Utente 934XXX
Ho un figlio di 14 anni che in casa è molto violento, soprattutto con me. Mi picchia e mi sputa in continuazione, mi dice parolacce di ogni genere e da un pò di tempo invece di "mamma" mi chiama "troia di merda". Io nonostante tutto continuo a stargli vicino,cercando di fargli capire che sbaglia a comportarsi in questo modo, ma la situazione peggiora sempre di più. Adesso siamo arrivati al punto che non posso più nemmeno fargli una carezza, o dirgli una parola carina e addirittura non posso neanche guardarlo, altrimenti la sua rabbia esplode in maniera incontrollabile rompendo tutto ciò che gli capita e picchiandomi a più non posso. La sera, però, pretende che dormi con lui perchè ha paura del buio, e anche di giorno non rimane mai da solo in casa. Con suo padre, invece, non ha nessun tipo di rapporto, reagisce solo se lui lo provoca.Vorrei sapere,in base a queste informazioni, se mio figlio soffre di qualche disturbo mentale e se è il caso di ricoverarlo.Grazie

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50307

Cancellato nel 2012
Le consiglio di valutare con il suo medico di famiglia l'eventualità di una visita specialistica con un neuropsichiatra infantile. Coraggio.

[#2] dopo  
Utente 934XXX

Mio figlio,purtroppo, non accetterebbe mai e poi mai a farsi visitare, quindi non so proprio come fare. Cosa mi consiglia? Grazie

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Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile signora, vedo solo ora la richiesta (perchè non c'era riferimento all'età, in cui è competente il neuropsichiatra infantile). Quanto lei scrive fa pensare a una situazione di difficoltà di tutta la famiglia ad affrontare l'epoca puberale adolescenziale del figlio. Non so se è il vostro primo o unico figlio. Casi come il vostro non sono rari, oggigiorno. In casi simili di solito è in gioco la difficoltà ad allontanarsi, nel rapporto fra genitori e figli, dai modi infantili, che andavano bene fino a qualche anno prima, e trovare nuovi modi, più adeguati all'età. Certo se la situazione si trascina troppo a lungo possono venire problemi gravi, quindi è necessario cambiare per tempo. E'probabile che lei debba trovare atteggiamenti meno 'vicini', perchè l'eccessiva vicinanza evoca una situazione infantile, che può confondere il ragazzo. Lui stesso la ricerca di notte, come descrive, ma questo è fonte di ancor più confusione. Bisogna trovare una 'distanza giusta' e anche una 'temperatura giusta', nei modi affettivi e negli atteggiamenti. Se crede può darci qualche altra informazione sulla situazione familiare, la scuola, altri aspetti. I consiglio è comunque quello di rivolgersi ai servizi di Neuropsichiatria infantile o psicologia dell'età evolutiva per essere aiutati, tutta la famiglia, a uscire dalla situazione in cui vi siete venuti a trovare.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#4] dopo  
Utente 934XXX

Caro dottore, lei mi chiede di darle più informazioni, ma la situazione è così complicata che ci sarebbero tante e tante cose da scrivere. Ho una figlia più grande(24 anni) ed anche lei ha avuto problemi duranta l'adolescenza: non si accetava fisicamente. Quindi lui è cresciuto con questa sorella che odiava se stessa ed odiava lui(perchè era gelosa), e con un padre molto freddo di sentimenti. Io,però, ho cercato di dargli tutto l'amore possibile,per non fargli mancare quello del padre, e gli sono stato sempre vicino.Fino ad un anno fa c'era un rapporto bellissimo tra di noi,anche se è sempre stato un bambino capriccioso e viziato, poi improvvisamente è cambiato.E' diventato sempre più maleducato,più volgare e più violento ed ha preso di mira proprio me.Adesso mi sputa e mi picchia in continuazione, mi dice parolacce di ogni genere e cerca di umiliarmi in ogni modo.Si comporta con me come se fosse il mio carceriere ed io devo subire tutto in silenzio altrimenti la sua rabbia esplode in maniera più violenta. Io non so quando riuscirò a resistere ancora, sono stanca di essere umiliata da lui,ma sono anche sicura che quando comincerò a cambiare il mio comportamento nei suoi confronti, qualcosa di molto brutto accadrà.Lui ha bisogno di aiuto, lo so, ma non so come convincerlo a farsi aiutare.Mi dica cosa devo fare,la prego.In atessa di una sua risposta,la ringrazio e la saluto di cuore.

[#5]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Le informazioni che chiedo riguardano anche la vita fuori di casa e del rapporto con lei, cioè scuola, compagni, altre attività, ecc., per avere un'idea del funzionamento del ragazzo fuori dal rapporto con la madre. In effetti quello che lei descrive sembra un rapporto madre figlio che ha occupato tutto lo spazio vitale, di due persone che sono talmente vicine che non possono più respirare e si dibattono per allontanarsi avendo però anche molta paura di farlo. Tutta la famiglia sembra rimasta invischiata in una situazione che non funziona bene, compresi padre e sorella. Avete bisogno di un aiuto specifico per uscirne. Suggerisco di cercare la possibilità di una terapia familiare. Spesso è possibile anche nei servizi pubblici. All'inizio può darsi che lui non voglia venire: si deve cominciare lo stesso, il terapeuta (o i terapeuti, di solito sono in due) vi può aiutare a trovare la via d'uscita e forse anche a trovare il modo di convincerlo a venire anche lui, non per curare lui, ma per aiutare tutta la famiglia a uscire dalla brutta situazione. Una ragazzina una volta diceva: Io vengo per aiutare ad 'aggiustare la famiglia'. Anche le famiglie possono stare male ed avere bisogno di aiuto.
Mi creda è importante che lo facciate al più presto.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#6] dopo  
Utente 934XXX

