Utente
Salve, lo scorso settembre si è fratturato il 3° dito del piede, ne ho la certezza perché il dito era gonfio, nero ed era estremamente dolorante da non poter poggiare il piede a terra. Purtroppo mi trovavo in vacanza su un'isola e mi dissero che le fratture del piede non vengono trattate così sopportai pazientemente il dolore senza applicare immobilizzazioni di alcun tipo e a distanza di 1 mese e mezzo mi recai del medico di famiglia il quale mi rimproverò per non essermi fatta controllare al rientro, ma nella mia ignoranza ho creduto a quanto mi era stato riferito, così il medico curante mi disse che potevo fare una lastra ma qualsiasi azione era ormai inutile, a quel punto non feci neanche la lastra visto che non vi erano proposte risolutive, avere la conferma di averlo rotto mi serviva a ben poco, dunque sono trascorsi 7 mesi ed il dito mi fa ancora male, ma soprattutto si è creata una protuberanza appena sotto l'unghia (callo osseo?) il vero problema è che oggi posso calzare solo scarpe basse a pianta larga e non posso indossare scarpe con i tacchi (neanche bassi) in quanto mi producono dolore. Quando questo inverno volevo comprare delle scarpe vi ho rinunciato a causa del dolore pensando fosse presto ma il problema persiste dunque mi domando se questo danno da mancato trattamento possa essere permanente e se esistono possibilità di intervento in questi casi per sanare l'anomalia (chirurgia e/o preferibilmente metodi alternativi). Grazie in anticipo. Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Giorgio Leccese

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Gentile Signora,

ha sbagliato a postare il suo quesito: non va inserito in Chirurgia della Mano, bensì in Ortopedia.
Dr. Giorgio LECCESE

NB: il consulto online non può nè deve sostituire la visita reale

[#2]  
Dr. Giuseppe Coli'

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Gentile signora, dovrebbe fare una radiografia per vedere cosa realmente sia successo e non ragionare su semplici ipotesi. Con la lastra potrá poi consultare uno specialista ortopedico per giungere alla corretta diagnosi e decidere come sia possibile risolvere il suo problema.
Cordialità
Dr. Giuseppe Colì
Specialista Ortopedico
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Ex responsabile centro Osteoporosi

[#3] dopo  
Utente
Salve Dottori, ringrazio entrambi per il riscontro, il senso della mia richiesta voleva essere semplicemente quello di capire se esistono in generale soluzioni non chirurgiche per una frattura che potrebbe essere ricomposta in maniera non corretta, poiché nel caso fosse solo possibile risolvere chirurgicamente, sapendo di non essere disposta ad operarmi, eviterei di investire del tempo per una lastra/visita, comunque le lastre hanno una loro "invasività" e le limiterei allo stretto necessario, visto che oggi ho eseguito per altre ragioni una TAC polmonare. Cordiali saluti.

[#4]  
Dr. Giuseppe Coli'

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Gentile utente, una radiografia dell'avampiede espone ad una dose radiante davvero irrisoria e quindi può eseguirla tranquillamente anche dopo la recente TAC. Non è necessaria solo per un eventuale successivo intervento chirurgico ma anche per comprendere l'attuale situazione scheletrica. Solo così sarà possibile comprendere come poterla aiutare anche con soluzioni non chirurgiche come ortesi o divaricatori o fisioterapia......
Cordialità
Dr. Giuseppe Colì
Specialista Ortopedico
Malattie metaboliche dell'osso
Ex responsabile centro Osteoporosi

[#5] dopo  
Utente
Gentile Dott Coli', La ringrazio per l'ulteriore chiarimento, era esattamente questo che volevo capire prima di prendere un appuntamento con un ortopedico e procedere con la lastra,poiché il mio medico di famiglia aveva lasciato intendere il contrario rispetto a quanto Lei mi ha appena riferito. Cordiali saluti.