Utente 364XXX
Buongiorno,

sono un lavoratore dipendente a cui è stato riscontrato mesi fa un disturbo passivo-aggressivo e lasciato a casa. Il problema è che nessuna struttura pubblica sembra sapere cosa fare riguardo ad una cura, e nel frattempo mi è stato preannunciato il futuro licenziamento, che comporterà anche la segnalazione alla Prefettura per il divieto permanente di detenere un'arma da fuoco, nonchè la revisione o revoca della patente. Sono spaventato ed incredulo. Ma è possibile tutto ciò??

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Può darci qualche informazione in più? Che lavoro fa? Da chi é stato diagnosticato questo disturbo? In seguito a quali manifestazioni?
Dott. Vassilis Martiadis
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La diagnosi in questione in effetti non ha alcuna terapia particolare. La questione è che è anche una diagnosi poco "solida", nel senso che è scarsamente riproducibile da medico a medico.

Le consiglierei di far rifare la diagnosi e di farsi espressamente consigliare sull'esistenza di opzioni terapeutiche.

L'accertamento psichiatrico è derivato da un qualche evento ?
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 364XXX

Grazie per il sollecito interessamento. Appartengo alle Forze dell'Ordine, l'anno scorso mio padre era gravemente malato, mia madre è deceduta, io sono figlio unico e la mia ex compagna mi negava di vedere mia figlia. Lavoro lontano dai genitori e da mia figlia e a seguito di incomprensioni coi superiori, mi sono rivolto al medico di famiglia, chiedendo praticamente io una diagnosi "ansioso depressiva"
A seguito di ciò sono stato posto in convalescenza e inviato presso struttura militare, dallo psichiatra sono stato "rimbalzato" allo psicologo, e sotto posto, oltre al classico mmpi-2, ad altri test di personalità di cui ignoro i nomi, e di cui tralatro mi è stato negato accesso ex-241/90, poichè protetti da copyright. Dopo anche un paio di colloqui brevi, in cui l'atteggiamento dello psicoterapeuta mi è sembrato alquanto ostile e provocatorio, ecco la diagnosi, basata molto su: "in base alle statistiche il soggetto potrebbe, in quanto maschio, avere episodi violenti, inoltre non recepisce i feedback, ha un atteggiamento ostile, polemico, insistente, indisponente, logorroico, non accetta che se c'è un manipolatore esiste chi si fa manipolare.... Tendenza al -locus of focus esterno-, atteggiamento passivo-aggressivo, lamenta disturbi nel dormire e notevole aumento di peso". Sono stato caldamente invitato a "farmi seguire" dall'asl, finora solo da una psichiatra, che ha scritto per 3 volte dei miei miglioramenti nell'atteggiamento, dopo aver però insistito a farmi provare Depakin 500, il quale x 5gg mi ha causato solo forti effetti collaterali e interrotto.
A seguito di ciò, sono a casa da 9mesi, con ulteriori 3 mesi, nonostante la situazione familiare sia risolta (a parte la morte di mia madre) e mi senta tranquillo. Nessuno vuol farmi ripetere i test dicendo che a 8 mesi di distanza è troppo presto, inoltre potrei n pratica "barare", addirittura secondo lo psichiatra militare, non guarisco più, indi per cui il preannuncio che tra 3 mesi verrò posto a riposo, segnalato alla prefettura e alla motorizzaione per revoca/revsione patente.

[#4]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Se ritiene di stare subendo una ingiustizia, la strada migliore é quella di consultare un medico esperto in materia e un legale di fiducia. Gli esperti del settore potranno indicarle se ci sono gli estremi per chiedere una nuova valutazione, senza necessariamente doversi imbarcare in percorsi giudiziari.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#5] dopo  
Utente 364XXX

Ho un dubbio, quale medico può aiutarmi visto che mi han fatto capire molto esplicitamente che prendono in considerazione solo referti di una struttura pubblica? E' si previsto che possa farmi accompagnare da un medico di fiducia, soluzione molto onerosa in quanto debbo spostarmi di molti chilometri, ma alla fine lo specialista farebbe più che altro la parte del testimone, o dell'avvocato di fiducia, per impedire atteggiamenti e comportamenti nei colloqui che viceversa non posso controbattere in quanto in assenza di testimoni, cito un solo esempio, lo psichiatra mi ha detto: "lei ha esaurito la nostra pazienza e le è stato detto chiaro e tondo che non è più idoneo al servizio armato" ad ogni mia obiezione è stato risposto (e annotato nel referto) che il mio atteggiamento era ostile e polemico.... Altro esempio, quando ho fatto presente che vari motivi legati al servizio la mia vita affettiva era inesistente, lo psicoterapeuta se n'è uscito con: "se vuol conoscere ragazze vada in palestra"....sono esterrefatto

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

I test devono essere dichiarati, così come lo è il mmpi-2. Che c'entra il copyright ? Mica li deve utilizzare dicendo che li ha inventati Lei ? Qui Lei deve sapere su quale basi è stata fatta una determinata diagnosi.

Le diagnosi non prevedono test. I test sono solo orientativi per chi li fa.

Poiché sono state citate statistiche, devono essere messe in allegato come riferimento bibliografico, altrimenti quest'affermazione risulta contestabile (non ci sono quasi masi statistiche di questo tipo sulle singole diagnosi).

Alcune diagnosi implicano la predisposizione ad atti di violenza, ma ad esempio se una persona si cura si presuppone che tutto ciò sia ridimensionato. Il fatto di considerare una persona pericolosa sulla base di una diagnosi fatta per test è contestabile in sede legale. Se invece la misura è presa per motivi disciplinari, allora la diagnosi è un modo per supportare questa decisione originata da altri motivi.

Dovrebbe aver chiaro il perché si è ritenuto di toglierle l'arma, sulla base di quali atteggiamenti giudicati inadeguati o pericolosi, e poi procedere eventualmente a contestare per via legale la decisione, inclusa eventualmente la diagnosi psichiatrica.
Che in sede medicolegale siano ammissibili solo i pareri "pubblici" no, che poi sia atteggiamento diffuso quello di considerare i pareri privati "di parte" e quindi meno affidabili purtroppo sì da parte di alcune commissioni.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 364XXX

Egregio dr. Pacini, la ringrazio della risposta. Per quanto assurdo, la direzione sanitaria militare si è categoricamente rifiutata, per iscritto e a voce, di consegnarmi fotocopia dei test da me scritti, in quanto contenenti anche le domande, coperte da copyright di una famosa casa editrice che fornisce tutti gli enti statali. A niente è servito insistere più volte. Mi è stata fornita solo fotocopia della scheda a lettura ottica dell'mmpi-2, affermando che basta il referto. Lo psicologo in esso scrive, tra l'altro:
"paziente lucido, orientato, collaborante"
"il soggetto è considerato affetto da un disturbo di personalità non incluso nella classificazione attuale del DSM-IV-TR, nello specifico disturbo passivo-aggressivo di personalità" "eloquio con logorrea, con ricerca di termini ricercati e citazioni letterarie" "autocritica e capacità introspettiva risultano molto scarse" "mmpi-2 scala L, basso punteggio indica scarsa autostima o possibile simulazione di cattivo adattamento con ricerca di vantaggi secondari" "CBA 2.0: IR.5 risulta dubbio" "Dall'mmpi-2 emerge insicurezza, immaturità e tendenza asviluppare sintomi sotto stress" "egocentrico, permaloso, ostile, polemico, che tende ad attribuire agli altri all'esterno, la causa dei propri problemi" "negli uomini il disadattamento può essere grave" "il soggetto può esprimere periodicamente in modo aperto e aggressivo sentimenti ostili" "persone con questo profilo presentano difficoltà emotive, a cui possono associarsi manifestazioni depressive ed ansiose, tendono a mostrare irritabilità, ostilità, scarso controllo, aggressività" "la scala Re(38T) indica che il soggetto non viene ritenuto dagli altri capace di assumersi le responsabilità delle proprie azioni, può non accettare i valori sociali di comportamento" "dal CBA 2.0 il soggetto afferma che se fosse necessario un intervento psicologico, sarebbe interessato ad intraprenderlo, anche se lungo ed impegnativo" "Secondo colloquio: sentimenti di risentimento e rabbia contro molteplici situazioni. Atteggiamento giudicante." "Anassertività ed insufficiente sviluppo delle abilità sociali, oscillazione dal polo passivo a quello aggressivo (senza riferiti acting-out)" "emerge un vuoto esistenziale e uno stile passivo e vittimistico, (locus of control esterno)" "elaborazione personale, capacità di introspezione e autocritica molto deficitarie" "Terzo colloquio: soggetto insistente, indisponente, fatica a rispettare i tempi della comunicazione e a comprendere i feedback non verbali e verbali" "riferisce il suo comportamento costantemente ad una reazione ad atteggiamenti e comportamenti altrui, nel contesto relazionale e lavorativo" Aggiungo che la psicologa mi ha detto che "non esiste nessun manuale dell mmpi" (la ridicolaggine è palese!), inoltre l'urp dice che i manuali non possono essere acquistati da privati (non commento!).
Lo psichiatra conclude: disturbo dell'adattamento, disturbo di personalità NAS.
Sottolineo che ho 19 anni di servizio di cui 10 in reparti speciali e non c'è stato nessun provvedimento disciplinare da parte della mia amministrazione, né alcun episodio di violenza da parte mia, ma che però il giudizio del mio capostruttura (che però non è condiviso dal 99% dei colleghi) è stato citato e incluso nel giudizio dello psicologo:"non è stato in grado di realizzare un inserimento proficuo né ha stabilito rapporti di colleganza con colleghi o stima/considerazione con i superiori"
Mi è stato anche detto: "Lei non è idoneo, anche perchè ormai ha preso degli psicofarmaci, a questo dosaggio e di questo tipo, per così tanto tempo" facendo finta di non capire che li ho provati dopo estenuanti insistenze loro e dell'asl, per soli 5gg. Inoltre il DEPAKIN 500 non mi risulta essere un farmaco così potente o per casi gravi.

