Utente 316XXX
Salve, Sono un ragazzo di 26 anni, Scrivo perché provengo da una storia familiare difficile, sono stato abusato emotivamente e non mi sono mai trovato bene con la mia famiglia, in quanto disfunzionale, tuttavia non me ne rendevo conto e ho sempre subito gli abusi dei miei genitori anche se involontariamente, pensavo di essere felice invece ho scoperto la felicità quando mi sono fidanzato, mi sono messo insieme a un collega di medicina (studio medicina) e sono andato a vivere da lui con i suoi in quanto sono fuorisede. Mi sono trovato benissimo, ma relazione complicata perché lui si doveva ancora accettare. Stando lì ho capito per la prima volta cosa voleva dire essere amato e sentirsi a casa. Senza accorgermene ho cominciato a piangere e a sfogare con lui ciò che mi era successo rendendomi conto del male che avevo subito e sviluppando una sorta di rabbia nei confronti della mia casa, dei miei genitori e anche di me stesso del passato, é come se avessi aperto gli occhi, il vaso di pandora, ed é uscito tutto lo schifo che mi tenevo dentro. Purtroppo ci siamo lasciati e sono andato a vivere da solo, ci ho sofferto così tanto da sviluppare attacchi di panico e ansia per il forte attaccamento. Sono andato da uno psicoterapeuta, ci vado da un anno ma ho ottenuto poco, ho preso per 5 mesi xanax ma senza effetto. Ho lasciato le xanax, riesco a gestire l'ansia ma c'è di più: é come se non provassi nulla, anche se so cosa dovrei provare nei vari contesti, ho sviluppato ansia sociale, amnesia, ho fatto cose ma é come se non le avessi fatte veramente, é tutto surreale. Non mi sono goduto i 4 anni di medicina perché sono come dissociato. La diagnosi é stata di depersonalizzazione sensa derealizzazione. Ultimamente le cose stanno peggiorando, mi capita i dormire e rivivere le sensazioni che ho vissuto durante la convivenza e di sentirmi felice nel sogno, ma é un incubo perché non mi sentirò più cosi felice ne mi ci sento in famiglia. É Come se l'essere stato felice fosse stato il trauma. Inoltre quando mi sveglio dopo questi sogni, mi sento in collera, arrabbiato, l'ansia é à mille, non voglio vedere nessuno, ho rabbia verso la mia famiglia. Non riesco a controllarmi, siamo colleghi con questo ragazzo e vederlo ogni giorno non aiuta. Vorrei fare una domanda: può un disturbo da stress post traumatico (mio sospetto) essere dovuto a una troppa felicità? E creare in me una dissociazione forte tanto da non ricordare le Cose che ho fatto? É come se avessi rifiutato i miei genitori ma allo stesso tempo avessi rifiutato il me del passato. Vivere così é molto difficile. Sto cercando di guardare in faccia la realtà, di accettare il me del passato e il me di ora, anche se le sento davvero come due persone diverse, e sto cercando di accettare i miei e voglio farlo perché ho capito che hanno sbagliato ma non per loro volontà. Ma la sensazione di felicità non torna mai più e non mi sento a casa e sveglio sereno da nessuna parte. Cosa posso fare? Grazie in anticipo a tutti.

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
20% attualità
16% socialità
REGGIO DI CALABRIA (RC)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Gentile Utente,

il disturbo post traumatico da stess riconosce altre cause e condizioni rispetto a quanto descrive lei.
Episodi di deralizzazione possono presentarsi in vari disturbi, come possono essere anche determinati da periodi di stress e affaticamento.
Resta la necessità probabilmente di una efficace psicoterapia,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 316XXX

Grazie dottore per la sua spiegazione! Lei pensa che semplicemente con psicoterapia tutto possa risolversi? Perché é davvero difficile per me mantenere il contatto con la realtà. Il mio psicoterapeuta dice che provengo da un ambiente davvero molto difficile e che ho subito dolori per anni, che ho dovuto sopravvivere ma che adesso é tempo di concentrarsi su di me e di avere piena consapevolezza di chi sono e di cosa sono in grado di fsre, soprattutto della realtà. C'è di fatto però che in quella famiglia mi sono sentito realmente a casa mia e che ora non riesco più a sentirmi felice e sereno, anzi, gli attacchi di panico sono giornalieri ma non mollo. É come se la vita che ho vissuto e che sto vivendo sia si un'altra persona e che io non so chi sono più. Pratico ogni giorno una tecnica: mi metto a pensare alla realtà e questo funziona, cerco di accettarla, di capire cosa é da cosa é stato senza immaginare niente. Si riesce ad uscire da questa condizione? Avete dei consigli? Grazie mille in anticipo a tutti!

[#3]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
20% attualità
16% socialità
REGGIO DI CALABRIA (RC)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
se si trova bene con il suo psicoterapeuta non le resta che proseguire fiducioso; provenire da una famiglia o da situazioni difficili può determinare difficoltà e problemi ma non può essere preso come una regola, in quanto la realtà spesso è più complessa di come la immaginiamo,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta