Utente 865XXX
Gentili dottori,
sono una donna di 35 anni, e ad agosto dell'anno scorso mentre ero in macchina con mio marito per un tranquillo pomeriggio di ferie, quindi in un momento tutt'altro che di stress, ho improvvisamente avuto una forte sensazione di formicolio-intorpidimento alle mani ed alle braccia seguito da un forte senso di gelo interno o caldo intenso (è difficile spiegare) che partendo dall'inguine è arrivato alla testa, mi sono immediatamente agitata, l'ansia e la paura hanno preso il sopravvento non sapevo cosa mi stesse succedendo, ho pensato a qualcosa di strano (infarto o ictus) che mi avrebbe fatto morire.......è durato qualche istante poi è passato e poi ritornato nel giro di 10 minuti sempre forte, ho cominciato a pregare mio marito che si affrettasse ad arrivare a casa, ero ansiosa di tornare in un posto più familiare, arrivati a casa il disturbo ha continuato ad andare e venire per circa un'ora sempre più leggero finchè non sono andata al pronto soccorso e la dottoressa, dopo averle spiegato i sintomi, mi disse che avevo avuto un attacco di panico e mi dette per quella sera un calmante. Vorrei anche dire che NON mi sembra di aver vissuto quel senso di derealizzazione o depersonalizzazione a cui sento spesso fare riferimento quando si parla di attacchi di panico o comunque viene ritenuto uno dei sintomi principali per riconoscere questo disturbo.
Qualche giorno dopo andai dal mio medico curante che mi confermò la diagnosi e mi diede delle gocce di citalopram, per qualche mese ne presi 3 gocce al giorno consapevole del sottodosaggio ma consolata dal fatto che sembrava tutto fosse tornato normale. A novembre però quando provvisoriamente io e mio marito ci trasferimmo a casa dei miei genitori in attesa dei mobili della casa nuova (sicuramente un periodo di stress tra trasloco e disguidi per i mobili) una sera a letto prima di addormentarmi (premetto che io e mio marito a casa dei miei per motivi logistici dormivamo separati) nel silenzio sentii un rumore, un ronzio continuo molto leggero, probabilmente la caldaia, ma a me in quel momento sembravano delle campane in lontananza ed entrai subito in uno stato di ansia intrattenibile, mi ero messa in mente che questo rumore lo sentissi solo io, andai da mio marito ormai in uno stato di agitazione molto forte e nonostante lui mi confermasse che era un rumore che sentiva anche lui e mi spiegasse che doveva essere la caldaia, non riuscii a calmarmi, tremavo proprio, faticavo a respirare profondamente o comunque avevo l'ansia di respirare profondamente, alla fine mi addormentai nel suo letto come una bambina spaventata ma da quel giorno cominciai ad avere una paura pazzesca vissuta con grande ansia di poter avere allucinazioni uditive o visive e questa paura ovviamente incideva sul mio umore e azzerava tutto il mio entusiasmo verso tutto quello che facevo (io generamente sono una donna molto estroversa ed allegra a cui piace molto ridere). A dicembre cominciai a vedere dei bagliori di luce sul lato del campo visivo che scomparivano quando tentavo di inquadrarli, quando cominciavano proseguivano per mezz'ora e comunque notai che si presentavano non con la luce naturale ma quando c'era una fonte di luce, ho fatto una visita dall'oculista (completa di esame al fondo dell'occhio e del campo visivo) dove risulta tutto a posto, questi problemi sono continuati per alcuni mesi, presentandosi ogni tanto senza nessun motivo apparente e duravano circa mezz'ora/un'ora per poi ripresentarsi magari il giorno dopo, dopo una settimana, dopo due giorni....per poi rendermi conto che erano spariti senza accorgermene proprio per il fatto che non si presentavano regolarmente.
Dopo quella crisi a casa dei miei genitori tornai dal mio medico curante che mi disse appunto di aumentare la dose di citalopram perchè secondo lui era proprio insufficiente ed a quel sottodosaggio poteva essere legato questo ritorno di sintomi, così arrivai a 6 gocce al giorno; per farla breve visto che la situazione non cambiava anzi...dopo essere corsa dal medico una mattina di aprile che questa paura mi aveva portato in uno stato di panico cominciai a prendere, su consiglio del medico, 10 gocce al giorno di citalopram, piano piano sono tornata alla normalità, stavo bene, ho davvero pensato che avevo fatto bene a prendere 10 gocce, addirittura cominciavo a pensare che visto che tutto sembrava passato dopo qualche mese avrei potuto iniziare a diminuire il farmaco anche in previsione di avere un figlio, tutto questo fino a qualche giorno fa quando questa paura è tornata nonostante appunto non abbia mai smesso la cura con il citalopram.
Vorrei gentilmente sapere da Voi cosa ne pensate del mio quadro clinico sperando ovviamente di essere stata abbastanza esauriente, ma nello stesso tempo non vorrei essermi dilungata troppo. Ci terrei anche a dire che sono una donna a cui non manca niente, ho una bella casa, sono tranquilla economicamente, sì abbiamo un mutuo ma riusciamo a pagarlo senza problemi, ho un lavoro che mi piace e che non mi da nessun problema, ho un marito meraviglioso che amo, che si impegna ogni giorno per noi, che mi sta vicino anche se di questa mia paura, per timore, non gliene ho mai voluto parlare, quando mi prende particolarmente gli dico che sono un pò giù di morale ma niente di più, per la verità di questa mia paura ho parlato solo con il mio medico perchè mi vergogno.
Desidererei tanto avere un Vostro parere, Vi ringrazio molto.
Con stima Angela

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

il trattamento descritto per i suoi attacchi di panico non e' sufficiente per la riduzione della sintomatologia.
Infatti, il dosaggio deve essere alla dose terapeutica minima efficace.
Questa si stabilisce per la sua persona sempre partendo dal dosaggio minimo previsto.

