Utente 416XXX
Buonasera, mi chiamo Manuela e sono mamma di un bimbo di quasi 6 anni (a novembre).
Il nostro problema è questo, mio figlio è stato spannolinato a 2 anni e mezzo perché, essendo di novembre, abbiamo dovuto anticipare i tempi per permettergli l'ingresso alla materna. Con la pipì non abbiamo avuto problemi con la cacca invece si, faceva tanta fatica a farla nel vasino, se la tratteneva per giorni e alla fine riuscivamo a fargliela fare non con pochi pianti. Abbiamo cercato sempre di non fargli pressione e non forzarlo, dopo un bel po' di tempo ha cominciato con l'autonomia e nel water(ha scelto lui il passaggio).
Sembrava tutto abbastanza regolare, non giornaliero e non a orari fissi ma comunque la faceva.
A gennaio di quest'anno abbiamo acquistato casa e a febbraio ci siamo trasferiti cambiando città, scuola materna e abitudini, compreso il passaggio dal dormire nel suo lettino im camera con noi a dormire nel lettino in stanza sua, avremmo voluto farlo gradualmente ma il lettino non.entrava nella nuova camera da letto quindi siamo passati subito nella cameretta, anche se la notte co dorme anche mia madre che abita con noi.
ovviamente tutti motivi che sicuramente hanno destabilizzato il mio bimbo, infatti da allora ha cominciato a trattenersi la cacca, è arrivato al punto di accumularne talmente tanta che per farla si è fatto male.
Ha iniziato a settembre anche la scuola primaria, per cui altro cambiamento, ma dal punto di vista socializzazione nessun problema, è un bimbo molto vivace, socievole, e gli piace anche studiare e disegnare, gli piace costruire le cose e ama le favole inventate da me al posto di favole tradizionali.
Di contro c'è che è un bimbo troppo sensibile, infatti è molto permaloso e nonostante in famiglia siamo tutti molto affettuosi anche a livello fisico (baci abbracci e tante coccole) chiede sempre se gli vogliamo bene!
Non so come risolvere il problema cacca, se la trattiene per tanto e poi ha paura a farla perché dice che gli fa male, ho provato a spiegargli che può stare tranquillo, ma lui si rifiuta finché non si sporca, e alla fine la fa. Io a volte perdo la pazienza e so che non dovrei, ma mi sento impotente perché non capisco cosa devo fare e dove sbaglio, mi rendo conto che anche per lui è un disagio, ma davvero non so che fare. Grazie anticipatamente. Manuela

[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
Gentile utente,

Lei stessa è giunta a collegare la ritenzione delle feci (per lasciarle poi andare .. inadeguatamente)
con le situazioni di stress che il bambino vive.

Il problema non è di facile soluzione, in quanto quella che noi chiamiamo "cacca"
in realtà per il bambino rappresenta un dono che offre alla mamma quando tutto va bene; e di fatto la mamma gli sorride ed è contenta.
Dunque le reazioni materne incongrue o aggressive di fronte agli ... incidenti non fanno che peggiorare il quadro (anche se il nervosismo o contrarietà nell'adulto è comprensibile).
L'aspetto psicologico è dunque centrale in questa manifestazione, sia quello del bimbo che quello degli adulti affettivamente più vicini a lui.

C'è poi anche un aspetto pediatrico:
la dieta,
le modalità facilitanti l'evacuazione regolare in modo da evitare il dolore
ed altro
sicuramente sono in grado di alleviare alcuni sintomi che il bambino teme.
Per questi aspetti, se lo desidera posso "girare" la Sua domanda al pediatra una volta conclusi gli interventi psy.

Saluti cordiali.

Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
Utente 416XXX

Grazie mille dottoressa della gentile e celere risposta, in effetti non è facile per lui aver vissuto questi cambiamenti e poi a volte trovarsi la mamma che non reagisce bene! Sicuramente lavorerò anch'io sulle mie reazioni.
Per quanto riguarda il cibo non ho grossi problemi con le verdure cotte, ma sicuramente un problema è l'acqua, mio figlio beve davvero poco e devo dirgli sempre di bere se no lui aspetterebbe il senso di sete, riesco a farlo arrivare a 500 ml al giorno ma dovendo ripetergli spesso di bere.
Sarei molto grata se anche la pediatra potesse darmi qualche consiglio, Grazie mille!

[#3] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012

Se riesce a coinvolgere anche il papà "nell'impresa",
è sempre utile,
considerato che per un figlio maschio il padre è il modello a cui ispirarsi.
Inoltre, generalizzando,
le reazioni paterne sono meno nervose (complice anche il fatto che i padri ci sono poco in casa),
e, non ultimo, i padri di oggi usano l'ironia bonaria e lo scherzo anzichè la regola o la prescrittività.

Sul ruolo paterno troverà spunti di riflessione in
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3225-padri-legge.html

Detto questo, giro la Sua domanda a Pediatria.

Saluti cordiali.



Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#4] dopo  
Dr. Emanuele Nicastro

32% attività
0% attualità
12% socialità
BERGAMO (BG)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2014
Da un punto di vista più "volgarmente" gastroenterologico, si tratta di un comune circolo vizioso che non per forza va interpretato come espressione di un disagio. La ritenzione funzionale di feci innesca spesso la stipsi, che determina l'encopresi o soiling, ovvero la perdita che macchia le mutandine.
Per rompere questo circolo, sono di aiuto degli emollienti fecali (Movicol bambini, 1-2 bustine al giorno, Pediapax) da assumere per almeno 4 settimane.
Mai colpevolizzarlo, invitarlo al corretto uso di della toilette (magari sedersi sul water dopo i pasti). Se una la tazza dei grandi oltre al riduttore serve un supporto per i piedini, perché un bimbo deve essere sempre un po' accovacciato.

Cordialmente
Dr. Emanuele Nicastro
UOS Epatologia e Gastroenterologia Pediatrica e dei Trapianti
Ospedale Papa Giovanni XXIII Bergamo