Utente 492XXX
ad aprile 2007 mi è stata diagnosticata sarcoidosi 2°stadio dopo biopsia cutanea avvalorata da successivi esami (lavaggio broncoalveolare, ematologici,radiografici).Iniziata la terapia steroidea , sospesa da novembre, effettuo periodici controlli e pare vi sia remissione quasi completa. Contenta ,anche se incredula,sapendo l'importanza della malattia e la sua cronicità, mi meraviglia comunque l'insorgenza di altre manifestazioni a cui non viene dato peso e che mi mettono in ansia, come una notevole linfoadenomegalia laterocervicale più sviluppata a sin. dolente e dolorabile, debellata esteticamente dopo antinfiammatori e antibiotici, ma ancora ben visibile anche se di dimensioni più ridotte all'eco. Inoltre ho appena terminato la convalescenza per una broncopolmonite dx. al lobo sup e lobo medio,con febbre alta e tosse senza espettorato e con ricovero ospedaliero.Vorrei sapere se queste manifestazioni derivano dall'immunodepressione causata dalla sarcoidosi e se possono espormi alla recidiva della stessa e se è vero che l'aumento di vitaminaD sia con dieta che con esposizione ai raggi solari può influire negativamente sulla stessa.Sono domande a cui non trovo risposta poichè devo dire che le conoscenze sull'argommento almeno in liguria non sono approfondite . Scusandomi per la lunghezza della mia domando ringrazio anticipatamente chi vorrà illuminarmi.

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Dr. Marcello Ledda

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Se ho ben capito, quindi, si tratterebbe di una sarcoidosi al II stadio radiologico diagnosticata nell'aprile 2007, trattata per circa 6-7 mesi (non ha specificato il farmaco utilizzato)e in remissione quasi completa all'ultimo controllo di monitoraggio.
La sarcoidosi dopo 6 mesi di trattamento adeguato viene rivalutata e in base a ciò (considerando il quadro clinico, le immagini e la funzionalità respiratoria) si decide se ancora trattare o sospendere la terapia.
La sarcoidosi è causata da uno squilibrio immunitario ma non dà immunodepressione. Piuttosto ha bisogno per essere trattata con farmaci immunosoppressivi per regolare il sistema immunitario, che al momento attuale non mi risulta che lei stia assumendo.
Nella sarcoidosi attiva è opportuno non assumere dall'esterno vitamina D ed evitare l'esposizione ai raggi solari specialmente nella stagione estiva, in quanto nella sarcoidosi c'è una produzione di vitamina D da parte delle cellule granulomatose. L'eccesso di vitamina D può causare aumento del calcio nel sangue e nelle urine (ipercalcemia e ipercalciuria) con potenziali ripercussioni a carico dei reni.
Terrei ancora sotto controllo la sarcoidosi con regolari controlli di monitoraggio e la linfoadenomegalia laterocervicale ancora con controlli clinici ed ecografici.
Saluti
Marcello Ledda
Marcello Ledda