Utente 435XXX
Disforia post coitale, la maggior parte neanche sa cosa sia... Dopo tutto mi sa che si è in pochi a soffrirne. E' un grande handicap. Non è dovuto a niente in particolare ma è una cosa che avviene da sé. Dopo avere avuto l'orgasmo si cade in depressione e ansia, stato che si protrae poi anche per uno/due giorni dopo l'orgasmo.
Con tale disturbo direi proprio che non è possibile avere un partner, a meno che il partner non accetta questa invalidità.
Non si può praticare la masturbazione ogniqualvolta lo si vuole. Una delle cose più belle della vita che viene rovinata dalla disforia post coitale; tocca reprimere gli impulsi, a meno che ci si lasci andare al sesso e quindi si accetta di essere invalidi a causa dei sintomi della disforia post coitale.
Di tale patologia se ne parla pochissimo, si sa giusto qualche notizia, la maggior parte degli specialisti neanche conosce tale disturbo.
Magari ne soffre uno su dieci milioni, è un onore essere tra questi ;)
Vorrei tanto sapere cosa avviene nel cervello di chi soffre di tale patologia. Vista dalla mia ignoranza credo sia una questione biologica, poiché riguardo il sesso non ho traumi, condizionamenti della religione, pensieri particolari... nulla!
Ormai ho rinunciato ad avere un partner, d'altronde come si fa?

Comunque io soffro di depressione/ansia e assumo antidepressivi, ma la disforia post coitale viaggia a sé, per esempio se sono in un periodo in cui sono equilibrato sotto assunzione di antidepressivi, se ho un orgasmo ne esco danneggiato e perdo l'equilibrio riscontrando quanto scritto sopra: riescono i problemi che mi caratterizzano.

Foste al mio posto cosa fareste?
Andare per esempio a parlare con un sessuologo che risultati può portare?
La disforia dopo l'orgasmo, perlomeno nel mio caso, non la si elimina né con i farmaci e né con la psicoterapia.

Spero di avere l'attenzione di voi specialisti e di ricevere risposte. Grazie!

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Che tipo di terapie ha provato ? Nessuna a quanto capisco ha cambiato la cosa.
Ha mai constatato se sostanze come il tabacco, l'alcol, il caffé cambiavano questo tipo di reazione ?
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 435XXX

Per la disforia post coitale non ho provato alcuna terapia, anche perché mi sa che non esiste una terapia per disturbo di disforia post coitale.
Sono seguito da uno specialista e seguo da anni una terapia farmacologica, assumo antidepressivi per problemi di depressione, ansia (sono stato in terapia con deniban, daparox, lamictal, attualmente con zoloft)...
Ciononostante l'utilizzo di farmaci la disforia post coitale permane.
Non fumo e non assumo alcolici; bevo generalemente 2-3 caffè al giorno ma se li assumo o meno questo non porta nessun cambiamento.

E' una questione che da come ho capito io non si può trattare, ma bisogna accettare il disturbo. Io ci ho rinunciato da tempo, mi sono rassegnato a non avere un partner e a reprimere gli impulsi sessuali, poiché un momento bello quale può essere l'orgasmo mi porta poi a stare male.

Dottore cosa mi può dire a riguardo e cosa mi consiglia di fare? E' un problema davvero così raro questo?

Grazie mille per l'interessamento!

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Più che altro non esiste un trattamento standard, che mi risulti.
Però io direi che qualche tentativo, preventivo perché sul momento non si fa in tempo, è possibile tentarlo, empiricamente.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#4] dopo  
Utente 435XXX

Mi può dire in cosa consiste il tentativo che proverebbe a fare?
Grazie

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
No, le ho detto che è "empirico", vale a dire che sulla base di ragionamenti biologici un medico può scegliere di fare un determinato tentativo, o seguire una linea.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#6] dopo  
Utente 435XXX

Capito. Ma quindi io dove devo andare a parare? Come potrei muovermi per provare a fare qualcosa?
Da come la vedo io, non resta che rassegnarsi.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Secondo me, trattandosi di un problema dalla soluzione non standard, conviene non investire a priori chissà quanto in risorse o aspettative, e farsi illustrare possibili soluzioni, sapendo che però si tratta di ipotesi di lavoro ricavate da sindromi "associate" o in generale da ragionamenti di neurobiologia. Un psichiatra o un andrologo sono gli specialisti di riferimento.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#8] dopo  
Utente 435XXX

La vedo un qualcosa di non fattibile. Gli psichiatri al quale mi sono rivolto non hanno conoscenze in merito... Sono abbastanza sfiduciato.