Utente 224XXX

Salve..la mia paura ma anche preoccupazione è dovuta al farmaco che ultimamente una dottoressa mi ha dato da assumere..Si, in realtà dopo un forte stress psico-fisico e dopo un lutto io avverto un pò di confusione,difficoltà a far fronte verso le situazioni di approccio sociale..Mi riferisco all'ambito lavorativo,l'ambito affettivo..Ho avuto una forte stanchezza psico-fisica..e l'umore a terra anche perchè tutte la mia vita si è fermata..Riprendere è dura..Mi è capitato tante volte di voler affrontare le mie situazioni,ma mi riferisco al fatto di voler affrontare un discorso lavorativo con i miei datori di lavoro..le persone che comunque mi vogliono nela loro area lavorativa..ma mi risulta difficile anche affrontare un discorso,ma anche difficile impegnarmi da un punto di vista intellettuale..Ho quasi l'impressione di aver perso le mie capacità..per cui in realtà sono tanto ricercata..in questo ambito..addirittura di studio..di ricerca..E' così che mi sono rivolta a questa psichiatra,chiedendole aiuto..quando in realtà mi ero già rivolta da un altro specialista che mi ha prescritto la deantix tempo fà..Ormai da un anno prendevo la deantix..In realtà questo dottore mi ha detto che devo usare grande forza di volontà ,consigliandomi di tralasciare piano,piano questo farmaco..E' così che stò facendo..Lo prendo sempre meno..Dopo mi sono rivolta a quest'altra dottoressa...che mi ha prescritto un altro farmaco dicendomi che sarebbe quello giusto per mettere ordine nella mia mente..e comunque arrivare ad una guarigione in un tempo più breve rispetto alla non assunzione..del farmaco (RISPERDAL) Si tratta del "RISPERDAL 2mg compresse rivestite con film".Mi ha detto di assumere i primi due giorni 1/4 della compressa e poi nei giorni successivi l'intera compressa da 2 mg..Ora sono al quarto giorno di assunzione..La dottoressa mi ha detto che al terzo mese di assunzione io potrò considerarmi guarita..cioè lucida,non confusa..poichè le ripetevo sempre che devo fare tante cose ,che sono indietro nelle mie cose..Vorrei gentilmente chiedere un vostro parere in merito.. Io ho una grande paura di questo farmaco ,di tutti gli effetti collaterali..veramente una grande paura di ammalarmi di altro,poichè attualmente io sono una persona fisicamente sana..Aggiungo che la dottoressa mi ha fatto fare un elettrocardigramma ,e il risultato è stato negativo..motivo per cui ha dato il via all'assunzione del farmaco..Considerando tutta la mia situazione..vi chiedo gentilmente,un parere,un consiglio ..
Grazie..
Nell'attesa ,di un vostro aiuto vi saluto cordialmente..
Giada

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
quale è stata la diagnosi della specialista?
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 224XXX

Gentilissimo Dottore,la dott.ssa non mi ha dato una diagnosi precisa...Mi ha solo ascoltata quando le parlavo dei miei problemi di reattività,stanchezza sparita , vuoto della mente ,identità in crisi..difficoltà ad affrontare le mie situazioni..ripetendole che devo fare tante cose..Mi ha semplicemente detto che io non sono depressa,e che nella mia mente ,tenendo conto di ciò che le ho raccontato, ricorrono solo pensieri negativi ,che agiscono da ostruzione , da ostacolo alla mia reattività..Io le ho spiegato che fondalmente , vorrei fare, ma non riesco in realtà a fare cose concrete..Perciò,La dottoressa mi ha detto semplicemente che con l'assunzione di questo famaco tutto migliorerà,nel senso che i pensieri negativi spariranno e alla confusione si farà spazio la lucidità,l'obiettività..Non mi ha parlato esattamente,di una diagnosi..ISecondo lei,il tempo che impiegherei a riprendermi da sola sarebbe più lungo e il farmaco invece,incentiverebebbe uno scorrere del tempo di guarigione più breve, di tre, quattro mesi..Non capisco esattamente..il vantaggio di questo farmaco,considerati tutti gli effetti collaterali..e ho paura..ma sò che sono un pò confusa,e mi faccio tanti problemi..continuamente..nel senso che per prendere una decisione impiego una vita..questa è la mia più grande difficoltà..considerato che prima io ero molto veloce nel prendere decisioni,nel reagire..Lei cosa ne pensa? Grazie..A presto
Cordialissimi Saluti

[#3]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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"Si, in realtà dopo un forte stress psico-fisico e dopo un lutto io avverto un pò di confusione,difficoltà a far fronte verso le situazioni di approccio sociale..Mi riferisco all'ambito lavorativo,l'ambito affettivo..Ho avuto una forte stanchezza psico-fisica..e l'umore a terra anche perchè tutte la mia vita si è fermata..Riprendere è dura."
"mi faccio tanti problemi..continuamente..nel senso che per prendere una decisione impiego una vita..questa è la mia più grande difficoltà..considerato che prima io ero molto veloce nel prendere decisioni,nel reagire.."

Lei sembra descrivere una situazione in cui qualcosa del suo equilibrio e del suo 'funzionamento' si è alterato.
Il lutto di per sè è una reazione 'normale', non patologica, della vita. Ma a volte può essere particolarmente difficile e 'faticoso' da superare, e comporta dei cambiamenti anche importanti.
Ci sono eventi della vita, lutti, traumi, "nodi che vengono al pettine", che a volte hanno l'effetto di alterare fortemente l'organizzazione mentale di una persona, e richiedono cambiamenti come in certi passaggi di età.... Decisioni difficili, forse 'scelte di vita'...

Se necessario l'aiuto in queste situazioni non è soltanto farmacologico. Spesso c'è bisogno di una 'guida' a passare una fase difficile del percorso vitale. Ci sono psichiatri e psicoterapeuti che possono fornirle tale aiuto. A Bologna non dovrebbe essere difficile trovarne.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#4] dopo  
Utente 224XXX



Grazie..Dottore..lei ha fatto centro..E' vero..Io mi ritrovo a fare delle scelte di vita
importanti ..e non riesco..a uscirne....E' difficilissimo..perchè mi sono fermata a pensare troppo..essendo stata ferma per molto tempo:due anni ,dopo il lutto..e ora ..quasi..abbandenerei tutto..Non ho voglia..non riesco ad essere istintiva,veloce,determinata..selettiva..come sono sempre stata..pronta a qualsiasi..novità..Ho perso un sacco di tempo...e la motivazione..a riprendere..le forze l'energia..Tra preoccupazione,confusione,stress..
Cordialissimi Saluti...

[#5] dopo  
Utente 224XXX

ma non ho completatato la mia lettera..dicendole che in tutto questo tempo non ho avuto la reattività necessaria per far fronte alle mie situazioni..o meglio prima reagivo di più..ora di meno..e inoltre la concentrzione è prorpio minima..anche per mi preoccupavo..pensando qll'effetto ulteriore di questo farmaco..a livello psicologico..la paura che mi si riduca ancor dsi più la concentrazione psicologica..Cosa ne pensa lei?..Gli effetti del resperdal..quali sono,una volta che viene assunto per tre mesi..e parlo sempre a livello psicologico..?Ci dovrebbe essere un miglioramento..oppurae mi addormenterò di più..Ho paura di quest'effetto..Visto che io ho perso in reattività..Voglio piuttosto essere più energica..oltre che preoccupata..
Grazie.
Cordiali..Saluti..

[#6] dopo  
Utente 224XXX



Chiedevo gentilmente..quali potessero essere gli effetti del resperdal..sulla concentrazione psichica..se positivi o negativi..
Cordiali saluti

[#7]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza,
gli effetti del Risperdal è bene che li discuta con la psichiatra che lo ha prescritto.
Il mio suggerimento era di farsi aiutare a mettere a fuoco la sua situazione di vita, perchè da sola sembra non "riuscire ad uscirne", come dice, per non limitarsi ad aspettare l'effetto delle medicine...
A volte si creano circoli viziosi, anche nel "pensare troppo", per cui è utile avere una mano nell'uscirne. La "paura, confusione e umore basso", come intitola questa consulto, sembrano descrivere il 'posto' dove si trova rinchiusa, o quasi, da cui non riesce a uscire.
Forse potrebbe fare alcune sedute esplorative a livello psicoterapico, per valutare se questo approccio potrebbe aiutarla ad allargare l'orizzonte ristretto in cui si è ritrovata, e a mettere meglio a fuoco le scelte di vita importanti che diceva.
Cordialmente

Dr. Gianmaria Benedetti

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[#8] dopo  
Utente 224XXX



Salve Dottore..Lei è gentilissimo..Trovo che lei mi dica una cosa molto importante..Infatti avrei tanto bisogno di parlare con qualcuno che veramente in modo disinteressato possain qualche modo farmi focalizzare tutti i puntini in sospeso...Comunque, io mi sono rivolta a una psichiatra dell'ASL che non mi ha detto esplicitamente la diagnosi..Lei rifugge da questa domanda..Mi ha semplicemente detto che con questa cura..nella mia mente si farebbe largo spazio la lucidità..al posto della confusione...e io mi sono anche rivolta lei in un contesto non privato ,perchè non mi posso permettere di pagare ,considerando che sono disoccupata..e in una situazione di stallo..Ecco perchè..tutto mi viene più difficile.Mi sembra di aver perso la mia meta..
Cordialissimi Saluti

[#9]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Se crede possiamo 'esplorare' un po' la sua situazione per vedere se si si possono dare consigli e indicazioni ulteriori.
"disoccupata, stallo, confusione, perso la meta, " provi a descrivere la sua situazione attuale, individuale, familiare, sociale e come ci è arrivata, brevemente, sempre salvaguardando la sua privacy, ovviamente
Cordialmente.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#10] dopo  
Utente 224XXX

Salve Dottore…
Le racconto sommariamente..Un po’ di anni fa dopo essermi laureata avvertii una forte stanchezza mentale…Avevo come possibilità quella di fare un dottorato.. solo che misi tutto nel cassetto..perchè non mi sentivo forza,tale da potermi concentrare..Non riuscivo a fare ordine mentale..da un punto di vista intellettuale..di tutte le mie conoscenze..Non avevo una prospettiva di tutto..Avvertivo una forte stanchezza..e così mi rivolsi ad una dottoressa raccontandole di questa stanchezza ma anche della difficoltà ad approcciarmi nell’ambito universitario....così lei mi diede da prendere lo xanax in gocce ,mattina e sera..e disse che comunque era necessario, per staccare con la mente..in effetti fu così..Lo presi per un anno ..Pochi anni dopo mia madre si ammalò..e così la seguii..finchè scoprimmo della sua gravissima malattia:un tumore ormai al quarto stadio..Lottammo con tutte le forze..fino alla fine..L’adrenalina era a mille..Tutto era chiaro..ero scattante..veloce..ma poco dopo risentii dello stress ,del dispiacere.. Allora mi rivolsi ad uno psichiatra..che mi diede da prendere degli integratori e al tempo stesso lo deantix che ho assunto per circa un anno tutti i giorni..Ultimamente ,il dottore mi ha detto di tralasciare il farmaco piano,piano..dicendomi che sarebbe stata necessaria da parte mia ,una grande forza di volontà ..senza fare affidamento ai farmaci..per non imbottirmi..In realtà..l’ho tralasciato..quasi del tutto..da poche settimane ...Mi sono rivolta ad una dottoressa da poco tempo..per avere un sostegno..psicologico..e le ho raccontato del fatto che avvertissi confusione,scarsa memoria,poca concentrazione,riflessi lenti ..ma anche del fatto che mi trovo ad un bivio..rispetto a quelle che sono le mie scelte di vita..dopo un periodo di grande inattività..di stacco..Ho perso il ritmo ..Lei mi ha detto di assumere il risperdal per fare chiarezza a livello mentale..per togliere la confusione,i pensieri negativi..e i troppi pensieri ..dicendomi di prendere metà compressa alla mattina e alla sera per un totale di compressa da 2 mg..Sono veramente scettica..e allora.. stò prendendo una metà compressa solo alla sera..da un sette giorni..e ho quasi l’idea di lasciarlo del tutto ..piano piano..a dosi minime..Ho una gran paura per la mia salute..per gli effetti che avrà su di me..poichè attualmente sono fisicamente sana..Sono effettivamente ad un bivio per quanto riguarda le mie scelte di vita..se riprendere in mano l’idea del dottorato oppure andare un periodo di tempo fuori all’estero…per riacquistare la mia identità ,la mia integrità..con quelle che potrebbero essere le possibilità li’..Sono in balia delle onde”..Non so’ veramente se sia necessario prendere il resperdal per una ripresa come la dottoressa mi ha garantito entro 5 sei mesi..oppure mollarlo finchè sono ancora in tempo..Sono in difficoltà..Gli effetti a livello mentale ,per compiere o fare cose importanti per il mio futuro ,la mia realizzazione..quali potranno essere,per impegnarmi anche a un livello intellettuale..e sulla mia salute?Dottore,per me tutto ha una grande importanza e rilevanza ,sia per il mio futuro,la mia realizzazione,per la mia salute fisica e mentale..non so veramente cosa fare e che cosa mi aspetterà..E’ tutto in gioco....Sono confusa..forse un po’ esaurita ma sara’ il caso..di prendere questo farmaco?Aggiungo che la diagnosi della dottoressa è “spunti di psicosi ansio-depressiva”..così mi ha detto ..consigliandomi di prendere il farmaco..per una buona e ottima ripresa.Non riesco a muovere un passo..da molto tempo..
Sono a casa ,vivo con mio padre..e ho preso in mano le redini della situazione..ma cosa sarà meglio per me in ordine di grado?Mi si prospettavano cose importanti ,ma lo stacco è stato forte..come riprendere il ritmo che ho perso,la mia vita in mano?Mi sembra tutto difficile..Sono preoccupata.. demotivata..poco entusiasta..e direi quasi apatica..Mi dia lei un suo gentile e valido aiuto.. Per me il suo parere è veramente importante..
Grazie
Cordialissimi Saluti

