Utente 429XXX
Gentili Dottori,
Sono preoccupata per me stessa. Ho paura di perdere il controllo perché pur essendo per la maggior parte del tempo controllata mi è successo di andare in blackout e non controllarmi. Questo soprattutto da un episodio in cui dopo una lite,(di cui non ho memoria ) avevo anche bevuto, piangendo e urlando in macchina mi sono procurata volontariamente un incidente...l'idea era di morire. E mi spaventa essermi sentita meglio sentendo di "riuscire" a farlo. Ora scatto per poco, cerco di controllarlmi ma è come se mi sentissi molto carica e pronta ad esplodere..che poi è implodere. Siccome ho già passato un periodo di scompenso in cui volevo suicidarmi sono un po'in allarme. Ma per il resto conduco una vita "normale". Il problema è sentirmi sempre quella sbagliata o che sbaglia...lì non ragiono più. Non so se devo darmi un attimo di tempo per elaborare l'accaduto che per motivi contingenti ho dovuto mettere da parte, sono anche in psicoterapia. Oppure se va a finire male..ma i farmaci non li vorrei più prendere.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Potrebbe trattarsi di un disturbo dell'umore, tipicamente associato a queste condotte impulsive. Esistono cure specifiche su questo, sia per le condotte aggressive che per quelle genericamente impulsive.
Lei ha già fatto cure psichiatriche ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Dovrebbe prendere seriamente in considerazione una visita psichiatrica e le cure conseguenti, piuttosto che spaventarsi sulla possibilità che possa commettere ancora atti inconsulti.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#3] dopo  
Utente 429XXX

Grazie a entrambi per la risposta.
Si, ho assunto quetiapina rp fino a 250 mg e trittico rp fino 150 mg. Ma in quel periodo stavo male sempre, ora è stata proprio una cosa inaspettata , non è che la premeditassi. Per quello non vorrei prendere farmaci, non ne vedo una fine e non voglio ingrassare come era successo allora nonostante i miei sforzi per limitare l'aumento di peso. Forse devo darmi il tempo di elaborare l'accaduto.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Mi sembra un discorso inconcludente. Se sta male si dovrà curare. Se non andavano bene i farmaci dell'altra volta, si useranno altre cose. Ma partire con l'idea di non voler prender farmaci è un atteggiamento che mette i bastoni tra le ruote al medico e rischia di ritardarle la cura fino a eventi gravi.
La terapia data confermerebbe il tipo di diagnosi ipotizzata.
Ci sono diverse altre alternative.
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[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La terapia precedente appare comunque sottodose per il trattamento di alcuni disturbi.
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[#6] dopo  
Utente 429XXX

La diagnosi è disturbo borderline, con quella terapia ero stata bene, mi era passata l'angoscia però ero anche ingrassata. Il problema è che ora sono spaventata perché ripenso a quel periodo ma ora non mi sento come mi sentivo allora..questo è stato un gesto improvviso e imprevedibile, allora ci pensavo e pianificavo..ero arrivata lì lì. Questa volta è stato totalmente inaspettato, ero tranquilla ma una lite gonfi suoi vorresti emotivi mi ha fatto andare in blackout. Quello mi spaventa: il blackout. Ma può essere che sè cerco di evitare determinate situazioni per preservarmi non succeda..tuttavia c'è anche l'imponderabile e lì sono disarmata. Ma che senso ha prendere farmaci in questo caso per prevenire qualcosa che magari non succederà?

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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L'imponderabile è imponderable. Invece il ponderabile è il suo disturbo, al quale è bene applicare una terapia. La sua visione è tesa agli eventi esterni, che invece non sono il punto. Quel che può migliorare è la biologia del suo cervello, così migliora anche la sua capacità di gestire le cose secondo il suo interesse.
Ci sono varie alternative alla quetiapina..
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 429XXX

