Utente 446XXX
Vorrei informazioni prima della visita oncologica programmata per la prossima settimana.
Sintetizzo la vicenda di mio padre che ha 60.
Fumatore accanito fino a 5 mesi fa, bevitore fino a qualche mese fa.
Tutto comincia ad inizio anno quando fa i primi controlli a causa di gambe gonfie che non accennavano a migliorare nonostante i diuretici prescritti dal medico di base.
Senza dilungarmi nell'iter di ricerche sintetizzo che è stato dimesso dal reparto di gastroenterologia dove ha fatto diversi accertamenti, tra cui Tac, risonanza, toracentesi, asportazione di linfonodo a livello clavicola, con la seguente diagnosi:
Tac: collo alcuni linfonodi latero-cervicale bilateralmente di circa 1 cm di diametro massimo. Polmone destro e sinistro: segni di broncopatia cronica enfisematoso. Versamento pleurico medio-basale destro. Presenza di voluminosa adenopatia del diametro di circa 34 mm in sede paratracheale. Fegato diffusamente disomogeneo, aumentato di volume in corrispondenza del VI segmento epatico minute aree a marcato enhancement in fase arteriosa del diametro massimo di circa 10 mm. Colecisti scarsamente distesa. Pancreas, milza reni ed organi pelvici nei limiti. Diverticolosi del sigma. Versamento libero periepatico, perisplenico e nello scavo pelvico. Non evidenti linfonodi di grandezza superiore al centimetro.
Esame istologico della biopsia linfonoidale: localizzazione linfonoidale di carcinoma scarsamente differenziato. CK-POL POSITIVO (+++), ck34 beta E12 POSITIVO (++-), p63 negativo. Diffusa positività per TTF-1. PSA e CDX2 negativi. Quadro morfologico compatibile con adenocarcinoma di origine polmonare.
Esame citologico del liquido pleurico: elementi cellulari presenti: mesoteli in numero moderato, cellule infiammatorie: linfociti, fibrina. Giudizio citologico negativo.
Si dimette il paziente con le seguenti diagnosi:
Localizzazione linfonoidale di carcinoma scarsamente differenziato
Epatopatia cronica evoluta etoh correlata
Sindrome nefrosica
Sindrome anasarcatica
Ascite
Versamento pleurico
Edemi degli arti inferiori
Si consiglia visita specialistica oncologica.
Terapia domiciliare di somministrazione di albumina oltre a diuretici e potassio.

Gentile dottore mi sarebbe di enorme aiuto capire la gravità della situazione, a che stadio è il tumore, che speranze di cure e sopravvivenza ci sono. Il tumore è localizzato o vi sono metastasi. Se ha qualche consiglio o indicazione da darci.
Inoltre vorrei sapere la tipologia di cura, la durata e gli effetti collaterali.
So che la cosa più importante adesso è la sua salute, ovviamente. Ma vorrei sapere in che condizioni fisiche potrebbe essere per fine agosto (se potrebbe essere troppo provato della terapia) in quanto dovrei sposarmi e se è il caso di rimandare tutto a quando starà meglio.
Ringrazio infinitamente per l'attenzione che vorrete dare alla mia richiesta.

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Signora,
ci sono alcuni elementi che si potranno chiarire solo di persona con la visita oncologica. Infatti è importante valutare di persona sia le condizioni fisiche attuali di suo padre che tutti gli esami eseguiti, in particolare la TC guardando le immagini per valutare l'estensione nel torace, vedere le caratteristiiche delle immagini epatiche, stabilire se serva o meno fare anche una PET.
In ogni caso è evidente la diagnosi di neoplasia polmonare non a piccole cellule (adenocarcinoma), in questo tipo si fanno anche altre indagini molecolari (EGFR, ALK) che permetterebbero di applicare terapie biologiche orali abbastanza tollerabili e ben efficaci. Tuttavia queste indagini in genere sono negative nei pazienti con storia di fumo e di conseguenza le terapie biologiche non risultano in essi applicabili.
L'estensione ai linfonodi paratracheali e sopra (o sotto) clavicolari testimonia già una forma avanzata, non passibile di terapie locali, anche se via web non è facile definire se la malattia sia metastatica.
Attenda con pazienza la visita oncologica e consideri che oggi le cure mediamente offrono una discreta sopravvivenza e, salvo situazioni rapidamente evolutive molto sfortunate, suo padre potrebbe assistere al suo matrimonio.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#2] dopo  
Utente 446XXX

