Utente 395XXX
Salve, sono una ragazza di 22 anni e sto passando un periodo strano. Da circa un mesetto, dal giorno del mio compleanno soffro di un senso di angoscia costante. Quando esco con gli amici o faccio qualche attività mi sento sempre "disorientata". Se durante una passeggiata sbaglio strada quasi mi sento male, mentre prima non son mai stata una persona così ansiosa. Per circa una settimana ho sofferto di attacchi immotivati che non mi facevano dormire: non riuscivo a respirare, mi tremavano le mani e mi batteva il cuore. Adesso questi episodi così forti non li ho, ma rimane il fatto che ho difficoltà a prendere sonno, evito di dormire perché ho paura di svegliarmi di scatto. Inoltre la cosa che mi dà più noia, è il pensiero fisso che riguarda la mia morte, alle volte quella dei miei o di chi mi sta intorno. Quasi non riesco ad accettare che un giorno tutto cambierà, che io sparirò e che tutti attorno a me spariranno. Capisco che alle volte perdersi in pensieri del genere è normale,ma nel mio caso è continuo e alle volte mi provoca dei sussulti. Altre volte penso se mai avrò dei figli, se sarò in grado di accudirli e come farò a stare da sola. Insomma "paranoie" belle e buone. Nessuno ha mai fatto diagnosi di "tanatofobia", ma in base a ciò che ho letto in giro forse si tratta di quello. Secondo i miei è un mio capriccio e continuano ad ignorarmi. Pensare che pochi giorni prima che mi succedesse sono andata al cimitero a far visita ai miei nonni senza alcun problema, mentre improvvisamente mi suggestiono per quanto riguarda tutto quello che è correlato alla morte. Anche guardare un programma in TV significa chiedersi continuamente "quanto tempo manca" a tutte le persone che vedo nella televisione. Personalmente ho pensato che il fatto che sia finita fuori corso all'università, possa avermi messo queste ansie relative al "non avere tempo", che si sono ingigantite molto. Quando qualcuno mi chiede "quando ti laurei? ", mi viene immediatamente da respirare male. Infine, non avendo un'idea precisa su cosa possa esserci dopo la morte, ed essendo agnostica, la cosa non fa che angosciarmi (anche se non penso sia un problema esistenziale, perché fino ad ora non mi aveva inquietato così tanto e mi ero trovata delle giustificazioni per vivere tranquilla). Alle volte sento che tutto non ha senso perché ogni cosa che faccio sarà dimenticata e annullata dopo la morte.

[#1]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signorina,
leggo che da circa "un mesetto", come Lei dice, è affetta da questi diturbi non poco ansiosi che, a quanto sembra, La coartano anche nella normale vita quotidiana.
Una domanda che pongo sovente: in famiglia c'è per caso una qualche familiarità di questo tipo o affine?
Questo per una possibile predisposizione caratteriale (cioè ansiosa) in tal senso.
Ma anche eventuali stati conflittuali, insorti magari in epoche anteriori e passati misconosciuti potrebbero avere innescato un quadro clinico come quello da Lei descritto e riconducibili, in ultima analisi, a fragilità caratteriale e insicurezza nei rapporti sociali.
Ma resta, comunque, il fatto che questi Suoi pensieri, da quanto leggo, si sono fatti estremamente pressanti condizionando la Sua normale attività quotidiana.
Penso allora che "prima facie" sarebbe utile consultare uno Psichiatra per un primo orientamento diagnostico-comportamentale, tanto più che i suddetti sintomi, a Suo dire, sono comparsi soltanto da un mese.
Se poi il Collega dovesse ritenerlo opportuno, si affidi tranquillamente ad una possibile, iniziale terapia farmacologica e psicoterapica.
Un saluto
Dr. Mario Zampardi

[#2] dopo  
Utente 395XXX

Ho in famiglia dei casi di depressione ed esaurimento nervoso, abbastanza gravi. In famiglia è tutto tranquillo, non ho mai avuto esperienze traumatiche di alcun tipo, per questo non riesco ad individuare una causa precisa da cui derivano questi sentimenti. Studio canto e amo la musica, non uso alcun tipo di droga e sono appassionata alla biologia,la materia che studio. Ho sempre avuto una bassa opinione di me sopratutto in ambito universitario, ma oramai sapevo gestire la cosa e non mi ha mai influenzato all'atto pratico. In quest'ultimo periodo (ultimi 3 mesi), sono stata lontano da casa in un posto isolato e, nonostante "l'eremitaggio ' non ho sofferto di nessun tipo di pensiero mortfifero e macabro del genere. La ringrazio, comunque dei consigli, ho preso appuntamento con uno psichiatra e spero si tratti solo di un periodo di passaggio.

