Utente
Buonasera a tutti i dottori.

Ho 19 anni,e da qualche mese sono in cura da una psicologa e uno psichiatra per via di un passato(e di un presente)non molto facili da affrontare per me,e che mi hanno causato non pochi problemi.

Ho scritto anche altri consulti,se volete una descrizione piu' dettagliata della mia vita.

Insomma,tutte le brutte cose che ho vissuto mi hanno fatto crescere giorno dopo giorno una grande rabbia e una grande frustrazione dentro.

Questa rabbia e frustrazione si sono tradotti,come ha detto la mia piscologa,in queste mie ossessioni.Insomma,il mio e' un disturbo ossessivo.

Si trattano di ossessioni,impulsi di far del male agli altri,anche se in realta' sono una persona tranquilla.

Occupano la mia mente da quando mi alzo la mattina a quando vado a dormire la sera.

Il mio psichiatra ha detto che il mio e' un disturbo dell'umore,con sintomi depressivi e ansiosi,mi ha prescritto un antidepressivo,il cipralex(mezza pastiglia ogni mattina)e l'EN(10 gocce al mattino e 15 la sera).

La cosa che mi chiedevo e' questa:ho notato che,a forza di avere sempre queste scene violente nella mia mente da mesi,sto cominciando a perdere il senso della loro gravita'.

Insomma,non so se mi sono spiegata...All'inizio,quando erano appena cominciate,queste ossessioni causavano in me indignazione,repulsione,sensi di colpa.

Invece ora,a forza di pensarle in continuazione,e' come se la mia mente si fosse in un certo senso abituata ad esse e ormai non si scandalizzasse piu' di tanto.

Questo sinceramente mi preoccupa di piu'.Secondo voi e' "normale" che accada una cosa del genere?Dopo mesi e mesi con la stessa ossessione,si deve sempre continuare a mantenere lo stesso senso di orrore e di repulsione di quando erano appena cominciate oppure puo' accadere quello che e' accaduto a me?

Io e' come se non riuscissi piu' a provarli questi sentimenti,pur continuando a rendermi conto che le cose che penso sono sbagliate.

A volte mi sforzo proprio volontariamente per riuscire a provare un senso di repulsione che ormai quasi non provo piu',perche' so che dovrei provarlo,che dovrebbe essere cosi'.

Vorrei gentilmente un vostro parere su questa mia situazione.

Grazie in anticipo,

Alice.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

il trattamento con mezza compressa di Cipralex e' al di sotto del dosaggio minimo efficace, mentre le benzodiazepine sono ad un dosaggio anche troppo altro, per il mio parere.

Per quanto riguarda i contenuti psicologici di questa richiesta, tali contenuti devono essere riportati all'interno delle sedute che sta facendo con la sua psicologa.

Infatti, una delle regole, non obbligatoria, dei trattamenti psicoterapeutici e' di riferire al proprio curante tutto quanto sia possibile per dipanare tutte le matasse evitando di disperdere tali contenuti in altre sedi, soprattutto se le altre sedi, come questa, ritrovano la presenza di specialisti del settore.

E' piu' logico avere un solo terapeuta ed un solo psichiatra piuttosto che tanti partecipanti al suo disturbo.

Per tali motivi faccia il punto della situazione con i suoi curanti.
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile Alice,

Si spiega benissimo.
Alcune precisazioni. Lascerei stare l'interpretazione sull'origine delle ossessioni, cioè "Questa rabbia e frustrazione si sono tradotti,come ha detto la mia piscologa,in queste mie ossessioni.Insomma,il mio e' un disturbo ossessivo."
Non abbiamo elementi per affermare questo. Per quanto se ne sa le ossessioni sono produzioni di una parte del cervello che inizia a ripetere informazioni di controllo automatico, spesso sono il negativo di quel che si fa di solito, che spesso corrisponde a quel che non si farebbe mai. Se sono una persona tranquilla e mi vengono ossessioni, è facile che mi vengano "di contrasto", cioè aggressive per esempio. Quindi non è una cosa strana, è normale nel meccanismo di produzione di questi fenomeni.
Strano è che non le sia stato spiegato.
Mi chiedevo poi se lei è in trattamento, perché parla di psicologa ma il disturbo ossessivo (che va diagnosticato però da un medico) ha cure standard, e le migliori consistono nella combinazione di farmacoterapia e psicoterapia cognitivo-comportamentale.
L'evoluzione del disturbo che lei descrive è una cronicizzazione, cioè il cervello si abitua al contenuto, ma l'invasività resta, e quella sensazione di estraneità deriva dal fatto che si è come assorbiti da un pensiero "interno" che interferisce o rovina il contatto con l'ambiente, quindi si diventa un pò "estranei".
Cerchi di far mettere a punto una cura medica specifica, dopo aver fatto far diagnosi da un medico se non è stato già così.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente
Vi ringrazio per la celere rispota.

Gentile Dottor Ruggiero,io alla psicologa dico tutto,lei e' in comunicazione con lo psichiatra.
Avevo solo questo dubbio,ho chiesto qui perche' la prossima seduta l'avro' tra una settimana,ma non manchero' di chiedere anche alla psicologa.

Dottor Pacini,io sono in cura sia da uno psichiatra che da una psicologa,ed entrambi concordano che si tratti di disturbo dell'umore,tendente alla depressione e con crisi d'ansia(anche mia madre e'depressa e ansiosa,e ci sto a contatto tutto il giorno).

La psicologa mi ha dato questa spiegazione sull'origine delle mie ossessioni perche' io esplicitamente l'ho chiesta,per caprimi un po' di piu'.

Lo psichiatra ha detto che ho appunto sintomi depressivi e ansia,e che non ho un disturbo specifico,e mi ha prescritto mezza pastiglia di cipralex al giorno + en mattina e sera.Quindi sto seguendo gia' una terapia,sia farmacologica che psicologica.

Quindi lei dice che il non riuscire a provare repulsione per le ossessioni che dovrebbero scatenarla,vuole dire che c'e' una cronicizzazione del disturbo.

Capisco.E quindi come dovrei agire secondo lei per tornare ad avere sentimenti di rifiuto verso queste ossessioni,come dovrebbe essere?

Io mi sforzo,ma non ci riesco....Ed e' frustrante.

Grazie.

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Veramente per voler essere precisi la sua terapia farmacologica non compensa nulla in quanto sottodosata.

Come gia' le ho scritto prima, quindi diciamo che sta iniziando un trattamento farmacologico che se non subira' variazioni nel giro di due settimane dall'inizio non serve a nulla.

Poi, come gia' le ha spiegato il collega Pacini, il migliore trattamento accreditato di tipo psicoterapeutico per le persone che hanno la sua diagnosi, della quale non dubitiamo visto che c'e' uno psichiatra e una psicologa che concordano, e' quello ad orientamento cognitivo-comportamentale, sempre che ci siano le condizioni di eleggibilita' sia per il trattamento cognitivo che per quello che sta attualmente facendo.

Ora, una volta fatta la diagnosi, mi sa dire lei due cose:

- perche' il trattamento farmacologico resta sottodosato?

- perche' non viene indirizzata ad uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale?

E' possibile che la sua diagnosi sia diversa da quella che le hanno comunicato anche in considerazione delle sue precedenti richieste di consulto in questa sede?

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[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

non capisco perché non ha una "diagnosi specifica". Mezza compressa di cipralex (credo da 10 mg) è una dose mediamente inefficace. La domanda che lei ha fatto alla psicologa non mi preoccupa, è la risposta che francamente è sconcertante.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente
Per il gentile Dottor Ruggiero:

Il trattamento farmacologico con Cipralex l'ho iniziato da qualche giorno prima di Natale.Senza contare che l'ho dovuto sospendere per 5 giorni a Gennaio perche' non avevo la ricetta.

Quindi comunque lo sto prendendo da un tempo relativamente breve.

Credo che la dose bassa sia un inizio,ma in realta' non mi e' stato detto nulla in proposito ad un eventuale aumento.

Lo psichiatra me lo aveva prescritto come un aiuto,una spinta per fare quello che mi avrebbe aiutata veramente a guarire:farmi una vita sociale mia e stare fuori casa il piu' possibile.

Secondo lui presento dei tratti depressivi,ma non ho la depressione vera e propria....Secondo lui la mia vera malattia e' la solitudine(parole sue).

L'EN invece avevo cominciato a prenderlo gia' col primo psichiatra(prima di questi due,andavo da un altro psichiatra),quindi da circa un anno ormai.Con lui prendevo anche 25-30 gocce tutte insieme al bisogno.
Invece con l'attuale psichiatra abbiamo deciso,circa un mese fa',di abbassare le dosi perche' secondo lui il mio modo di fare precedente provocava dipendenza,e comunque il Cipralex di per se agisce anche contro l'ansia.

Per quanto riguarda la terapia cognitivo-comportamentale non saprei dirle,non me ne ha mai nemmeno parlato.

Lei mi chiede se la diagnosi potrebbe essere diversa da quella che mi e' stata detta....Scusi,ma non credo...E se fosse il contrario,mi sentirei anche un po' tradita e presa in giro,non crede?Se ora mi metto a mettere in dubbio quello che mi viene detto da coloro che mi stanno aiutando posso smettere di andarci anche da domani,no?


Per il gentile Dottor Pacini:

Come ho detto al suo collega,lo psichiatra ha parlato di sintomi depressivi,ma non di depressione vera e propria.Secondo lui il mio vero problema e' la solitudine(non ho vita sociale).La psicologa ieri mi ha detto che il mio e' un disturbo dell'umore.

Non so dirle per la dose di Cipralex,per ora non si e' parlato di un aumento.

Ma perche' lei mi dice che la risposta della psicologa e' addirittura sconcertante?Sinceramente non capisco cosa abbia di sconcertante....Anzi,mi sembra una risposta sensata...Mi puo' gentilmente spiegare la sua affermazione?

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

mi sembra che sul piano diagnostico ci sia totale confusione. Se NON ha una diagnosi, che senso ha darle una terapia antidepressiva ? La terapia antidepressiva funziona nella depressione, la "solitudine" che però non è una depressione non corrisponde ad una malattia. Non capisco se è un modo per dire che ha una depressione lieve, che comunque sarebbe una depressione. Comunque se psicologo e psichiatra lavorano insieme quantomeno dovrebbero concordare sulla diagnosi, altrimenti scusi che lavoro stanno facendo su che cosa ?

La risposta è una libera interpretazione. Per quanto se ne sa le ossessioni originano dall'alterata attività di alcune aree del cervello, e come per tutti i disturbi c'è una componente genetica. Ma non ci deve essere un perché psicologico. E se c'è in base a che cosa si stabilisce che il senso sia quello ?
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente
gentile Dr Pacini,

Proprio ieri,durante il mio ultimo consulto con la psicologa,lei mi ha detto che concroda con lo psichiatra che il mio e' un disturbo dell'umore,e che i farmaci che mi stanno dando servono appunto per quello,e che anche le ossessioni sarebbero da imputare a questo disturbo dell'umore.E che comunque con una terapia farmacologica regolare piano piano le ossessioni se ne andranno.

Lo psichiatra quando gli descrivevo i miei sintomi mi ha detto:per caso lei ha qualche caso di depressione in famiglia?

Io gli ho risposto mia madre,perche' effettivamente e' vero.

E lui allora ha fatto un espressione come per dire:allora si spiega tutto...

e mi ha prescritto il Cipralex.

Io gli ho chiesto:ma allora ho la depressione?

E lui:in realta' lei non ha sintomi riconducibili ad un disturbo in particolare.Ha dei sintomi tipici della depressione,ma non si puo' parlare proprio di depressione,nel suo caso...


Non so,questa puo' essere una diagnosi?


