Utente 777XXX
Gentili Dottori

Sono un insegnante di 57 anni e dall'eta' di circa 17 anni ho cominciato a soffrire di ansia e attacchi di panico. Tralascio di dire le senzazioni orribili che provai. In seguito, miei genitori mi fecero visitare da un neurologo( allora nel profondo sud , avevano scarsissima considerazione le figure del psichiatra e del psicologo) il quale mi prescrisse dell'Ansiolin ed En in compresse ed un integratore vitaminico di cui non ricordo il nome commerciale. Assunsi questi farmaci per qualche tempo e siccome mi provocavano effetti collaterali spiacevoli, gradatamente ne abbandonai l'uso. E percio' da quella eta' ho cominciato a soffrire dei suddetti disturbi seguiti da eventi fobici(avevo paura di uscire di casa) e depressione ciclica(si presentava in estate e nei cambi stagione) , i quali condizionarono pesantemente la mia vita sociale. Verso gli inizi degli anni novanta , visitato da una neurologa di padova, ella mi prescrisse l'uso di un ansiolitico chiamato Pasaden e un blando antidepressivo chiamato Levopraid. Devo dire che la cura(insieme a una costante pratica sportiva) mi ridusse l'ansia in maniera molto accettabile, migliorando parecchio la mia qualita' di vita. Devo far presente che probabilmente in tutti questi anni ho forse abusato di questi farmaci(ne assumevo 10 gocce dell'uno e dell'altro)per periodi molto lunghi). Alcuni giorni fa' ho notato che il Pasaden(pur assumendone una quantita' maggiore) non eliminava quella sgradevole senzazione di irrequietezza e senso di oppressione che mi dava fastidio e leggendone il foglietto illustrativo,rilevai che c'e' scritto che potrebbe non combattere quei sintomi per qui viene normalmente usato e che tral'altro, l'uso di questo farmaco, potrebbe mascherare la presenza di una depressione di cui effettivamente e periodicamento soffro,
Per quanto vi scrivo, gradirei un vostro ben gradito consiglio sulle prossime strategie che dovrei adottare per limitare al minimo l'impatto negativo dei disturbi di cui vi scritto
Rilevo inoltre(leggendole altre risposte date ad altri pazienti) che siete molto gentili e disponibili, unite anche ad un'indubbia professionalita'.
In attesa di vostra gentile risposta ,vi invio i migliori saluti

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'ansia ricorre o persiste, la persistenza dell'uso di farmaci come il pasaden e il levopraid, ad azione tranquillante e blandamente sedativa, ne è in genere una spia. Non si tratta di antidepressivi in nessun caso. Nel tempo il pasaden non è che mascheri la depressione, se mai può nel tempo indurla (non credo in maniera pesante nel suo caso, mi pare che il problema principale sia sempre quello d'ansia che fluttua di intensità). Le terapie per i disturbi d'ansia (sembrano i connotati di un disturbo di panico) sono basate su altri farmaci, che non esauriscono nel tempo il loro effetto e non sono depressogeni.
Una visita da uno specialista può risolvere la questione e darle una valida alternativa per il futuro.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Caro professore
sicuramente non ha fatto abuso dei due farmaci,perchè assunti in dosi molto piccole. Il punto è che lei molto probabilmente soffre di un disturbo primario dell'umore che non è stato mai trattato,e che,sempre con molta probabilità, l'ansia e l'irrequietezza che avverte sono dei sintomi del disturbo primario.
La risposta tecnicamente più giusta è: consulti -finalmente- uno psichiatra e intraprenda un trattamento farmacologico adeguato.
C'è anche un'altra risposta: visto che per oltre quindici anni la sua qualità di vita è stata accettabile, nonostante le fluttuazioni di umore, potrebbe anche continuare con il suo Pasaden, così come fanno tante persone che soffrono di emicrania e si accontentano di prendere analgesici...
dott. Paolo Carbonetti,Psichiatra
Dr. Paolo Carbonetti
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Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#3] dopo  
Dr. Gabriele Tonelli

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Gentile utente, non sarebbe particolarmente strano che il Pasaden, che appartiene alla classe delle Benzodiazepine avesse indotto dei fenomeni di tolleranza (comuni a questa classe di farmaci), determinando quindi un calo della sua efficacia nel controllo dei sintomi ansiosi.
Dato però, che ne fa uso da parecchi anni, in assenza di un qualsiasi controllo medico successivo alla prima prescrizione, Le suggerirei di rivolgersi ad uno specialista sia per una rivalutazione della terapia in atto, sia per gli eventuali controlli del caso.

