Aggravamento situazione dopo pneumonectomia

Mio zio,70 anni,ha subito pneumonectomia destra(es.istologico adenocarcinoma,variante acinare,scarsam diff G3-pT3N1M0) a cui sono seguiti 3 cicli di chemiio. cisplatino+gentamicina.Sono poi iseguiti vari episodi che cercherò di riassumere qui di seguito:
Maggio 2006 ricovero per disfagia ecalo ponderale di 10KG(peso di partenza60 Kg)e dimesso con diagnosi di esiti di diverticoli esofagei e aneurisma dell'aorta addominale.
Aprile 2007 episodio di tachicardia sopraventricolare ed episodi lipotimici (eseguiti tc cranio ed ecodoppler nella norma)
Ristadiazione della malattia neoplastica il 17/7/07 che non ha evidenziato segni di recidiva della malattia di base, invariato l'aneurisma addominale di 70mm,non metastasi encefaliche.
Ricoverato il 25/707 per dispnea ingravescente e dimesso il 1/08/07 con le seguenti conclusioni diagnostiche:disidratazione e scadimento delle condizioni generali in paziente con esiti di pneumonectomia dx per adenocaecinoma(in assenza di recidiva),vasculopatia polidistrettuale e diverticolo esofageo.
Dunque alla dimissione: paziente non autosufficiente,in condizioni generali scadenti,si mobilizza con aiuto in carrozzina,si alimenta in maniera non adeguata,necessita di catetere vescicale per incontinenza.
La domanda è come assistere in modo ottimale il paziente?E' possibile un recupero seppur parziale?
Terapia domiciliare consigliata: lansox 1co,lanoxin 0.0625, Megace 1 co, Forticreme 1 flacone,,supportan 1 flacone, eventuale terapia reidratante
Grazie infinite
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Dr. Giovanni Battista Fonsi Chirurgo toracico 28
Gentile utente

In considerazione anche del diverticolo esofageo, puo' essere utile il posizionamento di un PORT-A-CATH, cioe di un cateterino posto sotto la clavicola (sotto la pelle) che consente periodicamente l'infusione di flebo con nutrienti ed eveentuali terapia mediche. E verosimile che suo zio ne sia gia' provvisto avendo effettuato la chemioterapia.

Cordiali saluti.