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il suo diritto di fare ricorso può essere esercitato attraverso l'ausilio di un avvocato esperto in materia.

Ove siano rilevati abusi, interviene il Tribunale Militare previa opportuna segnalazione alla Procura Militare.
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[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Come detto, la diagnosi è tale, ma non è che sia delle più riproducibili, per cui andrebbe intanto per cominciare fatta fare ad almeno due medici diversi indipendentemente.
Poi, i test sono orientativi, e le conclusioni cui giungono non definiscono diagnosi, ma orientano il medico se mai verso questa o quella diagnosi.

Il punto è anche capire da cosa tutto questo origina, cioè cosa le è stato contestato sul lavoro.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 364XXX

Gentile dr. Pacini,
come ripeto, non è stato originato da nulla, sul lavoro. Mai avuto episodi violenti. Semplicemente io, non riuscendo a far fronte, psicologicamente e fisicamente agli impegni e ai problemi miei e di mio padre (già elencati) , necessitavo di una "pausa". Non sapendo come uscirne, ed avendo riscontrato poca disponibilità nel modificarmi turni di servizio o darmi ferie per lunghi periodi, sono andato dal mio medico di famiglia e gli ho chiesto io di scrivere sul certificato quella diagnosi. Aggiungo poi che sono rientrato e ho prestato servizio altre 3 settimane, finchè con fare concitato sono stato chiamato ed invitato a consegnare pistola e tesserino, mandato in infermeria dove ho spiegato le mie ragioni, ed al termine di 15gg inviato presso un ospedale militare. Tutto qui. Il giudizio del mio capostruttura è stato prodotto in seguito, richiesto dall'ospedale penso.
Curioso l'atteggiamento dello psichiatra, che al primo colloquio si chiedeva cosa facevo lì, secondo lui non avevo nulla. Elencando i miei problemi si stava quasi annoiando, quando ha mutato atteggiamento a sentire della morte di mia madre, concludendo, si ci sono elementi più che sufficienti per una temporanea non idoneità al servizio. Solo al terzo colloquio, dopo i 3 colloqui con lo psicologo, dopo 6 mesi, il suo atteggiamento si è fatto ostile.
Aggiungo che mi è stato ossessivamente chiesto, oltre che nelle domande dei tests, se penso o avevo mai pensato al suicidio, ho risposto che non ne ho la minima intenzione, e ripetuto fastdiosamente di prendere degli psicofarmaci "per il mio bene" per attenuare i contrasti che ho coi colleghi e le altre persone.....

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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" per attenuare i contrasti che ho coi colleghi e le altre persone..... "

Appunto, e quali sarebbero, perché sembrerebbe che la diagnosi faccia riferimento a qualcosa che si è verificato, come a volerlo spiegare e classificare in termini medici.
Anche il ritiro di pistola e tesserino sembrerebbero voler cautelare rispetto a qualche rischio, e questo già prima che venisse formulata la diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente 364XXX

Non voglio sembrare ripetitivo, ma... non c'è stato niente di più di quello che le ho raccontato, le difficcoltà di rapporti con pochissimi colleghi si riscontrano anche in ambito privato, e nessun episodio è degno di nota in particolare, cose attinenti al servizio... In poche parole, ho ricopiato la relazione dello psicoterapeuta (non dello psichiatra) quasi per intero allo scopo di non riferire cose scorrette (come ad esempio l'errore quando ho scritto "locus of focus esterno" invece di "locus of control esterno". Oltretutto questa relazione è stata pedantemente ripetuta quasi uguale in tutti e 3 i resoconti dei colloqui...
Quanto al ritiro di pistola e tesserino, è una prassi per tutti in casi di queste diagnosi anche solo del medico di famiglia, addirittura è prevista (penso per Forze di Polizia tanto civili quanto militari) da parte del capostruttura (o comandante) a discrezione a titolo precauzionale, a seguito di qualche evento grave, ma ripeto ancora, non è questo il mio caso. Sarebbe sciocco da parte mia, di fronte a professionisti del settore, avendo io richiesto qui una consulenza e protetto dall'anonimato, insistere direi in modo infantile ed inutile, negando. Ciò anche al fine di non farvi perdere tempo, ho cercato (a costo appunto di esser prolisso, come mi si delinea nei referti) di inserire tutto quello in mio possesso.
Continuo a non capire l'atteggiamento della psichiatra dell'ASL che con tono fatalista mi dice "ehh, speriamo di trovarle una psicologa disposta a rifarle i test, sa son tutte occupate, i tagli di bilancio, bla bla....ma sa in 3 mesi si può fare poco" Ma dico siamo veramente impazziti? Le ASL hanno un protocollo di qualità dei servizi, ora se io mi presento al centro salute mentale con un'impegnativa per una terapia psicologica, ciurleranno ancora nel manico??
Ed infine vorrei capire poichè non ho mai fatto uso di psicofarmaci: ma 'sto Depakin 500 è blando o no? Ripeto che l'ho assunto per 5gg mi dava mal di testa, aumento dell'appetito e uno strano formicolio, senza altri effetti. Fortunatamente nessuno più mi ha chiesto di assumere farmaci!
Ringrazio ancora una volta per l'attenzione sollecita accordatami

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Da come la descriveva sembrava un eccesso di censura nei suoi confronti, quindi invece è la regola per tutti, indipendentemente dalla diagnosi, che abbiano una diagnosi psichiatrica ?

A mio avviso qui i test c'entrano poco. Si tratta di questionari che hanno validità per orientarsi per la diagnosi, in ambito legale la cosa mi sembra un po' diversa, e comunque non equivalgono a nessuna diagnosi.

Le hanno dato una cura, che certamente non è per un disturbo di personalità passivo-aggressivo, altrimenti cure standard non ce ne sono. Quella cura lì si direbbe per un disturbo bipolare, o in generale contro l'impulsività e l'aggressività.

