Utente
Sono un ragazzo,30 anni.Soffro di dispnea(ipertrofia dei turbinati),e per controllare al meglio gli eventuali sviluppi dello stress,mi è stato prescritto dopo visita neurol.escitalopram(e delorazepam al bisogno benchè in passato dopo intervento ero stato segnalato intollerante alle bdz):l'ultimo controllo sangue preintervento turbinoplastica(a breve)evidenzia cretininemia e transaminasi alte(AST 100 e ALT 45),può essere per una cura di integratori vitaminici e acido folico iniziata un mese fa per iperomocisteinemia da mutazione omozigosi c677t mthfr?Non causo altri problemi ad iniziare la terapia con escitalopram?.I sintomi:patisco di tachicardie e mancamenti dopo sforzi ed esposizioni al freddo,spesso orticaria nella schiena,nodo alla gola e/o occlusione nasale con forti capogiri,senso di oppressione/dolori retrosternali con attacchi di cefalea con pressione alle tempie e condizioni vicine allo svenimento e al soffocamento(a volte come se non riuscissi a dare l'impulso del respiro e mi si bloccasse il ritmo).Sono in valutazione efficienza cardiaca(fue anni fa all'ecografia,ecg ed rx tutto normale con sintomi già presenti ma più leggeri,solo all'eco addome milza ingrossata diam trasverso 12,2cm,poi recentemente pressione in lieve rialzo da media 2 anni fa 120/80 a 130/90)?Inoltre se il cuore fosse valutato nuovamente ok al prossimo controllo,potrei riprendere attività come pugilato,pesistica,e torrentismo/alpinismo,che svolgevo come sport fino a quando il presentarsi dei problemi non mi impose di fermarmi(la terapia continuativa con escitalopram può essere controindicata con tali situazioni?)Posso escludere di avere problemi quali nevrite/distonia del vago(ho una lieve discopatia c5 c7 cervicale che però raramente da problemi quindi pesnavo di no)o problemi ai nervi del torace(ho un callo osseo alla 7A fluttuante causa frattura costale non bene curata qualche anno fa proprio intorno all'inizio dei sintimo,che spesso mi sembra in seguito di sforzi o umidità,irrigidisce la zona e mi causa dolore simil anginoso e problemi a espandere la cassa toracica)?In passato una terapia con citalopram seguito per dei mesi fu abbandonata in quanto fu di scarsa efficacia,dovrei forse fare altri esami per escludere altre patologie(già fatto anche rm encefalo e tronco enc.,presenti 2 cisti aracnoidee asintomatiche all'eeg,uno specialista propose elettromiografia,ma da valutare su quale tratto,perchè il mio curante ritiene lieve il problema cervicale)?Infine un ultimo punto:ho letto come anche in un intervento di novembre 2010 per la correzione di cheloide retraente in sede di pregresso intervento di pieloplastica nell'infanzia(ho ridotta funzional.rene sx),oltre a lidocaina localmente,mi era stato somministrato diazepam endovena:questi farmaci(bdz)sono positivi ai controlli stradali per la droga,ma la guida è per me indispensabile per lavoro e sussistenza:quale tutela?Se sono giudicato malato d'ansia,dovrei recarmi di psichiatra per farmi dichiarare stabile?

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ci sono alcuni punti non chiari.

Prima di tutto, se è stata già fatta e adesso ripetuta la terapia con citalopram/escitalopram, evidentemente è stato giudicato che sia in atto un disturbo d'ansia o una depressione, indipendentemente dal resto. Pertanto, sarebbe il caso di farsi spiegare in che cosa consiste questo disturbo, che nome ha.

Il diazepam somministrato in Novembre 2010 che preoccupazione pone rispetto ai controlli stradali ? Deve effettuare esami per la patente già programmati (esame del capello) ? L'escitalopram non rientra invece tra le sostanze ricercate come droghe.