Cordiali saluti

Gabriele Tonelli
Dott. Gabriele Tonelli
Psicoterapeuta,Master in Psicopatologia e Scienze Forensi,Segr.Redazione PsychiatryOnline It,Medico di Categoria. C.T.U.

[#4] dopo  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,
a sostegno di quanto già espresso dai colleghi, tenga presente che i disturbi da lei lamentati, seppur tenuti in qualche modo sotto controllo da una terapia peraltro blanda (e forse non del tutto adeguata), sono comunque meritevoli di approfondimenti in quanto un verosimile sottostante quadro depressivo o un più complesso disturbo d'ansia devono essere affrontati in modo specifico e comunque in modo corretto (vale a dire con l'utilizzo di farmaci quali per esempio quelli della classe degli antidepressivi).
Cordialmente
Cordialmente
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[#5] dopo  
Dr. Claudio Lorenzetti

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Gentile Utente,
se la diagnosi di disturbo di panico fosse confermata a seguito di una visita specialistica, non è strano che i farmaci che lei ha assunto non siano stati efficaci. Gli ansiolitici hanno solo un ruolo sintomatico e il loro uso protratto oltre a causare fenomeni di dipendenza e assuefazione, è responsabile di forme depressive secondarie, aggravamento dei quadri depressivi primari e comparsa di disturbi cognitivi. Il Levopraid invece appartiene a una classe di farmaci, le benzamidi, che a bassa dose possono avere un effetto disinibente, antidepressivo (oltre che anti-somatizzazione), non a caso sono indicate nella distimia che è una depressione cronica attenuata, a dosi più elevate e per periodi più prolungati tuttavia trovano impiego nelle psicosi e possono dare anche loro un effetto depressogeno. Il trattamento dei disturbi d'ansia (quello curativo, intendo) è basato sull'uso di alcuni tipi di antidepressivi, in particolare quelli che hanno un'azione selettiva di potenziamento della serotonina cerebrale. Consulti uno psichiatra quanto prima e vedrà che il suo problema si risolverà con relativa facilità.
Cordialmente,
Dr. Claudio Lorenzetti

[#6] dopo  
Utente 777XXX

Spinea 19/08/2008

Gentili Medici

Ringrazio veramente di cuore gli innumerevoli consigli e indicazioni che ho ricevuto e che continuo a ricevere.
Sicuramente seguiro' il vostro il consiglio in merito ad un consulto presso un professionista . Grazie ancora



[#7] dopo  
Utente 777XXX

Spinea 07/09/2008

Gentili Medici

Qualche giorni fa' sono stato visitato da un psichiatra del Centro Igiene Mentale di Mirano (Ve) il quale mi ha prescritto una cura composta dai seguenti farmaci :
1) Remeron 15 mg/ml 1-2 spruzzi prima di andare a letto
2) Bromazepam 2,5 mg/ml 7+7+20 gocce al di'
Naturalmente vorrei che esprimeste un parere sulla cura, qual'e' l'aspetto piu' importante e piu'difficile da curare dei disturbi(ansia o depressione) e se ci puo' essere una rimessione totale di essi. Ringranziandovi ancora per la vostra disponibilita', vi porgo i miei migliori saluti e vi auguro una buona giornata


[#8] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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1-2 spruzzi ? Ma che posologia è ?
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[#9] dopo  
Utente 777XXX

Spinea 08/09/2008

Il farmaco si presenta si trova dentro un flacone a cui va' aggiunto una pompetta e premendo su di essa,fuoriesce una spruzzatina che corrisponde a 15 mg di farmaco

[#10] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, ma ne deve prendere uno o due ? Sono due dosaggi diversi con il doppio di quantità, che condiziona l'effetto.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 777XXX

Il dottore ha ritenuto opportuno lasciare alla mia discrezione la quantita' da utilizzare, nel mio caso, non conoscendone i possibili effetti sgraditi o indesiderati,ho preferito la quantita' di 15 mg alla sera(quantita' da aumentare successivamente)

[#12] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Ha lasciato alla sua discrezione la quantità da usare oppure deve aumentarla successivamente ?
Di solito si dice "iniziare con tot" e poi eventualmente si aumenterà, ma a discrezione del paziente non credo.

