Utente
asera sono una ragazza di 32 anni. Sono stata ricoverata uma settimana per vertigini fortissime con ovattamento orecchio sinistro fischi e vomito...le vertigini continuano durano mezz'oretta con nausea vomito e il mio orecchio sinistro messo malissimo.poi nel periodo della vertigine ho una stanchezza esagerata...stanno provando a farmi fare delle cure ma l ipotesi è Sindrome di Meniere Ma l esame vestibolare con l acqua è negativo, può darsi? L audiometrico evidenzia deficit nei suoni alti e bassi..come mai il vestibolare è negativi? Adesso l otorino pensa di farmi delle fiale di diuretico...che ne pensa. Approposito ho effettuato durante il ricovero rmn con mdc encefalo e tronco encefalicp che evidenzia una piccola protusione è degli spazi gliotici Infatti l otorino mi sta facendo effettuare visite cardiologica Mi dica dottore, 10 anni fa ho avuto le prime vertigini forti, poi negli anni due episodi l anno, e quest anno fortissimo Tutt ora l ho in atto.mi ha lasciato deficit orecchio sn C è cura dott per sindrome di meniere? E come mai il vestibolare negativo? Grazie infinite

[#1]  
Dr. Mauro Colangelo

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
FRATTAMAGGIORE (NA)
NAPOLI (NA)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
Prenota una visita specialistica
Gentile Paziente,
la sindrome di Ménieré è una forma rara di vestibolite acuta che veniva anche definita "idrope" vestibolare, perché legata ad un aumento dell'endolinfa e che causa i sintomi che lei ha riferito e che si cura appunto con diuretici, cortisone ed antiistaminici. E' normale avvertire un ovattamento a carico dell'orecchio colpito, dovuto ad ipoacusia transitoria. Più che il test vestibolare, comunque, è importante effettuare una RM per studiare il nervo acustico-vestibolare.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#2] dopo  
Utente
Grazie Dottore..ma lei pensa che passeranno le crisi vertiginose acute? Che si può riuscire a fare una vita normale?

[#3]  
Dr. Mauro Colangelo

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
FRATTAMAGGIORE (NA)
NAPOLI (NA)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
Generalmente, posto che si tratti della s. di M., questa regredisce in pochi giorni e vi è una totale restitutio ad integrum. Non trascuri comunque il consiglio che le ho dato di effettuare una RM.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#4] dopo  
Utente
Gentilissimo dottore la Rm l ho fatta encefalica e tronco con contrasto.
E appunto risulta una piccola protusione è degli spazi apparentemente di natura gliotici prevalentemente a sn
Ma è normale dottore che il test vestibolare con l acqua sia negativo? Con la sindrome di Menier? Grazie infinite...io ancora ho degli episodi di vertigine invalidanti con vomito e perdita udito.
.fortunatamente me ne rendo conto anticipatamente.
Grazie per la risposta

[#5]  
Dr. Edoardo Bernkopf

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
PARMA (PR)
VICENZA (VI)
ROMA (RM)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2008
Gentile Paziente, " l ipotesi è Sindrome di Meniere"
La Malattia di Menière è una patologia ancora in gran parte oscura, definita dalla presenza di 4 sintomi: ipoacusia inizialmente fluttuante, senso di pienezza auricolare, acufeni, crisi vertiginose gravi. Se manca uno di questi sintomi, non si può parlare di Sindroime di Manière, ma lo riterrei un problema secondario: al paziente non interessa molto conoscere il nome della propria malattia, ma uscire dallo stato di invalidità che anche un quadro incompleto può configurare, in particolare per le gravi crisi vertiginose.
L' eziopatogenesi della MdM è incerta: l’idrope endolinfatica è la teoria più accreditata, ma rimane una teoria. Su questa teoria si basano le terapie proposte: betaistina (microser, vertisec), diuretico ecc, che però sono tutte state ridimensionate quanto a validità dalla revisione Cochrane (autorevolissimo istituto scientifico internazionale di revisione in campo medico) , in quanto mancano di certezza scientifica di efficacia, ad eccezione della gentamicina intratimpanica, intervento peraltro demolitivo, per il quale si riscontra un’efficacia nella remissione delle crisi vertiginose gravi, ma anche un rischio collaterale di perdita dell’udito.
Da tempo mi sono interessato ad alcune esperienze scientifiche pubblicate su riviste internazionali, ma poco recepite dagli specialisti di settore, che prendono in considerazione un legame della Malattia di Meniere con i disturbi dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM). Interazioni fisiopatologiche fra il l’organo della masticazione (e quindi in particolare con l’ATM) e l’orecchio sono state descritte da vari autori.
L’esatto meccanismo fisiopatologico attraverso il quale una disfunzione dell’ATM può causare sintomi all’Orecchio fino a poter costituire importante elemento patogenetico della MdM non sono chiari: sono stati chiamati in causa riflessi neurogeni, sinergie muscolari, comuni rapporti con altre patologie oscure, come l’Emicrania e l'Apnea nel Sonno.
Poco considerata risulta invece la possibile componente meccanica.
In una ATM normale, i condili di entrambi i lati sono in rapporto con la parete antero-superiore della cavità che li ospita (Cavità Glenoide).
Per vari motivi, in parte legati all’ATM stessa, ma più spesso al non corretto allineamento dei denti e alla cattiva postura della mandibola , accade però che i condili possano dislocarsi in una zona più arretrata, entrando in rapporto con le superfici più distali delle cavità glenoidi.
Tali superfici sono in intimo rapporto con l'orecchio. In questo caso, assai comune, ogni qualvolta l'individuo deglutisce (e ciò avviene circa duemila volte al giorno a prescindere dalla volontà e dallo stato di sonno e veglia) i condili percuotono l'orecchio con più o meno violenza, come può essere facilmente riscontrato con la palpazione endo auricolare (infilando i mignoli nell’orecchio e muovendo la mandibola).
L’interessamento dell’orecchio potrebbe in questi casi essere mediato anche dalla Tuba di Eustachio , sommando la disfunzione tubarica ai meccanismi muscolari e ai riflessi nervosi da vari autori ipotizzati.
Appare evidente come, se da un lato il movimento di apertura della bocca viene comunemente sfruttato per il ripristino, dell'equilibrio pressorio sule due superfici del timpano alterato ad esempio per sbalzi di quota, dall'altro un cronico dislocamento posteriore di uno o entrambi i condili e lo squilibrio dei muscoli della masticazione e della deglutizione, possono dar luogo ad una ipofunzionalità tubarica e, al limite, ad una stenosi, sostenendo così, oltre a varie patologie dell’Orecchio che alle disfunzioni tubariche sono legate, anche la sintomatologia menierica.
Il rapporto fra condilo mandibolare e orecchio potrebbe spiegare anche la monolateralità e/o la bilateralità della sintomatologia: una mandibola laterodeviata favorisce una sintomatologia otologica omolaterale alla deviazione , una mandibola biretrusa favorisce una sintomatologia bilaterale (anche se solitamente un lato prevale).
Per verificare se questa interpretazione possa riferirsi anche al suo caso, bisognerebbe che lei consultasse un dentista-gnatologo esperto nei rapporti fra ATM e orecchio.

Trova altre notizie su questo argomento visitando il mio sito internet alla pagina "Patologie trattate-patologie dell'Orecchio", e leggendo gli articoli che si aprono con i link qui sotto.
Cordiali saluti ed auguri.

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1408-vertigine-pertinenza-odontoiatrica.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/745-malattia-meniere-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare.html
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com