La terza questione è francament paradossale: se ha una diagnosi psichiatrica di disturbo d'ansia, andrebbe da uno psichiatra a che scopo ? E per quale motivo se nessuno le ha contestato niente ? Inoltre, che significa "per farsi dichiarare etc", se va da uno psichiatra si fa visitare, cosa deve dichiarare lo decide lui, ma non vedo il nesso se la diagnosi ce l'ha già.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Dott. Pacini,
La ringrazio della pronta risposta.Cercherò di essere più chiaro:quando iniziarono i disturbi(andati progressivamente peggiorando)nell'autunno 2008,fu in alcuni episodi,al lavoro e fuori,in cui si resero necessari dei ricoveri in pronto soccorso,poichè questi attacchi sono violenti,anche se progressivi,e rendono il mio stato visibilemente preoccupante(pallore o viso più colorito,estremità gelide,chiaro malessere che rassomiglia a un evento cardiovascolare con dispnea(così anche descritto da chi ha occasionalmente assistito),anche se a volte non si manifesta così fuori controllo.Durante i primi interventi dei sanitari,parve solo una forma d'ansia,e fui inviato a fare una visita psichiatrica,ma parallelamente il mio curante mi ha fatto svolgere parecchi accertamenti organici(dai quali emerse l'ipertrofia dei turbinati e le forti allergie,punti mai approfonditi dal personale del pronto soccorso),e quando mi vide la psichiatra,affermo che secondo lei non sussisteva una situazione diversa da altre persone normali sotto stress(ero indubbiamente nervoso per i mesi trascorsi per scoprire le patologie e gli interventi(non solo a parer mio ma anche di altri e di un medico legale,da cui mi sono fatto visitare)non approfonditi dai pronti soccorso;fu così che mi indirizzò,allineandosi al mio curante,ai vari specialisti otorino,allergologo,e dopo aver scoperto anche la mutazione con iperomocisteinemia,ematologo,i quali hanno messo in atto terapie farmacologiche(corticosteroidi uso topico,antistaminici e cure per la coagulazione),nel mesi trascorsi per queste altre visite,ho però seguito sotto controllo della psichiatra la sua cura(en e citalopram,dopo altri farmaci dagli effetti su di me negativi quali lexotan,xanax,zoloft,ansiolin)poichè riteneva potesse esserci una componente ansiosa da tenere meglio sotto controllo:i risultati furono che ci fu più sedazione costante,ma gli episodi continuavano a presentarsi,pertanto dopo 6 mesi gradualmente ridussi i farmaci e non cambiò infatti nulla.Ora sono un pò più stabile dopo le cure con cortisonici e antistaminici,e ogni tanto(in media 1 volta al mese)ho assunto en per dormire meglio,ma stavo pensando appunto di eliminarlo totalmente,visto che benchè mi fu consigliato per inizio e fine della terapia per l'ansia con SSRI,ho chiesto per scrupolo a chi di competenza e sono stato informato che non è compatibile con la guida,ma io sono costretto ad 1 ora andata e 1 ora ritorno di auto tutti i giorni per recarmi al lavoro,e non posso stare mesi in malattia ovviamente,da qui la domanda in merito:se la stradale mi fermasse per controllo casuale antidroga,pur essendo astemio,non fumatore nè drogato,risulterei positivo a sostanze non consentite!Pertanto arrivando al terzo punto,chiarisco che il mio curante,dai recenti dati in merito alla situazione renale(un pò peggiorata),alle allergie(forti),al problema di coagulazione(non curabile,mutazione genetica)e agli interventi sostenuti(correzione cheloide retraente e turbinoplastica)mi ha proposto l'invalidità civile,per la quale però invierebbe documenti illustranti anche situazioni inizialmente giudicate come sola ansia(in modo evidentemente superficiale)e che indurrebbero i medici legali che mi visiterebbero a considerare aspetti come questi incompatibili con la guida,benchè non abbia mai fatto incidenti nè manovre pericolose(al massimo mi sono accostato e fermato),solo perchè dal punto di vista psichiatrico nessuno a mai redatto nulla per considerarmi fuori da situazioni di instabilità.Come potrei far capire che un ragazzo come me,che per anni ha fatto viaggi lontanissimi da solo in auto,sport estremi come tuffi da torrentismo e sci alpinismo(anche da solo!),tutto ad un tratto non diventa psicotico o ansioso e che comunque va tutelato dopo che le altre patologie sono identificate come determinanti?Con un avvocato?E comunque se poi iniziassi la cura con solo escitalopram(come suggeritomi da un neurologo recentemente,ma con la disapprovazione dell'ematologo che sostiene di dover attendere l'eventuale normalità dei valori dell'omocisteina ed ora anche delle transaminasi elevate),come gestirlo con gli eventuali medici legali dell'inps,che ho saputo che comunque considerano l'aver dovuto ricorrere a queste cure come influenzanti le capacità intellettive(e quindi la guida),al fine di non avere problemi con la patente per avere l'invalidità?Grazie anticipatamente.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Quindi lo psichiatra avrebbe prescritto una cura a base di diversi farmaci tipo-SSRI e ansiolitici per una forma secondaria a fattori stressanti di vario tipo. Questo può essere certificato e argomentato per suo uso futuro.
Però un neurologo successivamente le ha riprescritto una cura con escitalopram, non mi è chiaro perché visto che il precedente citalopram non aveva funzionato.
Non vedo di preciso il nesso con la situazione ematologica.

