Utente 285XXX
buon giorno, io soffro di un disturbo schizofrenico che è quello schizoaffettivo. una dottoressa di cui ho molta stima mi ha spiegato in modo che potessi capire, che può essere una patologia eriditaria perchè mia madre, mio fratello e mio nonno paterno soffrivano di problemi mentali anche se ognuno diverso. ma mi ha spiegato che il mio era latente, e che è comparso per l'abuso di cannbis e cocaina che mi ha portato dai 18 anni ad essere seguita, prima con tso poi con ricoveri volontari in residenze protette e anche in spdc e in gruppi appartamento. dopo un paio di anni tra aver smesso con le sostanze, prendere la terapia, fare colloqui e fare attività come in centri diurni mi definivano un caso praticamente recuperato perchè i deliri, le allucinazioni, le voci erano sparite e cominciavo anche a prendermi più cura di me stessa nonostante sia molto ingrassata da quando prendo i farmaci. cmq quando avevo 20 anni mio fratello si è suicidato e io ho avuto una ricaduta, non nelle sostanze, ma nelle crisi, nella depressione anzi più che altro negli sbalzi di umore e nell'autolesionismo. io vorrei chiedervi se dalla mia malattia si può guarire perchè vedo che col tempo i farmaci spesso mi vengono aumentati anzichè diminuire. E' perchè mi sto assuefacendo come succede con le droghe o perchè la mia malattia peggiora? e c'è speranza che in futuro io mi possa sentire meglio se non guarire del tutto, o almeno tornare a vivere una vita felice o essendo ereditaria e ormai venuta a galla sono e sarò così per sempre? per favore rispondetemi, grazie.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

l'andamento della patologia è variabile ma comunque va considerato che è opportuno assumere i trattamenti per lunghi periodi.

Lo stesso andamento può essere determinato con visita diretta che risulta essere il parametro di valutazione diretta per capire da quale forma di patologia sia affetta e, quindi, considerare, una prognosi nel tempo.

Solitamente la terapia è da considerarsi non interrompibile ma ciò non toglie che le valutazioni progressive nel tempo possano portare a considerazioni differenti da parte dei suoi curanti.
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Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
Questo tipo di patologia é caratterizzato da fasi critiche, in cui i sintomi riemergono, e intervalli più o meno liberi dagli stessi sintomi. La terapia viene modulata in relazione a questo tipo di fasi e alla risposta clinica e tollerabilità. Se ritiene di essere aumentata di peso deve far presente questo aspetto agli specialisti e verificare insieme la possibilità di porre un rimedio.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#3] dopo  
Utente 285XXX

Quello che mi sbalordisce sempre di più di chi esercita una professione come quella dello psichiatra, è la totale freddezza con cui si rapporta ai pazienti che richiedono aiuto. Per voi i pazienti psichiatrici come me, sono solo l'etichetta della loro patologia. Ho fatto riferimento al suicidio di mio fratello e nessuno di voi brillanti luminari ha capito la sofferenza che c'è dietro ad una perdita come questa, parlate di sintomi quando si tratta anche di emozioni e sofferenza più che legittima! Vi preoccupate dell'aumento di peso quando vi ho detto di soffrire tanto da arrivare all'autolesionismo ma per voi tutto questo sono solo i sintomi specifici di una patologia, non la sofferenza di un' essere umano. Per questo probabilmente i miglioramenti che speravo di ottenere grazie all'aiuto dei miei curanti, come li definite voi, non arrivano, proprio perchè non curate, giudicate e generalizzate come se chiunque soffrisse di una patologia fosse solo un insieme di sintomi caratterizzanti e non una persona nelle sue più complete sfaccettature. Comunque non mi interessa neanche più sapere quello che vi avevo chiesto, se per voi potrò mai guarire, perchè tanto so già la risposta: per voi ho un marchio indelebile e un etichetta a vita. Non cercherò più alcun tipo di aiuto in voi. come non lo ha trovato mio fratello. Vi auguro solo di non ritrovarvi con vostri cari sofferenti di una patologia del genere perchè ciò che ho passato io non lo augurerei a nessuno ma vorrei tanto che qualcuno vi aprisse la testa per farci uscire un po' delle vostre tante nozioni da intellettuali e farci entrare un po' di amore. E saluto definitivamente.