Purtroppo gli ssri sembrano non fare per me, mi danno ancora più agitazione, almeno quelli che ho provato (daparox) oppure non fanno niente (zoloft)anche se quest'ultimo lo presi anni fa in un periodo di bulimia per cui chissà. E il Lamictal mi ha dato una reazione dermatologica. Che io sappia restano depakin e litio ma sono troppo pesanti ed eccessivi per la mia situazione attuale e altri antipsicotici atipici ma fanno tutti ingrassare..forse il topamax no ma .non saprei..e neanche se sia adeguato

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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" Che io sappia restano depakin e litio ma sono troppo pesanti ed eccessivi per la mia situazione attuale "

Pesanti ed eccessivi non è un discorso medico. Non si capisce neanche cosa intende.
Le proposte di cure non deve vagliarle Lei.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 429XXX

Pesanti nel senso di impegnativi e pericolosi perchè richiedono, almeno il litio, esami del sangue e una cura lunga che non voglio. Il depakin fa ingrassare

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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No, le solite informazioni confuse e insensate. Quella sul litio è poi una cosa di cui non ho ancora capito il significato. Ma che significa che è una cura "lunga"...cioè se un fa una cura con il litio è lunga (perché ? chi la obbliga ?) e se invece si cura con un ssri la cura non è lunga ?
Non sono impegnativi e pericolosi più degli altri. Un esame del sangue ogni tanto non mi sembra un grande impegno per una cura che funziona.
Il depakin fa ingrassare...allora si potrebbe dire di tutti.

Mi sembra che stia solo cercando motivi per scartarli uno per uno, anziché far qualcosa di concreto.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 429XXX

Per capire, una cura con litio minimo quanto deve durare? E degli antipsicotici atipici cosa ne pensa potrebbero essere utili e non incidere sul peso?

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Non ci siamo proprio capiti. Ma scusi una cura con ssri come minimo quanto deve durare ?

Questo è un esempio di come in queste malattie non si abbia alcun concetto della malattia. Uno non si chiede quanto dura la malattia, quanto ha bisogno di essere curata, per quanto va curata....ragiona come se la durata delle cure fosse determinata dal farmaco.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 429XXX

Sei mesi un anno

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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No. Non esiste un minimo, esistono statistiche che dicono quale è la possibilità di ricadute dopo cure di 6 mesi.
Se uno ha un lutto, ha un senso fare una cura anche solo di 6 mesi, ma invece se uno ha un panico già è una durata sì, minima ma appunto di solito breve.
E questo perché ? Perché la malattia ha le sue caratteristiche.
Idem per il litio, o un antipsicotico. I quali si applicano entrambi in via ipotetica alla sindrome che Lei ha.
E' la malattia che indica le durate delle cure, a volte senza un limite preciso, se si tratta di forme che vanno a episodi, che senso avrebbe, a meno di non essere sicuri che la malattia non ci sarà più ?

Per cui, qualsiasi cura ipotizzi, questo non cambia, perché dipende dalla diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 429XXX

La diagnosi è quella riferita quindi essendo un disturbo di personalità ci lavoro in psicoterapia. Poi è chiaro che nel momento di scompenso mi son dovuta "arrendere"al supporto farmacologico.. non posso pensare che siccome ho un disturbo di personalità e quindi non un episodio circoscritto allora lo devo prendere a vita per "prevenire"l'imponderabile.

[#17]  
Dr. Matteo Pacini

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"quindi essendo un disturbo di personalità ci lavoro in psicoterapia."

E perché mai ? Questa è una distinzione gratuita che non ha alcuna base.

Il farmaco non è un supporto, è una cura come la psicoterapia.

Curarsi non è arrendersi.

Ancora non ha capito il concetto del disturbo. Non c'è alcun imponderabile da prevenire, l'ho detto sopra. Il ponderabile è da prevenire, che è il suo disturbo. E Lei questo ancora non lo vede o lo rifiuta. Finché dovrà decidere di cosa è colpa quando le succede di perdere il controllo, è fuori strada. Almeno per quanto riguarda la soluzione, se è in cerca di una soluzione.

E anche la psicoterapia lavora su questo, non sugli eventi esterni. Su di Lei.

