Domanda su pensieri, impulsi e paure
Soffro di DOC, Ciclotimia e forse DPB.
Da circa due mesi non faccio altro che avere un pensiero/impulso soprattutto (credo) egodistonico: quello di fare del male alle persone vicino a me.
C'è una componente che lo fa scattare legata a situazioni ripetute, stress, fatica nel cambiare di altri e un trauma in parte rivissuto.
Noto che tutto è cominciato da quando assumo il Lamictal insieme al Citalopram; Sento davvero terrore misto a sensazione che non lo sia e sento di star solo trovando giustificazioni.
Spesso mi trovo a chiedere aiuto all'IA in modo ossessivo e mi rendo conto di essere senza un reale supporto; Anche chi mi segue attualmente non sta bene e mi rendo conto della poca efficacia nonostante la bravura.
Può essere che il Lamictal abbia creato qualche problema con una fase disforica e l'ansia?
Me lo sarei aspettata con la Venlafaxina che assumevo, ma l'ho sospesa quattro mesi fa.
Inoltre, soffro di apnee notturne dovute al peso causato dal Binge, con relativa dipendenza.
Mi hanno detto che la mancanza di sonno fa esaurire, non che non lo sapessi.
Ditemi, secondo voi, cosa dovrei fare.
Non voglio andare in ospedale per un ricovero, poiché mi è stato sconsigliato e ho paura.
Ci dovrei andare ogni 3 per due e qualcuno potrebbe pure ricoverarmi contro la mia volontà.
Finora ho controllato l'impulso perché ho capito che si tratta di DOC, ma ho la sensazione costante di dovermi trattenere.
Non sono mai stata cattiva, ho sempre salvato persino le formiche e sono TROPPO BUONA.
Penso anche che i miei pensieri corrano troppo veloci, così come gli impulsi e le dipendenze: potrebbe trattarsi di un ADHD mascherato?
Non voglio finire in gattabuia e prendere farmaci per sempre; Fra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare ok, però non è possibile ogni giorno così.
Mi hanno detto "prendi l'ansiolitico quando succede" e cosa faccio lo prendo tutto il giorno?
Grazie a chi risponderà
Da circa due mesi non faccio altro che avere un pensiero/impulso soprattutto (credo) egodistonico: quello di fare del male alle persone vicino a me.
C'è una componente che lo fa scattare legata a situazioni ripetute, stress, fatica nel cambiare di altri e un trauma in parte rivissuto.
Noto che tutto è cominciato da quando assumo il Lamictal insieme al Citalopram; Sento davvero terrore misto a sensazione che non lo sia e sento di star solo trovando giustificazioni.
Spesso mi trovo a chiedere aiuto all'IA in modo ossessivo e mi rendo conto di essere senza un reale supporto; Anche chi mi segue attualmente non sta bene e mi rendo conto della poca efficacia nonostante la bravura.
Può essere che il Lamictal abbia creato qualche problema con una fase disforica e l'ansia?
Me lo sarei aspettata con la Venlafaxina che assumevo, ma l'ho sospesa quattro mesi fa.
Inoltre, soffro di apnee notturne dovute al peso causato dal Binge, con relativa dipendenza.
Mi hanno detto che la mancanza di sonno fa esaurire, non che non lo sapessi.
Ditemi, secondo voi, cosa dovrei fare.
Non voglio andare in ospedale per un ricovero, poiché mi è stato sconsigliato e ho paura.
Ci dovrei andare ogni 3 per due e qualcuno potrebbe pure ricoverarmi contro la mia volontà.
Finora ho controllato l'impulso perché ho capito che si tratta di DOC, ma ho la sensazione costante di dovermi trattenere.
Non sono mai stata cattiva, ho sempre salvato persino le formiche e sono TROPPO BUONA.
Penso anche che i miei pensieri corrano troppo veloci, così come gli impulsi e le dipendenze: potrebbe trattarsi di un ADHD mascherato?
Non voglio finire in gattabuia e prendere farmaci per sempre; Fra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare ok, però non è possibile ogni giorno così.
Mi hanno detto "prendi l'ansiolitico quando succede" e cosa faccio lo prendo tutto il giorno?
Grazie a chi risponderà
Gentilissima,
Innanzitutto, voglio rassicurarla su un punto fondamentale: quelli che descrive sembrerebbero assumere le caratteristiche degli impulsi fobico-ossessivi tipici del DOC (il cosiddetto "Harm OCD").
Il fatto che lei sia "troppo buona" e "salvi le formiche" è la prova che questi pensieri sono egodistonici, ovvero vanno esattamente contro i suoi valori e la sua vera natura.
La sua mente, mandata in tilt dall'ansia, le sta semplicemente proiettando il suo peggior incubo.
Chi ha la reale intenzione di fare del male non ne ha il terrore e non cerca disperatamente di trattenersi.
Riguardo alla sua intuizione sui farmaci, lei è stata clinicamente molto lucida.
L'introduzione del Lamictal, specialmente in associazione a un farmaco serotoninergico come il Citalopram e su un terreno vulnerabile come quello di un disturbo ciclotimico, può potenzialmente innescare un marcato effetto attivante o disforico.
