Utente 805XXX
Salve prima di tutto voglio ringraziare se potrete rispondere a questa mia e-mail. Sono una ragazza di 29 anni con un papà di 59, malato di cancro. Il suo cancro è stato scoperto ad ottobre 2007 tramite una gastroscopia, da lì è iniziato il nostro calvario. Il tumore era esteso nello stomaco, era di circa 6 cm di diametro, a questo punto i medici hanno voluto fare la chemio prima dell'intervento chirugico. A questo tipo di chemioterapia, mi sembra il cisplatinum, papà a risposto molto bene, il tumore è regredito ed è diventato di circa 3/4 cm. A febbraio 2008 c'è stata l'operazione, gli è stato asportato l'intero stomaco, ma anche la cistifellea, la milza ed un pezzo di esofogo, ma anche molti linfonodi nella zona addominale, a loro volta "presi dalle cellule maligne". Il mio papà è un uomo molto forte, ha superato questo intervento così invasivo, molto molto bene, in un primo momento ci sono stati dei problemi per mangiare ma oggi mangia quasi tutto e con porzioni oserei dire quasi normali, per un uomo della sua età. Dopodichè ha continuato ancora con lo stesso tipo di chemioterapia, ma una volta finiti i cicli, la PET ci ha fatto ripiombare nella disperazione, non era ancora finita! La Pet ha riportato che molti linfonodi nella zona addominale (circa una ventina) erano presi dal tumore (primario) ed alcuni anche alla base del collo. Tornati dall'oncologo, ha dovuto subire altri tre cicli di chemio terapia con un farmaco chiamato Taxotere, finiti una settimana fa. Ieri la Tac ci ha detto che la situazione non è migliorata, anzi i linfonodi metastatici sono aumentati di numero e volume. Ora dovrà ricominciare altre chemio con un farmaco chiamato Folfox oppure se non faranno effetto neanche queste dovrà fare sedute di radioterapia.
Io Vi chiedo se mio padre potrà in qualche modo cavarsela, dato che non ha nessun organo vitale compromesso, ma solo questi linfonodi localizzati nell'addome ed alla base del collo. Certo ha perso un pò di chili, ma continua a mangiare e cercare di combattere questo male. L'unica cosa del suo fisico che gli provoca dolore è la zona lombo sacrale, poichè ci hanno spiegato che i linfonodi premono su qualche nervo della schiena e gli procurano forte dolore, per questo sta prendendo degli anti dolorifici.
Vi prego di rispondermi, noi abbiamo ancora molta fiducia nella medicina, ma ci sono possibilità che superi questa situazione? O si potrebbe anche verificare la situazione che anche se in cura chemioterapica la malattia potrebbe avanzare attaccando anche gli altri organi? Ha ancora del tempo da vivere? Se si quanto?
Vi prego di rispondermi, vi ringrazio, Francesca.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Cara Francesca
le Sue parole ispirano molta tenerezza e fanno piombare noi oncologi nella disperazione più cupa.
La diffusione linfonodale è importante quasi e quanto l'interessamento degli altri organi; lo scopo della terapia è quello di rallentare l'evoluzione della malattia e garantire una migliore qualità della stessa, magar calmando il dolore.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente 805XXX

Caro Dott. D'Angelo, La ringrazio molto per la sua cortese risposta, certo non le nego il mio sconforto, che oramai mi insegue da un anno a questa parte.
Il chirurgo che ha operato papà, mi ha detto che bisogna trovare, e quindi provare, la terapia che faccia effetto sul suo corpo per cercare di arrestare queste metastasi.
Ma per lei questo può accadere? Un uomo può convivere con questo male se si riesce a tenerlo sotto controllo? e quanto è alto il rischi di compromettere degli organi vitali?
La ringrazio nuovamente per la sua disponibilità
Francesca.
Le allego il referto dell'ultima Tac Total Boby effettuata da papà l'8 settembre 2008.


All'attuale esame di controllo niente di significativo da segnalare a livello dell'encefalo.
A carico dei campi polmonari non sono evidenti significative lesioni di tipo produttivo.
A livello dei medìastino si confermano dei linfonodi retrocavali e sottocarenali.
Linfonodi aumentati di dimensioni sono pure presenti a livello sovraclaveare a sinistra. Attualmente le lesioni ripetitive linfonodali retroperitoneali e retropancreatiche appaiono aumentate di dimensioni e di numero, con più evidente interessamento della radice del tronco celiaco e di linfonodi retroperitoneali infraortico-cavali e para-aortici a sinistra.
Sono pure presenti linfonodi metastatici a livello della radice del meso.
Non sono evidenti significative lesioni parenchimali a carico del fegato.
Non alterazioni a livello dello scavo pelvico.

[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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confermo quanto detto dal collega.
"...Ma per lei questo può accadere? Un uomo può convivere con questo male se si riesce a tenerlo sotto controllo? e quanto è alto il rischi di compromettere degli organi vitali?..."

Le confermo quanto detto prima. La cronicizzazione della patologia neoplastica è uno degli obiettivi e dei traguardi che ci si deve porre nel caso in questione.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#4] dopo  
Utente 805XXX

Noi infatti speriamo soprattutto in questo, che la malattia si blocchi e continui a fare una vita decente e lui in questo ce la sta mettendo tutta, si sforza di mangiare, di camminare (avendo sempre dolori alla schina) e spero che tutti questi sforzi che sta facendo, almeno in una piccola parte gli vengano ripagati.
Mercoledì inizierà la nuova terapia con il Folfox, eventualmente Vi terrò aggiornati.
Grazie ancora per la Vostra disponibilità e cortesia.
Francesca