In conclusione, tutti i concetti sulle cure sono completamente sbagliati. Ma secondo me è soltanto conseguenza di una mancata visione centrata sul problema.
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[#18] dopo  
Utente 429XXX

Forse non mi sono spiegata bene, io non penso assolutamente che il mio problema dipenda dagli eventi esterni..magari! E in psicoterapia lavoro su di me, non certo sul cambiare gli altri, obiettivo tra l'altro insensato e impossibile. Ma , capirà anche lei, che è un lavoro lungo e faticoso e che a tratti può anche fare stare peggio.
Quest'episodio impulsivo è stato inaspettato e dato da tanta rabbia e disperazione repressa ma non è la "norma"del mio comportamento. Anzi, apparentemente sembro e sono molto controllata. Poi ho dei momenti di "blackout ". Ma non capisco il senso di prendere un farmaco preventivamente per una cosa che magari non succederà più. E se anche lo prendessi come si fa a stabilirne la fine? Voglio chiederle...sono farmaci curativi, o sintomatici?

[#19]  
Dr. Matteo Pacini

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Perfetto, e allora se l'ha capito come mai scrive

" Ma non capisco il senso di prendere un farmaco preventivamente per una cosa che magari non succederà più. "

Su una diagnosi di disturbo borderline.
In realtà sembra che abbia capito, ma non è così.
Dr.Matteo Pacini
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[#20] dopo  
Utente 429XXX

Allora se tanto si dà per scontato che lo rifarò quando in tanti anni non è mai successo...altri tipi di impulsività si ma è quest'ultima cosa che mi ha spaventata perché ho superato un livello che non credevo possibile.Ma non significa che risuccederà. E io mi dovrei ritrovare di farmaci per una cosa che casomai è già finita.

[#21]  
Dr. Matteo Pacini

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Quindi lei ha paura di perdere il controllo per una cosa che sostiene non si verificherà mai più. Allora dov'è il problema.
Il tutto con una diagnosi che invece significa che cose del genere succedono spesso e volentieri.
Se si è spaventata forse la cosa ha un senso, e essendoci già la diagnosi forse la cosa era prevista, ed essendoci stata già una terapia qualcuno aveva già ritenuto che valesse la pena.
Poi se stiamo parlando di come intervenire sui gesti impulsivi senza una terapia preventiva, la cosa è poco costruttiva.

Lei parla delle cure come se fossero un dispetto. E' Lei che chiede cosa si può fare.
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[#22] dopo  
Utente 429XXX

Si infatti non sono sicura che non risuccederà ed è quello che mi spaventa. Sono molto nervosa dormo poco. Volevo chiederle cosa ne pensa del Selincro, mi era stat prescritto in passato da usare al bisogno ma non l'ho mai preso. Ma so che non devo bere perchè è peggio

[#23]  
Dr. Matteo Pacini

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La diagnosi è il riferimento, non quanto Lei sia sicura o meno, che è oscillante e non è una guida che funziona.

Il selincro è un farmaco per l'abuso alcolico, e se non l'ha preso è incommentabile.
Il fatto che sappia di non dover bere perché è peggio non c'entra nulla col fatto che succederà, e farmaci come il selincro sono focalizzati sul prevenire, non sullo sforzarsi che non succeda, cosa contro cui le persone non possono nulla. E' dimostrato che se uno si concentra su "come farò a non bere" finisce che non prende il selincro, e quindi beve e succedono determinate cose dopo. Se invece uno lo prende come prescritto quando sa che andrà a bere, allora funziona.
Dr.Matteo Pacini
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[#24] dopo  
Utente 429XXX

Ok grazie ho capito . Volevo chiederle se la valeriana system forte secondo lei può aiutare a prendere sonno visto che mi ritrovo all'una o alle due con gli occhi sbarrati...ho preso del trittico rp ma comunque almeno un'ora ci mette a far qualcosa...e la mattina sono rintronata e ho sete ....è normale?

[#25]  
Dr. Matteo Pacini

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Qui non si possono indicare prodotti. Né ha senso che ne usi di sua iniziativa mirando a questo o quel sintomo, in questo caso il sonno. La terapia deve stabilirla un medico.
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