Utente 403XXX
Una persona alla quale sono stati diagnosticati problemi di natura psicotica può condurre una vita normale assumendo farmaci antipsicotici?
Quando parlo di vita normale mi riferisco alla possibilità di leggere un libro con disinvoltura e spigliatezza, alla possibilità di guidare l'automobile senza alcun problema e alla possibilità in generale di fare tutte quelle cose che richiedono concentrazione ed attenzione.
Ho già provato una volta ad iniziare la terapia ma poi l'ho dovuta interrompere perché mi procurava un senso di angoscia e di paura davvero terribili!
io conosco persone che assumono questi farmaci e so per certo di come sia dura per loro la vita.

P.s il farmaco che dovrei prendere è l'abilify,10 -15 mg al giorno + l'akineton per i possibili tremori indotti dall'assunzione del medicinale.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il principio delle terapie è semplice: si sta meglio curandosi che sotto effetto della malattia. Chi ha una psicosi non si rende conto di cosa la malattia invade, per definizione non sa di delirare e ha allucinazioni. Poi, dipende dal tipo di psicosi, questo può variare un po' nel dettaglio.

Cosa poi uno possa nello specifico fare sotto terapia ha modo di verificarlo, e di fare il bilancio nel proprio specifico caso. Il problema vero è che spesso questo bilancio è fatto a metà, cioè calcolando gli eventuali effetti collaterali di un medicinale ma senza mettere in conto gli effetti della malattia.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 403XXX

In base alle esperienze maturate nel corso della sua carriera lavorativa, un bravo psichiatra dovrebbe saperti dire se l'azione di quel determinato farmaco, somministrato in quella dose, incide in maniera significativa o meno sullo stato intellettivo di concentrazione e lucidità del pensiero di una persona che ha da poco compiuto 30 anni di età.
Ho bisogno di sapere con esattezza se il prezzo da pagare per avere effetti benefici sui sintomi della malattia sia talmente alto da compromettere il normale svolgimento di quelle attività(guidare-leggere) che io considero fondamentali nella mia vita.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Vedo che insiste con lo stesso concetto. Per come lo esprime Lei, il farmaco potrebbe curare la malattia ma peggiorare la vita di una persona. Fosse così, ovviamente si concluderebbe che il rapporto rischio-beneficio è sfavorevole, e non sarebbe un farmaco interessante per nessuno.
Il concetto di cura/terapia contiene in sé l'idea che curarsi debba dare dei vantaggi al netto degli effetti collaterali, altrimenti che senso avrebbe ?

Caso per caso, si vede poi come uno tollera i medicinali, cosa che si sa già in senso statistico.

Se uno nel fare questi ragionamenti non si rende conto però di che malattia ha, e di che cosa questa comporta, è chiaro che fa dei conti tutti focalizzati su quanto può dar noia il farmaco, e non valuta in che senso funziona o sta funzionando, perché non si rende conto del problema mentale che ha.

Nella psicosi succede spesso questo, ed è per questo che è difficilissimo dare terapie ben tollerate soggetti psicotici.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 403XXX

Caro dottore lei non ha risposto alla mia domanda:dando per scontato che gli effetti collaterali sono irrilevanti rispetto agli innumerevoli vantaggi dati da una terapia con farmaci antipsicotici, si può sapere fatta questa utile premessa se un trattamento del genere andrà ad incidere negativamente sullo svolgimento di quelle attività che io amo tanto praticare? A prescindere dai casi personali sono sicuro che le statistiche diranno qualcosa a riguardo

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Dr. Matteo Pacini

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Certo che dicono qualcosa a riguardo, è quello che sto tentando di spiegarLe dall'inizio, ma per adesso evidentemente non ci sono riuscito. Non saprei cosa dire di più.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 403XXX

Se prestasse più attenzione alle parole che scrive nei suoi interventi si accorgerebbe di quanto siano poco chiari i suoi pensieri. Non mi ha mai precisato se facendo riferimento alle statistiche si possa facilmente essere d'accordo o meno sul fatto che il farmaco in questione non dia problemi nella guida o nello studio. Ha sempre voluto fare intendere che il tutto dipende da come il corpo della persona che lo assume reagisce all'azione del farmaco. Ma le statistiche esistono ed è per questo che vanno consultate ed esposte.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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No, il contrario, ho detto tutt'altro ma Lei salta a piè pari e ripropone la domanda di partenza, che le ho spiegato essere di per sé assurda.

Lei chiede se un medicinale peggiora la vita di una persona. La risposta è semplice: il medicinale è tale in quanto la migliora. Questo è il bilancio finale. Se poi dà effetti collaterali e di quale tipo varia, ci sono delle statistiche che non servono per la previsione nel caso singolo.

Pertanto, gli effetti collaterali sono possibili, e peraltro sono chiaramente elencati sui foglietti. Se chiede s un soggetto che ha una psicosi funziona meglio con o senza una terapia, funziona meglio ovviamente con, altrimenti che terapia è ? Che vantaggio avrebbe se uno stesse meglio da malato che da curato ?

