Utente 217XXX
REFERTO TC TORACE CON MDC TC ADDOME COMPLETO CON MDC
Valutazione per febbre persistente non responsiva ad antibiotici da circa 20 giorni. L'elemento di rilievo a livello toracico è costituito dalla presenza in sede mediastinica pre-tracheale di una formazione a margini irregolarmente polilobulati, disomogenea per la presenza di contestuali aree necrotico-colliquative contestuali, delle dimensioni assiali massime di 80 x 64 mm circa ed estensione cranio-caudale di 74 mm circa; la formazione descritta mostra stretti rapporti di contatto comprimendo anteriormente la vena anonima di sn e la confluenza di entrambe le anonime, con la parete dx dell'arco aortico e si estende caudalmente sino alla parete superiore dell'arteria polmonare di dx; posteriormente prende contatto con la parete tracheale ed i bronchi principali, comunque pervi. Il reperto descritto è meritevole di valutazione specialistica e di eventuale biopsia transbronchiale. Linfonodi sottocarenale ed ilare dx delle dimensioni di 10 x 11 mm circa. Ulteriore formazione, quest'ultima a morfologia rotondeggiante e margini regolari, a valori densitometrici prevalentemente fluidi, con aspetto cistico, si apprezza nel mediastino antero-superiore con dimensioni assiali massime di 34 x 38 mm circa ed estensione cranio-caudale di 40 mm circa. A livello parenchimale non evidenti aree di aumentata densità con aspetto consolidativo in atto; si segnalano fenomeni disventilatori-gravitazionali lungo le porzioni declivi dei lobi inferiori bilateralmente, maggiori a dx. Cavità pleuriche libere da versamento. A livello addominale l'elemento di rilievo è rappresentato in corrispondenza della loggia surrenalica sn da una formazione espansiva ovalare a margini prevalentemente regolari delle dimensioni assiali massime di 25 x 35 mm circa a valori densitometrici sostanzialmente fluidi nella fase precontrastografica ma con intenso e disomogeneo enhancement nell'unica fase contrastografica venosa acquisita, suggestivo per localizzazione. Non evidenti alterazioni densitometriche focali a carico del parenchima epatico, splenico, pancreatico, renale e surrenalico dx.
Continua...

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
lei ha inserito un referto TC senza porre quesiti. E' buona norma introdurre il caso con un breve cenno alla storia clinica e concludere con quesiti precisi.
Probabilmente voleva chiedere cosa può significare questa massa descritta nel referto TC.
Per ora le si può rispondere, come d'altra parte anche il radiologo ha indicato, che appare opportuna l'esecuzione di una biopsia.
Corduiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#2] dopo  
Utente 217XXX

Grazie per la celere risposta, volevo finire la mia domanda e le info ma il testo era troppo lungo:
Agobiopsia linfonodale, paratracheale inferiore-azygos destro: Scarsissimo materiale comprendente sangue in cui sono immerse cellule bronchiali e microaggregati di cellule voluminose atipiche con ampio citoplasma nucleo pleomorfo e con nucleo evidente. Alle indagini immunoistochimiche la popolazione neoplastica è risultata negativa per TTF1e p63. Il reparto è compatibile con carcinoma scarsamente differenziato a grandi cellule.
Conclusioni: neoformazione mediastinica con componente linfonodale; espanso surrenalico.
I dottori dicono che non è operabile ma vogliono iniziare subito la chemio (per fermare le metastasi) molto forte e la radio (per disinfiammare il pomone per togliere la febbre), secondo voi la terapia è corretta? Abbiamo qualche speranza? Loro sostengono che sia solo un palliativo, allora che cavolo serve massacrare una persona?
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
dalle informazioni che riporta in effetti la startegia proposta dai medici che hanno in cura il caso è quella opportuna.

Il concetto di cura palliativa non va interpretato come cura fittizia.
In primo luogo, il concetto di curare non può spesso (purtroppo) coincidere con quello di guarire. Il terrmine palliativo deriva dal latino pallium =mantello, e "coprire con un mantello" corrisponde a palliare, cioè fornire una cura che attenua i sintomi della malattia. Una situazione del tipo da lei prospettata non può essere trattata con obiettivo di guarigione ma contrastandone l'ulteriore evoluzione (almeno per un certo tempo), serve quindi a sottrarre il paziente a pesanti sintomi (almeno per un certo tempo). Se poi tutto questo si ottiene per un tempo utile per il paziente (ogni giorno di vita guadagnato è importante) e si riesce a farlo anche con una qualità di vita accettabile è comunque un risultato.
Sicuramente non è l'obiettivo ideale per l'interessato e per i familiari su cui piomba la tragedia di una diagnosi i questo tipo.
Mi scusi se ho dissertato in tal modo ma penso sia un elemento non trascurabile di riflessione.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#4] dopo  
Utente 217XXX

Grazie