[#4]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
Mi dispiace che non sia riuscito a trovare accoglimento e sostegno alle sue emozioni nei medici che la assistono. Purtroppo il sostegno é molto difficile fornirlo a distanza, attraverso la tastiera di un computer. Nessuno di noi le ha messo un etichetta, abbiamo semplicemente cercato di rispondere ad una sua domanda. Il mezzo telematico purtroppo, ancora poco si presta a lasciare trasparire le emozioni. Probabilmente, se avessimo avuto la possibilità di parlare da vicino, il suo giudizio sarebbe stato diverso. Ma questo forse non le interessa, comprendo il suo disappunto e lo rispetto, ma gradirei, come lei, non ricevere "etichette".
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Freddo è lo scritto pari è la risposta.

Essere malati non autorizza ad essere maleducati.

Lei fa una domanda e riceve una risposta.

Anche io la saluto definitivamente.
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[#6] dopo  
Utente 285XXX

Essere psichiatri non significa avere tutte le risposte.

Lei mi offende dandomi della maleducata quando ho solo espresso il mio parere.

Si chieda se è stato più maleducato lei a offendere una persona che definisce malata e che quindi, come le insegna la sua professione, meriterebbe più comprensione o io nel non essermi sentita compresa da lei e averglielo fatto presente, egegio dott ruggiero!

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il dato di fatto è che ha una malattia, riconosciuta come tale.

Non sono tenuto a darle web-comprensione nè tantomeno può richiederla, si pongono domande sulle quali si ragiona in funzione dalla malattia e ciò esula da qualsiasi "finta" empatia che si voglia scrivere.

Tutto quanto esula dal servizio è completamente non contemplato.

Il limite del mezzo è questo ma non può certo considerarsi educato che scriva che qualcuno ci deve aprire la testa per metterci "l'amore".....
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[#8] dopo  
Utente 285XXX

Aprire la testa significa che voi apriate le vostre menti e guardiate al di la della patologia in quanto tale, per capire che i pazienti psichiatrici non sono solo delle patologie con le gambe ma delle persone con delle sofferenze.

E il fatto che lei sottolinei che io ho "una patologia riconosciuta come tale" ed apra così il suo intervento fa ben capire che lei prima di una persona vede una patologia e nel mio caso si è posto nei miei confronti con freddezza che da un medico specializzato anche in psicologia non mi sarei aspettata.

Quando le ho parlato del suicidio di mio fratello mi sarei aspettata un parere medico come "è certo che questi traumi possano portare a depressione" che non le richiedeva finta empatia ma un parere medico. lei invece ha parlato delle fasi della mia patologia ingnorando il fatto, che quindi mi fa pensare che come la maggior parte degli psichiatri lei guardi solo la patologia in quanto tale e non gli eventi della vita come un lutto. E tanto per sottolineare io non do etichette agli psichiatri perchè il mio primo intervento apriva proprio con "una psichiatra di cui ho molta stima", parere che invece non ho per lei.

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#10] dopo  
Utente 285XXX

mi scuso con i dottori che mi hanno risposto. avete avuto fin troppa pazienza con me. scusate ancora. mi dispiace veramente, se non avessi una patologia forse riuscirei ad apprezzare di più chi cerca di aiutarmi e non è neanche tenuto a farlo.
colpa mia.

[#11]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Le sue scuse sono accettate, ma non c'é bisogno che se ne faccia una colpa. È comprensibile che la preoccupazione per il proprio stato psichico e per la propria sofferenza possa portare a reazioni di cui ci si possa pentire. É stata molto gentile ad intervenire dopo così tanto tempo.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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