Utente 109XXX
Buongiorno,
Conosco il mio ragazzo da pochi mesi e ho scoperto, casualmente (dato che non conviviamo), osservando un blister nel beauty, che assume cymbalta 60 mg ogni mattina. Ha una vita lavorativa piuttosto stressante a livello mentale. E' tuttavia una persona estremamente piacevole, di cui sono innamorata. Condividiamo passioni e abbiamo caratteri simili. Questa scoperta mi ha lasciata un po' spaesata. Mi ha riferito che l'avermi conosciuta gli ha profondamente cambiato la vita e ha fatto più volte riferimento alla sua pregressa situazione di apatia che lo contraddistingueva. Per queste ragioni sono un po' lusingata di poter riuscire a farlo smettere, poco per volta. Non mi ha parlato di questa sua dipendenza ed io non ho indagato, non sapendo bene come pormi nel fargli domande. Cosa mi consigliate? Ringrazio e porgo cordiali saluti.

[#1]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Signorina,
Sposto la sua domanda in psichiatria, anche se non mi sembra una buona idea la sua.

Se questo ragazzo assume una terapia, soltanto il medico, unitamente al paziente potrà stabilire, se, quando, e come ridurla
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#2] dopo  
Utente 109XXX

Grazie dottoressa per la sua risposta. Sì, di certo dovrà essere una scelta paziente-medico. Però credo che una spinta possa essere determinante. Ad esempio ha smesso quasi totalmente di fumare, dopo un trend abituale di 20 sigarette al giorno. Credo fermamente che l'amore e l'affetto delle persone care possa fare molto a livello di spinta verso il cambiamento. Una persona che prende antidepressivi a mio avviso difficilmente cercherà di uscire dalla zona di comfort che ha trovato grazie al farmaco. Per questo dico che anche solo un input verso una visita medica può essere determinante. Mi chiedevo quale fosse l' approccio migliore alla questione. E' chiaro che non esiste un unico protocollo, ma è altrettanto vero che toccare il problema in un modo, piuttosto che in un altro, può aiutare molto. Per questo avevo inserito il quesito in Psicologia.
Si parla di un ragazzo estremamente simpatico, alla mano, gentile e sensibile, che a vederlo non sembrerebbe mai potesse celare un disturbo depressivo.o altra patologia.
Mi ha parlato soltanto di un passato in cui andava dallo psicologo. Qualsiasi consiglio è ben accetto! GRAZIE DI CUORE

[#3]  
Dr.ssa Valeria Randone

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"chiaro che non esiste un unico protocollo, "

Lei non è un medico, nè uno psicologo, ma un partner.

Non faccia lo sbaglio di fare la crocerossina!

"Si parla di un ragazzo estremamente simpatico, alla mano, gentile e sensibile, che a vederlo non sembrerebbe mai potesse celare un disturbo depressivo.o altra patologia."

Il disagio psichico non conosce ceto, simpatia, bellezza o altro.

La lascio agli psichiatri del sito.
Cordialmente.
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[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Come già indicato dalla dottoressa Randone non può stabilire di fare la crocerossina pensando di poter "strappare" il suo compagno da una terapia farmacologica per il suo pregiudizio imperante.

Quando sarà opportuno il prescrittore deciderà se è utile ridurre o sospendere la terapia senza che lei debba dare una spinta eventualmente creando anche frustrazioni e sensi di colpa che non sono utili in questa fase.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#5] dopo  
Utente 109XXX

"chiaro che non esiste un unico protocollo ":

Gentile Dottoressa, con questa locuzione mi riferivo al modo in cui potrei introdurre l'argomento con lui.
Ossia, come mi dovrei comportare per non ferirlo e per fargli sentire che gli sono vicina, finché parleremo della tematica. Questo intendevo.
Esempi:
"Ho visto il blister".
"Assumi farmaci?"
"Ti vedo strano"
ecc...

