Utente 962XXX
Spett.li Dottori,

una mia parente è stata operata per un carcinoma del collo dell'utero e l'operazione (isterectomia radicale) è perfettamente riuscita. Mi chiedevo quali sono le aspettative in questi casi. So che i dati relativi alle percentuali di recidive o di sviluppo di nuove neoplasie sono molto confortanti ma vorrei avere da parte vostra la conferma di questi dati, anche in considerazione del fatto che la mia partente è una giovane donna.
Ringraziandovi, porgo i miei saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

una valutazione senza dati più specifici è assolutamente impossibile. Per poter fornire un parere occorre conoscere lo stato di avanzamento della neoplasia. Fondamentale è quantomeno la trascrizione dell'esame istologico e l'esito di una TC total-body con mezzo di contrasto. Un conto è parlare di una malattia confinata un altro è parlare di una malattia (anche magari solo localmente) diffusa.

Un cordialissimo saluto

Dr. Carlo Pastore
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[#2] dopo  
23297

Cancellato nel 2008
Gentile signora

condivido l'intervento del collega circa la prognosi possibile del K del collo dell'utero refertato.L'intervento chirurgico e' quasi sempre risolutivo per cancri con bassissimo grado di metastatizzazione , ma diventa dfficile fare diagnosi lungimirante se non si conosce l'istotipo e il grado di diffusione della neoplasia.

DOTT.VIRGINIA A.CIROLLA

[#3] dopo  
Utente 962XXX

Gentili dottori, vi ringrazio per la vostra attenzione. Ciò che so in più è che il carcinoma era a cellule squamose con stadiazione IIB. Non c'erano metastasi e la neoplasia è stata preventivamente trattata con rt e ct concomitanti, con effetti ottimi (regressione fino a 2 cm). L'istologico post operatorio indicava che le ovaie, i parametri e i linfonodi pelvici (tolti comunque) non mostravano segni di tessuti degenerati. Nell'anno e mezzo successivo all'intervento tutte le rmn (addome e pelvi con liquido di contrasto) non hanno indicato problemi di sorta.
Vi ringrazio nuovamente per le informazioni che vorrete darmi.

[#4] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

la variante istologica che ci riporta è senz'altro la più frequente in questi casi. La strategia terapeutica, stando a quanto ci ha riportato, è la più adeguata essendo piuttosto evidente che la combinazione chemio-radioterapia preoperatoria è la più efficace nel consegnare all'intervento chirurgico una malattia di dimensioni più ridotte. Comunque una neoplasia localmente avanzata è sempre una evenienza che deve essere seguita scrupolosamente nel tempo. Io non mi limiterei a tenere sotto controllo solo l'addome ma anche il polmone e le ossa. Tali sedi sono quelle che più frequentemente possono dare problemi. Il tempo che trascorre dall'intervento senza malattia evidente gioca a nostro favore.

Un cordialissimo saluto ed un grande in bocca al lupo

Dr. Carlo Pastore
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[#5] dopo  
Utente 962XXX

Cortesissimo Dott Pastore,

diciamo dunque che se le rmn nei prossimi due o tre anni non rivelassero neoplasie ulteriori potremmo finalmente trarre un sospiro di sollievo?
Grazie ancora

[#6] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

canonicamente si fissa il periodo di follow-up (cioè dei controlli) nel caso di neoplasie in 5 anni. Trascorso tale periodo si dovrebbe poter essere sufficientemente tranquilli. Purtroppo in alcuni casi anche dopo i 5 anni ci può essere una ricaduta. E' per questo che ai pazienti che seguiamo presso il nostro Centro consigliamo comunque di passare a trovarci anche dopo i fatidici 5 anni (con un controllo magari annuale).
Il tempo che trascorre senza evidenza di malattia è comunque senza dubbio un fattore a nostro favore.

Molto cordialmente

Carlo Pastore
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