Se non le sembra che abbia un senso il percorso di accertamenti e limitazioni che ne sono conseguite, non le resta che rivolgersi al sindacato o ad un avvocato privato per far chiarire la questione, nel qual caso ovviamente può avvalersi di uno specialista di fiducia. La ripetizione dei test, ripeto, è abbastanza priva di senso, sia perché il peso di questi è estremamente relativo, sia perché farli ripetere a chi contesta l'esito è ridicolo, si prevede che uno cerchi di rispondere diversamente.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente 364XXX

Il ritiro dell'arma è previsto in caso di diagnosi psichiatrica anche provvisoria, da qualsiasi fonte provenga, con obbligo di accertamenti.
Direi che sia impossibile avermi dato una cura (ancora non ho capito se il Depakin 500 sia ritenuto blando o meno, posto che il "bugiardino" lo classifica ufficialmente come antiepilettico) per un disturbo bipolare, visto che ho la copia integrale di tutti i referti e diagnosi (escluso test CBA e domande mmpi-2) e non ve n'è traccia alcuna. La diagnosi dello psichiatra è diretta derivazione del referto dello psicologo, che si è avvalso dei tests oltre, certo, anche dei 3 colloqui. Comunque ho riportato tutto il contenuto nei miei interventi qui nel forum. L'eccesso lo ravviso nelle conseguenze prospettatemi, addirittura revisone/revoca patente, quando poi conosco personalmente casi di guardie giurate (portano anche loro un'arma!) con precedenti episodi violenti o addirittura diagnosi e cure (vere) con psicofarmaci a cui è stato rifatto il certificato anamnestico e l'idoneità psico fisica per il porto d'armi, il decreto e conservano la patente (!!) Non sono né impulsivo né aggressivo, anche perchè, non so come possa essere che a 28 anni (età in cui il carattere è bello che formato) fossi idoneo per vincere un concorso Forze di Polizia, e anche dopo controlli psicofici poliennali, e invece ora la mia personalità sia così cambiata.
Desideravo ripetere i tests semplicemente perchè mi è parso che all'ospedale militare attribuiscano loro molto valore e li ritengano la fotografia del mio atteggiamento e stato d'animo. Se questi cambiano, come faccio a dimostrarlo? non è possibile che valgano tutta la vita, proprio perchè se così fosse, basterebbe richiamarsi a quelli compilati al concorso e successivamente ai controlli psicofisici di routine. Se il mio modo di rispondere negativamente agli ultimi è dovuto ad eventi gravi della vita, se supero questa fase ci vorrà qualcosa per accertarlo, o no? A che distanza di tempo?

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Capisco, ma è altrettanto oscuro il depakin per il disturbo passivo-aggressivo. Capisco anche la preoccupazione per il fatto che una diagnosi come questa, con caratteristiche di cronicità, possa implicare una menomazione professionale a lungo termine o irreversibile.

Le consiglio comunque di farsi assistere legalmente, o tramite il sindacato o da chi vuole, se intende contestare la diagnosi. La ripetizione dei test la può richiedere, ma le ripeto che questi strumenti a volte sono utilizzati come strumenti diagnostici e questo è un errore metodologico di fondo, che la espone ogni volta a diagnosi varie e mutevoli.

Dr.Matteo Pacini
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[#17] dopo  
Utente 364XXX

Abuso della vostra disponibilità per un aggiornamento alla mia vicenda. La psichiatra dell'ASL credo che non abbia ancora formulato una diagnosi chiara, e nell'ultimo colloquio mi chiede cosa potrà mai fare per aiutarmi, se la commissione è così determinata a buttarmi fuori non sarà certo lei a riuscire ad impedirlo (!!!) Non mi ha neanche dato un appuntamento, perchè...."Sa ormai siamo sotto Natale e ho diritto anch'io alle ferie" "Proverò a trovare una psicologa disposta a seguirla...speriamo, ma tanto in 2 mesi non si fa niente, qua ci vuole una terapia molto lunga"
Riporto i passi salienti dei suoi unici referti prodotti da maggio, negli incontri (7 in tutto):
(01-08-14; primo referto, rilasciato dopo mie insistenze per portare qualcosa all'ospedale militare):
"Disponibile, puntuale e collaborante, per quanto tenedente al prolisso, col rischio di perdere il filo del discorso"
"Sono emerse difficoltà in particolare nella vita affettiva e relazionale interpersonale. All'osservazione presenta una eccessiva ansia sociale, ha ottime capacità dialettiche con tendenza ad un linguaggio elaborato, metaforico, spesso prolisso con tendenza a divagare nei particolari."
"In conclusione il paziente presenta una condizione di forte emotività, correlata ad una struttura di personalità con tratti misti. Ritengo che potrebbe giovarsi di un supporto psicologico e farmacologico."
(31-10-14; terzo e ultimo):
"Rispetto ad alcuni mesi fa, presenta un miglioramento nella sintomatologia ansiosa"
"si è sempre mostrato disponibile e collaborante"
"Il supporto psicologico, a cui il paziente è tutt'ora disponibile, non è ancora iniziato per non disponibilità da parte del servizio.
Nel complesso, la condizione emotiva del paziente, presenta, a mio parere, una significativa attenuazione, anche in relazione al miglioramento delle problematiche familiari.
Si ritiene che un ulteriore miglioramento della condizione emotiva potrebbe venire dalla ripresa dell'attività lavorativa, che nella vita dello stesso rappresenta un punto di riferimento importante e significativo". Sottolineo che questo ultimo passo del referto è stato subito bollato dallo psichiatra militare, come richiesto espressamente da me e fatto aggiungere alla dottoressa.
Sono sempre più angustiato e preoccupato, non mi sento perseguitato ma nemmeno vorrei cadere nella situazione Kafkiana di aggiungere altri disturbi a quelli diagnosticati, indotti dall'atteggiamento dei medici, e di non poterne più uscire...

[#18]  
Dr. Matteo Pacini

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"struttura di personalità con tratti misti. Ritengo che potrebbe giovarsi di un supporto psicologico e farmacologico."

La diagnosi è quanto di più vago esista, e anche l'indicazione, perché "supporto" che significherebbe di preciso ? Inoltre, qui di parla di supporto per Lei, ma la questione inizia con l'Azienda che le contesta dei comportamenti o atteggiamenti o le contesta l'idoneità alla detenzione di un'arma per un rischio connesso a... una sindrome non meglio precisata (successivamente indicata come disturbo di personalità etc).

Qui il punto è capire come inizia la storia. Se non inizia con una ragione definita, allora valuti l'opportunità di farsi assistere legalmente per contestare questo tipo di automatismo: diagnosi-inidoneità, perché è discutibile specie quando la diagnosi formulata è così vaga e non supportata da "fatti" che generino un allarme concreto.
Dr.Matteo Pacini
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[#19] dopo  
Utente 364XXX

La storia è iniziata come ho già detto nei precedenti interventi: certificato del mio medico di famiglia (non dovrei dirlo, ma praticamente 'pilotato' da me) dopo avergli spiegato i miei problemi. Nessun episodio violento, se non le ipotesi dichiaratamente solo statistiche dello psicologo militare (come ho già riportato fedelmente nei precedenti interventi), chiamato a farmi i tests dallo psichiatra militare. Supportate da un rapporto informativo del mio dirigente che dichiara:
"non è stato in grado di realizzare un inserimento proficuo né ha stabilito rapporti di colleganza con colleghi o stima/considerazione con i superiori". Il ridicolo (e tragico) è che non è una questione disciplinare o giudiziaria, dove posso portare il 90% dei colleghi a smentire il rapporto, ma medica, e l'ospedale militare non ammette certo dichiarazioni firmate di colleghi che dicono di non aver problemi con me, anzi alcuni sono proprio amici....
L'asl l'ho contattata io a maggio poichè 'caldamente' invitato a curarmi e a prendere psicofarmaci dallo psichiatra militare, se volevo tornare idoneo, a rivolgermi al centro salute mentale competente per territorio. Tralaltro ho faticato non poco a spiegare al CSM cosa volevo... Vorrei dire che ora sono fermamente intenzionato, prima di tutto, a cambiare centro (l'inerzia dimostrata non mi pare affatto giusta) e domando se è possibile rivolgermi ad uno dove non abbia la residenza, posto che per esempio, faccio servizio in una città diversa da casa mia e potrei andare lì, penso dichiarando che sono domiciliato per servizio (ho l'alloggio). E' possibile ciò? Devo sospendere il rapporto con l'altro CSM?
Poi, ma qui la vedo difficile entro i primi di febbraio, rivolgermi ad un avvocato (che non ho) e ad uno psicoterapeuta privato (che non so dove cercare)...
Il mio dramma è che se mi cacciano non è prevista neanche la pensione perchè non ho i requisiti minimi, inoltre ogni tentativo di capire presso scuole guida e motorizzazione se è in gioco la patente, si è perso nei meandri della burocrazia. Per il porto d'armi (come extrema ratio potrei riciclarmi quale guardia giurata) non posso porre domande specifiche all'ufficio competente poichè sono conosciuto come collega...ma mi risulta che i criteri siano il non uso attuale di psicofarmaci.
Aggiungo che la psichiatra asl mi aveva prescritto il DEPAKIN 500 per eventualmente smussare i supposti contrasti che potevo avere con le persone (??) Lo psichiatra militare ha detto che questo farmaco. per tipologia e dosaggio, implicava l'inidoneità permanente (!!) al servizio (?!) Ne ho prese solo 5 però!
NOTA BENE: la psichiatra dell'asl ha detto che dai disturbi di asse 2 del DSM-IV non si guarisce, poichè con l'età questi aspetti possono venire fuori anche se uno 2 anni fa era idoneo, ora, a seguito lutti o traumi, esce questo disturbo, che non può essere eliminato con l'avanzare dell'età. Ha fatto il paragone di un'allergia che si manifesta improvvisa e non va via......

