Utente 349XXX
Salve, da diversi anni ho una serie di sintomi come quelli che ho elencato nel titolo, ovvero una forte sonnolenza al mattino e non solo, che mi impediscono di essere attivo, che in genere diminuisce solo il primo pomeriggio per poi tornare già nelle prime ore della sera. La stanchezza mi viene facilmente dopo sforzi fisici normali, normali nel senso che non sono sforzi tali da giustificare una stanchezza del genere, e dopo anche sforzi mentali, ovvero non riesco a mantenere a lungo l'attenzione senza stancarmi, e si manifesta con una sorta di intontimento mentale, mancanza di lucidità. Se vado a fare una passeggiata mentre mi sento assonnato poi è facile che mi vengano dei capogiri, scoordinamento a livello motorio. L'apatia e l'anedonia sono una sorta di incapacità di trarre piacere e stimolo dalle cose. Negli ultimi anni credendo di essere depresso sono andato da un paio di psichiatri che mi hanno prescritto degli SSRI e SNRI, ne ho presi 3 diversi per diversi mesi ciascuno, che però hanno solo lievemente migliorato l'umore sottostante, ma non risolto questi problemi, anzi la sonnolenza aumentava, e l'apatia non migliorava affatto. Ovvero che ero più sereno ma senza migliorare oggettivamente la mia situazione, ovvero continuavo a non avere un sonno riposante, a stancarmi facilmente, a non far nulla che mi desse piacere, così stufo della situazione e non credendo più alle cure degli psichiatri, mi sono procurato senza prescrizione del modafinil (provigil, modalert) e l'effetto è stato sorprendente, nel senso che l'80% dei miei sintomi sparivano, avevo una freschezza fisica e mentale che avevo solo da ragazzino, riuscivo a leggere senza stancarmi, anzi la lettura era diventata tutto d'un tratto qualcosa di piacevole, finalmente sono riuscito a finire un libro in meno di una settimana. Anche dal punto di vista del piacere sessuale, mi sentivo rinato. Qualche effetto collaterale come nervosismo o cefalea a volte, ma devo dire che sono migliorati col tempo. Ma considerando quali erano i miei sintomi, questi effetti collaterali non sono nulla al riguardo. Finalmente non avevo più un cervello pigro, stanco, assonnato, ma avevo la sensazione di avere tutte le mie facoltà mentali a disposizione, e questa fiducia è importante pure per il benessere psicologico, che secondo me non è causa, ma conseguenza. Ne ho assunto 100 mg al giorno per quasi un anno. Ora però da qualche mese ho finito il modafinil e non sono più riuscito a procurarmene e sono ripiombato nella situazione di sonnolenza, apatia, stanchezza, precedente... in questo grigiore senza senso. Così non "funziono", non mi sento nè sono "produttivo", non posso programmare un futuro perchè non so come mi sveglierò domani, con quale energia, o se non sarò stanco, nè traggo piacere e stimolo da nulla. E così sto pensando di rivolgermi a un neurologo, ma non mi sento narcolettico, nè depresso (come mi ero autoetichettato), ma di certo ho questa serie di sintomi tra cui una forte sonnolenza.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 349XXX

E' un consulto su uno o più sintomi. La mia domanda, è se i miei sintomi sono di competenza più neurologica o psichiatrica, e se dato che i benefici maggiori li ho avuti da un farmaco di competenza neurologica non sarebbe meglio per me rivolgermi a un neurologo dopo che lunghe cure con SSRI e SNRI si sono rivelate inefficaci per i miei problemi di sonnolenza, stanchezza, apatia, anedonia, difficoltà di concentrazione ecc... Credo che io stesso sia stato tratto in inganno dalle mie sensazioni, arrivando a farmi l'idea di essere depresso, e a rivolgermi a uno psichiatra, lamentando scarsa energia, demotivazione ecc quando invece dopo ho realizzato che la mia stanchezza e sonnolenza erano indipendenti dal mio stato d'animo, anzi lo influenzavano negativamente, e non viceversa. Ho letto su questo sito un articolo molto chiaro del dr. Matteo Pacini intitolato "Piacere, anedonia e depressione", anche se io mi sono fatto l'idea che la sonnolenza sia preponderante nel mio caso nel farmi sentire stanco, intontito e poco mentalmente nel presente e quindi trarre poco piacere dalle normali attività che generalmente dovrebbero dare gratificazione, perché in effetti col modafinil l'anedonia sembrava sparita, oltre alla sonnolenza. Ripeto, il mio dubbio è se questa serie di sintomi sono psichiatrici o neurologici.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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L'utilizzo del farmaco è stato fatto senza indicazione terapeutica e sulla base di una sua scelta indipendente.

