Utente
Scrivo per mio padre, 91enne, affetto da gonalgia a seguito frattura complessa di rotula avvenuta almeno una decina di anni fa. Al tempo la frattura è stata consolidata e osteosintetizzata con legamenti metallici che successivi accertamenti hanno sconsigliato di rimuovere vista l'età del paziente. Un referto di controllo del 2004 riporta che la rotula appare sublussata in senso caudale con evidenti segni di artrosi femoro-rotulea e femoro-tibiale, marcata riduzione in ampiezza della rima articolare femoro tibiale interna ed atteggiamento di varismo dell'arto. Un po' ridotto il trofismo calcare. Estese calcificazioni vascolari. Da qualche mese mio padre ha dei dolori lancinanti che lo costringono ormai a letto. Lo specialista nello stupirsi di come non siano mai stati rimossi i legacci metallici ormai tutti rotti esclude , vista l'età, la possibilità di protesi sia per il rischio intervento che per il decorso post. In realtà non ci da molte speranze vista anche la complicanza dell'artrosi. Di concerto con il fisiatra si sta studiando l'ipotesi di rimozione dei legacci a parziale sollievo ma la preoccupazione è legata alla necessaria immediata riabilitazione che eviti l'allettarsi del paziente. Temiamo molto che una struttura pubblica possa assicurarci una adeguata assistenza di questo tipo. Mio padre è poco collaborativo ma non ce la fa più a sopportare il dolore. Non si muove, non mangia e deperisce di giorno in giorno e vorrebbe a tutti i costi un intervento. Che consiglio ci potete cortesemente dare? Quale struttura può essere considerata "raccomandabile" in una situazione del genere e se questo intervento è ritenuto da voi auspicabile? Vi ringrazio infinitamente.

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Dr. Paolo Tessari

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dr. Paolo Tessari
ortopedico, artroscopista, protesista
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GENTILE UTENTE,le problematiche da lei poste riguardo la situazione di suo padre sono piuttosto complesse. Se suo padre dovesse essere sottoposto ad intervento di protesizzazione, prima dovrebbe essere valutato in day hospital se in grado di affrontare dal punto di vista generale un intervento di tal fatta, con valutazione anestesiologica, internistica, cardiologica e dal chirurgo vascolare per le problematiche flebo-trombotiche.
Se tutte le valutazioni prre-intervento fossero favorevoli, si prenderebbe in considerazione l'intervento con la scelta del tipo di protesi idonea al caso.La frattura di rotula non dovrebbe essere un problema, poichè potrebbe anch'essa essere protesizzata nel corso del medesimo intervento.
Questo è il mio protocollo pre intervento e di planing preoperatorio che applico a tutti i pazienti presso l'ospedale dove opero (Ortopedia e Traumatologia Bussolengo di Verona)
A disposizione per ulteriori considerazioni ed ev. visita, porgo distinti saluti
dr. Paolo Tessari
ortopedico, artroscopista, protesista
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Verona