Utente 869XXX
Salve,
scrivo per avere maggiori informazioni sul tumore al fegato e l'innovativa possibilità di aggredire il problema con le staminali.

Mi chiamo Francesca, ho 26 anni e da 11 anni io e la mia famiglia stiamo affrontando il cancro di mia madre (52 anni) che ha avuto origine dal seno e si è diffuso nelle ossa, un rene che è stato esportato ,l'altro che con la ablazione è stato ripulito e la milza che è stata tolta.
Al cervello quasi 4 anni fa erano state scoperte 2 metastasi di cui, ad oggi, risultano essere 2 angiomi.
Due anni fa circa sono comparse le prime metastasi al fegato che con la chemio e altre cure del caso erano del tutto sparite.
Da poco invece si sono ripresentate in quantità maggiore, ma in dimensioni minori.
Come se il fegato fosse un cielo puntinato di stelle.
Mi rendo conto che non è il modo migliore per rendere l'idea, ma non ho una padronanza di linguaggio tale da poter spiegare la situazione altrimenti.
Stiamo affrontando il problema con una nuova chemioterapia sperimentale che non sembra dare ottimi risultati.
Brevemene questa è la sua situazione clinica.
Cercando di informarmi il più possibile su questa malattia sono da poco venuta a conoscenza delle recenti tecniche per la cura di alcuni tumori.
Ho letto che è possibile isolare delle staminali dal midollo e andare con queste a far rigenerare i tessuti del fegato, in maniera più veloce ed efficace.
A priori, nella mia ignoranza, mi sento di escludere la possibilità di un trapianto in un caso come il suo perchè quasi sicuramente si riammalerebbe e penso che la priorità venga data a chi ha una prospettiva di vita diversa e l nostra è ora una lotta non solo contro il cancro , ma anche contro il tempo..
Magari mi sbaglio.
Penso che anche le ablazioni non possano essere fatte perchè si tratta di metastasi piccine e in grande quantità.
Vi scrivo proprio perchè vorrei sapere se si può fare qualcosa, se di tutto quello che stò leggendo e se parlado con i medici effettivamente non ho capito molto e entrambe le strade possono essere tentate.
Vorrei sapere anche se ci sono centri qui in italia o all'estero con i quali posso mettermi in contatto per provare delle soluzioni.
Certa della vostra attenzione vi porgo i miei più sentiti salti.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

48% attività
4% attualità
16% socialità
TAORMINA (ME)
FURCI SICULO (ME)
GIARRE (CT)
GIARDINI-NAXOS (ME)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Tenga presente che sua madre non ha un tumore epatico ma al fegato vi sono i figli di un tumore mammario; pertanto fin quando vi sono possibilità di cura esse devono essere in tal senso finalizzate.
In atto a mia conoscenza non vi sono novità di riguardo (eccetto un farmaco che si chiama lapatinib che può essere utilizzato a fallimento del trastuzumab) ma bisognerebbe conoscere:
- storia clinica e parametri biologici
- condizioni generali di slaute
- comorbidità
Ciò viene meglio ad essere fatto dai colleghi che hanno sotto gli occhi sua madre.

In alternativa non puntate sul "quanto2 ma sul "come"
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente 869XXX

grazie per una così veloce risposta Dr. D'angelo.
Effettivamente non ho scritto molto sulle condizioni generali di mia madre perchè volevo sapere di più se le cose su cui mi stò documentando sono fattibili e se esistono dei centri da poter contattare in italia o all'estero...
Quello di mia madre, come di tutti gli altri malati oncologici e non, sono casi che penso si possano discutere solo con cartelle alla mano. Ma un parere, un consiglio, a volte anche solo una parola in più può fare molto e per questo ringrazio tutti voi Dottori che siete qui ad ascoltarci e consigliarci.