Gentile dott. Barbieri, la ringrazio molto per la celere risposta.
So che dobbiamo attendere la visita oncologica, ma nell'attesa mi permetto di chiederle qualche altro ragguaglio sia per essere preparati per capire meglio quello che ci diranno in quella sede, sia per il prosieguo.
Dalla sua risposta mi è parso di capire che l'aspettativa di vita di mio padre non è di anni.
Io vorrei un padre in forma per fine agosto e non distrutto dagli effetti collaterali di una chemioterapia se non ..... peggio. Quindi sarei propensa a spostare il matrimonio.
Secondo il suo parere con che criterio dovremmo scegliere il centro che deve seguirci (meglio una struttura polifunzionale, visti anche i problemi del fegato, o un centro più all'avanguardia per le terapie oncologiche?
Grazie grazie grazie

[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Nessuno può ipotizzare come suo padre tollererà la terapia, se vuole può rinviare il matrimonio di un paio di mesi, cioè per il periodo in cui potrebbe aver finito la chemio o essere al massimo in terapia di mantenimento.
Nella sua città vi sono strutture molto valide per la gestione terapeutica dei tumori polmonari, compreso un Istituto oncologico.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#4] dopo  
Utente 446XXX

Ancora grazie.
Il dottore che ha in cura mio padre per problemi al fegato e che ha effettuato indagini che hanno portato alla suddetta diagnosi ci ha consigliato il reparto oncologia del policlinico, anche perché così in caso di necessità i due reparti possono interagire.
Lei cosa ne pensa?

[#5] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Certo. Perché no...
Dr Vito Barbieri
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[#6] dopo  
Utente 446XXX

Mio padre ha effettuato la visita con un oncologo che, dopo aver esaminato tutto l'incartamento, si è soffermato maggiormente sulla sindrome nefrosica e ha detto inoltre che non è certo che l'origine del tumore sia polmonare.
Insomma mio padre è più confuso di prima.
Secondo il suo parere i reni sono molto danneggiati ed è per questo che perdono tutte le proteine, infatti mio padre fa due flebo di albumina al giorno.
Riporto di seguito i valori dell'esame urine, tralasciando quelli normali:
emoglobina 0.10
proteine >400
sedimento 5-10 emazie per campo
Dalla Tac a proposito dei reni si dice: reni nei limiti
Dall'eco-addome: reni volume normale, ecostruttura omogenea, spessore cortico-midollare nella norma
Dalla RM si dice: reni minute cisti corticali bilateralmente.
consulenza nefrologica: sospetta malattia linfoproliferativa.
Ha parlato di fare esami di approfondimento, pet, broncoscopia, etc
Il nostro dubbio è che si perda del tempo prezioso (penso che se vi è il tumore al polmone prima si interviene e meglio è) o forse il dottore vuole approfondire per meglio capire il tipo di cura in base allo stato di salute oltre che del fegato (che sappiamo essere compromesso), ma anche dei reni?
Non stiamo capendo niente, come dobbiamo muoverci?
Un po' siamo sollevati dal fatto che non ha accentrato l'attenzione sul tumore (quindi è meno grave di quello che pensavamo?), un po' siamo preoccupati che possa essere sottovalutato e che quindi la situazione peggiori.
Attendo speranzosa chiarimenti.
Grazie infinite

[#7] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Con la diagnosi che avete riportato all'inizio del post ...non è possibile dubitare

Esame istologico della biopsia linfonoidale: localizzazione linfonoidale di carcinoma scarsamente differenziato. CK-POL POSITIVO (+++), ck34 beta E12 POSITIVO (++-), p63 negativo. Diffusa positività per TTF-1. PSA e CDX2 negativi. Quadro morfologico compatibile con adenocarcinoma di origine polmonare.


Non è possibile fare valutazioni di confronto per via web. Chiedete il parere anche di un altro oncologo.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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