[#11]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Salve.

Perdoni se cerco di 'guidarla' nell'esplorazione che ho detto, cercando di farsi strada nella confusione,appunto, e nella nebbia... Mi sembra che la sua lettera mostra aspetti della 'confusione' che dice, che le occupa la mente con un groviglio di pensieri: questo le impedisce probabilmente di rendersi conto delle cose e chiarirsele. Può anche darsi che ne abbia paura e non voglia farlo, per cui la confusione serve anche a 'non pensare'. (e 'non pensarci' è il primo rimedio che uno cerca, e che spesso viene consigliato: io invece penso che è bene 'pensarci', ma liberandosi se possibile dagli aspetti che fanno confusione, ).
Le cose che accenna contengono qua e là spunti utili a questo lavoro, però interferiti da altri che interrompono i pensieri.

"Un po’ di anni fa dopo essermi laureata avvertii una forte stanchezza mentale…Avevo come possibilità quella di fare un dottorato.. solo che misi tutto nel cassetto..perchè non mi sentivo forza,tale da potermi concentrare..Non riuscivo a fare ordine mentale..da un punto di vista intellettuale..di tutte le mie conoscenze..Non avevo una prospettiva di tutto.."

Questo sembra un primo spunto. Raggiunta la laurea , obiettivo probabilmente di un lungo periodo precedente, lei è entrata in crisi e si è bloccata. Non è chiaro perchè: probabilmente si trovava a un bivio (o trivio, ecc), cioè nella condizione di prendere delle scelte per la sua vita. Per qualche motivo si sentì bloccata, impossibilitata. E' probabile che ci fossero in lei spinte diverse, opposte, il cui risultato era, e forse è ancora, paralizzante

Non capisco cosa intende con "la difficoltà ad approcciarmi nell’ambito universitario...."

Poi dovette occuparsi della grave malattia di sua madre, "fino alla fine"
In quel periodo "L’adrenalina era a mille..Tutto era chiaro..ero scattante..veloce..ma poco dopo risentii dello stress ,del dispiacere.."

Penso che abbia sentito il lutto per la grave perdita subita, forse complicato dall'affastellarsi di tante cose...
....
Di nuovo avvertiva " confusione,scarsa memoria,poca concentrazione,riflessi lenti ..ma anche del fatto che mi trovo ad un bivio..rispetto a quelle che sono le mie scelte di vita..dopo un periodo di grande inattività..di stacco.."

E' tornata quindi ad essere incerta sulle prospettive e sulle scelte...
"Sono effettivamente ad un bivio per quanto riguarda le mie scelte di vita..se riprendere in mano l’idea del dottorato oppure andare un periodo di tempo fuori all’estero…"

Di nuovo è confusa e paralizzata

Fa parte inoltre della situazione il fatto che "Sono a casa ,vivo con mio padre..e ho preso in mano le redini della situazione..", per cui la scelta sembra essere fra restare così o fare un importante cambiamento che però avrebbe conseguenze anche per altri.
E ancora possono esserci desideri e spinte contrapposte che si annullano a vicenda.

Come per molte persone, il momento di uscire dalla casa dei genitori per farsi una propria vita è un momento difficile. L'organizzazione e la situazione della famiglia di origine e anche eventi come nel suo caso possono facilitare o ostacolare le scelte.

Forse deve quindi mettere più a fuoco le cose che riguardano la sua famiglia di origine , i legami, gli ostacoli, sia esterni, reali, che 'interni', emotivi, affettivi, in modo da chiarirsi e vedere meglio la sua situazione. La scelta rimarrà forse difficile e magari impossibile, ma almeno avrà più chiare le cose e probabilmente questo la aiuterà molto.

Spesso un tale lavoro necessita comunque di un aiuto, di una guida reale, anche per un breve periodo, per uscire dalla confusione in cui uno può ritrovarsi e orientarsi meglio.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#12] dopo  
Utente 224XXX



Grazie Dottore per l'attenzione che mi ha dedicato..Seguo attentamente ciò che lei dice..e mi rendo conto che la situazione che ho vissuto..è stata pesante..soprattutto per l'isolamento che c'è stato..ma è andata così perchè avvertivo stanchezza..al di là dell'obiettività..In effetti avrei dovuto invece uscire allo scoperto..avere molti contatti..ma così non è stato..Penso la confusione sia dipesa anche da questo..e la paura..una forma di panico interiore..per il fatto di trovarmi a un punto fermo.di non aver fatto dei progressi...
Comunque come dice lei..io non posso privarmi dei pensieri..della mia facoltà di pensare.Pensare è fondamentale..e per questo le chiedevo del risperdal.
Cordialissimi Saluti

[#13]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Lei forse non s'accorge, ma rischia di essere in un circolo vizioso che in realtà le impedisce di pensare veramente.
Ma non credo che il problema sia il Risperdal, su cui non posso darle alcuna indicazione nè alcun parere. Può darsi che sia solo il perno intorno a cui sta girando.
"Pensare" è un'arma a doppio taglio, si potrebbe dire.
Può essere a volte un modo ossessivo di rimuginare e fissarsi su 'falsi problemi' che evita di lasciar emergere 'pensieri' che magari lei non vuole 'pensare'.
Forse non si accorge che in realtà finora non è riuscita a ( o non ha voluto) dare una maggiore descrizione di sè e della sua situazione, pur con le esigenze della privacy e i limiti di questo spazio.
Mi sembra che i suoi pensieri sui farmaci, anche se possono avere un riscontro di realtà, siano però appunto anche un modo per non lasciar emergere altri pensieri e contenuti mentali.
Lei se ne accorge, di essere in confusione, di essere a un punto fermo, di girare a vuoto, però da dentro non può vedere bene la situazione.
Per questo parlavo di necessità di un aiuto, di una guida.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#14] dopo  
Utente 224XXX


Si..dottore..lei ha ragione..Avrei bisogno di parlare con qualcuno..competente..ma come le dicevo,non ho la possibilità economica di rivolgermi a una persona competente..Mi sono rivolta a questa dottoressa di cui le parlavo ma senza risultato..Le ho parlato dei pensieri ,delle proccupazioni che ho..ma non ho avuto un riscontro positivo.Lei mi ha semplicemente detto che nelle scelte di vita mi devo affidare a un essere Superiore..niente di più..Per me è difficile..ancor di più perche' sono una persona sola.Non ho un punto di riferimento..Le parlavo del fatto di volermene andare fuori..proprio per trovare me stessa..fare affidamento solo su me stessa.Capisco benissimo cosa lei intende..ma alla fine..stò pensando con grande tristezza..di aver perso la mia strada..già da un pò..Non sempre si hanno intorno le persone giuste..al momento giusto.E' una lotta..ho spero con vittoria.La ringrazio tantissimo per il consiglio che mi dà..Lei è gentilissimo.
Cordialissimi Saluti.

[#15]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Forse può chiedere appuntamento per una visita psicologica alla sua ASL, per alcuni colloqui di orientamento sulla sua situazione psicologica.
Noto però che lei ha una particolare ritrosia a parlare di se stessa. Lei dà solo dei cenni con il contagocce: ho l'impressione che si sia costruita un'immagine di sè e della sua situazione che non vuole sottoporre a eventuale discussione. Attenzione che può essere basata su percezioni fallaci che magari possono alimentare una visione deformata della situazione in cui è. Succede molto spesso, non si meravigli: ma uno rischia di costruirsi da sè la sua prigione.
Qui avrebbe lo spazio per farlo (parlare di sè), almeno un po' e con dei limiti, ovviamente, ma mi sembra che non vuole farlo... Potrebbe essere interessante capire il perchè.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#16] dopo  
Utente 224XXX


Si certo.Io mi sento in una prigione..ma lo sono stata per diverso tempo..Vorrei uscirne..
Covo dentro di me una grande paura..perchè per diverso tempo ho perso il contatto con la realtà..ma una paura che mi porto dentro da anni..che non fa agire..con disinvoltura..sento di avere dei paletti..motivo per cui ho paura che non sarò più felice..Come le dicevo..ho avuto la possibilità di fare un dottorato ma stranamente non mi sento all'altezza per uno strano blocco che ho avuto..e' come se non fossi adulta....Ho vissuto momenti d'incoscienza..e come le dicevo avvertivo dentro di me una paura inspiegaile..che mi ha frenato..per tanto tempo..Ho ultimato il lavoro di tesi con successo..facendo un grande lavoro di ricerca..ma avvertivo una forma d'incoscienza per tutte le altre conoscenze..Non sò perchè..e ora ho paura che manchi qualcosa a questo grande tassello..Mi cadono continuamente i capelli..Volevo partire riprendere fuori degli studi,darmi del tempo..per riprendere me stessa..avendo quasi l'inconsapevolezza di tutto questo..lasciando tutto all'istinto..Non è facile ora spiegare..Ho quasi l'inpressione di essere matta..Ho avuto una forma di stress..che mi impedito di mantenere il contatto con una realtà molto importante..:essere al passo..Ho perso il ritmo..come faccio ora a riprendermi la mia vita..il mio sorriso..Non capisco perchè covare dentro una strana forma d'insicurezza..,paura,.e allora mi ripeto di dover stare tranquilla..e uscire da tutti i pensieri negativi..essere più leggera..e voltare pagina..dare una scossa a tutto..vivere..vincere tutto questa negatività..essere positiva..Ecco perchè voglio partire..E' anche vero che sono stata troppo isolata..
Io non sono una donna realizzata..e questo mi mette a disagio..Sò di avere delle capacità..che non fluiscono con naturalezza.. Sembra tutto difficile ..Parlo anche di dignità..integrità..sentirsi importanti e non un'annullità..sento che mi manca qualcosa..che è rimaSTO PER STRADA..Non lo sò..anche il dispiacere..ha giocato negativamente..perchè io ho avuto un fermo..una paralisi mentale..Come faccio ora Dottore..Sono stata troppo tempo ferma..Vorrei poter fare il dottorato..ma come spiegare..che ho bisogno di tempo..di stare tranquilla..di riprendermi..Mi riprenderò?Come le dicevo l'altra volta..l'approccio all'università è difficile..Capisce il disagio?

[#17]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Mi scusi se sono un po' brusco,ma lei sembra avere i paraocchi: sta guardando solo in una direzione, escludendo tutto il resto. Come se guardasse delle persone barcollare su un piano, escludendo dalla vista che sono su una barca sbattuta dalle onde. Non val certo la pena curar loro le vertigini, se non si stabilizza la barca....
Lei stessa mi sembra come guardarsi allo specchio e stupirsi e disperarsi di quello che vede, senza guardare invece al mondo reale in cui è lei stessa e il suo specchio.... Deve aumentare il campo visivo, allargare l'ottica, se vuol vedere in che garbuglio si è cacciata. Se non guarda a tutto l'insieme non può vedere quali sono gli ostacoli e quali le possibili direzioni di uscita.
Capisco che mantenga la riservatezza per la privacy, ma dubito che sia questo il vero motico.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#18] dopo  
Utente 224XXX

