Escitalopram e mania

Salve dottori,
volevo chiedere se e' possibile che in terapia con escitalopram (attuale a 20mg/die) e' possibile l'insorgenza di uno stato maniacale o ipo-maniacale.
Ora e' quasi un anno che sono in terapia con escitalopram per depressione e fobia sociale.
Lo psichiatra era arrivato alla prescrizione di 20mg/die dopo graduale aumento della posologia.
Solo circa sei mesi fa ho avuto un miglioramento nell'umore che a lungo andare credo sia sfociato in qualcosa di forse piu' grande di un normale stato di benessere. Non so se il fatto che i miei disturbi di ansia sociale siano scomparsi grazie a questa molecola a darmi una sensazione di confidenza con la vita in generale, ma (solo ora) mi rendo conto che quello stato di benessere aveva assunto invece la forma di un delirio di onnipotenza. Mi sentivo come fossi Dio in terra e facevo un grande lavoro mentale che mi portavano alla soluzione chiara e lucida di tutti i problemi del mondo. Mi sono gettato poi in numerose attivita' e una spinta creativa mi ha fatto scrivere quaderni interi di pensieri belli, romantici ma anche un poco eccentrici, esagerati. Credevo di poter andare a lavorare per grandi compagnie con l'obiettivo di risolvere i problemi del mondo o rendere l'esistenza umana migliore.
Ho cominciato a frequentarmi con una ragazza e me ne sono innamorato, e lei di me.
Ero diventato anche molto confidente con le persone, passando da una personalita' riservata, schiva, introversa, ad una personalita' estroversa, empatica ed ispiratrice di positivita', capace di tirare fuori il meglio dalle persone che frequentavo. Sono diventato anche un maestro della menzogna, capace di inventare bugie in un attimo e di convincere chiunque (le bugie erano spesso a fin di bene, e il bene che creavo mi faceva sentire dio).
Sono stato anche molto combattivo ed aggressivo con persone che si mettevano tra me e quello che volevo realizzare. Sono tuttora in causa legale per colpa di una battaglia portata avanti con il mio proprietario di casa solo per il fatto che volevo portare in alto la bandiera della Giustizia nel mondo.
Proprio pero' forse a causa di questa lotta con il proprietario di casa, a colpi di stress ed intimidazioni, un giorno sono crollato e sono caduto in una tremenda depressione che ancora oggi sembra non migliorare nonostante continui a prendere escitalopram. Sembra che la molecola non abbia piu' effetto sul mio umore, nonostante i disturbi di ansia siano risolti.
Sono sprofondato in uno stato di totale apatia, dove non vedo piu' futuro per me.
La relazione con la mia attuale ragazza si sta rovinando giorno dopo giorno.
Mi sembra di aver vissuto la storia di dottor jekill and mr hide in questo anno in terapia con escitalopram.
Cosa ne pensate?
Ho mentito anche con il mio psichiatra ma presto lo rivedro' a fine mese e gli riferiro' tutte queste cose che ho scritto a voi.

Cordiali saluti.
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Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 3.9k 192 21
Sì, l'escitalopram (come tutti gli inibitori della ricaptazione di serotonina) può slatentizzare un disturbo maniacale. In questi casi occorre rivalutare la diagnosi e se viene confermato il sospetto di disturbo bipolare la terapia va modificata introducendo uno stabilizzatore dell'umore e se è il caso limitando l'uso di SSRI.