Non è detto che effettuando una visita neurologica potrà ottenere la prescrizione off-label del farmaco che, tra l'altro, è stato anche utilizzato nel doping.

Detto questo, innanzitutto andrebbero inquadrate le cause principali della sua condizione clinica e poi trattate secondo terapie validate e consentite.

Eventualmente, potrebbe essere considerato un percorso psicoterapeutico in condizioni di eleggibilità.

Secondo il mio parere deve rivolgersi ad uno psichiatra.
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[#4] dopo  
Utente 349XXX

Uno psichiatra che mi seguiva, quando lamentai che i sintomi di apatia, sonnolenza ecc... erano persistenti, mi voleva aggiungere un antiparkinsoniano (quindi molto più off label), il pramipexolo, all'SSRI in quanto secondo lui avrebbe migliorato questi sintomi. Ovviamente mi rifiutati di assumerlo perché 1) era un antiparkinsoniano per un ragazzo di 23 anni (allora) 2) un effetto collaterale comune del farmaco in questione è proprio la sonnolenza e un altro effetto molto comune è l'alterazione dei movimenti (discinesia) oltre a tanti altri effetti pesanti. Mi sfuggiva il motivo per cui avrei dovuto assumere un antiparkinsoniano che provoca spesso sonnolenza, quando uno dei sintomi che lamentavo era proprio la sonnolenza e l'altro l'alterazione dei movimenti in condizioni di affaticamento.

Il dr. Matteo Pacini scrive nel suo ottimo articolo, riguardo il piacere, che è "avere un progetto o uno scopo, e quindi avere in mente dove ricercare la propria soddisfazione o realizzazione" e riguardo l'anedonico "e quindi non “sente” più il valore positivo, costruttivo delle cose e neanche ha sentimenti di speranza o di desiderio." In questo articolo mi ci ritrovo molto e credo che senza sentire il valore positivo e costruttivo delle cose sia impensabile affrontare qualsiasi cosa, compresa una psicoterapia.

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#6] dopo  
Utente 349XXX

Non ho solo quella, è un insieme di sintomi, sempre sonnolenza, spesso stanchezza e difficoltà di concentrazione e difficoltà a tenere le cose a mente (quella che gli esperti chiamano memoria breve a termine e che io chiamo presenza mentale), a volte lievi capogiri con senso di disorientamento e gli SSRI/SNRI ci fanno un baffo a tutti questi sintomi. La mia idea è che o il modafinil è anche efficace contro l'apatia/anedonia come effetto secondario all'azione promotrice della veglia, oppure l'apatia/anedonia sono un effetto secondario della sonnolenza. Le esperienze che un paziente fa sulla sua pelle conteranno qualcosa.

[#7] dopo  
Utente 349XXX

Vorrei ricevere una risposta dal dr. Pacini, posto che in ogni caso l'anedonia è solo parte dei sintomi.
Io ho avuto l'impressione che c'è una base organica comune a sonnolenza, apatia, stanchezza e difficoltà di attenzione e alcune mie ricerche personali hanno confermato questo presentimento.

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Gli psichiatri che l'hanno visitata che terapie esattamente hanno prescritto e quale è stata la loro diagnosi ?
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 349XXX

Il primo "sindrome ansioso depressiva" e con lui ho assunto paroxetina e la sera gabapentin (di giorno mi dava problemi a livello di "vigilanza"), poi sertralina e gabapentin sempre la sera, mentre prendevo en gocce al bisogno, ma molto raramente. Il secondo diagnosticò "distimia" e ho assunto duloxetina.