Attualmente il trattamento e' ancora sottodosato.

Si faccia indirizzare da uno psichiatra per un trattamento efficace.
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

concordo. Il dosaggio di 10 gtt cioè 20 mg è il minimo efficace, quindi può bastare ma non necessariamente. Inoltre citalopram non è l'unico farmaco disponibile. La paura di avere disturbi che oggettivamente non ha o che consistono nella sua attenzione esasperata alle funzioni corporee come quella visiva possono rappresentare anche queste un sintomo ansioso, ma di ordine diverso. La terapia può anche essere la stessa. Faccia fare però una diagnosi, perché l'aumento della dose "a senso" può andar bene se si è certi del tipo di disturbo da "attaccare"
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 865XXX

Vi ringrazio molto della Vostra celere risposta, volevo chiedere allora se pensate che questa mia paura non faccia parte dei sintomi dell'attacco di panico, almeno così mi sembra di aver intuito soprattutto dalla rispota del Dott. Pacini quando dice che può essere considerata un sintomo ansioso ma di ordine diverso, vorrei capire meglio cosa intende.
Ringrazio ancora della Vostra disponibilità.
Angela

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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intendo di tipo ossessivo, ma l'associazione con l'ansia di tipo "panico" è frequente. Sono due forme di ipocondria di ordine diverso.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 865XXX

Ancora grazie per il chiarimento,
invece per quanto riguarda quei bagliori di cui ho parlato mi sa dire qualcosa, mi avevano molto spaventato all'inizio, adesso un pò meno perchè comunque non degeneravano in nient'altro e poi chiedo se potreste indicarmi uno psichiatra nella zona di Trento.
Ringrazio e saluto

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Mi riferivo a quel tipo di problemi dicendo "La paura di avere disturbi che oggettivamente non ha o che consistono nella sua attenzione esasperata alle funzioni corporee come quella visiva possono rappresentare anche queste un sintomo ansioso, ma di ordine diverso". E' un'ipotesi da verificare.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 865XXX

Ho capito, mi scusi ma non avevo inteso, il suo riferimento alla funzione visiva l'avevo collegato solo alla paura di avere allucinazioni.
Grazie ancora
Angela

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Si infatti era riferito a quello. Il problema è che i sintomi da lei riferiti non hanno trovato riscontro nelle visite effettuate sugli organi di riferimento, quindi un'ipotesi alternativa è che dei sintomi stessi non si capisca più il peso e l'effettiva rilevanza, e il quadro è dominato dalla paura di avere qualcosa e dall'ossessivo controllo delle funzioni. E' questa l'ipotesi da verificare in sede psichiatrica con il suo specialista innanzitutto.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 865XXX

Grazie Dott. Pacini per le sue cortesi risposte, ma a proposito di questo Le volevo chiedere se Lei mi poteva indicare uno psichiatra nella zona di Trento o Rovereto (Tn) dove io risiedo, visto che fin'ora ho fatto riferimento solamente al mio medico di base, il quale non mi ha mai suggerito di andare da uno specialista.

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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In quella zona non mi viene in mente nessuno, mi spiace.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 865XXX

Grazie comunque.
Angela

[#12]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
può consultare il centro di salute mentale della sua zona di residena dove troverà specialisti in psichiatria in grado di seguire al meglio il suo caso.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#13] dopo  
Utente 865XXX

Grazie dott. Martiadis del suo gentile intervento, in effetti speravo che qualcuno mi potesse dare un nominativo un pò più preciso, sà non è per diffidenza, ma trovare dei bravi professionisti non è molto facile, andare a caso soprattutto per questo genere di problemi è da evitare, proprio perchè la fiducia che riponi nel medico è data anche soprattutto dalla consapevolezza di avere di fronte un medico che si impegni con competenza e questo spesso, in particolar modo nelle strutture pubbliche, non accade, pertanto una visita invece di rassicurarti ti fa cadere ancora di più nell'ansia e nello sconforto.
Le zone che posso raggiungere sono quelle delle provincie di Trento, Verona e Brescia.
Grazie ancora
Angela

[#14]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
io lavoro nel ssn e come me tanti medici che scrivono su questo sito. il trattamento, l'attenzione e la competenza che riserviamo ai pazienti è la stessa sia nelle strutture pubbliche che in quelle private. Se la struttura privata la rassicura maggiormente e ritiene sia la scelta migliore per lei allora non si può biasimarla. Purtroppo nella sua zona non saprei indicarle alcun nome specifico.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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