In effetti non riesco a vedere in prospettiva..ed è una sensazione che mi è subentrata da parecchio tempo..Prima riuscivo a vedere in prospettiva..ma da quando mi è subentrato lo stress..sono ricaduta..Sono completamente immersa in una matassa da cui non riesco ad uscire..vedo tutto difficile..mentre prima non era così..riuscivo a sormontare tutto..ora sento di aver perso le forze....In effetti più che mantenere la privacy mi sento esasperata..non sò cosa dirle..Le ho detto della mia situazione..quali sarebbero le mete da raggiungere..ma non ho un punto di forza..soprattutto mi manca l'obiettività..Sento che alla fine devo rinunciare a tutto..non è più sostenibile..questa situazione..Ho perso la via della ragionevolezza..della pazienza..della calma..del vedere con occhi diversi..Tutto questo rende tutto più difficile..Lei ha centrato tutto dottore..la situazione così com'è ..ma io non sò come invertire il mio stato d'animo..visto che vedo solo staticità e per di più l'umore in basso..Non sò a chi rivolgermi....ma non posso nemmeno permettermi di contattare un medico privato che mi dia ascolto..e mi segua..mi dia sostegno..visto che è anche quello di cui avrei bisogno..Dovrei essere dove tutto si muove,gunziona ma vivo in un posto isolato..e questo mi rattrista molto..potrei spostarmi..ma sono immobilizzata..Non sò da che pate cominciare..purtroppo..l'unica cosa che vedo possibile e' andarmene..lontano..forse..mi riprenderò......Ho perso la prospettiva completamente..e sono in ballo cose serie..il mio futuro,carriera,sistemazione..la dignità..e divento sempre più esasperata..sò di essere molto vulnerabile..influenzabile.Lei suggerisce giustamente il contatto con un medico.
Cordiali saluti

[#19]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Lo strano è che nemmeno qui sembra voler cogliere l'occasione di descrivere un po' di più la sua situazione. Mi scusi ma sembra riempire lo spazio con riferimenti che solo lei capisce, invece che utilizzarlo diversamente. Se non capisce quello che dico può chiedermi chiarimenti. Allora, visto che dice che non sa da dove cominciare, provo a suggerirglielo io: parli degli aspetti di realtà di se stessa e della sua situazione. Non tanto delle aspirazioni o prospettive, ma di come è sistemata attualmente, con chi vive, cosa fa, come e dove mangia , come e dove dorme, chi vede, con chi parla, se esce di casa o no, ecc ecc. Una descrizione di realtà della sua vita, concreta, lasciando da parte per un attimo rimpianti o autorimproveri o lamenti, ecc. E poi come è arrivata a questo punto, insomma una breve storia di sè nella sua realtà. Ci sono stati mi sembra eventi familiari importanti e luttuosi. Ma lei non ne ha parlato quasi per nulla, mi pare.
Tutto è come mantenuto nel caos. Provi a riordinare le cose
Questo perchè se non colloca se stessa nella sua realtà attuale (concreta, ambientale, ) e nella sua storia, nelle vicende che ci sono state, non si puo', io almeno non posso, darle altre indicazioni.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#20] dopo  
Utente 224XXX

Dottore la ringrzio per la sua grandissima cortesia..
Si'..escludevo tutto ciò che rappresenta la mia realtà attuale di vissuto..molto concentrata invece sulle sensazioni..
Dopo aver perso mia madre..sono rimasta diverso tempo,il tempo di un anno da sola..a vivere in un posto piuttosto isolato..All'inizio ero abbastanza forte..ma poi anche la sera quando andavo a dormire era difficile pensare di adormentarmi in un luogo così triste,carico di eventi negativi ,da sola,la mia casa ,in cui mi sembrava di essere seppellita viva,il silenzio intorno a me..era contrastante,pesante..Questo è durato per un lungo tempo, un anno.Mi sono poi spostata a londra..ma sono riuscita a restare per un tempo di due mesi..Ora vivo a casa con mio padre,in questo posto che le dicevo..e che per me risulta essere quasi asfisiante..poichè anche i miei contatti sono ridottissimi..Mi sembra tutto difficile da realizzare,la realtà mi sembra distante,sconosciuta,intoccabile.Poi la pena di dovermi approcciare nell'ambito universitario dove avrei dei compiti da svolgere,ma il solo pensiero mi fà paura perchè tra l'altro non riesco ad aprire con gioia un libro..dovrei studiare..tanto ,con ritmi veloci..ma non riesco..Non ricordo quello che leggo,non mi concentro..e so che il tempo passa inesorabilmente e tutto per me diventa sempre più difficile..intendo la mia crescita culturale che sembra essersi bloccata..Vivo lontano dal centro..dove tutto si muove e vive..ed entro in un panico tale che non riesco a riflettere e a prendere delle decisioni o a fare delle cose veramente concrete.Dopo che mi ritrovo a stare in compagnia delle persone che conosco rientro un pò in me stessa..ed è come se riprendessi la mia identità..Ho perso mia madre una persona per me molto importante...che mi sosteneva sempre, anche il suo sguardo..era per me un sostegno.. c'era un grande feeling..ora avverto questo grande vuoto ma ancora non sono riuscita a farmene una vera ragione..Mi sento di essere incosciente di questa mancanza ,forse perchè non riesco ancora ad accettarlo..Appena è successo il fatto ho avuto la tentazione di partire andarmene all'estero,per stare sola con me stessa ..maturare questa perdita mantenendo dentro di me il ricordo di mia madre,per quel rapporto speciale che c'era tra di noi..al tempo stesso avrei potuto riprendere l'uso della lingua inglese..e per un aiuto ulteriore per imiei studi universitari..ma così non è stato..Sono partita dopo un anno e andai a viveve in una famiglia italiana che altro non mi ricordava che la mia famiglia,tappe della mia vita..Sono subentrata nella stanchezza e in una forte pigrizia mentale..e sono poi rientrata perchè non riuscivo a trovare un lavoro,ad avere l'energia necessaria,l'entusiasmo per affrontare tutto.Ora sono a casa ,per di più non sopporto di trovarmi chiusa qui' quasi incapace di reagire per il meglio,impiegando il tempo produtivamente,studiando..Non le ho parlato di mia madre perchè ora il pensiero ossessivo e che mi fà paura è il lavoro,la carriera..che vedo distante poichè sono stata ferma ..per tantissimo tempo..ciò che necessita di essere costruita a gradi..cosa che mi è mancato di poter fare..
Mi serve l'uso di molte lingue per compiere il passo del dottorato e tanta sicurezza in me stessa..ma non riesco..a riprendermi..MI sono laureata da diversi anni ma ho perso il contatto con i libri da così tanto tempo..Questa è la mia situazione..Non ho amici..per lo meno contatti costanti..anche perchè sono qui'..Il fatto è che per stare in città dovrei cercare un lavoro qualunque,ma i termini per il dottorato..sono alle porte..e io non dovrei perdere tempo in altri lavori,piuttosto dovrei riprendere quesgli aspetti necessari per portare avanti un tale lavoro..sono in crisi..perchè mi è crollato il mondo addosso.Penso come abbia potuto perdere così il contatto con la realtà..In realtà per me non esiste il venerdi',il sabato,la domenica..il tempo mi scorre ma io non riesco a cronometrarlo..I miei contatti sono ridottissimi..esco di casa per farmi un giro..quando torno stò meglio..ma non mi basta..il giorno dopo sono a punto e d'accapo..e' come se non incamerassi quello che faccio..non riesco a sorridere ..avrei bisogno di continui stimoli..forti stimoli per incamerare e ricaricarmi..ma tutto qui' mi sembra impossibile.Si è interrotto il filo della mia vita...E mi vedo costretta a restare qui' perchè dovrei impegnarmi per studiare..questo è uno dei motivi..principali..ma lo svago mi manca..Dopo che stò una giornata in città..la sera quando torno mi subentra dentro quella paura,quella forma di paralisi..interiore che non sò spiegare..non riesco a tranquillizzarmi..sono sempre inquieta..Dovrei stare un due giorni tranquilla e magari pensare poi di spostarmi..ma poi non mi basta..e' come se non stessi bene in nessun posto..Ho sospeso l'uso del risperdal che ho preso per circa 7 giorni e ora prendo un antiidepressivo prescrittomi da un altro medico ,il "noritrem 10 mg " in sostituzione del deantix che ho preso per circa un anno..Lo prendo mattina e primo pomeriggio..Mi manca la tranquillità..quella serenità e sò che dovrei muovermi in qualche modo e a gradi per compiere dei passi..quelli giusti..Ho una grande forma d'irrequietezza e una contrastrante forma di paralisi interiore..Mi sento preseguitata dal tempo ma non sò come reagire..non ho la calma..per fare , vedere o pensare ciò che invece sarebbe più giusto..Sono passati più di cinque anni dalla laurea..pensi un pò..dovrei essere al massimo ,invece sono a terra in tutti i sensi..Quasi non mi rendo conto sia trascorso tutto questo tempo..è come se non ricordassi coscientemente la mia laurea..
La mia permanenza all'estero per u tempo più lungo sarebbe stata importante..per un piano di studi e preparazione..al dottorato..ma anche per convincermi di aver fatto un di più importante..per la mia pronuncia..per la conosenza di lingua straniera..e gli impegni che dovevo portare avaanti per continuare in questo senso..
Nel mio vissuto passato molto importante era la presenza di mia madre, che mi ha sempre sostenuta..in cio' che facevo,e' stat sempre il mio punto di forza..il mio sostegno ..la mia ragione..da quando lei è deceduta..è come se tutto fosse morto con lei...quello che ero..quello che facevo..
Vorrei dirle che quando ero all'università..,mi succedeva una cosa stranissima,quando mi parlavano ,era come se non percepissi a pieno,a 360° tutto..era come se non sentissi le emozioni..ciò che ti fa avvertire tutto intorno a te..e che ti fà fare,reagire come una guida in tutto..ciò che fai..ero tagliata fuori dalle percezioni..quasi nella loro totalità..ciò che ti fa' regolare in quello che fai..perchè?Lo stress?Ora, avverto un disagio..
Mi ritrovo ora nella condizione di dover rimandare nuovamente l'impegno di affrontare il dottorato..una cosa pe rme importante ma che non riesco a prendere in mano..nella dovuta maniera..perchè mi trovo impreparata..a dover affrontare tutto..inadeguata..e non sò come spiegare tutto questo..La notte non dormo tranquilla..prendo ogni tanto lo xanax in compressine da 0,50mg.La mattina quando mi alzo penso ad una giornata vuota,quasi inutile..senza una bussola..senza cronometro..di tempo.. Mi sento persa...
Cordialissimi Saluti

