Utente 360XXX
Gentili dottori, il mio bambino di 7 anni venerdi mezzogiorno ha accusato un forte mal di testa , gli misuro la febbre e il termometro mi segnava 39°. Gli metto tachipirina 500 e dopo 4 ore la temperatura invece di scendere segnava 39,9°. Chiamo il pediatra che viene a visitarlo e gli trova gola molto arrossata senza placche. Mi prescrive Augmentin ogni 12 ore e mi dice di dargli un pò di Bentelan in caso di febbre molto alta. Venerdi sera inizio già con l'antibiotico e passiamo una notte d'inferno perche la temperatura arriva ai 40° e non scende nè con tachipirina nè con bagnole e via dicendo. Sabato mattina gli somministro mezza compressa di Bentelan oltre all'antibiotico e durante la giornata continua ad avere temperatura sui 39,6° senza scendere. Altra notte tragica con febbre sui 40° senza rispondere minimamente nè al cortisone nè all'antibiotico ne tachipirina. Improvvisamente lunedi mattina temperatura sui 37° continuiamo la terapia (antibiotico + cortisone), continua a migliorare fino ad oggi mezzogiorno . Gli misuro la temperatura 38°. Da cosa può dipendere, visto che non lamenta nessun dolore e la gola si è un pò sfiammata. E' il caso di andare in ospedale? Grazie

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Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signora,
prima di guardare il termometro è meglio osservare il bambino. Ci sono bambini che con febbre a 40 sono comunque attivi, bevono e sudano (non mangiano), solo un pò "abbacchiati" e ci sono bambini che con febbre a 38,5° vanno su di giri o si deprimono, non bevono, non sudano.
Quando si presentano queste febbri con alto picco in genere sono virali (e a volte anticipano un'eruzione, per questo bisogna solo cautamente osservare e lasciarle in pace senza mettere subito antipiretici, specie se il bambino beve e suda e non ha altri sintomi preoccupanti associati come problemi respiratori, vomito, diarrea, torpore o agitazione); sono del tutto refrattarie a qualunque tentativo di abbassarle, ed anzi non solo non è opportuno dare antipiretici- cortisonici perchè l'abbassamento certe volte può provocare veri e propri collassi, con un effetto peggiore di quello che normalmente ha una febbre. Raggiungono un massimo per poi, in tre-4 giorni lasciare il piccolo alla temperatura normale e con un bel bagaglio di immunità.

Diverse sono quelle febbri incostanti che alzanoe bassano nella stessa giornata, sono accompagnate da vari disturbi e principalmente difficoltà a deglutire (tonsilliti), ad urinare (cistiti), a respirare (bronchiti-polmoniti) ecc. In questi casi bisogna subito far valutare al pediatra o medico curante la situazione e decidere la terapia antibiotica.

La febbre serve ad orientare la diagnosi, quindi non bisogna avere nessuna fretta di farla andar via. In genere servono 4-5 giorni in casa, tranquilli, garantendo la traspirazione (non troppo alti i caloriferi, non bevande calde, non indumenti pesanti) e l'idratazione (molte bevande a temperatura ambiente con reidratanti, succhi, spremute ecc ecc).

Coi tempi che corrono:
il genitore non può stare a casa per aspettare che la febbre passi
il medico non vuol essere "scocciato" dall'ansia dei genitori
e il bambino deve subire terapie inconsulte, spesso inutili, ancorchè a volte dannose. L'Omeopatia ha ad esempio, rimedi efficacissimi e del tutto innocui. Tenga a casa un piccolo pronto soccorso omeopatico per questi banali bisogni.

Il bambino ha avuto una febbre senz'altro virale. La prossima volta non dia la tachipirina ma si limiti a farlo bere e controllare che sudi, urini e non abbia altri sintomi. Abbia pazienza e aspetti. Le febbri sono utili per montare le proprie difese anticorpali.
Il Dr.Stainer diceva che " le febbri sono il fuoco spirituale che aiuta a crescere" e credo ci ricordiamo tutti nella nostra infanzia, di qualche bel febbrone al calduccio, a poltrire a letto, coccolati, per poi rialzarci dopo qualche giorno, spossati si ma come "puliti" e con i maglioni che ci stavano più corti..

Cordialmente