Utente 139XXX
Buongiorno, sono la mamma di un bambino di due anni e mezzo che ha sempre presentato e presenta tutt'oggi disturbi del sonno. Dalla fine del primo mese di vita in seguito ad un episodio di sospetta Alte ( abbiamo trovato il bambino nella culla con gli occhi sbarrati e senza reattività, stimolato si è risvegliato spontaneamente. Durante il ricovero ospedaliero durato una decina di giorni si sono verificati altri due episodi di apnea notturna. Il bambino è stato sottoposto a tutti gli esami necessari senza evidenziare nessun problema fisico )siamo stati costretti all'uso di un cardiomonitor per monitorarne il sonno per tutto il primo anno di età.
Confesso che è stato un calvario per noi e lo sarà stato sicuramente anche per lui, con tutti quei cavetti a cui dovevamo attaccarlo tutte le notti non si sarà certamente sentito libero e quegli allarmi che suonavano ad ogni suo movimento avranno svegliato noi ma anche lui. Forse erroneamete dopo tutto questo non ce la siamo sentita di applicare quei metodi drastici consigliati in cui lasciare il bambino nel suo letto a piangere perchè imparasse ad addormentarsi da solo. Lui che ancora oggi è talmente testardo da piangere fino a farsi venire le convulsioni.
A questo aggiungiamo che è sempre stato un bambino nervoso e talmente curioso da impedigli di abbandonarsi con serenità al sonno. Ha sofferto molto di coliche e finite quelle c'è sempre stato da cercare un motivo per quel sonno così agitato.
In un modo o nell'altro siamo arrivati ad oggi,fatica ancora ad addormentarsi, nonostante l'acquisizione di quella famosa routine in cui gli leggo fiabe, canto canzoncine e quant'altro non vorrebbe mai chiudere gli occhi, si agita e dopo una ora o più si è costretti a lasciarlo piangere finchè non cede. Non è certo un bel modo di vedere addormentarsi il proprio figlio e non mi stupisco che dopo un'ora o due sia già sveglio. Da lì in poi una tragedia fino al mattino, sonnellini brevi, risvegli, richieste assurde pur di non dormire. Ovviamente di giorno, nonostante sia un bambino allegro e molto socievole, ha dei momenti di nervosismo dovuti alla stanchezza.
Noi non sappiamo più come comportarci, abbiamo evitato fin'ora di somministrare il nopron come consigliato dal nostro pediatra perchè non siamo molto favorevoli a questo tipo di approccio al problema e vorremmo capire se è possibile trovare le cause di questo disturbo e porre rimedio a quelle.
Spero in un vostro consiglio
Ringrazio anticipatamente.

[#1]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile signora, certo il sonno è stato un'esperienza molto spiacevole sia per il bimbo che per voi, finora, specie per le ansie connesse al dormire, colla paura delle apnee. Un vero Calvario, come dice lei stessa. Questa è verosimilmente la causa della difficoltà a dormire. L'addormentamento e il sonno sono stati caricati di ansie superiori a quelle normali. Credo che in una situazione simile farei eccezione alle regole cui di solito sono favorevole, di non dare psicofarmaci ai bambini e di farli abituare a dormire da sè per evitare le cattive abitudini. Usare un cucchiaino di Nopron (come consigliato dal pediatra) un paio di volte la settimana, e magari lasciare che il bambino dorma qualche volta nel lettone , mi sembrerebbero scelte giustificate per tentare di resettare la situazione e tranquillizzare tutti e poi ripartire da capo con una giusta educazione. Comincerei prima col dormire nel lettone, per vedere se questo tranquillizza il bambino. Cercherei poi di non farlo diventare un'abitudine. Ma prima ancora suggerirei di mettere una poltrona vicino al suo lettino e al limite che il genitore stia lì a lungo, magari a turno, e magari dormendo anche lui lì. Come sempre ci vuole pazienza e resistenza e cercare di organizzare le cose in modo da arrivare alla meta. Al momento mi pare che ci voglia una pausa di riposo per tutti. Ci sono ancora preoccupazioni per le apnee?, o magari per le 'convulsioni' cui accenna?
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#2] dopo  
Utente 139XXX

