Utente 330XXX
Gent.mi Dottori,
chiedo nuovamente il vostro aiuto. In vari consulti postati in questa sezione ed in quella di Neurologia, più volte ho chiesto riscontro per la terapia prescrittami per un disturbo da attacchi di panico con insonnia persistente. Dopo varie molecole non fruttuose (Cipralex 10 gocce, Daparox 20 gocce, Remeron da 15) negli ultimi 2 anni ho assunto Efexor da 75 + Sonirem 10/14 gocce alle sera (questo da Settembre 2016). Pochi giorni fa, alla visita di controllo, poiché lamentavo un peggioramento del sonno, il Dottore ha ritenuto di dover operare la sostituzione dell'Efexor con il Trittico Contramid da 75mg alla sera + il Sonirem + Tavor oro 1mg al bisogno(in caso di attacco di panico) fino a quando non ci sarà risposta terapeutica. Durante la visita ho chiesto per 3 volte se non fosse un azzardo passare da una molecola all'altra immantinente. La risposta del Dottore è stata negativa. Da 5 giorni non riesco più a vivere in maniera decente a causa di vertigini con nausea, scosse nella testa e nel petto, mancanza di equilibrio, sonno pessimo con sogni vividi, emicrania persistente. Fatico a camminare senza un sostegno, non posso guidare, non posso lavorare (essendo un libero professionista presso altri professionisti, comincio a rischiare anche il futuro lavorativo) e dopo ogni pasto ho nausea fortissima con conati di vomito. Qualche giorno fa ho contattato il medico il quale, dopo l'elenco dei sintomi mi confermato che sono sintomi da sospensione dell'Efexor e che devo "resistere"!!? Potrei assumere il Tavor al bisogno. Fermo restando che sintomi simili ma con intensità assai minore li provai con lo scalaggio del Dapaxor illo tempore, sembra a Voi plausibile un approccio del genere? E' corretto dal punto di vista medico il passaggio da una molecola all'altra lasciando un paziente in queste condizioni? da 3 giorni provo a contattarlo senza esito. Il medico di base mi ha consigliato di recarmi al Pronto Soccorso poiché ritiene che il quadro, in costante peggioramento, abbia profili di pericolosità organica. Premetto che in questi giorni sono in una città lontano da casa, senza amici o familiarie che dovrei chiamare un ambulanza non potendomi muovere autonomamente (guidare in queste condizioni sarebbe pericoloso per me e per gli altri utenti della strada). Preciso che prima della sospensione dell'efexor MAI ho avuto sintomi del genere. Ho postato una richiesta analoga nella sezione Neurologia sperando in una celere risposta. Grazie.

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Dr.ssa Tiziana Corteccioni

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Salve,
purtroppo è difficile dare una risposta esaustiva senza una raccolta anamnestica accurata. Da quello che scrive sembrerebbe aver interrotto Efexor 75 mg all'improvviso, su indicazione del suo curante, ma i sintomi riferiti (che lei attribuisce al cambio di terapia) possono manifestarsi dopo un periodo variabile da persona a persona. La situazione clinica, soprattutto se invalidante, andrebbe valutata il prima possibile da uno specialista. Se non riesce a recarsi autonomamente da nessuno, a mio avviso, dovrebbe dare ascolto al consiglio del suo medico di base rivolgendosi al pronto soccorso più vicino.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Tiziana Corteccioni
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[#2] dopo  
Utente 330XXX

Gentile Dottoressa,
il passaggio repentino è su prescrizione del Neurologo presso il quale sono in cura. Ho assunto una benzodiazepina (xanax 0,50), come da prescrizione, circa 30 minuti fa. Se non dovessi migliorare credo di dover allertare il 118

[#3]  
Dr.ssa Tiziana Corteccioni

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Se i sintomi sono così invalidanti è la scelta più opportuna. Cordiali saluti.
Dr.ssa Tiziana Corteccioni
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[#4] dopo  
Utente 330XXX

Gentili Dottori,
recatomi ieri al P.S. e sottoposto a tutta una serie di esami (ECG,RMN Encefalo, Esame Oculistico, Consulto otorinolaringoiatrico ecc.....) la diagnosi è stata di una grave sindrome da sospensione di SNRI. Da premettere che ho avuto anche ipertermia temporanea. Dopo avermi idratato con soluzione fisiologica, il Dottore del P.S. mi ha somministrato una compressa di Zarelis da 37,5 (cosa che ho scoperto al momento della dimissione credendo invece di aver assunto un farmaco antinausea) e, dopo 3 ore, vertigini, nausea e senso di sbandamento si sono attenuati fino a scomparire. Mi ha pertanto consigliato di assumere questo dosaggio per diversi giorni e di attivarmi nella ricerca di un medico competente, disponibile e serio. Ritiene infatti che spesso, in neurologia e psichiatria, molti tendano a minimizzare tali effetti ritenendo che tali farmaci non diano "dipendenza" anche a dosi relativamente basse, che si risolvano in un paio di settimane (quando possano permanere per mesi) e che siano senza rischi (quando invece reazione fisiche e psichiatriche possono essere gravi). Inoltre mi ha consigliato di diffidare do Professionisti cito testualmente "faciloni" poiché sottovalutano tali reazioni fisiche. Volevo porgere un sentito ringraziamento alla Dottoressa Corteccioni e per essere stata gentilissima a rispondere con celerità e per essersi esposta ed aver dato "conforto e consigli pratici" invece di limitarsi ad incensare l'assoluta affidabilità di tali farmaci

[#5] dopo  
Utente 330XXX

P.S. Il predetto Dott. del Pronto Soccorso mi ha anche informato che, non di rado, poiché i sintomi da sospensione possono presentarsi a distanza di qualche tempo (a seconda della molecola, dell'emivita e se non ricordo male, dei metaboliti attivi) molti dottori tendono a confondere questi con una recidiva del disturbo originario, prescrivendo una nuova terapia che non ha ragione di esistere in quel frangente. Spero che la mia testimonianza possa essere utile per quei pazienti che, come me, soffrono o hanno sofferto di tali reazioni da sospensioni e non sono stati ascoltati/compresi dai loro Medici i quali hanno, con testardaggine e poca sensibilità anche umana, o ritenuto che tali sintomi non avessero conseguenza alcuna oppure che fosse una forma di esagerazione o, peggio, una recidiva della malattia.

[#6]  
Dr.ssa Tiziana Corteccioni

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La ringrazio per l'apprezzamento ricevuto. Mi dispiace davvero per l'accaduto. Sono contenta che abbia finalmente risolto la situazione.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Tiziana Corteccioni
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