[#21]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Ha aperto uno spiraglio di osservazione sulla sua situazione, anche se molto ristretto, nel tempo e nello spazio, direi, e offuscato forse da quelle che lei chiama le sue sensazioni.
Se capisco bene, la morte di sua madre per lei è stata una catastrofe, non solo nel senso tragico del termine ma anche in quello di cambiamento totale dell' organizzazione e del funzionamento che aveva caratterizzato la sua evoluzione fino a quel momento. Dopo il lutto comprensibile sembra che lei non sia riuscita a trovare un'altra organizzazione e un altro modo di 'funzionare' per riprendere la sua strada - come se avesse affidato a sua madre la sua 'forza' e le sue capacità - e resta immersa in un lutto prolungato in cui forse si è assunta un ruolo, in casa con suo padre, quasi di sostituta di sua madre, mi domando. Se è così la ripresa della sua evoluzione personale è in conflitto con un compito che potrebbe essersi assunta di prendere il posto di sua madre, in un circolo vizioso che la tiene bloccata, forse in una ridda di sentimenti ambivalenti che non ha il coraggio di affrontare. E' possibile che debba 'fare i conti' con questi sentimenti ambivalenti verso sua madre e anche verso suo padre, per potersi liberare abbastanza dalle catene con cui sembra essersi imprigionata.
A volte le associazioni di psicoanalisi o di psicoterapia propongono alcune sedute gratuite o a presso molto basso, di valutazione e orientamento. Dovrebbero essercene forse anche nella sua città, e potrebbero intanto aiutarla a vedere un po' meglio la sua situazione.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#22] dopo  
Utente 224XXX


