Utente 568XXX
Buonasera, vi scrivo per mio suocero.
Ha 79 anni, da alcuni mese avverte dispnea e grande senso di affaticamento.
Talvolta respiro sibilante.
Non ha tosse nè lamenta perdita di peso.
Ha effettuato TAC senza mezzo di contrasto con il seguente esito:
Ilo polmonare dx appare globoso e disomogeneo come per tumefazione solidadi circa 4 cm, determinante riduzione del calibro di bronco intermedio e diramazioni bronchiali per il lobo inferiore.
A quest’ultimo livello concomita ampia zona di disomogeneo consolidamento parenchimale a margini sfrangiati con strie di raccordo ilari e pleuriche e fini calcificazioni contestuali.
Si associa modesta falda di versamento basale dello spessore massimo di 2 cm.
Nel restante ambito polmonare diffuso quadro di rarefazione enfisematosa del parenchima, sottili ispessimenti settali sclerocicatrizali e micronodularità mantellati sparse.
Diverse globosità linfonodali in ambito mediastinico, la maggiore all’origine del bronco principale dx con diametro di 17 mm.
Pervie trachea e diramazioni bronchiali di sx.

In seguito gli hanno prescritto una PET con il seguente esito:

Intenso disomogeneo iperaccumulo del tracciante metabolico, si documenta al polmone dx a carico della tumefazione solida descritta all’ilo polmonare dx (SUV max 29.60).
Intensamente ipercaptante l’ampia zona di consolidamento parenchimale nei piani posteriori della base polmonare (SUV max 20.30).
Elevato gradiente di concentrazione si apprezz senza sicura soluzione di continuità con l’area sud descritta in corrispondenza di formazione solida ovalare sottodiaframmatica (SUV max 24) e di due aree focali sezioni più caudali, di probabile pertinenza epatica (SUV max 24.08) A livello del X spazio intercostale nei piani posteriori in sede muscolare si documenta focale, disomogenea ipercaptazione con SUV max 17.73.


Abbiamo inviato il referto al medico pneumologo che finora l'ha visitato il quale non si è espresso sulla gravità della malattia ma ha solo detto che occorre proseguire con gli accertamenti e a breve farà broncoscopia.
Vi chiederei cortesemente un parere, siamo preoccupati per i valori alti rilevati dalla PET.
Grazie mille in anticipo al medico che vorrà rispondere.

[#1]  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
questi dati sono meritevoli di molta attenzione e non a caso lo pneumologo ha stabilito opportuni approfondimenti. La broncoscopia è fondamentale per visionare l'albero bronchiare ed individuare siti dove procedere a biopsie.
L'esame istologico che ne seguirà darà una parola chiara a tutto il quadro.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#2] dopo  
Utente 568XXX

Buongiorno, Le comunico l'esito della broncoscopia.
Trachea pervia, mediana, carena simmetrica. A sinistra pervietà conservata nei limiti dello strumento utilizzato. A destra tessuto stenosante riccamente vascolarizzato occludente in parte medio e inferiore. Eseguite biopsie plurime della neoformazione e TBNS 10R ilare destra.
Esame istologico biopsie bronchiali: infiltrazione di carcinoma ben differenziato cheratinizzante. TBNA linfonodo 10R: material ematico. Esame citologico broncoaspirato: presenti cellule di carcinoma. Spirometria: nella norma.
In attesa di un suo cortese parere, porgo i più cordiali saluti

[#3]  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
la broncoscopia conferma la presenza di una neoplasia ad origine polmonare. La PET già evidenziava una estensione oltre il polmone (fegato in particolare).
A questo punto è importante rivolgersi ad un centro oncologico per pianificare una terapia. Per questo tipo istologico (carcinoma squamoso) sono possibili due diversi trattamenti: chemioterapia o immunoterapia. Tutto dipende da un marcatore che penso sia in corso (PDL1), ma deve essere determinato proprio sul pezzo istologico e quindi deve arrivare ad intergrare il referto iniziale già rilasciato.
Chieda di questo test e faccia prenotare per suo suocero una visita oncologica.
Cordili Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#4] dopo  
Utente 568XXX

