Utente 573XXX
Buongiorno,
In data 17/07 mi sono fratturato il malleolo peroneale.
Rimosso il gesso dopo 40 gg.

Inizio terapia riabilitativa, migliorando di giorno in giorno.

02/10, visita di controllo con esito: frattura consolidata.


Proseguo kinesi, terapia propiocettiva e magnetoterapia perché sentivo ancora dolore.


Cammino regolarmente, ma improvvisamente, 10/11 inizio a sentire delle fitte.
Radiografia al pronto soccorso con esito: frattura non consolidata con eventuale pseudoartrosi.
L'ortopedico dice che è da operare, e mi prescrive una Tac.


Risonanza magnetica: frattura non consolidata ed edema della spongiosa.


Tac: frattura non consolidata e monconi in pseudoartrosi.


Intanto proseguo magnetoterapia.


Visita ortopedica a 4 mesi e mezzo dall'incidente: un altro ortopedico dice di attendere altri 45 giorni.
Mostrando la radiografia di quando mi hanno tolto il gesso, dice che chiaramente, la frattura già allora non era consolidata.


Da Tac e RM, si vede chiaramente che la frattura è peggiorata, e non si è proprio formato callo osseo.


Ora io, già rovinato, è possibile che debba attendere altri 45 giorni, per essere operato?


Si vede chiaramente che l'osso è rotto e la diastasi, molto evidente, ci sono speranze che il callo osseo possa riformarsi, in queste condizioni?


Inoltre, è possibile che mi abbiano tolto il gesso dicendomi che tutto andava bene, quando la frattura era ancora presente e a due mesi e mezzo dall'incidente mi abbiano liquidato dicendomi che la frattura era consolidata, senza farmi effettuare RX, quando in realtà consolidata non era?


Grazie per la risposta

[#1]  
Dr. Paolo Tessari

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Le pseudoartrosi sono una evenienza possibile in tutti i tipi di frattura specie in quelle dove una mobilizzazione precoce o un danno vascolare alterano la normale formazione del callo osseo primario periodale e di quello definitivo indostale. Una frattura inizia a guarire con un manicotto di tessuto osseo esterno al focolaio di frattura ( primi 25-40 giorni) per poi lasciare il posto al complesso tessuto osseo di riparazione che consolida e ristruttura definitivamente la frattura stessa (!processo che dura mesi). La pseudoartrosi va sempre operata per ridare stabilità al segmento osseo fratturato. Solitamente si usano mezzi di sintesi come placche e viti , talvolta supportati da innesti di spngiosa ossea (trapianto autologo) con fattori di crescita per dare maggior spinta alla formazione di callo osseo riparativo. Da non sottovalutare l’importanza di una bonifica della regione pseudoartrosica dal tessuto fibroso o dal tessuto osseo sclerotico o necrotico che si forma sui monconi della frattura, causa della pseudoartrosi stessa. La pseudoartrosi va canalizzata in modo che si ripristini una buona circolazione ematica che ossigeni i tessuti danneggiati. Terapia di supporto sono la magneto terapia a bassa frequenza (3Hz) per non meno di 4 ore al giorno ed eventualmente la ossigeno terapia Iperbarica (OTI).
dr. Paolo Tessari
ortopedico, artroscopista, protesista
specialista in medicina dello sport
Verona

[#2] dopo  
Utente 573XXX

Gentile dottor Tessari,
La ringrazio per la risposta veloce, chiara ed esauriente.
Il problema ora resta per me trovare un medico che mi possa operare al più presto.

Cordiali saluti, e buona serata