Grazie per la risposta tempestiva.
Preoccupazioni per le apnee non ce ne sono più, anzi, ci siamo sentiti dire, quando allo scadere dell'anno siamo dovuti tornare dallo specialista per le visite cardiologiche necessarie alla sospensione del cardiomonitor, che con tutta probabilità di quell'aggeggio potevamo anche farne a meno...sorridiamo e pensiamo che sia meglio così...
Le convulsioni...diciamo che il suo pianto per quanto intenso e molto prolungato non ha mai portato a svenimenti, ora riusciamo a gestirlo un pò meglio certo è che a 6/7 mesi quando ci veniva detto che avremmo dovuto lasciarlo piangere nel lettino per abituarlo proprio non ce la siamo sentita.
Ora lo lasciamo addormentare nel lettone e poi lo spostiamo nel suo letto.
Al primo risveglio torna in mezzo a noi e ci rimane ma questo non basta a tranquillizzarlo. Cerca sempre il contatto e per quanto rimanga sdraiato in silenzio per ore è un continuo movimento, alzarsi, abbassarsi, girarsi.
Potrei pensare che dorma ma quando esasperata accendo la luce e gli chiedo se ha sete o altro mi risponde subito...
Alle volte fa davvero pena pensarlo li in silenzio senza riuscire a riposare.
Tra qualche mese nascerà un fratellino e io ho davvero paura che la situazione precipiti.
Grazie ancora

[#3]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Mi sembra quindi che a questo punto sia solo (!:non così facile!) una questione di fargli prendere abitudini più adeguate. Il prossimo arrivo di un fratellino aggiunge evidentemente altre ansie e preoccupazioni, e fra l'altro la mamma è già "occupata" dal fratellino. Potrebbe essere utile che il babbo intervenisse per l'addormentamento, a volte (magari facendo a turno, se la mamma è in grado), cercando di far imparare nuove abitudini. Che potrebbero essere il sabato, o in giorni di festa, si fa l'eccezione di dormire tutta la notte nel lettone. Gli altri giorni i genitori si danno il cambio in poltrona accanto al letto del bimbo nella sua stanza, facendo turni. Senza esasperarsi e armandosi di pazienza e resistenza. Fateci sapere. Potete leggere il mio articolo sul sonno (bambini che non dormono), nella sezione "Minforma" o sul sito in calce.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#4] dopo  
Utente 139XXX

Grazie, ho letto l'articolo che mi ha consigliato e riconosco molti aspetti della vita con nostro figlio.
Purtroppo fino a poco più di un mese fa abbiamo vissuto con i miei suoceri perchè la nostra casa non era finita. Per quanto siano persone meravigliose è già difficile insegnare ad un bambino ad abituarsi ai ritmi della propria famiglia, quando si vive in un altro nucleo famigliare con tempi e abitudini diversi lo diventa ancora di più. Ora siamo finalmente in casa nostra e ci vorrà un pò di tempo per riportare le regole corrette (non penso che i problemi del sonno siano dovuti a questo cambiamento perchè c'erano anche prima, anzi, speravo che un pò più di tranquillità lo aiutassero a rilassarsi e in effetti durante il giorno così è stato, gioca meglio, con più attenzione ).
Io sono più che convinta della necessità delle regole: ad una certa ora si spegne tutto, si smette di giocare, ci si prepara e si va a letto...e io con lui,sono arrivata al punto di far suonare una sveglia per segnare l'ora in cui andare a prepararsi e lui sembrava molto divertito da questo tanto da invogliarlo a staccarsi dalle sue cose ( e prima dalla casa dei nonni per andare nella sua e nostra camera ) ma poi si passano le ore nel letto a leggere e se ci si impone dicendo basta allora trova altre scuse, ha sete, deve fare la pipì....
Lui fa parte sicuramente di quei bambini tenaci nel difendere le proprie posizioni...lui non cede per nulla al mondo!
Comunque accetto i suoi consigli e ci provo, ormai il suo lettino è piccolo, facciamo portare da Babbo Natale un bel letto 'da grandi', metto una poltrona vicino e mi preparo ai fuochi d'artificio.
Grazie ancora, le farò sapere se ci saranno novità positive e approfitto per farle gli auguri.

[#5]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Grazie, anche a tutti voi. In bocca al lupo!
Dr. Gianmaria Benedetti

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