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ha assunto farmaci di due classi, la diagnosi parrebbe concorde. I tentativi è opportuno che li conduca il medico, con farmaci indicati. Non è escluso che il modafinil abbia un effetto antidepressivo specifico, il problema è che a livello prescrittivo non è indicato, a meno che appunto non abbia un'ipersonnia di altro tipo.
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[#11] dopo  
Utente 349XXX

La prima diagnosi è giustificata dal fatto che in quel periodo ero molto preoccupato, ma quel periodo è passato, insomma mi sono rivolto per un aiuto in un momento di crisi particolare. Nella seconda diagnosi ho esposto i sintomi con più tranquillità ma non del tutto perché era sempre un momento particolare, altrimenti non mi sarei presentato da uno psichiatra se non lo fosse stato. Ma come ho detto, adesso la mia frustrazione è conseguente a questa stanchezza e sonnolenza che provo in continuazione. Se ho capito una cosa è che uno psichiatra ha sempre il punto di vista di uno psichiatra, e tende a leggere tutti i sintomi come psichiatrici. In ogni caso grazie per la risposta.

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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" Se ho capito una cosa è che uno psichiatra ha sempre il punto di vista di uno psichiatra"

Meno male.

"e tende a leggere tutti i sintomi come psichiatrici"

No, per quale motivo ?
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[#13] dopo  
Utente 349XXX

Deformazione professionale. Mi spiego meglio. Uno psichiatra prima di essere psichiatra, è un medico di medicina generale, e deve giudicare un sintomo prima di tutto libero dai preconcetti della sua specializzazione, privilegiando la diagnosi differenziale, ponendosi prima di tutto il dubbio e rispettando una tempistica adeguata prima di prendere una decisione, ma spesso non è così, sia per esperienza diretta che per esperienze che ho letto.

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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>"ma spesso non è così, sia per esperienza diretta che per esperienze che ho letto. "

Beh, questo vale un po' per qualsiasi specialità allora. Non capisco però secondo quali parametri può valutare questo, ma più che altro non vedo cosa c'entri di preciso con la questione che aveva proposto.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente 349XXX

Lei mi ha chiesto di precisare una mia breve frase ed io l'ho fatto.

Nel numero dell'ultimo febbraio della rivista "Mente" c'è una lunga intervista a un illustre psichiatra americano, Allen Frances, che è stato il presidente della task force incaricata nel 1994 di redigere il DSM IV e oggi grande critico della piega presa dal DSM V e di alcuni dei mali che affliggono questa branca della medicina generale. Frances si potrebbe definire uno dei padri costituenti della psichiatria moderna, quindi le sue critiche vengono dall'interno. Una delle sue critiche riguarda l'abitudine delle diagnosi affrettate, e invita a diffidare da chi fa diagnosi e prescrizioni di uno psicofarmaco dopo una sola visita, specie in una branca della medicina come la psichiatria che non ha un solo test diagnostico oggettivo. Questo mi sembra abbastanza autorevole come parametro. Diciamo che la lettura di questo articolo ha dato conferme a un'idea che mi ero già fatto per esperienza diretta.

Tornando a me, ripeto, il modafinil per fare un esempio, è l'unico farmaco che mi permette di leggere più di 2-3 pagine senza stancarmi. A rigor di logica, o il farmaco in questione ha un'efficacia che va oltre la narcolessia oppure sono narcolettico. Se per esempio un paziente ha un'infezione di causa sconosciuta, non accertata mediante un test diagnostico, e gli si somministra prima un antivirale, ma non ha alcun effetto, e gli si somministra in seguito un antibiotico e l'infezione cessa, allora il paziente in questione non può che aver avuto un'infezione batterica. Tra l'altro le faccio notare come io in due esperienze con psichiatri ho ricevuto 2 prescrizioni off label, prima il gabapentin, un antiepilettico e antidolorifico, come calmante, e poi la duloxetina per la distimia, quando quest'ultima è approvata solo per la depressione maggiore e l'ansia generalizzata, e non mi risulta che depressione maggiore e distimia siano sinonimi, sembra quindi che le prescrizioni off label siano una pratica comune nella vostra specialità.