Questa iperattivazione biochimica può esacerbare l'ansia di base e mandare letteralmente "fuori giri" le ossessioni, facendole percepire i pensieri come incontrollabili e troppo veloci.
A tutto ciò si uniscono le apnee notturne: un cervello privato sistematicamente del sonno ristoratore profondo e della corretta ossigenazione perde del tutto la capacità di filtrare e bloccare i pensieri intrusivi.
Si tratta quindi di un sistema nervoso che attualmente è sfiancato e portato allo stremo clinico.
Voglio anche toglierle una paura enorme: nessuno la ricovererà contro la sua volontà. I ricoveri coatti avvengono quando il paziente perde totalmente il contatto con la realtà e non ha consapevolezza del suo stato; lei, al contrario, ha una capacità introspettiva e una consapevolezza eccellenti.
Interrogare ossessivamente l'Intelligenza Artificiale o "tamponare" prendendo l'ansiolitico tutto il giorno non risolverà il problema alla radice.
Se si è resa conto oggettivamente che chi la segue in questo momento non è nelle condizioni di fornirle l'aiuto solido di cui ha bisogno, è un suo assoluto diritto, oltre che una necessità clinica, cercare un nuovo riferimento psichiatrico.
Ha bisogno di affidarsi dal vivo a un professionista lucido, solido e presente, con cui costruire da zero una nuova alleanza terapeutica.
Solo attraverso una rivalutazione clinica di persona sarà possibile ricalibrare questo assetto farmacologico, spegnere la disforia e farla tornare ad essereserena.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i miei più sentiti auguri. Cari saluti.
Innanzitutto, voglio rassicurarla su un punto fondamentale: quelli che descrive sembrerebbero assumere le caratteristiche degli impulsi fobico-ossessivi tipici del DOC (il cosiddetto "Harm OCD").
Il fatto che lei sia "troppo buona" e "salvi le formiche" è la prova che questi pensieri sono egodistonici, ovvero vanno esattamente contro i suoi valori e la sua vera natura.
La sua mente, mandata in tilt dall'ansia, le sta semplicemente proiettando il suo peggior incubo.
Chi ha la reale intenzione di fare del male non ne ha il terrore e non cerca disperatamente di trattenersi.
Riguardo alla sua intuizione sui farmaci, lei è stata clinicamente molto lucida.
L'introduzione del Lamictal, specialmente in associazione a un farmaco serotoninergico come il Citalopram e su un terreno vulnerabile come quello di un disturbo ciclotimico, può potenzialmente innescare un marcato effetto attivante o disforico.
Questa iperattivazione biochimica può esacerbare l'ansia di base e mandare letteralmente "fuori giri" le ossessioni, facendole percepire i pensieri come incontrollabili e troppo veloci.
A tutto ciò si uniscono le apnee notturne: un cervello privato sistematicamente del sonno ristoratore profondo e della corretta ossigenazione perde del tutto la capacità di filtrare e bloccare i pensieri intrusivi.
Si tratta quindi di un sistema nervoso che attualmente è sfiancato e portato allo stremo clinico.
Voglio anche toglierle una paura enorme: nessuno la ricovererà contro la sua volontà. I ricoveri coatti avvengono quando il paziente perde totalmente il contatto con la realtà e non ha consapevolezza del suo stato; lei, al contrario, ha una capacità introspettiva e una consapevolezza eccellenti.
Interrogare ossessivamente l'Intelligenza Artificiale o "tamponare" prendendo l'ansiolitico tutto il giorno non risolverà il problema alla radice.
Se si è resa conto oggettivamente che chi la segue in questo momento non è nelle condizioni di fornirle l'aiuto solido di cui ha bisogno, è un suo assoluto diritto, oltre che una necessità clinica, cercare un nuovo riferimento psichiatrico.
Ha bisogno di affidarsi dal vivo a un professionista lucido, solido e presente, con cui costruire da zero una nuova alleanza terapeutica.
Solo attraverso una rivalutazione clinica di persona sarà possibile ricalibrare questo assetto farmacologico, spegnere la disforia e farla tornare ad essereserena.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i miei più sentiti auguri. Cari saluti.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Utente
La ringrazio infinitamente, mi hanno rassicurato molti che è solo doc, il problema è che c'è un impulso reale di rabbia. Come carattere ho una componente diagnosticata molto infantile e narcisistica, mi preoccupa anche quello. Non è che la rabbia non la sfoghi ma non mi è possibile perché se no insorgono litigi e per me è un trigger enorme. Sono più persone e con due di esse ci convivo, quando passo dietro a lei il mio sistema si attiva e davvero non sento controllo. Fino adesso io mi sono trattenuta e quant'altro però, la mia paura è di arrivare al limite, solo questo. Ho continuamente delle immagini che è inevitabile e sinceramente non capisco se ho terrore. Sicuramente con una nuova terapia starò meglio spero. Con la dieta possono migliorare gli impulsi brutti?Grazie ancora veramente per il chiarimento sui farmaci e la gentilezza!
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 98 visite dal 18/05/2026.
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