A chi rivolgermi
Sono una donna di 44 anni, scrivo per un parere, non so da dove iniziare non amo molto parlare di me, ma credo di avere qualcosa dentro con cui combatto da sempre.
Ho avuto un' infanzia disfunzionale a causa di mio padre, crescendo ricordo che mi innamoravo follemente dei personaggi dei cartoni animati e vivevo delusioni per me fortissime.
Verso i 12 anni ho cominciato con episodi di autolesionismo, il primo è stato dopo una delusione per un innamoramento di un personaggio famoso e fui schernita da un parente che mi prese in giro e mi cominciai a tagliare con episodi sporadici fino i 16 anni.
Ho avuto in adolescenza esperienze con alcool e droghe poi ho intrapreso una relazione con quello che è diventato poi mio marito e abbiamo avuto una figlia.
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo in vari cicli della mia vita.
Nel tempo la situazione sembrava tranquilla poi per incompatibilità di carattere ci siamo lasciati, ho avuto altre 2 relazioni dopo una attuale.3 anni fa ho vissuto un anno con le valigie pronte con dei vestiti senza che messuno lo sapesse, perche avevo paura che venisse qualcuno a buttarmi fuori di casa ero diventata paranoica, pensavo seriamente molto spesso di gettarmi dal 4 piano poi il pensiero di mia figlia mi faceva desistere perche è mia responsabilità stare bene ed esserci per lei, ma ero arrivata al punto di stare male a stare a casa dovevo restare fuori poi come è arrivato il pensiero dopo quasi un anno è passato.
Per parecchi anni ho dormito poche ore a notte svegliandomi con l adrenalina che mi accompagnava per tutto il giorno la sentivo nelle mani e nel corpo la sensazione di agitazione.
Da un anno riesco a dormire di piu, anzi alcuni giorni dormirei continuamente sono parecchio esausta.
Il mio compagno mi fa notare che alterno momenti di amore assoluto per lui poi basta un mio pensiero e arrivo ad esserne infastidita solo dalla sua presenza, alternando periodi di ipersessualita dove io starei continuamente per giorni a fare sesso con lui a che non sopporto neanche di essere toccata.
Ho un carattere molto particolare tendo ad essere aggressiva porto al limite le persone con il sarcasmo e poi evito lo scontro per paura di una mia reazione esagerata, mi piace ascoltare le persone vicine ed assorbono i loro problemi come fossero i miei ma non sento mai di essere ripagata dagli altri quindi spesso se noto qualcosa che non mi va a genio in uno sguardo o un comportamento tendo ad allontanarmi e restare sulle mie.
Ho spesso la sensazione di avere dentro qualcosa che mi tormenta e da tanto tempo non riesco a piangere ed è difficile che mi sento felice per qualcosa in modo autentico perché ho paura che basta niente e l'emozione si può rovinare.
Probabilmente sono così io ma chiedo un parere professionale a chi vorrà rispondere.
Grazie
Ho avuto un' infanzia disfunzionale a causa di mio padre, crescendo ricordo che mi innamoravo follemente dei personaggi dei cartoni animati e vivevo delusioni per me fortissime.
Verso i 12 anni ho cominciato con episodi di autolesionismo, il primo è stato dopo una delusione per un innamoramento di un personaggio famoso e fui schernita da un parente che mi prese in giro e mi cominciai a tagliare con episodi sporadici fino i 16 anni.
Ho avuto in adolescenza esperienze con alcool e droghe poi ho intrapreso una relazione con quello che è diventato poi mio marito e abbiamo avuto una figlia.
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo in vari cicli della mia vita.
Nel tempo la situazione sembrava tranquilla poi per incompatibilità di carattere ci siamo lasciati, ho avuto altre 2 relazioni dopo una attuale.3 anni fa ho vissuto un anno con le valigie pronte con dei vestiti senza che messuno lo sapesse, perche avevo paura che venisse qualcuno a buttarmi fuori di casa ero diventata paranoica, pensavo seriamente molto spesso di gettarmi dal 4 piano poi il pensiero di mia figlia mi faceva desistere perche è mia responsabilità stare bene ed esserci per lei, ma ero arrivata al punto di stare male a stare a casa dovevo restare fuori poi come è arrivato il pensiero dopo quasi un anno è passato.
Per parecchi anni ho dormito poche ore a notte svegliandomi con l adrenalina che mi accompagnava per tutto il giorno la sentivo nelle mani e nel corpo la sensazione di agitazione.
Da un anno riesco a dormire di piu, anzi alcuni giorni dormirei continuamente sono parecchio esausta.
Il mio compagno mi fa notare che alterno momenti di amore assoluto per lui poi basta un mio pensiero e arrivo ad esserne infastidita solo dalla sua presenza, alternando periodi di ipersessualita dove io starei continuamente per giorni a fare sesso con lui a che non sopporto neanche di essere toccata.
Ho un carattere molto particolare tendo ad essere aggressiva porto al limite le persone con il sarcasmo e poi evito lo scontro per paura di una mia reazione esagerata, mi piace ascoltare le persone vicine ed assorbono i loro problemi come fossero i miei ma non sento mai di essere ripagata dagli altri quindi spesso se noto qualcosa che non mi va a genio in uno sguardo o un comportamento tendo ad allontanarmi e restare sulle mie.
Ho spesso la sensazione di avere dentro qualcosa che mi tormenta e da tanto tempo non riesco a piangere ed è difficile che mi sento felice per qualcosa in modo autentico perché ho paura che basta niente e l'emozione si può rovinare.
