Utente 808XXX
Gent.mo dr,
ho un problema da circa tre settimane. Mio figlio, quattro mesi e mezzo, non ha mai amato dormire, ma finalmente, appunto tre settimane fa, sembrava aver preso un “buon” ritmo,dormendo nel suo lettino, seppure dopo essersi addormentato con enormi difficoltà, svegliandosi “solo” due volte per notte, alle due e alle cinque circa, e riaddormentandosi subito dopo aver mangiato. Poi, di punto in bianco, senza aver mutato nulla nell’alimentazione, ha cominciato a cambiare: dalle 23 dorme fino all’una, poi si risveglia ad ogni ora per mangiare o comunque per attaccarsi al seno che usa come ciuccio. Preciso che lui rifiuta categoricamente il ciuccio vero e proprio. Io, stravolta, sono stata costretta a metterlo accanto a me nel lettone e a offrirgli il seno ogni volta, anche perché nel suo lettino e/o senza offrirgli il seno è inconsolabile. Ora, però, sono allo stremo: la privazione di sonno mi sta distruggendo. Preciso che una volta ho anche provato a farlo piangere per qualche minuto nel suo lettino, e tornando spesso a rincuorarlo, ma lui è arrivato a perdere la voce e ad arrabbiarsi ancor più.
Sono proprio allo stremo. Aggiunga che tra venti giorni dovrò riprendere il lavoro. Cosa mi consiglia?
Grazie anticipatamente

[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile Signora,

il sonno dei neonati è influenzato sia da fattori biologici, sia dall'ambiente nel quale crescono e, in particolare, dal sistema di relazioni nel quale sono inseriti.

Quando il suo bambino ha mutato di punto in bianco il ritmo del sonno è cambiato qualcosa nell'ambiente familiare e/o nell'organizzazione delle vostre abitudini?
Sono presenti tensioni in casa, fra lei e suo marito?
Si sente in colpa al pensiero che fra breve rientrerà al lavoro? E' una decisione contrastata dai suoi familiari?

Svegliandosi ad ogni ora il piccolo ottiene la sua costante attenzione e non esprime un bisogno di tipo fisico, tanto che usa il seno come ciuccio e non per alimentarsi.
Comportandosi in quel modo ha ottenuto di essere accolto nel lettone - abitudine da evitare assolutamente e che non va incoraggiata perchè non provochi effetti negativi sia sulla coppia, sia sulla crescita del bambino - e di non restare più da solo nel proprio lettino, ma insegnargli che dormire da solo è la regola e che non vi è in questo nulla di pericoloso o angosciante è un vostro compito.

Visto che sono passati alcuni giorni dalla sua richiesta di consulto le chiedo se ha tentato altre volte di lasciarlo piangere e non dargli retta e, se sì, com'è andata.
E' importante che lei resista e non si pieghi ai capricci del piccolo, che deve trovare in lei e nel padre un atteggiamento sicuro, camo e fermo che gli trasmetterà sicurezza.

Questo risultato è ottenibile solo essendo coerenti e non facendogli capire che siete titubanti circa le scelte compiute, di qualunque natura siano.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2] dopo  
Utente 808XXX

Gent.ma dr.ssa,
innanzitutto grazie per la risposta. per rispondere alle sue domande, quando il piccolo ha cambiato abitudini sostanzialmente non stava accadendo nulla di diverso. Nessuno è contrario al mio rientro al lavoro, tranne il bambino, che non avendo abitudini consolidate in fatto si sonno, ma anche di pappa, anche di giorno, rende a tutti difficile accudirlo. Eppure mi creda, abbiamo davvero cercato di regolarizzarlo un po', ma nulla: è un osso duro, come mi ripeto spesso. Non ho più provato a farlo piangere, sia perchè è per me straziante, dato che lui non accennerebbe a smettere, fino a perdere la voce e farsi venire le convulsioni, nè riesco a farlo dormire nel suo lettino, perchè non ho più la forza di alzarmi 10 volte x notte. Non so prprio che fare...

[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile Signora,

è importante che quando fate un tentativo non desistiate, per evitare di far peggiorare la situazione: se il bambino vi vede prendere una certa linea e abbandonarla piuttosto in fretta capirà che può esercitare un enorme potere su di voi, ma soprattutto capirà che non siete sicuri di quello che fate perchè non lo fate con sufficiente convinzione.
Questo lo può rendere agitato e insicuro, perchè non può contare su voi genitori come figure che hanno il controllo della situazione e che sanno cosa sia bene fare e cosa no.

Immagino che tutta questa situazione la stia rendendo molto ansiosa e che in lei si intreccino e scontrino emozioni diverse, che fatica a sbrogliare.
Le suggerisco di chiedere un consulto psicologico di persona per tranquillizzarsi lei per prima e trovare la forza e la calma necessarie per stabilire e far rispettare le regole che consentiranno al piccolo di crescere sereno.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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