Si è vero..Ne ho risentito tantissimo perchè consideravo mia madre una persona eccezionale,una compagna ,un'amica,una confidente,un sostegno..in tutto..una persona molto intelligente..per me uno specchio...!E'per questa ragione..che dopo la sua morte..subito dopo sentivo in me una forte energia..che mi avrebbe permesso di smuovere anche le montagne....perchè sò che lei voleva il mio bene..la mia realizzazione..e mi ha sempre seguita in silenzio..in tutto questo..Avevo pensato di partire subito per pensare solo a me stessa ma anche per non perdere quell'energia in cose dispersive..ma anche il mio punto focale ..e visualizzare piano piano il da farsi..Ci sono energie che vanno incanalate nel modo giusto per fare le cose giuste..Purtroppo è cominciato a covare in me un senso d'impotenza difronte alla situazione familiare..e allora non sono partita subito..e ho perso quella grande motivazione,quella grande possibilità,..di fare bene per me per mantenere quella grande forza interiore..necessaria per sostenere la mie situazioni ,la mia famiglia con obiettività..ma soprattutto senza trascurarmi..per il mio bene e consequenzialmente per la mia famiglia come sostegno valido e sempre presente..Ora sono passati due anni..e io non ho concluso gran che..non sono arrivata a capire cosa voglio veramente..perchè sono rimasta qui..inattiva..in un punto morto..Penso continuamente che andarmene da qui e ritentare la possibiltà di andarmene all'estero..sia l'unica alternativa valida,ancora lo spiraglio di luce necessario alla realizzazione del mio futuro..A volte sembra che sia importante seguire l'istinto..,combattere per mantenere sempre vive quell'energia che ti fa' recuperare ,guadagnare altra energia..E' tutto in gioco,l'università,il mio futuro..e allora cosa faccio per avere il meglio?Mi sento morta..qui,senza risorse..ma soprattutto non ho guadagnato niente..Ho bisogno di sviluppare le mie risorse..e poi applicarle..in qualche modo..Ho perso tempo preziosissimo..ma ora devo trovare la giusta soluzione..Mio padre è una persona che sa darsi da fare e anche lui vuole il mio bene..ma la figura femminile è ovvio include una grande complicità..e sostegno..ma devo dire il senso di responsabiltà ha preso il sopravvento..ma poi è subentrata anche quella stanchezza per cui ho perso quella forza..quell'obiettivo..quello che tutti noi abbiamo nel fare le cose..Sento incombere su di me un'altra responsabiltà,un altro chiamiamolo limite..il fatto di essere una donna,per cui il tempo a dispozione mi è scaduto,ecco da dove deriva il senso d'impotenza dopo essere passato tanto tempo è stato per me come vedere svaniti i miei sogni,i miei ideali..le mie possibilità..Il grande conflitto dipende anche da questo..vedere tutto sfumato..Non riesco quasi ora a vedere delle possibiltà..come se invece dovessi arrendermi e accontentarmi..rinunciando alle buone possibiltà..ecco la paura..il caos..
Cordialissimi Saluti..

[#23]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Più che andare verso le grandi possibilità che lei vedeva davanti a sè ( e teme che siano ora precluse), credo che lei debba invece cercare di affrontare quallo che la frena, che forse è molto diverso da quello che lei pensa. La sua prima reazione alla morte di sua madre forse era troppo 'euforica' (non mi fraintenda), esagerato il suo senso di grandi possibilità, probabilmente poco realistico. Probabilmente dopo la prima fase ha avuto una reazione contraria, di blocco, e forse sono poco realistiche anche le sue valutazioni di adesso, perchè troppo influenzata dalle sue 'sensazioni', come le ha chiamate. Il tempo che passa è importante anche in senso positivo, non si preoccupi di aver perso tutte le possibilità. Non è detto che sia così: penso che le sue reazioni siano eccessive sia in senso depressivo che in senso euforico, e in questo forse potrebbe essere aiutata da certi farmaci, che possono contribuire a 'stabilizzarla' un po'. Di questo deve parlare con il suo psichiatra, o sentire un altro parere, se non si fida. Ma ho l'impressione che debba capire meglio i suoi vissuti e i suoi legami affettivi che forse le fanno come una nebbia davanti agli occhi e le impediscono di vedere meglio gli ostacoli e di superarli.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#24] dopo  
Utente 224XXX

Dottore..le vorrei anche dire una cosa..a proposito della nebbia davanti agli occhi..Io penso di aver avuto nel mio vissuto un'esperienza negativa..Si perchè..c'è una persona negativa..che in modo direi subdolo ha cercato sempre di frenarmi..ed è il fratello di mia madre..Quando ero piccolina..siamo rientrati dall'estero..e io non ho vissuto bene questo distacco..tanto che mi aggrappavo a questo zio..sempre..mi appoggiavo a lui..Ogni volta che veniva da fuori ,perchè vive fuori .C'era un forte legame almeno da parte mia..tanto che lui ha passato sempre molto tempo a casa nostra..ma in qualche modo mi riportava alla mente il tempo passato..Coem se in qualche modo poi mi tenesse legata a lui..Le dico un esempio..già il fatto di pronunciare la parola zio..mi arrecava degli scompensi..E questa persona in qualche modo ricordandomi il passato forse un piccolo trauma quando sono venuta da fuori..mi ha reso debole..Quando sono ormai diventata grande..lui mi ripeteva..zio ti vuole bene..ma questa parola..risuonava come un lavaggio di cervello o come un blocco nella mia crescita..Lui non mi ha mai trattata come una donna adulta..ma come quella bambina..e penso sappia di questo effetto in quanto sono convinta volesse crearlo..o indurlo dentro di me creandomi insicurezza..paura..Mi ricordo una volta in cui mi ha detto :ultimamente in ospedale quando mia madre stava male..:tu non sei capace nemmeno di fare un discorso",sei come una bambina e nelle tue manine non niente inmano"Ha voluto sempre il mio male..la mia non realizzazione..e questo mi ha scioccato..tanto..Mi ha anche detto una volta:l'odio è una gran brutta cosa..Sinceramente è nato un forte astio nei suoi confronti anche perchè mi sono accorta che nutriva una grande gelosia nei confronti di mia madre..e molta freddezza..Ci sono stati tra di noi diversi scontri..perchè la reputo una persona falsa..strategica..ma mi sono accorta che cercava di tenermi sotto controllo..Non vuole assolutamente essere messo allo scoperto..e cerca di prendermi con la dolcezza..almeno ultimamente, ma mi basta aver capito..Mi ha chiamata per farmi gli auguri per il compleanno ma sa che anche quando ho sentito la sua voce mi ha fatto un effetto strano..alla mente..quasi di freno a tutto il resto..di rabbia..Gli tremava la voce perchè sicuramente pensava l'avessi rimproverato..ma il suo intento è più forte..Io penso davvero non voglia la mia realizzazione..in nessun senso.In un periodo di stress mi risuonava la sua voce nella mente..ecco le sensazioni..Sapere questo mi ha creato della sofferenza..e rabbia..All'inizio ci stavo male..ma ora mi rendo conto solo che si tratta di una persona molto strana...Devo dire che quel ripetere la parola zio sembrava mi creasse una forma di ipnosi..Può essere che io sbagli..ma questo può essere..che una parola ti riporti in uno stato d'impotenza quale quello che io vissuto da piccola..E' una persona per cui provo ribrezzo..ma ora mi sono resa conto di provare anche pena .. ma non troppa..Pensa che tutto questo possa avermi fatto o farmi del male..? Penso di si..per almeno un periodo ma anche in quest'ultimo periodo perchè ho vissuto un periodo di sofferenza senza avere appoggi..ma sapevo e sentivo un forte egoismo..nei miei confronti..e della mia famiglia..in quei momenti di solitudine..Ora sono tranquilla ma mi ha fatto pensare..Ora come dice lei ho bisogno di vedere chiaro nelle mie scelte..mi sono sentita molto frenata..anche la stanchezza è stata tanta..avevo perso tutta la mia energia interiore ,una sensazione bruttissima ,d'impotenza..il dispiacere,ma ora comincio a sentirmi meglio.. .Aver comunicato con lei è stato importante perchè ora mi sento meglio, anche se un pò preoccupata..Dottore la ringrazio tanto ...
Cordialissimi saluti