[#20]  
Dr. Matteo Pacini

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"Supportate da un rapporto informativo del mio dirigente che dichiara:
"non è stato in grado di realizzare un inserimento proficuo né ha stabilito rapporti di colleganza con colleghi o stima/considerazione con i superiori".

Ecco, quindi il suo dirigente saprà a cosa fa riferimento con queste espressioni, e potrebbe essere chiamato a specificare di quali episodi si tratta.

"Lo psichiatra militare ha detto che questo farmaco. per tipologia e dosaggio, implicava l'inidoneità permanente (!!) al servizio (?!) "

E per quale motivo ? Mi sembrano una serie di messaggi ingiustificati detti così.

I disturbi di asse 2 del DSM sono scarsamente validi come diagnosi, e "non si guarisce" è un assunto ingiustificato basato sul fatto che a questi disturbi non veniva prescritto sistematicamente alcun tipo di farmacoterapia fino a poco tempo fa (perché si ritenevano solo trattabili con la psicoterapia, senza alcuna ragione).

Riassumendo, in tutto questo percorso par di capire che il suo dirigente abbia espresso un'opinione negativa, che di per sé non so se sarebbe sufficiente a estrometterla, se riferita ad una diagnosi psichiatrica non è chiaro cosa cambi, perché quella diagnosi, anche se comporta una certa conflittualità nelle relazioni, non dà necessariamente luogo a fatti clamorosi.


Inoltre le hanno dato un trattamento: se glielo hanno dato a che scopo ? Evidentemente lo ritengono curabile.

Dr.Matteo Pacini
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[#21] dopo  
Utente 364XXX

Oggi sono tornato dalla psichiatra dell'ASL con un'impegnativa del mio medico per un ciclo di psicoterapia ma lei ha detto che non c'era bisogno, me l'ha quindi restituita, e cmq nella struttura pubblica lo psicologo non è ritenuto qualcosa di urgente perciò ci sono tempi molto lunghi. Ad un certo punto mi ha chiesto:"Ma insomma, io non ho ancora capito cosa vuole da noi? La terapia la vuol fare per guarire o per non farsi buttare fuori?? Non creda che solo perchè va a parlare con una psicologa tutti i suoi problemi si risolvano magicamente. E' inutile che si rivolga al suo medico perchè senta nel suo CSM di competenza (fa parte di un'altra asl), la sola competenza è qui dove risiede. Ma visto che insiste così tanto vedrò i prossimi gg di darle dei nominativi di privati, ma tanto le ripeto, da qui ai primi di febbraio non riuscirà a portare nessuna diagnosi valida all'ospedale militare"....Sono sempre più confuso e molto, molto preoccupato. Ho scarsa fiducia nei ricorsi, li considero, passatemi questa metafora, come incollare un bicchiere rotto, il segno ormai si vede, e non è detto che tenga. Oltretutto, ripeto, trovare un avvocato che si occupi di queste cose è molto difficile, anche solo di ricorsi contro Forze di Polizia.

[#22]  
Dr. Matteo Pacini

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"Non creda che solo perchè va a parlare con una psicologa tutti i suoi problemi si risolvano magicamente. "

Infatti. Spero che la terapia consista in altro.

"la sola competenza è qui dove risiede. " Di solito non è così, uno si può far seguire dove crede, a meno che non gli sia imposto di farlo presso alcune strutture.

Chi le fa una diagnosi deve indicarle: se esiste una cura da seguire, quale è, la prescrizione, e dove effettuarla. Meglio se ci sono più alternative (equivalenti).

Se nessuno le richiede di sottoporsi a una cura, o non c'è, oppure è strano, visto che da questa cura potrebbe derivarle il miglioramento della condizione per cui è stato giudicato inidoneo. Se invece non c'è questa possibilità, le dovrebbe essere comunicato.

Una cura è stata data (depakin), quindi quest'idea che le cose possano cambiare ci deve essere, ma qui la questione deve essere chiarita a monte. Se lei continua a dire (non dico che abbia torto) che problemi sul lavoro non ce ne sono stati, allora come possiamo discutere del fatto che curandosi debbano migliorare. Se invece ci sono stati, e dipendono da una sua struttura mentale, lei può decidere se curarsi (se la cosa è per lei un problema, compreso il fatto che non le consente di lavorare), ma dovrà concordare degli obiettivi con un medico che la segue.

Non si è capito perché questo non sia ancora avvenuto, ovvero chi la segue.
Dr.Matteo Pacini
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[#23] dopo  
Utente 364XXX

Gentile dottore,
a questo punto per chiarezza reciproca ripercorro la vicenda e mi soffermerò sui punti che non ho compreso, cercando di essere ancora più chiaro e dettagliato nelle spiegazioni, al fine poi di riassumere e permettere di trarre una conclusione definitiva.
Non c'è stato nessun episodio specifico in servizio o nella vita privata. Di contro, a titolo di esempio, un collega, che nel passato ha minacciato il suicidio all'interno della caserma, paradossalmente è stato tenuto in aspettativa fino al termine dei 2 anni previsti, nonostante non desse segni di miglioramento (era mio amico). Un altro, che lavorava con me, è stato mandato a casa dopo 2 anni anche lui, nonostante cercasse proprio di farsi cacciare, per vantaggi personali... Con tutto ciò io dovrei esser estromesso dopo 12 mesi, a fronte di miglioramenti?! Sempre se la diagnosi iniziale sia corretta....

Discussioni (non violente), polemiche, critiche mie al "sistema" negli ultimi anni con alcuni colleghi ce ne sono state, come in ogni posto di lavoro, concernenti operazioni di servizio, e anche per motivi extralavorativi, e anche la poca considerazione di UN SOLO precedente dirigente e di un superiore diretto. Solitamente questo ha ripercussioni sulle valutazioni caratteristiche del dipendente, al limite può dar luogo a provvedimenti solo disciplinari. Se dovessero cacciare tutti quelli che fanno così... Posso assicurare che se ci fosse stato altro, l'amministrazione non si sarebbe limitata ad un giudizio così vago, ma avrebbe scritto tutto per filo e per segno!

Ho evidenziato nei tests a cui sono stato sottoposto e nei colloqui con lo psicoterapeuta militare, la frustrazione per soprusi subiti, la presenza di personale poco istruito, lavativo, che mette in difficoltà i colleghi... oltre a problematiche esterne, personali e familiari, limitate però, queste, all'ultimo periodo, ma fortemente condizionanti, tali da dover cercare una soluzione.
Nell'esposizione ho parlato SOLO di ciò che non andava, non dei lati positivi della mia vita, anche perchè i colloqui e in buona misura i tests (escluso mmpi-2) erano basati su quello (soprattutto le domande ripetute sul suicidio). Pensavo, da profano, che non avendo tempo illimitato a disposizione ed essendo, dopo la prima volta, stato classificato come prolisso, fosse mio dovere focalizzare le situazioni e indicare cosa le aveva scatenate, precisando la loro collocazione nel tempo, non certo delle mie splendide vacanze con i mei amici o dei bei libri che leggo!

Debbo puntualizzare, mi si consenta lo sfogo, che ho risontrato fattori, in ambiente militare, che influiscono nei colloqui e nella valutazione di un soggetto, in maniera non corretta. Mi spiego meglio: convengo che sia normale osservare il soggetto in tutti i suoi atteggiamenti, prima e dopo la visita o il colloquio, ma ho notato comportamenti, non riscontrati se io avessi avuto un problema fisico. Nel concreto, ogni mia osservazione, obiezione, fatta anche fuori dai tempi delle visite, compresa la richiesta di accesso agli atti, è stata utilizzata per la diagnosi (in parte solo a voce, come è facile capire perchè). Aggiungo poi che non predispone certo ad un atteggiamento sereno sentirsi dire: "Ah, lei è quello che ha richiesto copia degli atti!" io:"Scusi, non ci sarò mica solo io, no?" risposta:"No, no, si fidi che c'è solo lei", oppure lo psichiatra: "Stavolta però non mi faccia andare avanti e indietro ancora con la sua cartella!" Forse riferito al fatto che la volta precedente si era risentito in modo evidente poichè ha dovuto farmi personalmente fotocopia del referto che avevo presentato, in quanto non avevo provveduto prima io. Ancora lo psichiatra:"Lei è fortunato che prende lo stipendio e sta a casa, pensi a quei poveri operai senza un lavoro".