Probabilmente sono così io ma chiedo un parere professionale a chi vorrà rispondere.
Grazie
Due anni fa ha posto la medesima questione che ha descritto in questo momento.
Le fu consigliato di effettuare una visita psichiatrica.
Si è sottoposta a visita psichiatrica in questo periodo?
Le fu consigliato di effettuare una visita psichiatrica.
Si è sottoposta a visita psichiatrica in questo periodo?
https://wa.me/390698234174
https://t.me/FSRuggiero_psichiatra
https://www.instagram.com/psychiatrist72/
Gentilissima,
Lei sta descrivendo una sofferenza strutturata, le cui radici affondano, almeno in parte, in quell'infanzia disfunzionale che ha menzionato.
Quando si cresce in un ambiente instabile, il sistema nervoso impara a rimanere in una "perenne modalità di sopravvivenza", che nel tempo si traduce in una disregolazione emotiva e relazionale.
I vissuti che ha attraversato (gli episodi passati di autolesionismo, il rapporto conflittuale con il cibo, i periodi di forte angoscia con idee paranoiche e il doloroso alternarsi, nelle relazioni, tra l'amore assoluto e il fastidio improvviso) sono manifestazioni cliniche frequenti in quadri di instabilità dell'umore e alterazione dell'immagine di sé.
Anche l'oscillazione tra l'iperattivazione del passato (con l'adrenalina in corpo e la privazione di sonno) e l'attuale stato di profondo esaurimento fisico fa pensare a un sistema biologico che per anni ha spinto sull'acceleratore e che ora sta presentando il conto in termini di stanchezza.
Il timore costante di essere rifiutata o allontanata, che la porta ad anticipare le mosse isolandosi o usando il sarcasmo come difesa, è il segno di una probabile fragilità interna che merita di essere accolta e curata, non giudicata.
Il consiglio più saggio che mi sento di darle è di non continuare a portare questo enorme peso da sola.
Le suggerisco caldamente di rivolgersi a uno psichiatra per una valutazione clinica diretta.
È fondamentale per lei poter strutturare una solida e trasparente alleanza terapeutica con uno specialista che l'ascolti dal vivo.
Solo un professionista, attraverso un colloquio a quattr'occhi, potrà raccogliere la sua intera storia in modo approfondito, dare un nome preciso a questo funzionamento e proporle un percorso finalizzato a stabilizzare l'umore, calmare l'ansia e restituirle quella capacità di provare felicità autentica che ora sente bloccata.
Il fatto che lei sia mossa da un forte senso di responsabilità verso sua figlia dimostra che in lei c'è una grande forza vitale.
Utilizzi questa stessa forza per fare il primo passo verso la sua guarigione.
Resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i miei più sinceri auguri. Cari saluti.
Lei sta descrivendo una sofferenza strutturata, le cui radici affondano, almeno in parte, in quell'infanzia disfunzionale che ha menzionato.
Quando si cresce in un ambiente instabile, il sistema nervoso impara a rimanere in una "perenne modalità di sopravvivenza", che nel tempo si traduce in una disregolazione emotiva e relazionale.
I vissuti che ha attraversato (gli episodi passati di autolesionismo, il rapporto conflittuale con il cibo, i periodi di forte angoscia con idee paranoiche e il doloroso alternarsi, nelle relazioni, tra l'amore assoluto e il fastidio improvviso) sono manifestazioni cliniche frequenti in quadri di instabilità dell'umore e alterazione dell'immagine di sé.
Anche l'oscillazione tra l'iperattivazione del passato (con l'adrenalina in corpo e la privazione di sonno) e l'attuale stato di profondo esaurimento fisico fa pensare a un sistema biologico che per anni ha spinto sull'acceleratore e che ora sta presentando il conto in termini di stanchezza.
Il timore costante di essere rifiutata o allontanata, che la porta ad anticipare le mosse isolandosi o usando il sarcasmo come difesa, è il segno di una probabile fragilità interna che merita di essere accolta e curata, non giudicata.
Il consiglio più saggio che mi sento di darle è di non continuare a portare questo enorme peso da sola.
Le suggerisco caldamente di rivolgersi a uno psichiatra per una valutazione clinica diretta.
È fondamentale per lei poter strutturare una solida e trasparente alleanza terapeutica con uno specialista che l'ascolti dal vivo.
Solo un professionista, attraverso un colloquio a quattr'occhi, potrà raccogliere la sua intera storia in modo approfondito, dare un nome preciso a questo funzionamento e proporle un percorso finalizzato a stabilizzare l'umore, calmare l'ansia e restituirle quella capacità di provare felicità autentica che ora sente bloccata.
Il fatto che lei sia mossa da un forte senso di responsabilità verso sua figlia dimostra che in lei c'è una grande forza vitale.
Utilizzi questa stessa forza per fare il primo passo verso la sua guarigione.
Resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i miei più sinceri auguri. Cari saluti.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 89 visite dal 21/05/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Consulti su disturbi dell'umore
- Insulino resistenza 4.5 piscofarmaci ed integratori
- Sospensione litio in autonomia
- La terapia magnetica transcranica é efficace in depressione borderline resistente ai farmaci?
- Abilify maintena: scarsa memoria effetto collaterale o sintomo bipolare
- Non andare più al csm
- Secondo parere cura disturbo ciclotimico