Comunque la diagnosi qual'è ? Perché senza diagnosi è difficile dare un parere. Il remeron è un farmaco per la depressione.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Dr. Gabriele Tonelli

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L'aspetto più difficile da trattare nei disturbi ansioso-depressivi è proprio l'associazione tra disturbo d'ansia e depressione. Ovvero la compresenza associata di sintomi d'ansia e depressivi rende la prognosi e la cura più complesse, rispetto alla comparsa solo di una delle due forme.
Al di là di questo il Remeron (Mirtazapina) è un farmaco nato come antidepressivo ma comunque efficace anche nei disturbi ansioso-depressivi. Il Bromazepam è una benzodiazepina (come lo era il pasaden) ed è un ansiolitico (oltre che ipnoinducente e miorilassante) come tutte le benzodiazepine.
La remissione totale dei disturbi è l'obiettivo teorico di ogni terapia (farmacologica o meno che essa sia), ma il giudizio sulla possibilità concreta di ottenere questa condizione dipende da fattori che esulano dalle possibilità di un consulto a distanza.
In ogni caso i tempi di remissione generalmente non sono rapidi.

Cordiali saluti

Gabriele Tonelli
Dott. Gabriele Tonelli
Psicoterapeuta,Master in Psicopatologia e Scienze Forensi,Segr.Redazione PsychiatryOnline It,Medico di Categoria. C.T.U.

[#14] dopo  
Utente 777XXX

La quantita', rettifico, la decidera' in seguito il dottore.
Il medico, allo stato attuale, non e' in grado di stabilire una diagnosi(pero' mi detto quali farmaci prendere)?

[#15] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Quindi nessuna diagnosi, una terapia con precise indicazioni in una dose che al momento può variare da 15 a 30, e poi si vedrà.
Chieda un secondo parere, mi sembra una strada un pò confusa.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 777XXX

Facendo una valutazione personale e confrontando i due disturbi(ansia e depressione)sicuramente l'ansia ( o panico)e'l'aspetto piu'fastidioso e' invasivo ma che comunque, come ho gia' scritto , facilmente posso tenere a bada. Mentre la depressione , per quel che mi riguarda ,e' una leggera malinconia , non certo invalidante, e che appare in periodi ben precisi dell'anno e cioe' da meta' aprile (circa) insieme alle belle giornate e scompare , come per incanto, a meta' agosto(circa). Puo' riapparire nel periodo delle feste natalizie.Da quanto detto posso rilevare che :
1) L'ansia e il panico, negli ultimi due-tre anni,erano scomparsi, salve qualche breve flash di attacco di panico notturno(uno -due all'anno) senza dubbio per merito della benzodiazepina;
2) Questa leggera malinconia appare in periodi in cui sicuramente c'e' un calo o cessa del tutto il mio rendimento lavorativo, venendo a mancare lo stimolo nervoso necessario al buon svolgimento di esso.
3)Ho notato anche che questa leggera malinconia,e' aumentata negli ultimi due-tre anni, in concomitanza dell'assunzione costante e continua della benzodiazepina.
Mi verrebe in mente allora che potrei riuscire a risolvere il mio problema limitando solamente l'ansia usando l'ansiolitico in maniera molto piu' controllata rispetto al passato e non ricadendo piu nell'errore dell'uso costante e continuo di esso che mi ha portato a casi di dipendenza e assuefazioni di esso come in questi giorni.Tra l'altro la depressione e' scomparsa se non quella indotta dai farmaci che sto prendendo

[#17] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

il trattamento fai da te e' rischioso e senza risultati.

Se poi vuole fare da solo, e' libero di farlo senza problemi.
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[#18] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"Facendo una valutazione personale"

Ecco non la faccia, non si metta a ragionare con il buon senso di chi però non conosce le cose, altrimenti poi finisce in genere in questo modo:

"Mi verrebe in mente allora che potrei riuscire a risolvere il mio problema limitando solamente l'ansia usando l'ansiolitico in maniera molto piu' controllata rispetto al passato "

Ovvero le viene in mente ciò che provatamente non le riesce, e non riesce in genere a chi soffre d'ansia per motivi evidenti, che riguardano l'accoppiata ansia-ansiolitico.
Abbia l'umilità di rivolgersi ad uno specialista, che magari le dia chiare indicazioni sulla diagnosi però.
Dr.Matteo Pacini
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[#19] dopo  
Utente 777XXX

Egregio Dottor Pacini

Penso che l'umilta' di rivolgermi al professionista penso proprio di averla, anche se lei pensa(forse) il contrario.
Poi se questo "professionista" del "Centro "Igiene Mentale" di Mirano (Ve) sposta l'orario di ricevimento, mi riceve nei ritagli di tempo oppure alla richiesta di diagnosi,evita la risposta e mi risponde di continuare lo stesso a prendere i farmaci proposti e ancora, alla telefonata di chiarimenti, mi dice che ha una consulenza in corso, sicuramente il " professionista" non e'poi tanto professionista(forse ha in mente altri pensieri)
Lei m'insegna sicuramente che il connubbio medico-paziente e anche un eventuale familiare o comunque persona sensibile deve essere molto forte e ci deve essere un collegamento d'intendi al fine di far uscire il paziente dal disturbo di cui soffre .
Se lei mi permette, comunque, c'e' anche qualche suo collega che la pensa come me.
Naturalmente questo non vuol dire che quello che afferma sia la vera verita'.
L'unica cosa che mi posso rimproverare in questa faccenda, e quella di avere una forte ipersensibilita' ai farmaci ( in particolare agli antidepressivi), di cui ne risento gli effetti psicologici indesiderati)
Cosa che il medico dovrebbe tenerne molto conto visto che si ricerca qualcosa che dovrebbe migliorare l'umore e il morale e in fin dei conti, la salute generale dell'individuo

