Utente 803XXX
Salve, volevo richiedere un parere medico, rigurdante un'esame TC del torace eseguito su mio padre.
Mio padre ha 55 anni, è cardiopatico, ha subito due angioplastiche e un bypass, tutto questo nel periodo dal 2003 al 2006.
A fine luglio di quest'anno, ha avvertito un dolore al petto nel lato sinistro, preoccupati siamo stati al pronto soccorso, dove è stato sottoposto a radiografia, ma non è emerso niente (aveva una lesione alla clavicola ma non è stata diagnostica). Successivamente il dolore si è spostato sulla spalla sinitra. Ad fine agosto dopo un movimento brusco, ha sentito un dolore fortissimo alla clavicola, riportato al pronto soccorso è stata diagnosticata una frattura scomposta della clavicola sinistra. I primi di settembre il braccio sinistro per via della fasciatura a otto si è gonfiato, non trovando risposta ne sostengo al pronto soccorso, ci siamo rivolti ad un ortopedico. Lo specialista cia ha subito informati che si trattava di uan frattura patologica, e ha ordinato esami per indagare il perchè della frattura senza un trauma. Abbiamo fatto quindi una tc del torace, ecco il risultato:
'Presenza di una nodularità solida che si opacizza con il mezzo di contrasto situata nel segmento postero-basale del lobo inferiore di destra, di circa 3,5 cm di diametro massimo, di verosimile natura eteroplastica. non è presente versamento pleurico; non sono visibili altre nodularità parenchimali. Sono visibili solo alcuni piccoli linfonodi a livello dell'ilo di destra ed altri linfonodi di dimensioni fino a cm 1,5 situati in sede sopraclaveare, sempre a destra. Si rileva la presenza di frattura del III medio della clavicola di sinsitra, con margini ossei parzialmente erosi e con un manicotto che assume mezzo di contrasto attorno alal frattura stessa; la sua natura è verosimilmente secondaria. Sono presenti altre due fratture di analogo aspetto, che interessano due archi costali, il VI a sinistra in sede laterale ed il IV a destra in sede anterolaterale. Anche queste fratture sembrano di origine secondaria, ma è comunque opportuno un controllo anamnestico per assicurarsi che non si tratti di lesioni post-chirurgiche. Non è presente versamento pleurico o pericardico; non si rilevano alterazioni a carico degli organi visibili, in particolare normali le ghiandole surrenali. Piccola ipodensità marginale nel lobo di destra del fegato.'
L'ortopedico ci ha spiegato che la clavicola è stata danneggiata da questa massa nei polmoni e ci ha consigliato di rivolgerci al medico che ha avuto in cura mio padre per i problemi cardiaci e i contattare un chirurgo dei polmoni.
Il medico che ha in cura mio padre per i problemi cardiaci ha disposto, un esame del sangue, un'ecografia, e una scintigrafia, e ha consultato colleghi esperti del ramo (immagino un'oncologo).
Siccome per adesso non abbimo avuto un colloquio diretto con un oncologo, vi chiedo gentilmente un parere medico. Una cosa che mi preoccupa sono i tempi lunghi per gli esami (una settimana tra l'esame del sangue e la scintigrafia e probabilemnte altrettanto per una biopsia (che ancora non è stata fissata), so che per queste malattie il tempo è fodamentale.
Grazie, Luca

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

48% attività
4% attualità
16% socialità
TAORMINA (ME)
FURCI SICULO (ME)
GIARRE (CT)
GIARDINI-NAXOS (ME)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Temo che siamo davanti ad una situazione di una verosimile neoplasia metastatica del polmone (la diagnosi di certezza si ha solo con citologico o istologico).
Credo che la figura professionale idonea sia l'oncologo, in quanto se la patologia è metastatica l'opzione chirurgica non trova indicazione; sarà sua cura effettuare tutti gli esami atti a dare certezza a queste ipotesi aihmè poco felici.
Ci tenga informati se le fà piacere.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente 803XXX

Questa settimana ho ricevuto tutto le risposte, cosi posso darvi un quadrò più chiaro.
Mio padre ha un tumore al polmone destro, con diverse metastasi nelle ossa; le zone più colpite sono: la clavicola sinistra, che si è rotta, la teca cranica, D5, D9, D12, L2, L5, numerosi tratti costali, l'omero sinistro, il femore omolaterale.
La biopsia ha dato come diagnosi, la seguente risposta: Metastasi di carcinoma con differenziazione squamosa.
Dopo la biopsia ci siamo recati al centro ioe di Milano.
Qui un oncologo ci ha spiegato la situazione, definendo la malattia cronica, ha individuato come priorità fare una radioterapia cranica e della costola e solo dopo procedere alla chemioterapia con Platino e Gemcitabina + terapia con Zometa, e ci ha consigliato di fare questi trattamenti nella nostra città.
Ecco che qui abbiamo incontrato dei problemi. Il radiologo ha richiesto una tac cranica per 26-09, nonostante mio padre ne abbia fatta una in data 12-09, ed eseguirà la prima radio solo il 1-10, e ha detto che la chemioterapia potrà iniziare tra un mese. Non sono tempi enormi, visto che le metastasi si stanno diffondendo in modo rapido? cosa possiamo fare per velocizzare i tempi?
Quello che mi sorprende, è che il radiologo ci ha messi in guardia da possibili crisi epilettiche per via della metastasi alla teca cranica, ma nonostante questo dobbiamo aspettare altri 10 giorni per iniziare la terapia, e nel frattempo mio padre soffre per colpa della frattura e della metastasi al cranio, io sono disperato nel vedere mio padre soffrire nonostante prenda morfina.
Vi ringrazio per la vostra disponibilità a rispondere alle nostre domande, perchè grazie a voi non ci sentiamo soli.