[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Mi sembra che una diagnosi in tutto ciò non ci sia. Sarà il caso che qualcuno la faccia. Anche perché il farmaco sottodosato non capisco a cosa miri.
Che le ossessioni siano legate al disturbo dell'umore può essere, non che siano "dovute" al disturbo dell'umore.
Concordo che i sintomi con una buona terapia se ne vanno in genere. Ma questo è vero quando si prende "la mira" contro un disturbo con un nome preciso. Altrimenti si va un pò a senso, può darsi che si ottengano miglioramenti ma non si capisce bene che percorso si sta facendo. Dico biologicamente.

Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente
Capisco.

Purtroppo le ho detto tutto quello che sapevo e che mi hanno detto i miei due curanti in merito al mio disturbo.

le faccio un'ultima domanda in modo da poter essere piu' precisa l'eventuale prossima volta che scrivero' qui:

Cosa devo dire ai miei due curanti per sapere con precisione la mia diagnosi?

Io l'altra volta avevo chiesto esplicitamente cosa avevo,e le risposte che ho ricevuto le ha lette.Allora come devo fare?

L'unica cosa che so e' cio' che non ho.Ero molto preoccupata di avere la schizofenia,e la psicologa ha detto che si sente di escludere totalmente questa malattia,e che tra il mio disturbo e la schizofrenia c'e' un abisso,quindi posso stare tranquilla.

Mi sono sentita molto rassicurata.Perche' quello che mi preoccupava maggiormente era il fatto di avere qualcosa di incurabile,e la schizofrenia e' per antonomasia la malattia psichiatrica non curabile per eccellenza.

E io voglio avere la speranza di arrivare un giorno a stare di nuovo bene.

In ogni caso con la mia psicologa c'e' un rapporto di totale fiducia,quello che pensa di me me lo dice,su mia esplicita richiesta.le ho chiesto di dirmi tutto in merito al mio disturbo,anche se pensa che potrebbe ferirmi,perche' io ho bisogno di verita'.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il rapporto di fiducia è certamente importante, ma le diagnosi si devono esprimere in maniera codificata, magari approssimativa, ma al momento non è neanche chiaro il campo: sintomi depressivi ma non depressione, ossessioni stando a quanto riferisce lei ma non diagnosi di disturbo ossessivo. Disturbo dell'umore secondo la psicologa ma il medico non ne diagnostica uno con un nome preciso.
Non so i motivi per cui non riceve una diagnosi, comunque il farmaco in questione ha delle indicazioni precise riportate sul foglietto. Senza diagnosi non vedo poi - le ripeto - come si faccia a capire cosa si sta curando e a interpretarne l'evoluzione se non seguendo i sintomi volta per volta. Ma sarebbe un metodo un pò "cieco".
Riguardo alle interpretazioni, per dare una risposta o raccontarle una teoria si fa presto, ne esistono numerose, ma c'è una metodologia per studiare le malattie, il fatto che il racconto teorico di come nascono le ossessioni "torni" secondo una logica è possibilissimo, anzi è facile, ma questo non significa che vi sia del vero.
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dopo circa una settimana di trattamento a 5mg, e' d'uso aumentare il dosaggio del cipralex per portarlo al dosaggio minimo efficace per poi rivalutare a quattro settimane e dopo qualche altra settimana eventualmente per un aumento.

Il fatto che le venga fatta una diagnosi di "depressione lieve" non vuol dire che e' lecito sottodosare il farmaco mentre, una volta stabilita una diagnosi su un disturbo dell'umore, il dosaggio deve essere sempre efficace.

Altrimenti, aumentano solo gli effetti collaterali, aumentano le problematiche ansiose e non si ha una soluzione.

Dopodiche', valutati questi aspetti e considerata l'anamnesi familiare per problematiche psichiatriche, il trattamento deve essere valido ed efficace.
Oltretutto se la sua vita sociale e' ridotta vanno considerate le motivazioni cliniche di tale riduzione considerando nella diagnosi differenziale anche i disturbi d'ansia, nonche' altre diagnosi importanti per la valutazione.

Tra l'altro non si puo' prescindere dalle sue altre richieste in questo sito.

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