[#3]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signorina,
il fatto che questa sintomatologia ansiosa oltre misura sia esordita soltanto da un mese, come Lei scrive, lascia ben sperare ai fini di una buona risuscita della terapia, farmacologica e/o psicoterapica che sia.
Ha fatto bene a contattare uno psichiatra.
Questo per, come dire.. calare le giuste coordinate interpretative su questi Suoi sintomi, che potrebbero, nell'eventualità magari trovare le prime radici iniziali in pregressi stati conflittuali esorditi, a Sua stessa insaputa, in epoche precedenti. La Sua attuale scarsa autostima, mi sembra la dica lunga al riguardo.Tanto più che, a quanto scrive, nell'albero familiare, vi sono casi clinici di eguale o simile "colore".
Sovente, questi sintomi da somatizzazione tendono ad auto-amplificarsi su una base di paura che qualcosa di più "tragico", per la propria salute, possa avvenire.
Si affidi pertanto al suo psichiatra e cerchi, assieme a lui, una corretta chiave di lettura dei sintomi, presupposto per una celere guarigione.
Un augurio
Dr. Mario Zampardi

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Dalla sua richiesta precedente emerge che lei ha vissuto in un altro ambiente in quanto forzata da motivi legati a lavori di ristrutturazione, quindi non è stata proprio una sua scelta doversi recare a vivere in un altro luogo.

Inoltre, ha la contrapposizione della sua famiglia rispetto alla presenza dei sintomi che lamenta per cui è combattuta tra il dover scegliere di curarsi o seguire i consigli dei suoi che non vogliono che lei si esponga a "possibili dipendenze" verso gli operatori che contatterà.

Questa sfiducia può scaturire da esperienze negative precedenti o da un pregiudizio a prescindere sulla situazione che va affrontata in ogni caso.

Ha fatto bene a prendere un appuntamento con uno psichiatra, mi faccia sapere gli sviluppi.

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[#5] dopo  
Utente 395XXX

Lo farò, grazie ancora dei consigli! Anche stanotte è stata piena di ansiae pensieri fissi, e non vedo l'ora arrivi il giorno dell'appuntamento nella speranza di tornare a dormire serena. Mi viene da piangere e mi sembra che nessuno sia in grado di aiutarmi
Scusate lo sfogo, non so con chi parlare.

[#6] dopo  
Utente 395XXX

Salve ancora, siccome una delle poche cose che mi calma è scrivere quello che mi succede qui o in altri siti, o leggere di casi simili, vorrei dire che ieri pomeriggio tornavo dalla palestra e sono esplosa in un pianto incontrollato per strada. Mi sono spaventata molto e da un lato speravo che qualcuno se ne accorgesse per "mostrare a qualcuno" questi episodi e cercando aiuto. Ora, per caso esiste qualcosa di blando che potrei prendere per alleviare l'angoscia? so che la visita è il 4 e devo resistere ancora per poco, ma se si potessero anche di poco non accentuare così tanto i sintomi sarebbe già molto bello. Forse è che è mattina ed è in assoluto il periodo più brutto della giornata, assieme alla sera quando so che mi assalirà il pensiero della morte. Ma cosa mi sta succedendo??

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non è possibile consigliare prodotti terapeutici in line. Può fare riferimento al suo medico di famiglia nel frattempo.
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[#8] dopo  
Utente 395XXX

Giusto, ha ragione. Grazie comunque (:

[#9]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signorina,
leggo il Suo ultimo post.
E'... "esplosa in un pianto incontrollato per strada", mentre tornava dalla palestra. Avrebbe dovuto, dopo gli esercizi, magari essere più rilassata.
Invece, a quanto sembra, questi Suoi stati d'animo, tutt'ora sempre presenti, un pò più o un pò meno durante la giornata, sono sempre con Lei, condizionandole pensieri e modalità comportamentali.
Il fatto di sperare, paradossalmente, che qualcuno dei passanti potesse accorgersene, la dice lunga sul Suo sentimento di solitudine e di lontanza dal mondo esterno.
Abita ancora lontana da casa?
Direi che in questo momento sarebbe bene, ( se ancora non l'avesse fatto) vi facesse ritorno.
Almeno sarebbe circondata dai componenti della Sua famiglia.
Non si spaventi, mi creda, più del necessario.
Credo che in Lei si sia instaurato un circolo vizioso, che per cause varie e forse molteplici, la porta costantemente e Suo malgrado, a rimuginare costantemente su questi pensieri "mortiferi" come Lei li definisce e che, per altro, irrompendo con modalità intrusive nel Suo sistema psichico, Le provocano non poca paura e ansietà.
La visita con lo Psichiatra è fissata al giorno 4.
Nel frattempo, se posso dire, continui ad andare in palestra e se può esca anche con gli amici, coltivi i Suoi interessi.
Anche tutto questo serve a combattere questi stati d'animo.
Da Suo medico curante intanto potrà farsi consigliare, (se lo riterrà opportuno), qualche blando ansiolitico.
Non si scoraggi e ci scriva se vuole.
Un saluto
Dr. Mario Zampardi