Lei mi chiede di parlarle della sua vita al di fuori della famiglia bene con la scuola ha un pessimo rapporto infatti la odia e studia pochissimo.Questo perchè sin dalle scuole elementari si è trovato ad avere come compagni di classe dei bulli e forse credo che sia proprio questa la causa per cui si comporta così.Vorrebbe essere come loro ma fuori di casa non ci riesce e quindi si sfoga con me.Gli è rimasto un unico amico(gli altri un pò alla volta si sono allontanati)che a suo dire si comporta come lui(ma io non ci credo)e con il quale esce solo il sabato e qualche volta la domenica.Tutto il giorno lo trscorre chiuso in camera sua tra computer,videogiochi e telefonino.Naturalmente non possiamo dirgli nulla altrimenti scoppia l'inferno.Per quanto riguarda me,al contrario di ciò che si possa pensare, non sono una mamma chioccia, io l'ho sempre lasciato libero.Se gli sto sempre dietro è perchè lo vuole lui.La mia unica colpa è stata quella di essere troppo buona e sono stata lasciata sola ad affrontare la situazione.Mio marito,infatti,non riesce a capirne la gravità e non fa niente per aiutarmi. Ne ho parlato con il mio medico curante e mi ha detto di rivolgermi alle forze dell'ordine, poi ne ho parlato con la psicologa del consultorio,poi con quella dell'ospedale e mi hanno risposto che siccome è minorenne non possono fare niente.Bisogna ricoverarlo.Ma il punto è sempre lo stesso: come faccio? La ringrazio ancora una volta e la saluto.

[#7]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Forse non avete trovato la persona giusta, fra quelle consultate. Altrimenti non chiederebbe qui "come faccio", ma lo chiederebbe a loro. Di solito sono i servizi di neuropsichiatria infantile dell'ASL ad occuparsi di casi simili, infatti devono occuparsi appunto dei 'minorenni'. Evidentemente vi siete rivolti a servizi per adulti. Se tutti i casi di questo tipo fossero da ricoverare non avremmo ospedali sufficienti, il che non toglie che qualche volta un breve ricovero può essere utile per cambiare bruscamente una situazione che si è deteriorata e da cui non si riesce ad uscire. prima però la situazione deve essere presa in carico adeguatamente. Non è importante che lui non voglia venire. Intanto andate voi e verrete aiutati ad affrontare anche il suo rifiuto. Spesso è utile, come vi ho già detto, un intervento familiare, ma molto utile è di solito anche l'intervento di un educatore in casa, che si faccia accettare dal ragazzo e poi un po' alla volta lo aiuti e lo guida per la scuola, per uscire di casa, ecc. Anche questo intervento viene di solito fornito dalla asl insieme con i servizi sociali. (almeno nella zona dove lavoro io)
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#8] dopo  
Utente 934XXX

Gentile dottore, le rispondo con ritardo perchè avrei preferito non continuare a disturbarla,ma non ci sono riuscita.Rispondo per precisare che la psicologa con la quale ho parlato in ospedale era una psicologa infantile che dopo aver consultato la neeuropsichiatra infantile, ci ha detto che non possono fare niente, dobbiamo arrangiarci da soli.Per questo motivo mi sono rivolta a questo sito,speravo che qualcuno mi indicasse la via giusta da seguire.La ringrazio e la saluto.

[#9]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Nessun disturbo. Mi spiace sentire come siete stati trattati in un servizio pubblico. Forse potreste rivolgervi ai responsabili del servizio o dell'ASL: voi avete diritto ad essere aiutati.
Come dicevo la vostra situazione non è isolata. Non sono rari i ragazzi che a questa età presentano comportamenti simili, in casa e fuori, con scoppi di violenza alternati a comportamenti infantili, difficoltà a continuare la scuola e a frequentare i coetanei, 'rinchiudersi' in videogiochi e computer. E' una crisi sia del ragazzo che della famiglia, di fronte all'inizio dell'adolescenza che mette in crisi equilibri, probabilmente un po' alterati, che finora comunque avevano più o meno funzionato. Avete bisogno di aiuto come genitori, ad affrontare la situazione: forse, visti i precedenti, è meglio che vi rivolgiate a specialisti in 'terapia familiare', nel pubblico o nel privato. Potete provare anche presso i Servizi Sociali, che dovrebbero poter mandare un educatore domiciliare a casa, come dicevo sopra.
Sicuramente star fermi ad aspettare non aiuta, cercate comunque di resistere e Lei, signora, si faccia aiutare da suo marito, che deve riprendere il ruolo di padre, nel gestire la situazione. Il tutto cercando di non provocare nè cadere nelle provocazioni che può fare il ragazzo.
Ci tenga informati.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#10]  
Dr. Fabrizio Marcolongo

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Cara Sig.ra, considererei anche la possibilità che i comportamenti di suo figlio possono essere determinati dal consumo di sostanze.
Di solito fare una visita al Ser.T. e parlare con l'operatore del Ser.T. [noi al Ser.T. tutti ci occupiamo di minori, purtroppo!] non sarebbe male.
ALmeno lei come madre potrebbe andare al Servizio Tossic. e vedere di tirar fuori una diagnosi.
I miei colleghi potranno sicuramente dipanare il sospetto diagnostico e a quel punto ottenere, se non tossicodipendente, un passaggio di caso al servizio di Neuro psichiatria infantile, ...tenendo conto che a 14 aa. è già un età di passaggio ed in molte Regioni non ci sono "servizi dedicati con reparti ospedalieri ad hoc".
A disposizione per ulteriori ragguagli.
Dr. Fabrizio Marcolongo
psichiatra e psicoterapeuta
http://www.marcolongofabrizio.it