[#25]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Comunicare è un bisogno primario. Un' altra cosa importante è ordinare i propri contenuti mentali (ricordi, pensieri, e quelli meno chiari, che forse lei chiama 'sensazioni', anche se a volte restano oscuri) in modo che non impediscano di muoversi, proprio come in casa a volte le cose affastellate caoticamente rendono difficile una normale vita familiare. Ci vuole una soffitta, una cantina, uno sgabuzzino... E' probabile che lei debba fare un po' di 'ordine', trovando il posto per le cose che ingombrano, per ritrovare lo spazio per muoversi. Più che decidere colpe e meriti e cause e ragioni, forse impossibile, è importante sistemare, 'archiviare', per così dire, le cose in modo da continuare la strada, sgombrandola dagli ostacoli che noi stessi a volte ci creiamo.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#26] dopo  
Utente 224XXX

Lei ha ragione..E' il modo migliore per scaricarsi..ma poi bisogna decidere per gradi senza troppo arrovellarsi il fegato..E' fondamentale per me raggiungere una certa tranquillità,un certo equilibrio..sapere di essere sulla buona strada..sulla mia strada..recuperare il mio io ,quella carica interiore .Insomma stare bene..è quello che desidero..Con la morte di mia madre mi è sembrato si fosse spezzato qualcosa..dentro di me..e' come se quello che ero fosse morto.. pensando di non riuscire più ad andare avanti senza di lei..come se niente avesse più senso.
Ho avuto una grande irrequietezza,tensione,ansia..senza riuscire a capire cosa fare e con un profondo senso di arrendevolezza..la paura di riprendere tutto in mano..non sapendo da che parte cominciare.Vorrei recuperare l'entusiasmo..la serenità interiore...ma sono giustamente in ansia per il mio futuro..ma penso come dice lei sia importante focalizzare .. cercare di eliminare le tensioni..i pessimismi..le negatività..cercando di darsi pace evitando di cadere nello sconforto,nell'apatia,in quel senso d'impotenza..
Grazie Dottore per il suo appoggio..
Cordialissimi Saluti

[#27]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Ha avuto certo un lutto molto profondo da cui forse non è riuscita ancora ad uscire, fra alti e bassi. Per questo, vista la durata e l'intensità, le raccomando di trovare un aiuto per guardare un po' dentro se stessa.
Per quanto riguarda le medicine le consiglio di non fare da sola, ma di discutere apertamente i suoi dubbi con lo psichiatra che le ha prescritte.
Lei ha il diritto di essere dubbiosa e diffidente, e lo psichiatra deve tenerne conto e deve darle tutte le informazioni necessarie per chiarire le sue incertezze. In fondo il medico può solo dare indicazioni e cercare di convincere il paziente, che è quello che alla fine, se convinto, decide e dà il suo consenso alle terapie. Il 'consenso informato' è oggi un obbligo per legge, in tutti i campi della medicina, salvo casi estremi che sono comunque regolati dalla legge.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#28] dopo  
Utente 224XXX

Salve Dottore..
Come dice lei..Io ho risentito fortemente di questa perdita..Non riesco a pensarci con chiarezza e a conservare dentro di me i ricordi del passato..è come se la mia personalità si fosse sgretolata...Dovrei impormi di pensare a tutto tranquillamente..prendere consapevolezza..piena..Indipendentemente da quello che ho vissuto..nell'ultimo periodo..io non ricordo con piena coscienza del mio passato..Mi sento vuota..e non lo so se è cosa da attribuirsi al lutto o alla prima forma di stress..dopo la laurea..Io ho una certa paura nell'affrontare le cose adesso..perchè mi sono portata dentro questa forma d'irrequitezza per tanto tempo..ciò che forse mi ha impedito di organizzare le cose gradualmente e mi riferisco allo studio universitario..Spero di riprendere tutto ..Per quanto riguarda i farmaci..Le dico che io sono andata da due medici,uno a pagamento che mi ha dato come diagnosi:depressione maggiore .Per un anno mi ha dato da prendere il deantix..ma adesso me l'ha fatto sospendere.Ultimamente mi ha dato da prendere il Noritren 10 mg. mattina e pomeriggio per un periodo necessario fino a che le cose non cambino.Nel frattempo mi ero rivolta ad una dottoressa dell'Asl per avere un sostegno ,per parlare dei miei problemi.Invece mi aveva prescritto il risperdal..dandomi come diagnosi:spunti di psicosi ansio depressiva..L'ho preso per una settimana ma l'ho interrotto..Ne ho parlato all'altro medico per avere una conferma e mi ha detto che il risperdal viene dato a coloro che hanno grandi problemi psicologici..di demenza..Avevo già una grande diffidenza in questo farmaco sapendo di tutti gli effetti collaterali..e così ho interrotto.. e senza avere un concreto aiuto psicologico.Un confronto più costruttivo è quello che ci vorrebbe..
Cordiali Saluti

[#29]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Lei all'asl ha chiesto evidentemente una visita psichiatrica. Provi a chiedere un colloquio con uno/a psicologo/a.

Ho l'impressione che lei non abbia risolto abbastanza il lutto e sia in notevole confusione e ambivalenza sulle prospettive. Fare un'"esplorazione" ( in una breve serie di colloqui) di quello che le passa per la mente credo che possa aiutarla a ritrovarsi un po' e diminuire la confusione.

Se non dovesse trovarlo all'asl, lo cerchi privatamente, accordandosi all'inizio sulla durata e sulla spesa. Mantenga comunque il rapporto con il primo psichiatra.

Le consiglio comunque di non prendere decisioni importanti prima di essere uscita da questo periodo.
In bocca al lupo.

drGBenedetti
Dr. Gianmaria Benedetti

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