Utente 125XXX
mio padre ha 66 anni. oggi in pensione ma ha lavorato nella sanita' per 41 anni. persona molto scrupolosa ogni anno eseguiva delle analisi generiche e dei controlli alla prostata. fino ad oggi tutto regolare. a fine maggio del 2009 inizia ad avere dei dolori alla schiena simili a una lombosciatalgia e su consulto dell'ortopedito e del medico di base e' andato avanti per circa un mese con antidolorifici ma senza esito, poi sono state fatte delle analisi e lui ha voluto inserire i markers. qui arriva il primo verdetto il valore era 388. subito dopo e' stata fatta una risonanza alla quale e' seguita una tac total-boby su richiesta del medico che ha eseguito la risonanza, ma non abbiamo fatto in tempo a prendere le risposte in quanto improvvisamente ha avuto una frattura dell'omero destro, con immediato ricovero in ospedale scopriamo il verdetto confermato anche dalla biopsia polmonare: carcinoma squamoso scarsamente diferrenziato g3, con metastasi osee, dati immunoistochimici : pancito + ; ck 7+ ; ck20- ; ttf-1-
per 15 giorni e' stata fatta solo terapia antidolorifica in attesa della risposta della biopsia transtoracica poi ha inizia la scorsa settimana la radioterapia all'omero e all'anca sinistra che sono i punti maggiormente colpiti
dalla tac e' emerso che non si apprezzano lesioni secondarie ad altri organi, tranne che un modesto incremento di entrambi i surreni.
da quello che mi hanno spiegato fatte due sedute di radio inizieranno subito con cis-platino+gemcitabina. ora so che non guarira' perche' non e' piu' operabile, ma mi chiedo vale la pena praticare questa terapia che comunque gli procurera' altri danni, e se si cosa mi posso aspettare? che aspettative di vita ha? ce anche una sola speranza che possa sopravvivere a tutto cio' ancora per qualche anno in modo dignitoso? dovete sapere che la sua filosofia di vita e' : finche' c'e' vita c'e' speranza , ma a lui e a tutti noi la speranza non basta. forse vi ho chiesto troppo ma non so piu' a cosa e a chi aggrapparmi per avere delle risposte certe, il bene che ci lega mi impone di provare e tantare qualsiasi strada esista per aiutarlo. comunque il mio scopo e' principalmente di non farlo soffrire. vi ringrazio anche solo per avermi ascoltato, confido in una vostra risposta grazie per tutto.

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Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

le neoplasie polmonari in fase metastatica sono patologie assai serie con una prognosi severa. I moderni trattamenti possono comunque tentare di arginare la malattia con pochi disturbi dati dai trattamenti stessi. In questa condizione avrei prospettato un trattamento con carboplatino e taxolo poichè di minore impatto in termini di disturbo generale nell'organismo (dato soprattutto dal cisplatino in termini di nausea e neuropatia) e di buona efficacia. Con ciò non intendo dire che cisplatino e gemcitabina non sia valido, anzi, rappresenta uno schema largamente impiegato a livello mondiale. Per le localizzazioni scheletriche aggiungerei l'acido zoledronico, farmaco appartenente alla cetegoria dei bifosfonati, che limita il riassorbimento osseo ed ha un effetto antidolorifico ed antitumorale diretto nell'osso. Doserei inoltre la cromogranina A per verificare se non vi sia componente neuroendocrina nella neoplasia e quindi la possibilità di aggiungere a tutte le terapie in atto l'octreotide. Delle applicazioni di ipertermia nelle sedi di malattia possono essere di ulteriore ausilio.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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Dr. Carlo Pastore
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