NON mi riferivo ad un protocollo "medico".

E poi quando affermo:
"Si parla di un ragazzo estremamente simpatico, alla mano, gentile e sensibile, che a vederlo non sembrerebbe mai potesse celare un disturbo depressivo.o altra patologia."

Con ciò, intendo esprimere una massima di esperienza che ciascuna persona di senso comune può elaborare, avendolo conosciuto di persona.
Ho descritto sommariamente i tratti caratteriali di questa persona al solo fine di rendere l'idea della situazione in cui mi trovo e, dunque, di ricevere una risposta pertinente ed adeguata.

Di certo non era mia intenzione ergermi a paladina epidemiologica o eziologica, ovvero insinuare che le persone che prendono psicofarmaci sono solo quelle brutte o cattive, povere economicamente o antipatiche.

Mi pare che la sua interpretazione del quesito sia distorta e semplicistica.

Chiaro che non ho elementi a sufficienza per un consulto organico (non so da quanto è in cura, non so il vero motivo per cui sta assumendo il farmaco) però avrei molto piacere di ricevere un parere medico sommario a 360°.

La ringrazio per avermi indirizzata alla sezione di psichiatria. Spero che qualcuno possa aiutarmi.
Mi affido, come dice lei, al parere dei psichiatri.
Ringrazio e porgo distinti saluti,
Lisa

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non ne deve parlare se non è lui a decidere che vuole dirglielo, perché in realtà ha sbirciato nei fatti del suo ragazzo e questo lo potrebbe ferire.
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[#7] dopo  
Utente 109XXX

Il fatto è che il blister era in bella vista nella trousse aperta in bagno, è come se inconsciamente avesse voluto farmelo sapere. (Mai mi sarei permessa di frugare tra i suoi affetti personali) E questo fatto si è ripetuto per tutta la durata della vacanza. Io appunto non ne ho fatto menzione. Tra l'altro, casualmente, gli ho misurato la pressione per scherzo (eravamo a casa mia e ho l'attrezzo) e aveva i battiti a 80 al minuto, a riposo. Avverto costantemente questa sua forma, sia pur blanda, di tachicardia. Io ho 60 al minuto, per questo mi sono un po' spaventata.

[#8]  
Dr.ssa Valeria Randone

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"ricevere una risposta pertinente ed adeguata. "

Non può riceverla perché la domanda non è pertinente ed adeguata.

Non si può rispondere, e per di più online, ad altro da lei.

La salute psichica e, soprattutto, l'iter di cura, riguarda soltanto il diretto interessato, cioè il suo ragazzo.

Se avesse voluto sospendere avrebbe chiesto lui al suo psichiatra, o avrebbe scritto lui a noi.

Anche se il blister é in bella vista, sono sempre fatti privati.

Anche se si è in coppia, c'è un confine che, solitamente, non è utile oltrepassare.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Lei fa delle inferenze sul bliste lasciato a vista.

Probabilmente il suo ragazzo non ha alcun problema a mostrare che assume dei farmaci ma certo non sono fatti suoi.

Inoltre, una pressione di 80bpm è assolutamente normale, il fatto che lei ne abbia 60 non è un termine di paragone clinico.
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[#10] dopo  
Utente 109XXX

Sì, probabilmente non è un'inferenza corretta, la mia sul blister. Certo, magari non ha alcun problema a mostrarli, ma siccome parliamo di ogni cosa, con profondità, ci sentiamo molto spesso e progettiamo di vivere assieme l'anno prossimo, ci preoccupiamo di ogni piccola cosa che possa far stare meno bene l'altro, mi sembra bizzarro che un argomento di tale peso non sia stato affrontato. E' incoerente con la natura del rapporto che tra noi si è instaurato, tutto qui.
Aspetterò, paziente, che si confidi con me!
Intanto grazie, Dottore, gentilissimo. Cordiali saluti.
Lisa