[#10] dopo  
Utente 395XXX

Si, sono tornata a casa mia da un mesetto ed è proprio dal ritorno a casa che ho cominciato ad avere questi episodi. Comunque si, sto cercando di evitare di lasciarmi andare oltre perché so che non sarebbe utile, anche se magari "mi sento male" o in angoscia quando esco, cerco sempre di fare ciò che ho sempre fatto tentando di contrastare le fisse. Davvero grazie, siete tutti gentilissimi

[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Manca poco alla visita, se ha dei problemi nel frattempo li riferisca al medico di base per capire se ci sia bisogno di qualche farmaco in questi pochi giorni.
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[#12] dopo  
Utente 395XXX

Tra le varie elucubrazioni mentali che in questi giorni mi arrovellano il cervello, ho pensato che nella mia vita non ho mai avuto rapporti sessuali, nonostante io abbia avuto 3 relazioni passate, per un "blocco" temo di natura psicologica perché dopo una visita ginecologica la dottoressa(che poi in realtà non ha potuto visitarmi in maniera vera e propria), non ha riscontrato anomalie fisiologiche. Potrebbe essere che anche questa cosa possa essere parte di tutta la mia "angosciosa situazione"? Potrei accennare anche questo alla visita? inizialmente avevo un po' questo tipo di "ossessione", il mio problema era la tristezza data dal fatto che "non avrei mai avuto figli o nessun ragazzo in futuro mi avrebbe mai accettato con questo blocco", ma stavo pensando di rivolgermi a qualcuno e fare qualcosa, finché un giorno non sono piombata in questo circolo di angoscia quotidiana di cui ho parlato nei post precedenti. Magari è tutto collegato a qualche problema di autostima o forse sono paradossalmente "troppo intelligente", inizialmente pensavo che la mia razionalità fosse la mia forza, adesso mi sto pentendo di avere una coscienza. Perdonate il mio bisogno di sfogarmi, sono un po' agitata per la visita di dopodomani...e per altro è la prima volta che faccio qualcosa di "grosso" all'oscuro dei miei. Ho un esame tra qualche giorno e dovrei essere agitata per quello, invece non riesco a focalizzare l'attenzione nemmeno su "un'ansia sana"
Ultimamente mi sento parlare come se non fossi io e ho difficoltà a specchiarmi perché penso che la mia faccia non è quella, continuo a pensare al perché sono nata, perché io sono io e "cose filosofiche" del genere..da internet mi sono resa conto di ritrovarmi con la definizione di depersonalizzazione, che solitamente è correlata all'ansia... Ovviamente non sono affatto sicura però quando ho letto questo articolo, mi sono sentita rincuorata e serena, ho dormito ben,, sono tornata a ridere e a fare battute come è mio solito, però poi quando meno me lo aspetto ritorna tutto da capo.

[#13]  
Dr. Mario Zampardi

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Gentile Signorina,
leggo questo suo ultimo post.
A quanto sembra, anche prima dei così detti "pensieri di morte", aveva già elaborato un blocco psicologico, come Lei giustamente definisce questi suoi sintomi, attinente alla sfera sessuale.
Lei ha detto bene. Sono le costanti "elucubrazioni mentali" quelle che l'affliggono quotidianamente,
Sono queste il Suo vero problema e non questo o quel contenuto che di volta in volta l'affligge.
Certo, l'autostima, esperita come parzialmente deficitaria, potrebbe avere una certa parte in questa storia.
Ma il punto è proprio questo.
Già da un certo periodo di tempo, verosimilmente, Lei sta vivendo una certa situazione conflittuale (vera o presunta che sia..) e, nel caso, dovrà identificare quali problematiche ambientali e/o caratteriali stanno incidendo, con modalità qualitativamente negative, sulla Sua personalità coartandola fra mille dubbi e idee che non hanno alcun riferimento con la Sua situazione oggettiva.
Si affidi pertanto allo Psichiatra con cui ha già preso l'appuntamento, gli esponga tutti i Suoi dubbi e incertezze (più di quelle che ha esposto in questi post), ricordando che in questo sito non possiamo fare nulla di più che consigliare genericamente.
Ci tenga informati, se crede.
Un augurio e un saluto
Dr. Mario Zampardi