Ancora: senza voler sospettare di assenteismo nessuno, fare centinaia di chilometri, essere convocati per le ore 8, e aspettare lo psicoterapeuta (che da orario dovrebbe arrivare alle 9), che si presenta per 3 volte in ritardo (anche alle 10,45), non predispone bene. Sentirsi dire che non dovevo fare un figlio con una certa persona, o che avrei dovuto mollare prima una certa fidanzata, forse indispone! Esser convocati la terza volta solo per 10 minuti (contati) per parlare solo delle miei rapporti con l'altro sesso, e poi scrivere nel referto che sono indisponente, non rispetto i tempi della conversazione e non mostro di recepire i feedback verbali e non... certo che non li rispetto, e faccio anche finta di non capire che lo psicologo ha fretta! Ho apertamente obiettato a fine colloquio su questo, e ho cercato di aggiungere tutti quegli elementi che non erano stati trattati e mi parevano più pertinenti delle mie ex-fidanzate...
Posto che i referti dello psicologo riportano fatti della mia vita diversi da come li ho raccontati (non giudizi, ma fatti!), fanno confusione e nelle questioni di servizio usano un linguaggio da profani, a che scopo poi sottolineare nel referto la regione italiana della madre di mio figlio, inserire frasi degne di un romanzo, quali:"con risentimento e sorriso beffardo il soggetto afferma -ah adesso non è colpa della mafia, è colpa del pentito!-", dilungarsi sul giudizio sulla disdetta del mio matrimonio 15 anni fa, o ripetere pedantemente tutti i giudizi in tutti e 3 i referti, tra cui il "locus of control esterno". Prolissità e ripetitività rimarcata anche dalla psichiatra Asl, quando li ha letti. Forse per "fare volume" e dare apparente corposità al giudizio??

Sicuramente l'atteggiamento che ho tenuto e il raccontare una serie lunghissima di avversità, inducono a pensare un po' che attribuisco molto la colpa agli altri. Nella vita però, a volte, capitano serie di cose negative... D'altro canto, non era nemmeno possibile in quella sede verificare ciò che affermo, perciò ad un certo punto bisogna attenersi alle mie risposte e assumere per buono ciò che dico (anche i tests si basano su questo, o no?), visto che l'unico altro parere (il mio dirigente) si limita a 3 righe. Mai detto che sia sempre tutta colpa degli altri, o che la gente ce l'ha con me. Non sono mai violento, neanche fuori dal lavoro. Ritengo poi poco professionale proferire frasi del tipo:"E' impossibile che lei ora non abbia una ragazza, se non ne trova una vada in palestra!" io:"Guardi che sono andato alla Virgin fino a poco tempo fa.." "No! Lei deve andare in una palestra normale!" (???!) Puntiglio e polemica inutile. Cosa c'entra poi tutto questo col lavoro???

Preciso che sono sceso ad un peso più "normale" e non ho più difficoltà a dormire.

Sottolineo altri giudizi tratti dal referto dello psicologo che sinceramente non comprendo quale valore abbiano in una diagnosi ovvero quanto siano patologici e non invece insiti più o meno, in tanti di noi:
"Atteggiamento giudicante. Prolisso. Eloquio con ricerca di termini ricercati. Insistente. Logorroico. Egocentrico. Tendenza a sviluppare sintomi sotto stress."

Cosa significa acting-out?

Anche certi passi dei referti della psichiatra Asl non mi sembrano sintomatici di una patologia: "ha ottime capacità dialettiche con tendenza ad un linguaggio elaborato, metaforico, spesso prolisso con tendenza a divagare nei particolari"

Posto che i colleghi sanno che non è veritiero, ribadisco che non so come smentire il contenuto del rapporto informativo del mio dirigente che, per la sua natura, è in un limbo, cioè non vi sono strumenti per ricorrere amministrativamente o per via gerarchica, e tantomeno in sede medica! Dovrebbe avere un peso molto limitato, in servizio non porterebbe a nulla (troppo generico) se non a seguire un po' più da vicino il sottoposto o a demansionarlo. In sede medica, non fa riferimento a niente di specifico e non è previsto (mi sono informato) in alcun modo che l'ospedale chieda altri rapporti informativi ovvero presunti dettagli su quello già espresso.

Quanto al minacciato divieto anche solo di detenere in casa armi (private) a scopo di difesa, derivante da una futura segnalazione alla Prefettura (una volta licenziato), l'Asl casca dalle nuvole, come pure per la patente.
Ho continuato a chiedere a medici di scuole guida per le cause psichiche di revisione/revoca patente. Risposta: "Mah, non ricordo bene... si c'è una lunga lista, io non ce l'ho, boh, va bè, ma poi si vede se uno ha problemi, al limite se ho dei dubbi lo mando in commissione provinciale..."

Lo psichiatra militare, dopo l'esito dello psicoterapeuta, mi disse: "Visto che lei gode del vantaggio di stare a casa 6 mesi a non fare niente prendendo lo stesso lo stipendio, è bene che si impegni a guarire, quindi si faccia seguire dal CSM". Nessuna comunicazione è giunta al Centro di Salute Mentale, semplicemente io sono andato e ho cercato di far capire la mia situazione, e visto che c'era di turno solo una psichiatra e non una psicologa, sono stato provvisoriamente mandato a colloquio il giorno stesso. Da lì poi ho continuato con la stessa dottoressa che ci ha messo 3 colloqui per capire cosa volevo.

Ripeto dottore una domanda già posta: posso andare a "Canicattì" (per dire) senza avere la residenza e farmi seguire dalla struttura pubblica?

Sottolineo un passo dell'ultimo referto della psichiatra Asl: "Si ritiene che un ulteriore miglioramento della condizione emotiva potrebbe venire dalla ripresa dell'attività lavorativa, che nella vita dello stesso rappresenta un punto di riferimento importante e significativo". Ripeto ancora che lo psichiatra militare mi ha detto: "Ma questo lo ha fatto aggiungere lei, vero? Si vede".

Lei mi chiede chi dovrebbe seguirmi. L'ospedale militare certo no, ha funzioni solo di medicina legale. Nemmeno il medico della mia Amministrazione. L'Asl ufficialmente mi sta seguendo, con tutti i problemi che le ho evidenziato. Comunque il discorso farmaci è definitivamente tramontato anche per la psichiatra, che me lo aveva prescritto, dice lei, "per prova".

Le chiedo dottore: cosa significa "ansia sociale"?

In conclusione: l'Asl scrive che sono migliorato e l'ospedale militare fa conto di niente; l'Asl penso mi consideri sempre più una "patata bollente".

Si parla di terapie, e quindi, ritenuto che sono curabile, è privo di senso il volermi buttar fuori prima del tempo. Ma forse qui è necessario prima di tutto fare il punto della situazione, la "stadiazione" dei disturbi, se ve ne sono ancora a livello tale da compromettere il lavoro, considerando anche che il presidente della commissione medica militare mi ha detto: "Se non vuole che la riformiamo, fra 3 mesi mi porti dei "bei" certificati". Ma allora si torna al discorso che ci vuole una psicologa e bisonga anche rifare gli stessi tests (per non aver poi contestazioni se sono di tipo diverso). Il discorso del "barare" cercando di rispondere al meglio, scusi dottore, mi sembra lasciare il tempo che trova. Lei pensi nei concorsi se la gente non fa di tutto, mentendo più o meno, per porsi in buona luce, o alla presunta invalidità a somministrarlo a studenti di psicologia o a psicologi e psichiatri, o a tutte le volte in cui io personalmente ho fatto l'mmpi-2 (come del resto avevo avvertito da subito lo psicologo militare, che invece ha prodotto l'assurdo atteggiamento di rispondermi "non esiste il manuale dell'mmpi" e "riferiva informazioni sul test inadeguate e scorrette, confermando la discrepanza, già riscontrata, tra le sue presunte metaconoscenze e il dato reale"). Considerato poi che ad un certo punto la psichiatra Asl mi ha detto che se baro viene fuori....

Aggiornamento dell'ultima ora, mi ha appena chiamato la psichiatra dicendo che, dopo essersi consultata con tutti i colleghi, la farmacoterapia è da escludere, per i tests l'Asl ha altre priorità e quindi li devo fare privatamente, meglio se qualcun altro, oltre all'mmpi-2 e CBA 2.0. Per la psicoterapia dice che, poichè hanno casi più importanti ed urgenti, deve cercarmi un nominativo privato che sia anche pratico di medicina legale, poichè nessuno di loro ne sa niente.......