L'imcompatibilità dei farmaci con la guida mi sembra esagerato, specie per un SSRI, comunque stiamo parlando di cure non in corso, quindi che senso ha pensarci adesso ? Se una persona ha normali capacità intellettive si può valutare, ma così in generale non vedo perché dar per scontato che i farmaci (gli SSRI ?) inducano stati alterati al punto da non poter guidare bene, è una possibilità, ma non avrebbe a quel punto senso proseguirli, vorrebbe dire che sono mal tollerati.



Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente
Gentile Dottore,
ho intenzione infatti di tornare dal primo psichiatra,in futuro(terminata la convalescenza dall'intervento dei turbinati,appena eseguito,e dopo magari un ulteriore lasso di tempo nel quale valuterò l'efficacia degli antistaminici nell'ambito del periodo di picco della presenza dei pollini,periodo nel quale si erano verificati gli episodi più preoccupanti),per certificare la non persistenza di eventuali stati psicotici dovuti a stress conseguenti alle patologie.La recente visita dal neurologo che poi mi ha suggerito l'escitalopram(che ritiene potrebbe avere un effetto diversamenete efficace rispetto al citalopram)era frutto di alcune perplessità che il mio curante aveva mostrato sull'operato di chi mi aveva visto in precedenza,ma purtroppo così facendo ho avuto,oltre a tutte le molteplici diagnosi dei vari specialisti,anche più interpretazioni da parte di chi cura i problemi di stress ed ansia,essendo intervenute più figure anche in questo campo,ed avendo come unico punto di coerenza tra tutte queste parti convergente nella figura del mio curante.Valutare l'efficacia di un ulteriore trattamento di iniziare con escitalopram(+en al bisogno?)lo stavo valutando per mirare a stare ulteriormente meglio,se in effetti dovessi avere degli trascici con queste dispnee e brividi/dolori/cefalee(tic nervosi?)magari a causa delle lunghe attese che ho sostenuto in balia dei sintomi,che indubbiamente mi hanno reso nervoso:penso che comunque ne farò a meno se finita la convalescenza ed il periodo di impollinazione non si ripresenteranno sintomi invalidanti come in passato,proprio perchè,benchè come Lei suggerisce,gli SSRI sono farmaci non considerati come droghe ai test stradali,essendo in ballo il discorso dell'invalidità per le patologie organiche di cui soffro e devo curare e controllare(forse a vita,e sul quale mi è stato ovviamente consigliato di proseguire per avere agevolazioni sul lavoro in merito a permessi aggiuntivi e in caso di assenza,che verrebbe retribuita a quel punto comunque(senza legge 104 ho delle riduzioni nel mio CCNL fino a un terzo dello stipendio ed oltre 8 mesi anche il licenziamento nonostante sia a tempo indeterminato),oltre a tutte le esenzioni del caso per visite ed esami),vorrei che questo non si evidenziasse al punto da compromettere la patente,per me indispensabile.Per quanto riguarda la situazione ematologica,il parere contrario di chi mi segue è stato espresso poichè non mi ha considerato,alla luce dei fatti e dell'autonomia di cui comunque in questo pediodo,in cui svolgo cure per le patologie organiche,godo,nè gli sono sembrato mentalmente instabile nella sua personale opinione,ed essendo comunque sostanze che possono alterare dei valori avendo un metabolismo epatico/renale,nel mio caso preferisce se possibile di evitare che ne faccia uso,almeno fino a quando si riuscirà a riportare nei limiti accettabili questi valori alterati di transaminasi,efficienza renale e coagulazione.