[#20] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,
mi preme soltanto che lei non percorra la via, come molti altri che vedo, di ragionare sui propri sintomi perché in fondo vivendoli in prima persona nessuno può conoscerli meglio. Sarebbe un errore di valutazione. Guarda caso le soluzioni autogestite da persone con gradi di intelligenza e competenze variabilissime sono sempre le stesse a seconda del tipo di disturbo. CHi soffre di ansia ragiona più o meno sempre come lei, infatti la modalità di presentazione tipica è anni di benzodiazepine gestite infruttuosamente da soli.
Professionista è un termine generico, non significa professionale.
Ci sono decine di medici che contrariamente alle indicazioni e alle linee guida le prescriverebbero benzodiazepine lasciandole poi alla sua discrezione, avvallando questi suoi tentativi di autogestione.
Questo non cambiai di una virgola il mio pensiero.
Gli antidepressivi inizialmente hanno sempre effetti indesiderati in chi soffre di ansia, che dovrebbero essere gestiti dal medico informando e guidando il paziente.
Dr.Matteo Pacini
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[#21] dopo  
Utente 777XXX

Caro Dr. Pacini
Mi dispiace di aver alzato un po' il tono ma certe volte puo' essere utilie per capirsi. Comunque quello che ho scritto e' vero.Ritornando al concreto, le dico che sono gia' alcuni giorni che prendo il Remeron ( 15 mg ogni sera prima di andare a letto), non prendo il Bromazepam perche' non avuto piu' problemi di ansia(d'accordo il medico del Centro che mi segue) Posso dire che i primi giorni e' stato duro a sopportare i vari effetti sgradevoli del Remeron ma da ieri sembra che va un po' meglio. Ieri pomeriggio ho svolto dell'attivita fisica piu' intensa del normale e oggi c'e' stata una leggera caduta dell'umore insieme a un po' di ansia(per avere spiegazioni ho contattato il medico del CIM ma e' assente fino a domenica)Allora , se non le dispiace, passo la domanda a lei.
Quello che le ho descritto, puo essere provocato: 1)dall'attivita' fisica ,2) dall'assunzione del Remeron o altro Grazie E Veltri

[#22] dopo  
Utente 777XXX

Mi dimenticavo di dire che il piu' o meno malumore di cui mi lamentavo nella precedente e mail, sembra sia influenzato dall'attivita' intestinale, il quale rispetto agli altri giorni, e' piu' attiva. Ossia nella fase di gonfiore di esso corrisponde un piu' marcato malumore, nella fase di sgonfiamento (flatulenza) ne consegue una sua diminuizione. E' possibile che il Levopraid fosse utile in questo caso?. E inoltre, e' possibile che durante lo sforzo fisico prolungato, si formino delle sostanze eccitanti nel mio organismo responsabili del malumore ? Ho notato che trascorso del tempo rispetto al sforzo fisico, c'e' un ristabilimendo delle condizioni di esso Grazie E Veltri

[#23] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Io posso risponderle soltanto in termini generici. Lei assume un farmaco, che (mi riferisco ad una diagnosi di depressione) ha effetto in un tempo di almeno 2 settimane, non considerando che all'inizio può dare benefici transitori per proprietà che poi non sono quelle importanti nell'effetto antidepressivo, tipo sonno e ansiolisi. Ne assume una dose che è bassa, non so se lo psichiatra intenda aumentarla ma mi pareva che lui fosse di quest'avviso.
Quindi in conclusione il giudizio va dato a distanza di 3-4 settimane. Dopo i primi giorni i giochi non sono fatti, si può stare uguale, meglio, peggio. Il fatto che lo psichiatra non ci sia fino a domenica non è un problema, comunque non sarebbe molto utile contattarlo subito per fare commenti sull'andamento della cura.
E' troppo attento alle differenze di giorno in giorno, non è questo che è utile a seguire l'andamento della cura. Il bilancio si fa su tempi più lunghi e registrare ogni cambiamento non è un'arma in più per avere il polso della situazione.
Dr.Matteo Pacini
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