Franca Scapellato

[#2]
dopo
Utente
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Gent.le Dott.ssa Scapellato,
la ringrazio per il suo contributo.
Capisco bene quello che dice, tuttavia sono certo che prima di arrivare ad assumere uno stabilizzatore dell'umore, passerà del tempo, avrò forse un pò da discutere con il mio psichiatra e provare altre combinazioni di farmaci e psicoterapie.
Dico questo perché adesso che non mi trovo in quella fase di benessere e creatività, riconosco in quella fase che i momenti in cui sono stato eccessivo lo sono stati solo perché era una condizione quella per me del tutto nuova.
In realtà in quella fase credo di essere stato me stesso proprio come lo ero a otto-nove anni forse, quando con gli amici di strada si andava per avventure, a mettersi nei guai e cercare il pericolo e il proibito in ogni angolo del quartiere.
Il nuovo è stato forse il fatto di esser ritornato me stesso dopo anni di esperienze pregresse, un bagaglio di conoscenze e un fisico forte ed atletico che mi hanno dato quella sensazione di onnipotenza e di essere invincibile (solo per il fatto che mi confrontavo senza più paura con i miei pari). Tutto quello che ho fatto in quel periodo è stato bello e lo rifarei. Ma solo adesso posso dire che sicuramente eviterei di comportarmi in quei modi con cui mi sono messo in situazioni troppo scomode e troppo stressanti. Ecco probabilmente gestirei meglio quella positività, e quella voglia di fare che in alcuni casi dava fastidio a qualcuno.
La questione, quella della maniacalità o ipomaniacalità, credo non sia di facile interpretazione, perchè effettivamente spesso credo essa sia definita in tinte negative solo in relazione ad un'idea di vita in cui tutti nel mondo occidentale industrializzato siamo nati e cresciuti. Anche voi psichiatri per esempio, siete stati bravi studenti all'università, appassionati di scienza mossi da nobili intenti volti al fare del bene per gli altri, ma siete in fondo non così diversi da un direttore di banca, che deve adoperarsi ogni giorno affinchè le cose, l'attività funzioni e continui: perchè altrimenti non ci saranno vacanze, non ci saranno appartamenti, non ci saranno mogli o mariti non ci saranno figli, non ci saranno belle macchine e garage dove lasciarle custodite, non ci saranno carriere.
Cioè l'idea di vita in cui siamo cresciuti e siamo stati educati è e deve essere ben organizzata, deve sottostare a delle regole in cui un soggetto definito maniacale o ipo-manicale mal si governa, mal si adatta.
Dico questo perchè per esempio tutta la battaglia che ho portato avanti con il mio ex proprietario di casa sono sorte per il fatto che io cercavo di fare in casa ciò che era bello e giusto per il bene della casa e di tutte le persone con cui dividevo quello spazio, ma queste cose mal si adattavano con il suo concetto di "potere" o i suoi tornaconti economici (oltretutto sbagliati). Regole e assunti personali veramente facilmente passabili se solo si lasciasse un minimo di libertà al maniaco o l'ipo-maniaco che agisce per ciò che è bello e giusto e non per il suo interesse personale; niente purtroppo però il maniaco può fare con le paure degl'altri quando esse sono accompagnate con altrettanto potere di decisione: alcune volte mi sembrava di essere in una condizione in cui volevo ostinatamente aiutare ed accarezzare una tigre; una persona ben forgiata e ben "educata" nella società in cui viviamo oggi mi potrebbe benissimo biasimare dicendomi di lasciar perdere una tigre e di andare in un negozio e comprarmi invece un gattino. Ma a me piacciono le tigri come i gatti, i cani o gli elefanti; probabilmente il maniaco o l'ipo-manico ama troppo o vede il bello in molte delle cose che in questo mondo che viviamo sono superflue (ma che poi chi è sano di mente alla fine ne lamenta sempre la mancanza). E' per questo che esistono le gite safari in Africa per andare a vedere le tigri e i leoni; quelle sono vere esperienze per i sani di mente; vere esperienze in cui l'uomo civile e civilizzato può vedere almeno una volta nella sua vita la bellezza della Natura e poterla raccontare poi dopo nei salottini che organizza con gli amici; vedere la Natura si, ma sempre a debita distanza di sicurezza ovviamente per non rischiare di farsi male. Ecco un maniaco non andrebbe mai in questo tipo di crociere o tuor turistici in mezzo alla savana; preferirebbe darsi una martellata sui piedi piuttosto, qualora lo costringessero a parteciparvi. Una martellata sui piedi ha sicuramente più significato esistenziale che un tour organizzato nella savana, ti mette in vero rapporto con che cosa è il dolore.

Cordiali saluti.

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