Utente
Salve dottori mi chiamo Salvatore ho 34 anni di contatto da Reggio emilia
Nel dicembre 2017 ho fatto un incidente stradale dove mi sono rotto entrambe le gambe,
Frattura del Femore distale sx, femore distale dx, frattura esposta di tibbia e perone dx con osteomelite (cronica) alla tibbia dx
Per ora debellata!! ! !
In due anni e mezzo Ho subito 10 interventi di cui 7 alla caviglia
Il problema è il femore destro, purtroppo
Dopo l'operazione il femore è più corto di 3 centimetri rispetto all'altro
Qundi mi porta ad avere mal di schiena.

Ho provato a usare i plantari e le scarpe con il rialzo, ma con scarso successo!! !
Poiché la caviglia destra e molto rigida e spesso dolente!! !
Lidea di fare l'allungamento con il fissatore esterno, e una lunga degenza onestamente mi sconvolge

E possibile secondo voi accorciare l'altra gamba?
cioè il femore sinistro?

So che una domanda un pò strana
Ma preferirei fare un intervento e una degenza, meno impegnativa
Grazie

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Dr. Sandro Reverberi

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Gent.mo Utente, se la dismetria è esclusivamente a carico del femore, l'accorciamento dell'arto sano può essere preso in considerazione, sopratutto se l'allungamento del femore più corto presentasse difficoltà tecniche nell'applicazione di un fissatore esterno o di un chiodo da allungamento (ad es. rischi di rigidità del ginocchio per retrazione del quadricipite, pregressa osteomielite femorale, ecc.). Se la dismetria però fosse sia femorale che tibiale (lei riferisce che ha avuto una frattura di gamba esposta nello stesso lato dell'accorciamento e una quindi una dismetria tibiale è possibile), bisognerebbe accorciare solo la dismetria femorale, altrimenti si troverebbe con gli arti lunghi uguali ma con le ginocchia a diverse altezze. Per valutare quindi il suo problema è necessaria una valutazione della dismetria con radiografie panoramiche degli arti inferiori ed una valutazione clinica, possibile solo con una visita. Rispondendo brevemente al suo quesito, l'accorciamento del femore sano è possibile, ma la sua opportunità va considerata singolarmente in base al caso individuale.
Dr. Sandro Reverberi