Tutto qui, è un concetto molto generale. Insisto sul fatto che quando si fanno dei bilanci di questo tipo colpisce come uno ragioni sugli effetti collaterali della cura ma non sugli effetti della malattia. Che si faccia poi un bilancio danni/benefici è evidente: proprio per questo se uno con un farmaco si trova molto male si cambia, perché non ne varrebbe la pena.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 403XXX

Come tutti i farmaci,l'abilify può avere degli effetti indesiderati,credo che possiamo essere d'accordo su questo punto,non le pare?!!!
suppongo anche che converrà con me nel dire che l'insorgenza di alcuni problemi con certi tipi di farmaci è molto più frequente che con altri.
Stando cosi le cose è lecito domandarsi se la mancanza di concentrazione è da ritenersi uno degli effetti collaterali più comuni quando si è in cura con farmaci antipsicotici...
per mia esperienza diretta ho potuto constatare in persone che assumono questi medicinali un certo rallentamento psicomotorio...

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Ecco, posto in questi termini sì, ma è una domanda diversa da quella iniziale. Mi par di capire che poi la risposta la sappia già. Per cui sicuramente è uno degli effetti possibili con gli antipsicotici, altro è dire se peggiorano il corso della sua vita, il modo in cui può fare le sue attività etc, perché per calcolare questo bisogna mettere in conto anche l'effetto della malattia sugli stessi obiettivi.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 403XXX

Finalmente ci siamo intesi e con questo abbiamo messo fine alla serie di incomprensioni che non ci facevano arrivare a nulla di buono.
Tuttavia mi è necessario darle delle ulteriori delucidazioni su alcuni punti che forse ancora non le saranno ben chiari: la malattia non ha in alcun modo intaccato la possibilità da parte mia di svolgere quelle attività a cui sono tanto affezionato, se ciò accadesse la colpa sarebbe da attribuire esclusivamente all'azione espletata dal farmaco antipsicotico.
Fatta questa ulteriore precisazione,passerei a farle una domanda alla quale saprà sicuramente darmi una risposta: la patologia di cui soffro potrebbe essere curata con farmaci appartenenti alla categoria degli antidepressivi di nuova generazione? Mi sentirei più tranquillo nell'affrontare una cura con questi tipi di farmaci.
L'aspetto psicologico in casi di questo genere va tenuto in considerazione più di ogni altra cosa. Le ricordo che in passato dovetti sospendere la terapia a causa della forte paura che mi incutevano i farmaci antipsicotici.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Meno male che la malattia non ha prodotto danni, però in teoria una psicosi non curata tende a produrli.
La terapia delle psicosi non si fonda sugli antidepressivi. Possono essere impiegati a volte, ma certamente non come farmaco di base.
L'aspetto psicologico, se intende di portare il paziente a curarsi superando le paure, sì, è importante. Non sempre è estraneo alla psicosi in atto, per cui non è che l'aspetto psicologico sia sempre qualcosa di diverso dall'aspetto sintomatico.

Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 403XXX

Mi urge sottolineare che la mia è una psicosi priva di allucinazioni visive ed uditive.
La malattia nel mio caso si manifesta con sintomi paranoici che mi impediscono di avere rapporti spensierati ed autentici con altre persone.
A causa di questo problema preferisco la solitudine alla compagnia.
La domanda che spesso mi pongo è questa:esistono dei farmaci alternativi agli antipsicotici che possano migliorare la vita di una persona affetta da una forma di psicosi dove le allucinazioni sono totalmente assenti?
Suppongo che sarà d'accordo con me nell'affermare che gli antidepressivi di nuova generazione siano dei farmaci meno pesanti rispetto ai tanto temuti neurolettici.
Le ripeto ancora una volta che in passato ebbi il coraggio di iniziare una terapia con farmaci antipsicotici ma che la dovetti ben presto sospendere a causa della forte paura che mi trasmettevano questi tipi di medicinali.

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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I sintomi paranoici possono però comprendere (nel suo caso magari no) anche dispercezioni. Tenga presente che molti soggetti che soffrono di questo disturbo ritengono di sentire o vedere cose che non sussistono durante le fasi paranoiche, e ammettono di essere "paranoici" nel senso di stressati o diffidenti, ma secondariamente a stati di stress o alle cose che accadono loro.
Come dire, non riconoscono poi di fatto i fenomeni psicotici, per definizione, ma solo l'abnormità del disagio mentale che provano, senza capirne l'origine, anzi credendo in un'origine che non è quella.

Le sindromi psicotiche richiedono antipsicotici.
Poi, possono beneficiare anche di altri tipi di medicinali, certo, ma senza che questi intacchino il centro del problema.

I farmaci antipsicotici sono di tipo diverso, per cui può darsi che ne sopporti male alcuni e meglio altri, anche in rapporto alla dose.

Dr.Matteo Pacini
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