La ringrazio ancora dottore per tutta l'attenzione che mi sta dedicando, spero di esser stato chiaro, anche perchè tutta questa vicenda ha contorni che sfuggono anche a me.

[#24]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se esiste una prestazione pubblica, Le deve essere indicato un nominativo, mandare il paziente nel privato senza alternative non mi sembra accettabile, a meno che la cosa non si svolga solo nel privato. Inoltre possibile che non si specifichi quale farmacoterapia si esclude (tutte ? ma se una le era stata già indicata), e quali psicoterapie si indicano (così in generale non ha senso).
Pretendere prestazioni private per eseguire test di nessun valore diagnostico in soggetto già diagnosticato mi pare discutibilissimo.

Quindi questo che mi pare sia diventato un groviglio di pareri ma con un paradosso tra conseguenze paventate (aggressività) e intervento sulla questione. Se poi la questione era soltanto far cadere le condizioni di rischio (il possesso dell'arma, le sue funzioni lavorative) e il resto non è urgente e può essere anche lasciato stare, che le sia comunicato esplicitamente.
Dr.Matteo Pacini
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[#25] dopo  
Utente 364XXX

La storia infinita... ho finalmente ottenuto copia dell'ultima diagnosi dell'ospedale militare, che riporto integralmente, per avere un giudizio:
Si presenta lucido, accessibile, orientato nel tempo e nello spazio. Comportamento teso. Il tono dell'umore appare indifferente, l'ideo-percezione non appare disturbata, critica e giudizio carenti per quanto concerne il suo stato psicofisico e la sua relazione con l'ambiente di lavoro. Anamnesi psichiatrica: vedere i referti delle visite precedenti.
Alla visita odierna nega segni o sintomi di interesse psichiatrico, nega assunzione di psicofarmaci e sostiene che sarebbe anche pronto a tornare in servizio, ponendo però una serie di condizioni.
Presenta un certificato, datato 31.10.2014, della psichiatra curante dr. ssa -----, che si conclude con la seguente affermazione (vedi copia allegata): "si ritiene che un ulteriore miglioramento della condizione emotiva del pz potrebbe venire dalla ripresa dell'attività lavorativa...".
Osservazioni:
Nel certificato presentato nel corso dell'ultima visita, datato 01.08.2014 e firmato dalla dr.ssa ---- (CSM area città di XXXX) si attesta che "il soggetto presenta difficoltà nella vita affettiva e relazionale, che soffre di ansia sociale, irritabilità e disforia". Nella conclusione la psichiatra descrive "una condizione di forte emotività con difficoltà del controllo della stessa, correlata ad una struttura di personalità con tratti misti". La stessa psichiatra prescrive lo psicofarmaco stabilizzatore del tono dell'umore Depakin che il soggetto, alla visita del 5 agosto, ha detto di avere assunto quella mattina per la prima volta.
Alla visita odierna il soggetto dichiara di avere assunto il Depakin solo per qualche giorno e questo viene registrato dalla psichiatra nel certificato 31.10.2014 con il commento "non è stata impostata altra terapia". La stessa dichiara che non è risultato disponibile il supporto psicologico. In assenza, quindi, di qualsivoglia intervento terapeutico non appare comprensibile come possa essersi modificata la "forte emotività con difficoltà del controllo della stessa, correlata ad una struttura di personalità con tratti misti", in soli tre mesi e al punto da dichiararlo idoneo al ritorno all'attività -------, attività che prevede anche l'uso di un'arma.
Si conferma la diagnosi. Conclusioni: Disturbo dell'adattamento. Disturbo di personalità NAS.

Sottolineo che l'URP dell'ASL, al quale mi sono rivolto per protestare sul disservizio riguardo all'indisponibilità dello psicologo, mi ha detto che in teoria potrei rivolgermi a qualsiasi CSM, ma tanto sono messi tutti nella stessa situazione, e la mia non è una priorità. Come escamotage posso rivolgermi al consultorio psicologico della sede ASL di quartiere, ma il servizio è prevalentemente rivolto a ragazze madri, ecc.
Mi sono quindi rivolto a 2 professioniste private, che sono rimaste molto perplesse su tutta la faccenda e hanno, pure loro, faticato non poco a capire di cosa avessi bisogno. Appena possibile mi somministrearanno l'MMPI-2 e il CBA 2.0

[#26]  
Dr. Matteo Pacini

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In effetti è lecita la critica al fatto che prima si dica una cosa "grossa", poi si propone una cura, la cura non è fatta, e dopo il giudizio dice praticamente che non c'è più nulla. A quel punto, o il secondo passaggio non torna, o non torna il primo.
In effetti quel che mi sono chiesto sempre dall'inizio del consulto è: questa "forte emotività con difficoltà del controllo della stessa" in che modo è stata constatata, perché i casi sono due:
a) sulla base di fatti verificatisi sul lavoro
b) sulla base di test
Nel caso b) la cosa è inaccettabile, poiché questo uso dei test per indicare potenziali e gravi anomalie in assenza di riscontri è assolutamente ingiustificato.
Le diagnosi di uscita sono vaghissime: disturbo di personalità nas e disturbo dell'adattamento, e comunque nel disturbo dell'adattamento è implicito che vi sia stato uno stress ambientale, al di là della vulnerabilità della persona,e che l'Ente debba farsi carico di collocare e gestire la persona in ragione di questa vulnerabilità, non di penalizzarla sul lavoro.

Francamente il fatto che l'uscita da questo sia la somministrazione di due test è discutibilissima, sia per il contesto, sia perché questi famigerati test non sono strumenti che permettono di cogliere chissà che cosa, che non sia deducibile anche attraverso una più concreta storia clinica e biografica.
Dr.Matteo Pacini
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[#27] dopo  
Utente 364XXX

la forte emotività riscontrata dalla psichiatra ASL, (per quanto le mie parole siano di un profano e da paziente), non so da dove tragga la motivazione, se non dall'enfasi con cui ho raccontato i fatti. Sembra il passaparola nei pettegolezzi, che si ingigantiscono mano mano, e si autoalimentano: lo psicologo che ingigantisce i risultati dubbi dei tests, lo psichiatra militare che avalla il giudizio dello psicologo, la psichiatra ASL che enfatizza, e lo psichiatra militare di nuovo che, scrivendo in uno stile che condivido (se fossi estraneo e leggessi l'ultima diagnosi, io per primo darei ragione allo psichiatra, peccato che anche lui a voce poi ha detto delle cose un po' diverse e provocatorie).
Trovo inaccettabile cmq il comportamento burocratico dell'ASL, e spero di trovare qui conforto da Lei dottore.
Per quanto riguarda le psicologhe private, loro si sono bene accertate che fossero passati almeno 6 mesi per l'MMPI-2, altro non so per ora.
Ripeto infine che anche queste psicologhe mi han chiesto se c'erano stati episodi sul lavoro. Ho spiegato che l'unica cosa è l'atteggiamento di alcuni dirigenti dell'amministrazione, i quali cercano di buttarmi fuori, ma si guardano bene dal dichiararlo per iscritto. Evidentemente, come prospettatomi dalle psicologhe private, mi sono "incartato" da solo chiedendo quella diagnosi deleteria al mio medico. All'amministrazione non è sembrato vero di sbarazzarsi di me, anche se più di tanto non han potuto dichiarare, in assenza di episodi specifici, a rischio di mia querela. Quanto all'ospedale, dubito possa esser stato influenzato da qualche telefonata (se no veramente avrei la mania di persecuzione..), ma ripeto, onestamente ho incontrato uno psicologo antipatico e questo sicuramente ha indotto in me un atteggiamento sbagliato. Da li poi lo psichiatra, che nei miei confronti aveva tenuto un atteggiamento favorevole, si è conformato al parere dellopsicologo, suffragato dai tests. La psichiatra ASL, armata di tanta buona volontà e presumo esperienza (57 anni), non ha saputo condurre bene la cosa, terapia compresa.
Ultimissimo dubbio: io non riconosco ASSOLUTAMENTE di soffrire di ansia sociale. Ci sta proprio come i cavoli a merenda, scusate l'espressione. Non ci sono proprio i presupposti!

