Disturbo da conversione

Gentile staff,
ho un fratello di 15 anni affetto da deficit di movimento agli arti inferiori, diagnosticata,dopo diversi ricoveri ospedalieri e conseguenti accertamenti, come isteria da conversione.La sintomatologia è presente da marzo 2008, e ad oggi non c'è stato alcun miglioramento.
So che si tratta di casi molto rari, ma sto cercando comunque qualche caso simile al suo, o qualche specialista che abbia trattato casi del genere.
Spero possiate aiutarmi.
Ringraziandovi comunque per la disponibilità, porgo i più cordiali saluti.

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Dr. Francesco Salvadori Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 4
Salve, nella sua lettera non specifica dove sono stati svolti gli accertamenti: la diagnosi di disturbo da conversione (dopo aver eliminato le cause organiche)deve essere posta da un medico competente (neuropsichiatra infantile o psichiatra)e non solo come risultato di una diagnosi di esclusione.
Una parte dei disturbi da conversione si risolvano in breve tempo senza trattamento, con la sola rassicurarazione del soggetto e alleviando la componente di stress psicosociale.
Suo fratello presenta il sintomo da molti mesi quindi le consiglio di contattare uno specialista che le esponga le possibilità di trattamento (tra cui la psicoterapia e l'ipnosi).
Cordialmente,

DR: FRANCESCO SALVADORI
PISA
www.psicoterapia.pisa.it

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Utente
Utente
La diagnosi è stata effettuata dalla neuropsichiatria di Monza e da uno psichiatra.E'già in cura da una psicoterapeuta,ma il problema è che lui non accetta quasta diagnosi(so che è un atteggiamento tipico di chi porta questi disturbi), ritiene gli psicologi e simili inutili e alle sedute ci va senza motivazione.Per questo motivo cercavo qualche caso che fossse simile al suo per potergli dare modo di confrontarsi!Anche l'ipnosi è stata presa in considerazione ma non essendo collaborante non è applicabile.
La ringrazio della sua disponibilità!
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Psichiatra, Psicoterapeuta attivo dal 2007 al 2012
Psichiatra, Psicoterapeuta
Penso che parlare di "diagnosi" e di "isteria da conversione" ad un ragazzo di 15 anni sia poco utile se non proprio controproducente.
Meglio concordare con lo psichiatra o il medico di famiglia come comportarsi di volta in volta.
La sorella o il fratello possono veramente fornire notizie illuminanti per progettare una cura efficace! Soprattutto se la persona in questione è "difficile" e giovane.
Io partirei dai problemi pratici ed approfondirei con il medico o lo psicoterapeuta che atteggiamento assumere.
Vedrà che i comportamenti di suo fratello col tempo miglioreranno.
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Dr. Gianmaria Benedetti Psichiatra, Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 928 16
Vorrei aggiungere a quanto detto dal collega già intervenuto, che spesso un comportamento 'disturbato' come quello segnalato è espressione di un disagio nell'ambiente familiare e può essere utile affrontarlo tutti insieme e non solo con una psicoterapia individuale. Può essere comprensibile il rifiuto di un adolescente di "curarsi" per qualcosa che a volte è più ascrivibile alla situazione familiare. Spesso invece l'adolescente accetta di collaborare e partecipare a un lavoro psicologico con tutta la famiglia, che può aiutare a trovare la via d'uscita. Questo però se è stato esclusa con sicurezza una patologia organica neurologica o ortopedica.
Cordialmente
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Utente
Utente
Grazie.terrò presente i vostri consigli.
Direi che per il 99% la causa è nell'ambito familiare, perchè purtroppo ci sono problematiche e dinamiche disfunzionali passate e presenti.Lo dico sia perchè sono situazioni che ho vissuto io personalmente sia come parere "professionale" in quanto sono psicologa (anche se in questa situazione il mio ruolo è semplicemente quello di sorella).Infatti anch'io avevo pensato ad una terapia sistemico familiare, ma poichè i rapporti sono talmente intricati ci è stata per ora sconsigliata.
Vi ringrazio ancora, nell'attesa, magari, di qualche altro parere.
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Dr. Gianmaria Benedetti Psichiatra, Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 928 16
Più che una vera e propria, canonica, 'terapia familiare', io suggerisco spesso specie a quest'età, consultazioni di 'esplorazione familiare', alla ricerca di possibili 'ostacoli' che possono essere a volte diminuiti con non eccessiva difficoltà. A questo è sempre molto utile aggiungere l'intervento di un educatore domiciliare opportunamente supervisionato che andando a casa può contribuire a smuovere qualche aspetto bloccato e aiutare l'adolescente a 'uscire'. Va cercata anche una collaborazione con la scuola se è il caso. Sono interventi di solito effettuati nei servizi pubblici, in collaborazione con i servizi sociali che hanno spesso la gestione degli interventi domiciliari.