'esenzione per farmaci ed esami strumentali.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#12] dopo  
Utente 159XXX

Caro Dott. Barbieri
purtroppo mio papà non ce l ha fatta... improvvisamente, dopo un insperato miglioramento, c'è stato un crollo della situazione... non riusciva più a mangiare... è entrato poi in uno stato soporoso forse per la morfina... non so... dicono che probabilmente il fegato già compromesso non ha retto ai farmaci e ha avvelentao tutto il corpo.. so solo che mio padre ha iniziato a straparlare.. e è vissuto ancora qualche giorno.. ci hanno chiesto il consenso per somministrare un potente sedativo e antidolorifici.. per accompagnarlo... Dopo tre mesi dalla diagnosi se n'è andato...