Utente
Salve, un mese fa ho subito un trauma acustico dopo colpo di pistola a salve. A seguito del colpo ho sentito un fischio che in qualche ora è diminuito,ma poi si è stabilizzato.Il fischio ha una sua intensità in condizioni di silenzio o basso rumore ambientale, ma poi, all'aumento del rumore ambientale, anzichè essere "mascherato", aumenta anche lui, in pratica "seguendo" l'andamento dei suoni (ad esempio, se sono in un ristorante, con il vocìo di molte persone, quando le persone al tavolo con me mi parlano, sento il fischio che accompagna le parole che ascolto, oppure la musica, in pratica "ricalca" i suoni e i rumori che sento...). Sono stato in visita da un ORL il giorno seguente al trauma, non è stata riscontrata perdita uditiva (test audiometrico tra 250 e 8000 Hz) e mi è stato prescritto Deltacortene 25 mg (una capsula intera per 8 gg, 4 mezze capsule per 4 gg) e dell'Acuval Audio 400.Purtroppo anche una volta cessata l'assunzione di cortisone non ho notato significativi miglioramenti, se non la sensazione che in condizioni di silenzio assoluto, al mattino, l'acufene sia leggermente più basso rispetto ai primi giorni dopo il trauma.Un secondo controllo effettuato circa 15 giorni dopo il trauma ha confermato la normoacusia del primo test, quindi il medico mi ha detto che non è necessario proseguire con il cortisone e che non dovrebbero esserci danni cocleari, e mi ha consigliato di proseguire con l'Acuval Audio, e di cercare di adattarmi all'acufene, per il quale mi dice c'è poco da fare in termini di terapia.
Il problema dell'acufene che accompagna i rumori e le voci circostanti
però non sembra diminuire, ed è questa la cosa che più mi preoccupa rispetto al fastidio dell'acufene in condizioni di silenzio. Infatti ho sentito di casi di acufene da trauma che - pur con tempi lunghi che arrivano anche ad alcuni mesi - si sono risolti spontaneamente (me lo confermate?), però non so se questi casi fossero caratterizzati da questa "altalenanza" dell'acufene, oppure da un acufene costante che al limite veniva mascherato dai rumori ambientali. Il mio dubbio è il seguente: non potrebbe essere avvenuto un danno alle cellule ciliate associate alle frequenze non rilevate dall'audiotest (che va fino a 8000 Hz), e quindi la cura cortisonica non aver fatto effetto, con conseguente iperattività delle altre cellule ciliate per "compensare" il deficit delle cellule danneggiate? (ho letto questo in un forum di medicina; questo non potrebbe spiegare l'altalenanza dell'acufene di cui sopra?).Da un test condotto con un semplice programma on line, con dei semplici aurecolari, infatti, ho rilevato che l'orecchio interessato non sente le freq. da 8700 a 15000 Hz circa, poi sente di nuovo da 15100 in poi, mentre l'orecchio sano le sente tutte.Cosa ne pensate? Potrebbe esserci ancora qualche terapia da tentare o si può solo sperare col tempo che migliori? Vi risultano casi analoghi al mio che si sono risolti spontaneamente anche in tempi lunghi? Grazie, cordiali saluti

[#1]  
Dr. Raffaello Brunori

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Giusta la terapia prescritta dallo Specialista: continuerei con il farmaco per il microcircolo ancora per un mese.Importante, in questi casi, non sottoporre l'orecchio ad ulteriori stress. Penso e mi auguro che il sintomo passi quanto prima, anche se ci vogliono diversi mesi dopo il trauma. Importante è che non ci sia stata una perforazione timpanica ed un danno permanente al nervo acustico!
Un cordiale saluto
Dr. Raffaello Brunori

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta dottore,
Per quanto riguarda la perforazione timpanica dai controlli effettuati è stata esclusa.
L'eventuale danno permanente al nervo acustico come potrebbe essere rilevato? (la considerazione che facevo relativamente alla mancata percezione delle frequenze tra gli 8700 e i 15000 Hz, pur condotta "artigianalmente", ma in ogni caso oggetto di confronto tra le due orecchie, non ha alcuna rilevanza in proposito?)
Grazie, cordiali saluti