Il motivo dei miei quesiti è comunque anche volto alla ricerca(se Lei ha queste informazioni,o potesse indicarmi chi potrebbe offrire tutela in merito)su come si considera il soggetto cui è stato somministrato un farmaco della classe dell'en(per es.valium),magari durante una normale gastroscopia(sono appunto farmaci molto usati anche le anestesie),come capitò un anno fa a mia madre,che non ha mai avuto trascorsi come nel mio caso di valutazioni psichiatriche,ma se per esempio ci fosse un incidente stradale,nel quale ci fosse un accertamento tossicologico per l'eventuale responsabilità oggettiva cui farebbe riferimento magari l'assicurazione per valutare la liquidabilità dei danni,se si arrivasse a trovare traccie del valium usato per la sedazione della gastro(ho letto addirittura esame capello=1 cm al mese,mia madre ha capelli lunghissimi!),che problemi ci sarebbero?E' ovvio che non si può obbligare una persona a tagliarsi i capelli o non fare le anestesie o le cure del caso(che comunque terminano quando si è guariti)per lasciargli la possibilità di guidare,oppure c'è ogni volta la necessità di far rilasciare certificazioni dei medici che sottolineino come i farmaci non vanno più considerati causa di eventuali malori alla guida?E' un tantino assurdo,non le sembra?Grazie della disponibilità.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Che alcune commissioni o uffici in automatico contestino la patente a chi risulta affetto da patologie "problematiche" potenzialmente per la guida è vero. Questo vale per il diabete come per la depressione, per cui la cosa più sensata è avere una certificazione riportante diagnosi e caratteristiche della malattia per cui si è in cura, con un riferimento allo stato di vigilanza e attenzione, di interesse per la valutazione della capacità di guida. Tale valutazione la fa comunque la commissione. Tuttavia a volte non si effettuano esami del caso, e si recepiscono o i certificati specialistici, oppure si pongono problemi senza verificare l'effettivo stato di vigilanza-attenzione in base al fatto che le diagnosi psichiatriche sono raggruppate come fossero tutte più o meno simili.
In teoria una diagnosi di (ad esempio) disturbo di panico o di disturbo d'ansia non implica che si debba dire che la persona "non è psicotica", perché la diagnosi non indica niente del genere, ma di fatto è vero che può aver senso specificarlo se si ritiene che chi legge non sia esperto nelle diagnosi psichiatriche e nel loro significato.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente
Giusto dottore,
pertanto la psichiatra che verbalizzò l'eventuale presenza di sintomi riconducibili,oltre alle altre patologie organiche a cui sto ponendo rimedio,a conseguenti sintomi ansiosi,potrà altresì,previa visita del caso,verbalizzare una situazione di stabilità quando le cure di queste altre patologie avranno terminato il loro effetto benefico(momento che vedo prossimo potendo dire di non avere già da diversi mesi avvertito i sintomi ad un'intensità tale da preoccuparmi come in precedenza,sicuramente dovuto alle cure e agli interventi correttivi eseguiti,di cui attualmente sono ancora convalescente),e se al momento della visita legale dell'inps,qualora proseguissi nella pratica per invalidità,mi si rimandasse alla commissione patenti,potrò almeno documentare un iter concluso positivamente in ambito di valutazioni psichiatriche.La ringrazio,ho ritenuto comunque l'argomento di interessante discussione,in quanto in caso di anestesie effettuate anche con bdz,è giusto giungere alla conclusione di dover richiedere certificati,a questo punto,per eventuali tutele del caso(cosa per esempio,che dopo aver discusso dell'argomento con l'anestesista che mi ha visitato prima della recentissima turbinoplastica,ha concordato nell'utilizzo di altro tipo di anestesia,e l'intervento non mi ha dato nessun problema).Buon lavoro

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Dr. Matteo Pacini

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Se ha la documentazione dell'intervento dovrebbe essere riassunto che tipo di farmaci sono stati somministrati, oppure si fa certificare dal medico in base a quanto loro possono verificare sulla cartella clinica.
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