Utente 351XXX
Salve, volevo chiedere un consulto riguardante degli effetti di un farmaco, il sereupin, che ho iniziato a prendere ad ottobre, ma che ho interrotto circa tre settimane fa. Soffrendo di un complesso ansioso molto evidente, in accordo con il neurologo ho iniziato questa terapia. Devo dire che il farmaco ha funzionato, ma da quando ho iniziato ad assumerlo, mi sento apatico, non trovo più nessun interesse nelle cose che faccio, non riesco a concentrarmi per un obiettivo, sono tranquillo e in pace così, come se fossi sempre rilassato. Questa cosa mi preoccupa dato che sono iscritto all'università, ma mentre prima ero molto concentrato interessato e determinato ora non ci riesco proprio, nonostante abbia smesso di utilizzarlo da tre settimane circa come le ho detto. Non riesco più nemmeno a fare dei ragionamenti più complessi, come se avessi un blocco che mi impedisse di spingermi a fondo con la mente. Le chiedo un consiglio perchè il mio neurologo non è stato di grande aiuto. La ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
succede che gli antidepressivi del gruppo SSRI (ai quali appartiene il sereupin: nome chimico - paroxetina) diano un effetto un po' "inibente" (per sintetizzare quello che descrive Lei), ed è stata anche avanzata l'ipotesi di interferenza con processi cognitivi come effetto collaterale a lungo termine (ma tale ipotesi non è stata ancora pienamente verificata). In parte, questo effetto "inibente" anche a livello cognitivo si può considerare l'altra faccia della medaglia e "l'estensione" rispetto agli effetti benefici, i quali, nel caso dei disturbi d'ansia, consistono nell'inibizione degli stati ansiosi, impulsivi, depressivi, dei sintomi ossessivi e delle idee ipocondriache e della attività cognitiva associata a tali fenomeni.

Non sono i sintomi collaterali soliti di questi farmaci, ma possibili. Esiste la sensibilità individuale al farmaco, che facilita la comparsa di quegli effetti che non sono fra i più frequenti.

Comunque, dopo la sospensione del farmaco, la situazione dovrebbe ripristinarsi gradualmente. Ma...

Ci troviamo sullo sfondo della Sua storia di malattia che Lei descrive come "un complesso ansioso molto evidente", e, da quello che ho capito, il farmaco è stato sospeso soprattutto a causa degli effetti collaterali descritti, e non perché è stato deciso che Lei non necessita più della cura. In altre parole, non sappiamo se dopo la sospensione del farmaco, il disturbo ansioso si ripresenterà o no.

Inoltre, senza negare il possibile effetto collaterale del farmaco, lo stato mentale ed emotivo, che Lei descrive, in una certa misura potrebbe essere correlato anche a questa malattia, la quale nel frattempo ha potuto complicarsi con lo stato depressivo.

Dunque, Le consiglio rivolgersi allo specialista (questa volta, non ad un neurologo, ma ad uno psichiatra, come sarebbe stato il caso fare dall'inizio), per diagnosticare più chiaramente il disturbo e per ragionare su una eventuale cura alternativa, a base di un antidepressivo di un'altra classe, che hanno le caratteristiche diverse (ansiolitiche, ma anche un po' stimolanti); oppure per decidere di non intraprendere le cure farmacologiche nuove, e orientarsi maggiormente alla psicoterapia (se indicata); e comunque, per monitorare l'andamento. Tutto questo non possiamo valutare qui, ci vuole uno specialista psichiatra che possa seguirLa dal vivo.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#2] dopo  
Utente 351XXX

La ringrazio per la risposta. Ho interrotto la terapia sopratutto per questo effetto collaterale, ma comunque la durata del periodo in cui avrei dovuto assumere il farmaco era tra i 6 e gli 8 mesi, perchè comunque credevano che potessi farcela anche da solo. Ripeto, ora anche avendo sospeso il farmaco da circa tre settimane, sono abbastanza sereno e il complesso ansioso a cui le parlavo non si è manifestato. Ora però che sono tranquillo, mi ritrovo con una perdita di interessi per qualsiasi cosa. Spero possa tornare ad essere tutto come prima, perchè mi sento depersonalizzato al massimo.