[#3]  
Dr. Raffaello Brunori

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Un eventuale danno al nervo acustico si appura con l'esame audiometrico. lasci perdere il "fai da te" ed atteniamoci su quanto riscontrato dallo Specialista. E' avvenuta solo una sofferenza del nervo che, ripeto, dovrebbe risolversi nel giro di qualche mese.
Cordialmente
Dr. Raffaello Brunori

[#4] dopo  
Utente
Chiedo scusa se faccio un'ultima domanda dottore,
non mi è chiara questa cosa: se l'esame audiometrico - condotto tra 250 ed 8000 Hz - potesse escludere il danno al nervo acustico (esame effettivamente condotto presso ambulatorio ORL, per due volte a distanza di 15 gg, con esclusione di perdite uditive in quel range di frequenze), come mai lei prima auspicava una guarigione, a condizione che non vi fosse danno al nervo acustico? Intendeva forse dire che il danno potrebbe anche essersi manifestato su cellule associate a frequenze più alte, ma questo non può essere rilevato con l'esame audiometrico?
Mi rendo conto che non sia facile una diagnosi a distanza e in un campo - mi pare di capire - alquanto complicato, quindi la ringrazio comunque per la pazienza e la risposta.
Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Raffaello Brunori

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Nel suo caso, non c'è stato un danno permanente al nervo acustico in seguito al trauma subito, ma solo una sofferenza transitoria che dovrebbe risolversi nel giro di qualche mese.
Dr. Raffaello Brunori

[#6] dopo  
Utente
Buonasera,
in merito all'acufene subentrato a seguito del trauma acustico (ad oggi sono trascorsi circa 2 mesi dal trauma), ho riscontrato un miglioramento in ambienti rumorosi (cioè prima coi rumori anche il fischio si manifestava, seguendo l'andamento dei suoni, ad oggi sembra diminuita questa cosa, per lo meno in contesti normali, escludendo contesti quali discoteche, concerti, ecc.).
Continuo ad avvertire l'aumento dell'acufene con la masticazione.
Per quanto riguarda le situazioni di silenzio o comunque di basso rumore, negli ultimi giorni mi pareva di avere riscontrato un miglioramento (ad esempio al mattino mi svegliavo con sibilo che mi dava meno fastidio), mentre da un paio di giorni sembra di nuovo essere aumentato un po'...secondo voi è una cosa normale nell'iter di ripresa verso la normale attività (si spera) dell'orecchio? Oppure la sensazione di miglioramento potrebbe essere stata solo "psicologica"? (io credo di no)
Facendo pressione con le dita sul trago delle orecchie, su quello acufenizzato mi sembra di percepire maggiormente la pulsazione cardiaca rispetto all'altro orecchio: questo in qualche modo non potrebbe essere sintomo di infiammazione dell'orecchio medio?
Noto peraltro che portando un tappo nell'orecchio, dopo alcune ore togliendo il tappo mi sembra di sentire di meno l'acufene, sensazione che però svanisce dopo un po'. Portare il tappo anche in ambienti non troppo rumorosi (ad es ufficio) potrebbe essere utile, oppure è preferibile di no, per abituare l'orecchio?
Altra osservazione: percepisco maggiormente l'acufene in spazi chiusi (esempio in auto, o in ufficio) rispetto ad ambienti esterni, oppure ad ambienti chiusi ma comunque molto ampi (ad esempio supermercato)

[#7]  
Dr. Raffaello Brunori

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Non serve utilizzare i tappi auricolari. Purtroppo, dopo un trauma acustico, la sintomatologia tende a permanere per molto temo, anche per molti mesi, con alti e bassi. Forse, sarebbe il caso di fare, periodicamente, una cura a base di integratori che aiutano a far diminuire l'intensità dell'acufene. Nel suo caso, non c'è alcuna infiammazione dell'orecchio medio.
Dr. Raffaello Brunori