Grazie per la cortese e sollecita risposta. Secondo il suo parere, la situazione risulta grave o abbiamo speranza almeno di contenere la progressione della malattia? La chemioterapia nei pazienti anziani risulta più difficilmente tollerata? Grazie ancora per la risposta

[#5]  
Dr. Vito Barbieri

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Non è detto che la terapia debba per forza essere chemio. Le verrà detto dopo che ci sarà l'esito del test PDL1. Se questo fosse superiore al 50% riceverebbe solo immunoterapia.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#6] dopo  
Utente 568XXX

buonasera, Le scrivo per aggiornarla sulle ultime analisi. L'esito del PDL1 ha dato un valore molto basso, per cui ha avviato il ciclo di chemioterapia carbo + gen venerdì scorso. Il giorno della terapia e quello seguente, sabato, non ha avuto alcun disturbo, anzi sabato stava decisamente bene. Ieri ha avuto nausea e oggi va meglio. E' possibile che il giorno dopo la chemio abbia avuto questi effetti positivi a livello fisico, o è solo una questione psicologica? Questo potrebbe farci ben sperare? Venerdì prossimo farà la seconda infusione. Complessivamente gli hanno prescritto quattro cicli. Attendiamo l'integrazione delle analisi molecolari (mutazione EGFR, ALK e Ros 1). Mi permetto di sottoporle ancora una domanda: ho letto che la combinazione di chemio + immunoterapia
risulterebbe più efficace della sola chemio, almeno in seconda linea, anche su questo tipo
di tumore (carcinoma squamoso) "indipendentemente dai valori di PDL1".
Le sarei grato se mi potesse dare la sua opinione e se mi potesse indicare quali possono
essere gli scenari dopo aver completato il trattamento nel caso non vi fosse remissione o stabilizzazione (in qualche modo "definitiva").
Grazie in anticipo per la cortese risposta

[#7]  
Dr. Vito Barbieri

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Buonasera,
cominciamo dalla fine.
L'immunoterapia associata alla chemio si è dimostrata la scelta migliore anche nel carcinoma squamoso, tuttavia ,lo studio che ha dimostrato ciò (Keynote 407) è uscito dopo quello che dimostra la stessa cosa nell'adenocarcinoma (Ketnote 189). Di conseguenza non c'è ancora l'approvazione ministeriale e la combinazione chemio ed immunoterapia nel carcinoma squamoso non si può ancora usare.
In seconda linea, cioè se non fosse efficace la chemioterapia che sta ricevendo, è già possibile la somministrazione di uno fra almeno tre diversi immunoterapici (pembrolizumab, nivolumab, atezolizumab).
Riguardo alla sensazione d i benessere del giorno dopo la chemio, spesso viene osservata in relazione alle alte dosi di cortisone che accompagnano la chemioterapia e fanno sentire il loro effetto stimolante anche il giorno dopo.
Difficilmente qualcuna delle analisi molecolari risulterà positiva, giacchè questo è molto raro nel carcinoma squamoso.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
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[#8] dopo  
Utente 568XXX

Buonasera, mi permetto di scriverLe nuovamente. Mio suocero ha effettuato venerdì scorso la seconda infusione in quanto le analisi del sangue effettuate il giorno precedente erano nella norma. Tuttavia domenica e oggi ha avuto un rialzo termico (37.5 / 38) così come martedì della settimana scorsa. Accusa inoltre grande debolezza. Al momento non ha più avuto problemi di nausea. Desidero sapere se questo rialzo della temperatura, così come la stanchezza, è un effetto collaterale della terapia, considerata anche l'età piuttosto avanzata, e quali accorgimenti si possono adottare.
Grazie mille.

[#9]  
Dr. Vito Barbieri

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Queste valutazioni richiedono più che mai una visita da vicino ed anche un controllo delle analisi, ma anche la conoscenza di un gran numero di dettagli, come gli esami fatti il giorno della chemioterapia. Tutto questo può quindi essere valutato solo dagli oncologi che seguono il paziente ed hanno tutto ciò che lo riguarda segnato in cartella.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#10] dopo  
Utente 568XXX

Grazie per la sollecita risposta