[#28]  
Dr. Matteo Pacini

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Chi ha fatto le diagnosi le può argomentare, per cui chi fa riferimento ad aspetti che sembrano del suo modo abituale, o recente, di comportarsi, può esplicitare a quale tipo di episodi si fa riferimento, da chi si sono appresi, in conseguenza di quale fatto etc. Altrimenti diventano delle deduzioni dai test, che non sono mai corrette, perché il test va utilizzato se mai alla luce di un fatto clinico. Da soli questi test identificheranno solo dei profili, che corrispondono non a diagnosi ma ad aspetti di interpretazione e di definizione ulteriore se mai.
Dr.Matteo Pacini
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[#29] dopo  
Utente 364XXX

Gentilissimo dottor Pacini (e altri che vorrano benevolmente intervenire)
La mia storia sta per avere un esito dei più infelici.
La aggiorno il più precisamente possibile, prima di svelare l'assurdo epilogo:

Mi sono rivolto privatamente a uno studio con 2 psicologhe (di cui una specializzata in tests). Ho rifatto l'MMPI-2 e fatto la SCIID-2.
Risultati (al 2-2-2015):
MMPI-2: unico valore limite, tendenza alla razionalizzazione, ipersensibilità nei rapporti interpersonali, rigidezza sensibilità ai torti subiti,cauto nei contatti iniziali con altri, forte senso della morale, da fiducia fintanto che non si sente tradito, sviluppato senso del dovere. Per il resto: Propensione a una certa permalosità, ha opinioni e convinzioni precise che difende anche vigorosamente. Tendenza ad assumere la leadership e il controllo nelle relazioni interpersonali. Onestà, senso del dovere, accetta le conseguenze del proprio comportamento.
SCIID 2: nessun disturbo di personalità.
Conclusione: tratti personologici come da MMPI-2, che loportano ad essere talvolta polemico e prolisso. Ha schema valori molto strutturato, eloquio articoltato e talora incalzante.
Non risultano tratti psicopatologici, ma solo sul piano caratteriale.

Referto della psichiatra ASL (al 3-2-2015):
miglioramento significativo della condizione emotiva generale (già segnalato il 31-10-14), sintomatologia ansiosa in totale remissione, anche senza trattamento farmacologico, da attribuire, alla natura reattiva della condizione emotiva iniziale, secondaria ad eventi importanti. Col risolversi delle situazioni, il pz, ha recuperato il proprio equilibrio.
Concordo con le valutazioni psicologiche, il pz non ha disturbi di personalità, ma solo aspetti caratterizzanti, non significativi dal punto di vista diagnostico.
Allo stato attuale si riscontra solo una preoccupazione legata alla precarietà della condizione lavorativa, che il pz auspica di poter riprendere.
RISPOSTA DELL'OSPEDALE MILITARE (udite udite!)al 13-2-2015:
"Gli accertamenti eseguiti orientano verso un soggetto con caratteristiche personologiche patologiche che compromettono in modo variabile le capacità adattative ed relazionali, in ambito professionale e personale, implicanti un disturbo della personalità con tratti di rigidità, ipersensibilità, e scarso controllo emotivo. Permanente non idoneità all'uso delle armi, e al servizio d'istituto nell[OMISSIS]. L'attività d'istituo espone i componenti a stressors lavorativi rilevanti, compresi rischio per la vita e incolumità personale del soggetto e colleghi. Gli operatori devono avere grande equilibrio psichico e struttura personalità priva anche solo di elementi indicativi di possibile disturbo. Disturbo adattamento, anche se ben compensato nellavita civile, non consente formulare idoneità nell[OMISSIS], costituendo LOCUS MINORIS RESISTENTIA psicoattitudinale rilevante e substrato predisponente a comportamenti inadeguati, se non patologici."
(In aggiunta, segnalazione prefettura per divieto permanente detenzione armi e motorizzazione civile per revisione patente).

[#30]  
Dr. Matteo Pacini

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" Gli operatori devono avere grande equilibrio psichico e struttura personalità priva anche solo di elementi indicativi di possibile disturbo. "

Questo è un'assurdità. Elementi indicativi di "possibile" disturbo non significa niente. Indicatori di rischio statistico, se questo rischio è superiore a quello della popolazione generale, possono essere considerati, ma ci vorrebbe una base di letteratura scientifica ben forte per sostenere che uno è inadatto perché ha un elemento di rischio "e basta". In base a questo anche avere un genitore depresso, o un nonno depresso potrebbe allora essere un elemento di rischio.

Il referto privato purtroppo non è controllato, o non è considerato controllabile (in realtà anche quello ASL non è che sia sottoposto a chissà quali verifiche di metodo). Però ha quello dell'ASL, che dice "migliorato" in sostanza.
Al di là dell'indefinizione di quello che è migliorato, che è il punto di partenza che tutt'oggi rimane confuso, la risposta così come la fa seguire sembra parlare di un altro referto.

A mio avviso la cosa in tutto il suo insieme può essere oggetto di contestazione, però il punto mancante è il "perché", ovvero cosa sia successo di tale da aver messo paura o sospetto a chi lavora con Lei che sia pericoloso.
Dr.Matteo Pacini
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[#31] dopo  
Utente 364XXX

Pregiatissimo dottor Pacini,
Le assicuro nuovamente che non c'è mai stato nessun episodio a monte.
Ora il CSM della città dove presto servizio, dietro mia richiesta con impegnativa del medico curante, mi ha fissato un appuntamento il 4 marzo, con il loro psichiatra, fra molte perplessità. In pratica non capiscono cosa voglio visto che c'è già un referto negativo della psichiatra CSM della mia città natale, considerato che sottraggo risorse al SSN. (Come dargli torto...).
Le 2 psicologhe si sono offese e spazientite verso l'ospedale militare. La psichiatra del CSM della mia città poi si è parecchio risentita, ha detto che ne va della sua dignità professionale, e lei non fa "i compitini a casa per nessuno" cioè precisazioni riguardo al passaggio del suo referto del 01.08.14 "forte emotività con difficoltà del controllo della stessa", in quanto voler insistere ad interpretarlo come possibilità che io "spari a qualcuno" (come insistentemente ripetuto dalla seconda psichiatra Ospedale Militare), è semplicemente ridicolo.
L'amara verità è che io tra un mese andrò a visita definitiva, e posso farmi assistere solo da uno psichiatra, il quale però, a discrezione di quello militare, può esser lasciato fuori l'ambulatorio durante la visita (!!??), e quindi parlare solo con la commssione, fatta da un medico generico della mia forza di appartenenza, più 2 medici legali non psichiatri.
La forte impressione è che intendano liberarsi di una patata bollente, in quanto, come dichiarato il 6 febbraio dalla seconda psichiatra militare "è difficile ora tornare indietro da una diagnosi fatta da noi".
Non sono ammessi avvocati nè psicologi.
Sono veramente disperato!!! Mi serve assolutamente sapere che strategia adottare, tipo la presenza fisica di un mio psichiatra di fiducia, esperto medico legale, potrà convincerli di ciò a cui non credono, cioè la remissione spontanea dei sintomi senza farmacoterapia nè psicoterapia, (così come già obiettato nel referto dell'ospedale militare del 6 novembre).
La prego dottore, è l'ultima chance, prima di recarmi a Roma, all'ospedale del Celio, non si sa con quali tempi, a fronte comunque del mio licenziamento nel frattempo, con le limitazioni aggiuntive (divieto permanente armi in casa, revisione patente).

[#32]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La strategia possibile può essere quella di farsi assistere da un consulente, in collaborazione con il suo avvocato, o come presenza fisica o come relazione da presentare e mettere agli atti per la commissione che la visiterà.
Dr.Matteo Pacini
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[#33] dopo  
Utente 364XXX

Pregiatissimo dottor Pacini,
Vorrei mostrare l'ultimo referto di cui sono entrato in possesso:

"Encefalo - lucido, orientato spazio-tempo, collaborante e accessibile. Logorroico, manifesta con fermezza la volontà di tornare in servizio.
Paziente lucido, orientato nel tempo e nello spazio, accessibile. Comportamento adeguato. Il tono dell'umore non appare alterato, l'ideo-percezione non appare disturbata. Anamnesi psichiatrica: vedere i rilevanti elementi anamnestici nelle precedenti visite.
Alla visita odierna il paziente manifesta una situazione di benessere favorita anche dalla risoluzione di molti problemi personali e familiari che lo hanno gravato negli ultimi anni.
In merito alle difficoltà incontrate in ambito lavorativo, il paziente evidenzia uno stile cognitivo connotato da rigidità e limitate capacità critiche che ne condizionano una elaborazione ridotta.
Il paziente si è sottoposto ad approfondimento psicodiagnostico con la dr ------ che non ha evidenziato elementi psicopatologici indicativi di un disturbo di personalità o di adattamento. In tale documentazione si rilevano solo alcuni elementi caratteriali quali tratti di rigidità, ipersensibilità alle critiche e tendenza al moralismo che possono portare a risposte talora polemiche.
Nell'allegato certificato della psichiatra ASL dr------- del DSM di ------ si ribadisce la completa remissione della sintomatologia ansiosa e si rilevano alcuni elementi caratteriali che però non sembrano risultare significativi dal punto di vista diagnostico. Il paziente alla visita odierna nega segni e sintomi di interesse psichiatrico e manifesta il desiderio di rientrare in servizio.
Si sottolinea che nelle varie valutazioni testistiche effettuate, pur con diversa gravità, sono sempre emerse caratteristiche personologiche patologiche che hanno compromesso in modo variabile le capacità adattative e relazionali del soggetto sia in ambito personale che lavorativo. Si rileva inoltre che l'ultimo test MMPI effettuato a soli otto mesi dal precedente, potrebbe essere stato in parte inficiato dalle conoscenze specifiche acquisite dal soggetto.
Per quanto riguarda la valutazione psichiatrica si rileva che la dr---- ha effettuato una prescrizione farmacologica (depakin) congrua alle condizioni del soggetto in quel periodo e non assunta dal paziente e solamente due mesi dopo, senza alcun intervento terapeutico, ha riscontrato un quadro psichiatrico negativo.
In considerazione del ruolo lavorativo del soggetto, si rileva che gli elementi personologici evidenziati nelle varie valutazioni effettuate, rappresentano un elemento di vulnerabilità che ha già ripetutamente dato origine a quadri di disadattamento ambientale di entità invalidante. Tali elementi confermati ripetutamente anche alle visite, non risultano compatibili con il rientro del paziente nel precedente ruolo lavorativo.
CONCLUSIONI: Disturbo dell'adattamento in personalità con tratti di rigidità, ipersensibilità e scarso controllo emotivo."
Agiungo che un paio di eminenti psichiatri medici legali mi han dato poche speranze di successo, manifestando il timore sul mio uso di un'arma, alla luce di quanto dichiarato dagli psichiatri militari, che a loro pare difficile da demolire.....

[#34] dopo  
Utente 364XXX

Inoltre sono andato a visita dallopsichiatra ASL della città dove presto servizio, il quale mi ha domandato cosa facessi li e cosa volessi, perchè mai, di mia spontanea volontà, pur con impegnativa del medico curante, io avessi chiesto una visita psichiatrica, quando da tutta la mia mia documentazione si evince che non ho nulla. Si è anche lievemente seccato, alle mie insistenze, concludendo che si rifiutava di prendermi in carico e anche solo di rilasciarmi un certificato, essendo sufficiente quello dell'altro CSM, aggiungendo che lì vengono persone che hanno problemi, non chi sta bene, come me. Tutt'al più posso chiedere copia della cartella clinica da lui redatta dove metterà per iscritto quello che mi ha detto a voce.

[#35]  
Dr. Matteo Pacini

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"In merito alle difficoltà incontrate in ambito lavorativo, il paziente evidenzia uno stile cognitivo connotato da rigidità e limitate capacità critiche che ne condizionano una elaborazione ridotta."

Quindi si dice che adesso non si rende conto di quel che è successo sul lavoro, in termini di critica sul suo operato.

All'epoca era invece necessitante di una terapia con depakin in quanto sostanzialmente irritabile, agitato, instabile umoralmente.

La diagnosi fa riferimento non a personalità sempre disturbata ma a una ridotta capacità di adattamento a situazioni stressanti, che potrebbe anche poi in futuro delinearsi come una diagnosi meglio definita (ad esempio un disturbo dell'umore che si manifesta solo in occasione di determinate circostanze).
Dr.Matteo Pacini
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[#36] dopo  
Utente 364XXX

Ma quindi è una diagnosi plausibile quella dell'ospedale, che può veramente essere incurabile, o è l'ennesimo tentativo di saltare di palo in frasca per licenziarmi?
E se si può curare, è con questa benedetta psicoterapia, di cui nei colloqui mi viene sempre chiesto se ho eseguito, assieme alla ripetizione ossessiva del loro timore che io spari a qualcuno?

Ringrazio ancora per l'attenzione prestatami.

[#37] dopo  
Utente 364XXX

Scusate, ho dimenticato 3 cose:

1) lo psichiatra del CSM della città dove presto servizio, ha scritto nella cartella clinica che, visti tutti i referti e tests, non ho nessun disturbo di personalità, e che conferma il certificato della collega dell'altro CSM;

2) uno psichiatra medico legale, che mi ha sottoposto a colloquio e a tests Rorschach e TAT, oltre ad aver visionato la documentazione, ha dato dei matti ai medici militari, dichiarando che non ho nulla:

3) particolare che non ho mai riferito, forse è una dimenticanza di poco conto, forse la chiave di tutto, riferii a suo tempo alla psichiatra dell'ASL che assumevo molto caffè, fino all'estate scorsa, dimenticando di aggiungere che assumevo anche bevande energetiche (fino 2 lattine/die) RED Bull per intenderci. Questo può aver influito sulla fo
rte emotività?

[#38]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Questa diagnosi, se dobbiamo prenderla alla lettera (ma a volte è una diagnosi di ripiego, volutamente vaga, "aperta" a varie possibilità) significa questo: una persona con caratteristiche mentali non elastiche, nel senso di non adattabile senza cominciare a mostrare segni di alterazione (anche solo per dire di depressione) quando è esposto a situazioni straordinarie, per esempio in alcuni tipi di lavoro che comportano rischio, o in periodi della vita dolorosi o di pericolo.
Il disturbo è individuato in un periodo coincidente con il momento della terapia a base di depakin ma attualmente giudicato "quiescente", spento, non espresso, ovvero "una fase".

In sostanza è confermato il concetto che l'adattamento al lavoro non è ottimale perché si producono delle condizioni mentali non altrimenti specificate ma tali da compromettere l'adattamento stesso.

Si fa riferimento chiaro a degli eventi lavorativi su cui Lei non avrebbe una visione oggettiva, su cui non ritiene di aver sbagliato o di aver commesso stranezze, errori, anormalità di comportamento nel rapportarsi con gli altri, alludendo però al fatto che qualche problema c'è stato in questo senso, e appunto dovrebbe essere questo il punto di partenza del tutto.

Dr.Matteo Pacini
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[#39] dopo  
Utente 364XXX

Noto che gira, rigira, si arriva sempre allo stesso punto: episodi sul lavoro... che però non ci sono, tant'è vero che nessuno all'interno della mia amministrazione e dell'ospedale militare è stato in grado di individuarne. La rigidità scaturisce dai tests. Quindi, comprendo il suo giudizio, dato che lei non può essere a conoscenza dei fatti, ma rimango dubbioso riguardo alla validità dell'indicazione ricavata solo da tests, seppur rifatti, su cui si basa tutto il "castello accusatorio", nonchè riguardo agli effetti delle bevande energetiche, e al commento della psichiatra militare che dice in un passaggio: "si rileva inoltre che l'ultimo MMPI effettuato a soli 8 mesi dal precedente, potrebbe essere stato in parte inficiato dalle conoscenze specifiche acquisite dal soggetto".

[#40]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le bevande energetiche mi ricorda che cosa c'entravano, mi sfugge al momento- ?

La nota sull'MMPI significa solo che forse nel frattempo può aver imparato come si risponde alle domande, tra il primo e il secondo...mah, una supposizione di chi scrive, niente più.
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[#41] dopo  
Utente 364XXX

Mi ero dimenticato, fino a stamane, di dire che riferii a suo tempo alla psichiatra dell'ASL che assumevo molto caffè, fino all'estate scorsa, dimenticando di aggiungere che assumevo anche bevande energetiche (fino 2 lattine/die) RED Bull per intenderci. Questo, assieme alla perdita dell'amicizia della mia miglior amica d'infanzia (causa gelosia sproporzionata del marito), può aver influito sulla forte emotività, riscontratami ad agosto?

Infine: a suo giudizio, la rigidità, l'ipersensibilità e la tendenza al moralismo, evidenziati nei tests come NON patologici, possono esser giudicati invece invalidanti dall'ospedale militare, sempre in totale assenza di episodi violenti (non mi stancherò mai di ripeterlo)?

[#42]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sono evidenziati come caratteristiche, ma evidentemente un consumo elevato di questi prodotti può aver cambiato la rigidità di questi tratti ed aver prodotto qualcosa di diverso, facendola litigare o divenire oppositivo, irritabile, etc.

Eppure dovrebbe esserle chiaro se e quando sono iniziati i problemi sul lavoro, e in che tipo di situazioni.
Dr.Matteo Pacini
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