Sindrome depersonalizzazione: trattamenti falliti, considerare ect?

Salve, ringrazio chiunque mi risponda.
Sono tre anni che sono affetto dalla sindrome da depersonalizzazione.
Manifesto i seguenti sintomi: non mi riconosco allo specchio, mi sento totalmente privo di identità, formicolio sottocutaneo (in testa), sensazione del tempo alterata e totale anedonia.
Ho assunto tutti gli SSRI al massimo dosaggio per un tempo congruo (2-3 mesi); ho assunto come stabilizzatori: litio, gabapentin e lyrica; ho assunto come SSNI: Duloxetina, venlafaxina e desvenlafaxina.
Ho assunto come antipsicotici il risperdal, rxulti, olanzapina e quetiapina.
Altri farmaci che ricordo: mutabon mite, trazodone, bupriopione e anafranil endovona.
Attualmente assumo: 90 mg di duloxetina e 10 mg di olanzapina.
Ho affrontato 7 mesi di psicoterapia 1 volta a settimana.
Nessun farmaco, niente di niente ha migliorato la mia condizione.
Fosse per me dormirei tutto il giorno (lavoro 8 ore e mezza al giorno), mi sento debole, sfinito, tutte le giornate sono uguali da quando apro gli occhi a quando vado a dormire.
Mi sono sottoposto per un anno ad Esketamina.
Vengo al consulto: ho letto di proprietà benefiche del naloxone e mi hanno proposto lelettrostimolazione (non ho soldi per poterla fare), pensiate sia una strada da intraprendere?
Mi scuso in anticipo per il quantitativo di caratteri ma credetemi sono esausto e le speranze le ho finite.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico igienista 45.6k 1.1k
Se è stata proposta una terapia dai suoi curanti è opportuno valutarne la possibilità.

Diverso è il discorso se sono sue ricerche personali per cui vorrebbe capirne l’applicabilità nel suo caso.

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